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Si chiamava Michela ed è stata uccisa

E’ così. Non si può parlare della morte di questa ragazza come di un semplice suicidio. Non lo è. Questa ragazza è stata indotta al suicidio, ergo è stata uccisa. E’ stata uccisa la sua volontà, la sua sicurezza, la sua autostima, tutto annegato in un mare di colpevolizzazione e vergogna, in un Paese in cui ancora è troppo importante la santità di una donna, tanto da non consentire che sia riconosciuta la violenza che subisce.

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Le donne che subiscono violenza non sono sempre “madri”

Lui scrive:

Ciao Eretica e un saluto a tutto lo staff!

Segnalo alla comunità di Abbatto i Muri un’imbarazzante pubblicità in stile “pubblicità progresso” che sta girando sui regionali di Trenitalia. Stamani sono raggelato dinanzi all’ennesimo episodio di finto perbenismo rivolto al delicato tema della violenza sulle donne: è il caso di una pubblicità che è autentica mistificazione del problema stesso, la riproduzione del problema con l’inganno, anziché la soluzione: è la malattia, non la cura.

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Risarcimento per femminicidio? Non ce ne frega niente!

Dell’elemosina di stato ce ne freghiamo, l’abbiamo sempre detto. Quello che però torna ad essere chiaro è quanto sia inutile e normativa la legge contro il femminicidio. Le somme spettanti sono descritte QUI, con un appunto:

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#Skioffi e la non-arte di un rutto misogino

Io non penso che certe manifestazioni di pensieri di merda vadano censurate. Direi che questi sottoprodotti di subcultura machista mettono in scena quel che tanti coglioni pensano. Scusate il mio gergo ma scrivo di pancia dopo aver visto questo video. Di pancia gradirei che un meteorite si scagliasse su questo coso che probabilmente pensa perfino di essere un artista. Razionalmente mi rendo conto che la vista di questo video, con codesto signore che tratta una donna come una bambola realmente inanimata, cioè defunta, cadavere, finita, suscita un dolore forte, così forte da produrre, a mio avviso, l’effetto opposto.

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Quel pozzo senza fondo in cui giacciono le vittime di violenza di genere

saputa la notizia della fine che quello stronzetto assassino ha fatto fare ad una ragazza che aveva tutta la vita davanti, mi viene solo da dire che  quel pozzo in cui hanno trovato il suo cadavere è lo stesso pozzo in cui sono seppellite tante persone vittime di violenza di genere, vittime di chi inventa la balla dell’ideologia gender per evitare che nelle scuole si parli di educazione al rispetto dei generi e che si contestualizzino i delitti provando a prevenirli senza che se ne parli come un’emergenza da risolvere col pugno forte dello Stato. non è un’emergenza. è una questione strutturale, dipende da una cultura che va messa in discussione, una cultura che legittima delitti, stupri, e ogni azione criminale volta a sottomettere la volontà dell’altr@.

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Femminicida? No. E’ stata “una mano uscita dal nulla” (sigh!)

Sapete cosa mancava alla serie di frasi inopportune usate per non-descrivere un femminicidio? Esattamente quella che sta nell’articolo pubblicato oggi dall’Adige. Il tono non è diverso da un pezzo pubblicato sul sito della stessa testata. Dice che lui si era sentito perso. Talmente perso che è riuscito a seguire la quasi ex-fidanzata, colpevolizzata per aver fatto sentire perso il suo carnefice, per tutta la casa sparandole poi ben quattro colpi di pistola.

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Se ubbidisci lui ti uccide

Lui scrive:

“Cara eretica,

Seguo la tua pagina e il tuo blog da tempo, la maggior parte dei tuoi post li condivido anche se in poche cose dissento. È comunque una pagina meravigliosa con storie incredibili. Ma ti devo segnalare questa foto che è veramente squallida che ho trovato su un social network. Ho espresso il mio disgusto e il mio rigurgito. “Se ubbidisci non ti uccide” ma che razza di post è questo? Significa che una donna pur di sopravvivere alle sevizie del proprio uomo deve sempre accettare e ubbidire quando le fa del male?
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