Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Città del Messico verso la depenalizzazione del sex work, si concentra su come ridurre il traffico sessuale

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Maria Cristina del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

Il sex work è consentito in gran parte del Messico ma ogni Stato ha regole diverse e talvolta poco chiare, che portano i/le lavoratori/trici ad operare spesso all’interno di vuoti legislativi.

Di Christine Murray

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Personale/Politico, R-Esistenze

Persone trans senza diritti: le donne non sono le uniche persone che hanno bisogno di abortire!

Jack Qu’emi Gutiérrez

 

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Benz del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

di Alanna Vagianos

Anche gli uomini transgender e altre persone non binarie devono sottoporsi a procedure abortive. Ma nessuno parla di come le ultime svolte legislative in America hanno un impatto su di loro.

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Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze

“La mia datrice di lavoro manifesta e io le tengo i bambini”

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Antida del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

Donne immigrate, sprovviste di statuto legale, manifesteranno il 14 giugno. Porteranno con sé delle forme di cartone in rappresentanza di tutte coloro che non potranno partecipare.

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Antisessismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Il suffragio femminile in Italia

di Samantha Musolino

Il dibattito sul suffragio femminile in Italia fu lento e burrascoso, così come lenta fu la “concessione” del diritto di voto alle italiane. Il movimento delle donne in Italia prese piede principalmente dall’iniziativa di coloro che furono attive durante il Risorgimento, ma che non videro riconosciuto in loro impegno a favore dell’unificazione. Alcune giovani (pochissime) ottennero il voto per meriti patriottici, come Marianna de Crescenzo, la quale accolse Garibaldi al suo arrivo a Napoli, e la poetessa Maria Alinda Bonacci, che compose carmi ed epigrafi per il re.

Molti Paesi europei riconobbero questo fondamentale diritto alle proprie cittadine principalmente dopo la Prima Guerra Mondiale, con l’eccezione di paesi virtuosi come Finlandia (1906), Norvegia (1913) e Danimarca (1915). In Italia, una delle personalità più attive in tal senso fu Anna Maria Mozzoni, la quale presentò due petizioni nel 1877 e nel 1883, che ebbero scarso seguito. In parte si rifece a Mozzoni il repubblicano Mirabelli, con un disegno di legge del 1904 che prevedeva l’accesso delle donne al voto amministrativo. La proposta naufragò, ma è proprio da questo episodio che una parte delle emancipazioniste italiane si iscrisse nelle liste elettorali del Paese, approfittando di cavilli nel codice che non ammettevano il voto alle donne ma nemmeno lo negavano. Continue reading “Il suffragio femminile in Italia”

Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, Recensioni

Fleabag e Dietland, due serie tv a confronto

Due serie tv a confronto. Fleabag e Dietland. La prima è scanzonata, irriverente, prende in giro tutto e tutti e la protagonista prende in giro se stessa e svela le sue incoerenze ogni volta che viene messa a confronto con donne che si definiscono femministe esibendo persone compatibili come fenomeno da baraccone. Ecco il mio amico pittore trans, la mia amica bisessuale che vive con una comunità poliamorosa, il mio amico gay, nero, eccetera eccetera. La matrigna della protagonista è l’esempio perfetto di questo tipo di esibizioni che riducono a convenzioni le battaglie individuali e collettive di tante persone. Esilarante il modo che ha la protagonista di svelare le ipocrisie di un contesto che mette un certo femminismo sullo stesso piano di ordini monacali. Come per il seminario rivolto a donne in un casale di campagna dove le donne venivano condannate al silenzio, non senza fare le pulizie di primavera per conto delle consorelle a capo della struttura, e allo stesso tempo, in un’altra ala dello stesso spazio un altro seminario rivolto a uomini dove essi potevano, tanto per cambiare, usare bambole gonfiabili per sfogarsi urlando “troia, bagascia, puttana”. Continue reading “Fleabag e Dietland, due serie tv a confronto”

Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

La diffusione dell’abito da ancella come icona visiva

Donne vestite con i costumi de Il racconto dell’ancella mettono in scena una protesta contro il Presidente Donald Trump e il vice presidente Mike Pence all’esterno dell’Alexander Hamilton Customs House, New York, 2018. Foto di Atilgan Ozdil/Anadolu.

 

Articolo scritto da Alina Cohen*

In lingua originale QUI. Traduzione di Antida del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

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Antisessismo, Attivismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Femminismi in Grecia: contro il governo che cambia la definizione di “stupro”

di Elisabetta Garieri

Anche in Grecia da qualche anno fioriscono nuovi movimenti femministi e LGBTQ+ radicali, contro l’intensificarsi dell’attacco alle soggettività più vulnerabili da parte del sistema patriarcale. È un sistema incarnato da uomini che stuprano e uccidono le donne, ma anche da estremisti di destra e polizia, da sempre pericolosamente conniventi, e ancora di più da quando esiste il partito neonazista Alba Dorata.

«Governo e sbirri, tv e giudici, sono loro a ripulire tutti gli stupratori. Assemblea: Senza consenso è stupro»

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

L’uomo consolazione

In quest’epoca in cui la parola femminismo è tanto maltrattata e l’idea di donna che ha acquisito qualche diritto è inficiata dall’eccesso di doveri che una donna cumula per garantirsi il diritto alla “propria differenza sessuale” (grazie anche alle femministe della differenza, ma proprio grazie eh!), a me pare ovvio che i vari “sposati e sii sottomessa” possano assumere un certo appeal.

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Antisessismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

#BodyLiberationFront: la pratica femminista mi ha cambiato la vita

Il contributo di X per la campagna #BodyLiberationFront
 
lei scrive:
 
La storia del mio corpo è anche la storia di come la pratica femminista mi ha cambiato la vita.
 
Sono cresciuta con un corpo magro e secco che raggiunse la pubertà più tardi degli altri. La minuscola taglia del mio seno iniziò a tormentarmi quando tutte attorno a me mi apparivano donne formate e formose, e io mi guardavo allo specchio e vedevo un corpo da bimba e niente di più. Le compagne delle medie mi dicevano che sembravo un palloncino; un corpo esile con una grande testa. Le compagne delle superiori, più tardi, mi dicevano che ero una tavola da surf; che il mio seno era ridicolo; che a salvarmi, dato il mio viso “non bello, forse interessante” erano le gambe esili. Io mi rifugiavo nei libri e nello studio e pensavo che non sarei mai stata bella, e che tanto valeva pensare solo a coltivare mondi e nozioni nella mia testa e nei libri: il corpo non è importante, pensavo. Non capivo, allora, che sono anche il mio corpo, che non c’è antitesi tra l’essere bella ed essere intelligente. Mi rifugiavo in una cosa perché non potevo, pensavo, essere l’altra.

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