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Iniziative contro il #ddlPillon: non faccio lotte con Terf, Swerf e anti/gpa

[Come immagine scelgo l’ombrello rosso, simbolo delle lotte delle sex workers, non a caso]

Mi chiedono se parteciperò alle iniziative contro il ddl Pillon. Nella città in cui vivo c’è già stata un’assemblea partecipata alla quale avrei partecipato anch’io se stessi bene di salute. Sarei andata però solo perché so che nella città in cui abito le compagne, le sorelle, le femministe che conosco non hanno pregiudizi di sorta, non vanno per stereotipi, non sono Terf, femministe radicali trans escludenti, e non sono swerf, femministe radicali sex workers escludenti.

Condivido la lotta perché del ddl 735, leggendolo e analizzandolo da più punti di vista, non condivido niente, ma non posso dimenticare che il femminismo è intersezionale e che le lotte, tutte, dovrebbero essere condivise a partire da un punto di vista che deve essere, per l’appunto, intersezionale.

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Stupro e femminicidio, per Desirée: Appello alle sorelle femministe di tutto il mondo

Dopo la feroce vicenda di Desirée, senza dimenticare le strumentalizzazioni conseguenti, il gruppo di lavoro di Abbatto i Muri ha deciso di scrivere un appello, in più lingue, da rivolgere alle compagne, alle sorelle, alle femministe di tutto il mondo, affinché tutte noi – inclusi voi che leggete – potessimo diffondere notizie non filtrate dai media mainstream sulla situazione orribile in cui le donne si trovano in Italia. Già alcune si sono mosse con la lettura radiofonica dell’appello in altre lingue e con la sua condivisione attraverso mailing list, forum, gruppi sui social, perché si sappia quello che stiamo vivendo e che ci troviamo ad affrontare. L’invito alla diffusione ovviamente è rivolto a tutt* voi. Così vi postiamo qui di seguito l’appello in lingua italiana e poi le traduzioni in più lingue da diffondere alle reti sociali, femministe, di tutto il mondo. Grazie a chi ci aiuterà a compiere questa azione di contro-informazione.

Ps: Alle traduzioni allegate se ne aggiungeranno altre. Se c’è chi conosce altre lingue scriva pure a abbattoimuri@gmail.com

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ALLE SORELLE FEMMINISTE DI TUTTO IL MONDO

 

Care amiche,

siamo la comunità di Abbatto i Muri, un collettivo che si occupa di sensibilizzare e informare sulla violenza di genere, cultura dello stupro e femminicidio in Italia. Vi scriviamo perché in questi giorni ci troviamo a vivere una specie di incubo dal quale vorremmo uscire.

Nella notte tra il 25 e il 26 di ottobre è stato ritrovato il corpo senza vita di una ragazzina di 16 anni, Desirée, nel quartiere di San Lorenzo a Roma. Dopo l’autopsia si apprese che la giovane aveva assunto una overdose di eroina ed era stata stuprata da un gruppo di uomini. Come se non bastasse il dolore causato dalla vicenda, si aggiunge la rabbia nel vedere come il nostro Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, esponente del partito razzista, machista, omofobo e xenofobo Lega Nord, si sia precipitato sulla scena del crimine per usare questo tipo di delitti per portare avanti la sua campagna contro gli immigrati.

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Il mio problema con le transfobiche (me inclusa)

Manifestazione trans a Madrid

 

Questo è un articolo di Gabriela Wiener tratto da eldiario.es (traduzione di Angela)

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Lesbiche, bisessuali, transessuali, persone non binarie come soggetti politici, non combattiamo solamente contro l’oppressione della libertà sessuale e l’eteronorma, combattiamo contro il patriarcato in tutta la sua folle violenza e il razzismo.

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La Disforia di Genere a insorgenza rapida è una bugia velenosa utilizzata per screditare le persone trans

 

Questo è un articolo di Liz Duck-Chong pubblicato sul The Guardian (traduzione di Mariangela)

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La lobby anti-trans è ricorsa alla pseudoscienza per attaccare giovani vulnerabili.

Se voi doveste comprendere due questioni sulle persone transgender, io vorrei fossero queste:

1) che siamo sempre esistiti;

2) che siamo sempre stati attaccati per la nostra esistenza.

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Ti ribelli alle molestie? L’uomo dice “Te meno” e una donna ti schiaffeggia!

Lei scrive:

Cara Eretica,

Ti scrivo a caldo, appena rientrata a casa dopo aver subito in quanto donna l’ennesimo episodio di violenza maschile quotidiana.

Sono una ragazza di 26 anni e per pagare le bollette faccio la dogsitter nel mio quartiere. Ogni giorno, per due o più volte, per prendere e riportare i/le can* passo in una strada dove trovi le poste, un autolavaggio, un ortofrutta, un tabaccaio, un macellaio; esattamente davanti le poste ci sono due panchine dove per tutta la mattina ci sono un gruppo di signore anziane che chiacchierano e un uomo di 52 anni (come mi ha specificato oggi) che adora fare commenti su tutto, compresa me. Da un anno mi trovo così a convivere con questa situazione quotidianamente: ci sono giorni in cui i commenti non vengono fatti, ma ce ne sono tanti altri invece in cui alle spalle sento riecheggiare frasi come “Eccola, tie’! Mamma mia che je farei..”, “Guardala, guardala!” – sguardo complice con l’amico, fino al “Madonna.. se te pio non lo sai che te farei! Te sfonno tutta, tutta!!”.

Per mia decisione ho scelto di ignorare tutti questi commenti, cercando di farmeli scivolare addosso perché non “ne valeva la pena/se dai retta a uno poi devi rispondere a tutti/etc.”. Un comportamento che mi sono consapevolmente imposta, reprimendo la persona forte e decisa che sono, per una strana (e socialmente definita) paura del giudizio negativo che una risposta diretta e arrabbiata avrebbe potuto suscitare tra coloro che vi avrebbero assistito.

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Lottare per i diritti delle persone trans vuol dire lottare per le donne e contro il patriarcato

Questo è un pezzo scritto su The Guardian da Mischa Haider (traduzione di Ilga)

Attaccare le persone transgender, specialmente le donne transgender, è diventata la strategia prediletta per gli autoritari e Trump non è un’eccezione. Domenica, il New York Times ha riportato che l’amministrazione di Trump sta tentando di limitare l’identità di genere a quella assegnata alla nascita, perciò sta negando alle persone transgender di avere il loro spazio nella società.

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Il fatto che la misandria venga considerato un crimine d’odio dovrebbe preoccupare chiunque crede nell’uguaglianza.

Questo è un pezzo di Victoria Smith, pubblicato dall’Indipendent UK, in cui si commenta una potenziale scelta governativa che equiparerebbe misoginia e misandria, entrambi da considerare come crimini d’odio. Per la traduzione (non letterale) ringraziamo Lisa.      

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Sembra che non ci sia niente che le donne possano avere – nemmeno il loro status di sesso marginalizzato – che gli uomini non vogliono condividere con loro.

Le donne eh? Sempre a dire che vogliono lo stesso trattamento, poi, nel momento in cui viene offerto loro, cominciano a lamentarsi.

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