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#17Maggio a Parma: Giornata internazionale contro l’omobitransfobia

L’associazione LGBTQIAP+ di Parma Asterisco per oggi hanno organizzato una marcia contro la discriminazione verso tutti gli orientamenti sessuali e identità di genere. Quello che leggete in basso è il discorso di apertura che scritto da Eleonora per Asterisco. Buona lettura e buon 17 maggio a tutt*!

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Oggi è la giornata internazionale contro l’omobitransfobia, una giornata spesso presentata dalle istituzioni e dai media in modo fuorviante: troppe volte infatti l’omofobia è trattata come se coincidesse esclusivamente con la violenza visibile commessa da bigotti e ignoranti e troppe volte si parla solo di omofobia, senza tenere conto della violenza perpetrata sugli altri orientamenti sessuali e identità di genere.

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Sense8: Vanity Fair censura le sorelle Wachowski

Articolo di Ethan Bonali e Porella Cuccarini

Venerdì scorso la piattaforma Netflix ha finalmente rilasciato la seconda

stagione di una delle serie più attese del 2017: Sense8, ideato e diretto dalle sorelle Wachowski.

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L’insegnante Trans di Vicenza e l’assessora: rispondere con storie di vite reali alla retorica della transfobia

di Ethan Bonali

La vicenda che ha visto coinvolta l’insegnante transgender di Vicenza (http://www.vvox.it/2017/04/12/vicenza-prof-trans-su-sito-escort-sospesa/)

e le gravi dichiarazioni dell’assessora regionale all’istruzione, Elena Donazzan, mi hanno spinto a proporvi tre storie di professori transgender per rispondere, con il racconto di vite reali, ad una retorica che sfrutta un’immagine falsa e costruita su preconcetti per fare “politica”, perché é sul reale, e non sulle convinzioni infondate e su immagini demagogiche che si prendono le decisioni politiche.

Stupisce ogni volta come, per limitare i diritti altrui, si strumentalizzino sempre i bambini ai quali si nega, però, ogni diritto di autodeterminazione in nome della tutela. [Read more…]

NoSupportForMe

L’immagine è di Dave Cockrum, the X-mens Storm, apparsa per la prima volta nel 1976

 

di Ladyneutrone

Sono una delle tante persone transgender MTF (donna transgender) che su questo pianeta non ha avuto il supporto e la vicinanza della famiglia per poter perseguire la via di uscita da questa condizione che non permette di vivere. Almeno per me è stato totalizzante. La via di uscita è banale: assumere gli ormoni presenti nel sesso opposto, nel mio caso il sesso femminile e sopprimere gli ormoni del sesso biologico natale, nel mio caso maschile. Questa soluzione si può avviare solo attraverso un medico: un endocrinologo.

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Addio Italia, non ci vuoi abbastanza bene

Lei scrive:

Cara Eretica, prima di tutto, e come sempre, grazie del lavoro che fai. Ti scrivo per conviderti una storia: me ne vado via dall’Italia, di nuovo, perché a me e al mio nuovo amore serve un posto migliore di questo.

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Quando la famiglia non supporta una bambina transgender

Lei scrive:

Cara Eretica, ho seguito la discussione sui bambini transgender e vorrei esprimere la mia opinione se me lo permetti. Non voglio insegnare niente a nessuno. Voglio solo raccontare la mia storia. Sono nata maschio ma mi sentivo femmina. Non ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia che mi appoggiasse. La mia famiglia ha una istruzione media, è ignorante su molte cose e pensava di fare il mio bene quando mi ha proibito di indossare abiti da femmina o di giocare con le bambine. Mia madre, soprattutto, esprimeva preoccupazione per il mio futuro e tentava di convincermi che si trattava di una “fase”. Oh, quante volte me lo sono sentita dire. Tutta la mia vita, secondo molte persone, è stata ed è ancora una “fase”.

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Noncomforming anziché transgender: autodefinirsi senza attribuire ad altr* il proprio vissuto?

Sara ci ha inviato una lettera che abbiamo pubblicato pur considerando che meritasse critiche e approfondimenti, informativi, da parte di chi ha interesse a raccontare quale può essere la condizione di un bambino o una bambina transgender. Ethan le ha risposto QUI e quella che leggete sotto è la risposta ulteriore che Sara ha voluto inviarci. La discussione è aperta e giacché interessa invitiamo a prendere parola, dal personale al politico, a chi ha voglia di raccontarsi e dirne di più. Buona lettura!

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Ho trovato interessante l’interpretazione di Ethan, che mi identifica come una bambina nonconforming anziché transgender. Non ho difficoltà a raccogliere questo input e a rileggere la mia storia da questo punto di vista. Immagino che Ethan sappia meglio di me cosa significa essere transgender e, leggendo la mia esperienza, possa decidere che transgender non è la definizione più adeguata.

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Growin Up Coy: docu su una bambina transgender che può entrare nei bagni femminili

Appena finito di vedere il documentario Growin up Coy che potete vedere con sottotitoli in italiano su Netflix. E’ la storia di una bambina del Colorado, nata biologicamente maschio, e che sin dal primo momento in cui ha avuto la possibilità di farlo ha parlato di se stessa al femminile. E’ una bambina, che vuole giocare e stare con le bambine, che è triste, sta malissimo, se la maestra la chiama al maschile, e che vuole andare nel bagno femminile. I genitori: sicuramente non i classici frikkettoni di sinistra che si pensa abbiano interesse a imporre il GGienderr ai figli. Lui un ex militare e lei cresciuta in una comunità cristiana scientista. Hanno 5 figli, tra cui tre gemelli, e una vita molto complicata.

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Luca era gay o forse transgender?

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di Ethan Bonali
Oggi è arrivata una mail di una ragazza lgbt che si pone tra quelli che preferiscono “ci si vada piano con i bambini”. Occorre ribadire, pur restando perplesso che ce ne sia bisogno, che nessuno ha scritto che qualunque bambino con un comportamento nonconforming vada classificato come transgender. La storia che Sara ha condiviso con noi, e che riporto nei punti salienti, è una dimostrazione della necessità di una campagna informativa.
Sara esordisce parlando della sua infanzia di capelli corti, camicie da cowboy, giocattoli da maschietto, vergogna del corpo femminile. “Mi vergognavo del femminile, proprio come un bravo bambino maschio e maschilista”. Esatto! Aveva interiorizzato il disprezzo per la donna tanto da affermare “E quando gli sconosciuti mi scambiavano per maschio ero orgogliosissima”. In molte famiglie, specialmente cattoliche praticanti come quella in cui Sara afferma di essere cresciuta, è normale che le bambine ritengano molto più divertente il ruolo maschile di quello femminile. Infatti la sua avversione, per tutta la mail, si concentra più sui ruoli e l’espressione che sul corpo vero e proprio. Essere scambiata per maschio poteva essere il via libera ad attività desiderate ma impedite dall’educastrazione.

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#Lesbiche #Terf #Transfobia – le persone trans sono soggetti autodeterminati

Anna ci regala una sintesi di un pezzo, che trovate QUI in inglese, in cui si parla dell’effetto che ha sulla vita delle persone trans lo stigma transofobo  inflitto dalle femministe radicali trans escludenti. Sulle Terf potete trovare un po’ di materiale tradotto su questo blog (qui, qui, qui, qui, qui, qui). Eccovi la sintesi:

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