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“Macron e il ventre delle donne africane, un’ideologia misogina e paternalista”

Per rispondere ad un giornalista ivoriano che lo interrogava sullo sviluppo dell’Africa in una conferenza stampa a margine del G20, il presidente francese Macron ha dichiarato che “Oggi la sfida dell’Africa è completamente diversa, è molto più profonda, è di civiltà” e che “Quando alcuni paesi ancora oggi hanno da sette a otto figli per donna, potete decidere di spenderci dei miliardi di euro, ma non stabilizzerete niente”. 
Queste dichiarazioni hanno ancora una volta acceso il dibattito sui social media, pochi giorni dopo quella secondo cui “Ci sono le persone che riescono e poi quelle che non sono niente”.   [Read more…]

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Non sono “pippe mentali”. L’abc femminista spiegato ai/alle newbies

Sulla pagina facebook è ricominciata la campagna body liberation front. Ciascuna invia una foto della parte di se’ che non preferisce o di cui va fiera e ci racconta quel che significa per lei. Quali stati d’animo sono legati all’essere magre, sovrappeso, troppo chiare di carnagione o con cellulite, smagliature, cicatrici e tutto quel che fa sentire ciascuna delle persone che si raccontano non a proprio agio con se stesse.

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Almeno fatemi ridere

Lei scrive:

Cara Eretica, si può scherzare sullo stupro? Le battute sullo stupro possono essere divertenti? Te lo scrivo perché mi pare che la reazione normale sulla pagina quando viene pubblicato qualcosa al riguardo (penso al post sulla occupazione italiana in Etiopia) sia troppe volte quella di “eh, ma si tratta di black humor!” (che – come ha giustamente commentato qualcuno – sembrerebbe essere il nuovo “e fatevela una risata”).

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L’insulto è un atto politico

da Comune-Info.Net

Maria Galindo, femminista del Collettivo Mujeres Creando, è di certo tra le donne che hanno ricevuto più insulti nel mondo. La sua lunga e coraggiosa attività creativa, in un paese tutt’altro che facile come la Bolivia, è sempre stata segnata da azioni dirompenti e provocatorie nei confronti del dominio maschile e dell’ipocrisia dello Stato e della Chiesa cattolica. È dunque in primo luogo l’esperienza che la spinge a riflettere sulle possibilità concrete di neutralizzare la portata e la valenza politica di comportamenti – quasi sempre ispirati dalla debolezza, dall’incapacità di confronto e dalla frustrazione – che però acquisiscono efficacia solo nel momento in cui fanno male. Quando l’insulto incontra indifferenza o ironia, perde invece ogni possibilità di umiliare o di screditare la persona che lo subisce. Per questo ridere di un insulto che ci viene diretto non è solo un segno di forza ma un atto politico che afferma una grande e bella libertà [Read more…]

Io genderqueer: ho bisogno del femminismo perchè

L*i scrive:

Cara Eretica, la tua pagina e le persone che vi scrivono offrono tanti spunti di riflessione a cui vorrei dare un contributo, e oggi ho deciso di lasciarti un messaggio in veste di sfogo.
In ogni caso, mi piacerebbe rimanere anonimo.

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Ni Una Menos Argentina: la ribellione delle donne dal basso

Dal blog del Comitato Carlos Fonseca che ringrazio per la traduzione. Grazie a Maria Antonietta D’Emilio per la segnalazione.

di María Galindo

Un’analisi del movimento sociale argentino Ni Una Menos, dal punto di vista della femminista boliviana María Galindo, che da anni tesse legami di ribellione con organizzazioni, quartieri e donne del nostro paese (Argentina). Cosa rappresenta questo movimento nel contesto della lotta mondiale delle donne, cosa contribuisce alla depatriarcalizzazione che è in marcia nell’America Latina e perché non può essere esportata. Un testo per sollevare il dibattito.

Vogliamo tutto il paradiso [Read more…]

Non Una Di Meno – da movimento in partito? Eccovi il richiamo al: sapevi con chi avevi a che fare e mo ti rassegni!

Dopo il mio post di riflessione a contributo della discussione su quel che accade nelle dinamiche interne a Non Una Di Meno trovo un commento al quale ho risposto velocemente ma rinviando ad un’altra analisi politica e lettura delle pratiche NON condivise che in tante subiamo. Tante, voglio dirlo, non solo io sono perplessa su quel che sta avvenendo.

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Non Una Di Meno: e così fu che diventò un partito politico vecchio stile?

Al netto del bilancio sull’esperienza condivisa con il movimento NON UNA DI MENO sento di dover ringraziare le compagne e i compagni che l’hanno attraversato per la loro generosità, libertà, capacità di rielaborare contenuti e dare nuove visioni di problemi triti e ritriti. Tanta ricchezza ma. Pur temendo il “ma” infine bisogna tirarlo fuori. Per evitare di lasciarsi inglobare in percorsi non condivisi, poco trasparenti e impositivi e affinché si ribadisca l’estrema eterogeneità, di persone, idee, contenuti, del movimento NUDM.
Fare parte di un movimento non significa dover cancellare le singole identità e soggettività politiche. Perciò è apprezzabile la pratica della discussione a partire dal basso e il saper coniugare rispetto per le singole e diverse opinioni con la volontà di non cedere a identitarismi normativi in cui i femminismi vengono ricondotti, normalizzandoli, ad un unico femminismo.

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