La posta di Eretica, Salute Mentale, Violenza

Ero troppo piccola e non potevo fare niente

Mi ha scritto una ragazza che ha letto il post sulle malattie mentali e sui modi sbagliati in cui alcuni medici le affrontano e mi ha raccontato quello che è successo a lei quando non era ancora maggiorenne. Aveva circa 14 anni un po’ più forse e all’improvviso non riusciva più a fare niente, a parlare, a concentrarsi, a dormire, a studiare. Si trovava in una condizione di immobilità e non riusciva a capirne la ragione e non sapeva spiegarla a chi tentava di capire quello che stava succedendo. I genitori la portarono da uno psichiatra che le prescrisse dei sedativi, banali benzodiazepine, per calmarla e farla dormire meglio. Lei comunque non stava bene e continuava ad avere sensazioni negative e a non riuscire a fare molto per se stessa o per chi le stava intorno.

Continuo’ a studiare con molta difficoltà anche se dovette saltare un anno. Quando ebbe compiuto diciotto anni decise di smettere di prendere quelle medicine e di rivolgersi a un altro medico. Il medico ovviamente dapprincipio le sconsigliò di smettere i farmaci all’improvviso e senza un piano graduale e poi le fece una semplice domanda che sarebbe stato utile le facesse lo psichiatra che l’aveva liquidata con le benzodiazepine. Il nuovo medico le chiese cosa le fosse successo nel periodo in cui comincio’ a star male. Una domanda semplice, per risalire ad una causa era necessario che lei ricordasse qualcosa di quel periodo. Lei ricordò di un brutto litigio tra sua madre e suo padre e del fatto che il padre aveva picchiato la mamma.

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Antiautoritarismo, Pensieri Liberi, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

Cronache postpsichiatriche: contraddizioni politiche e dilemmi privati

Appunti per la mia autobiografia.

Gli anni ’90 fino ai primi anni 2000 non furono per me soltanto ricchi di cambiamenti sul piano pubblico. Cambiò radicalmente anche il mio modo di espormi alla vita pubblica. Da persona timida e piena di insicurezze mi improvvisai trascinatrice sociale. Quando salii sul palco di un comizio la prima volta le gambe tremavano ma poi tutto fu più semplice. Ero in grado di parlare di mafia in luoghi in cui la mafia era presente. Facevo nomi e descrivevo situazioni rischiose da un microfono rivolto ad una piazza di paese completamente vuota, con guardoni agli angoli delle strade e gente timorosa di esporsi che ascoltava dietro le finestre chiuse. Ero giovanissima e mi portavano ovunque per farmi esprimere la mia opinione sulle cose. Come un simbolo di rinnovamento, qualcuno mi definiva “eroina”. In realtà nessuno sapeva che ero cresciuta in un contesto familiare che mi terrorizzava e che affrontare a muso duro mafiosi e politici corrotti non era nulla in confronto. Avevo rischiato di morire per mano di mio padre e poi per mano del mio ex marito. Pensavo di aver già vinto la mia guerra e che nulla avrebbe potuto farmi ancora del male.

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La posta di Eretica, MalaRazza, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze, Storie

MalaRazza: storia di una coppia precaria

Ho deciso di raccontarvi di me e di quello che mi succede aderendo all’appello di Abbatto i Muri. Non posso esaurire tutto in poche parole, quindi scriverò più post per cercare di descrivervi la mia situazione meglio che posso. Devo spiegare intanto la scelta di darmi il nome “Malarazza” perché lo sono, una di quelle che non si lamentano e che tirano fuori i denti. Il fatto è che serve a poco o, qualche volta, abbastanza.

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La posta di Eretica, Personale/Politico

Il mio post parto gemellare così tanto complicato

Lei scrive:

Ciao Eretica,
Dopo mille pensieri e mille volte che volevo scriverti, ma che non ho mai scritto adesso penso sia giunto il momento.

Sono madre da 8 mesi e sono gemelli, ho 38 anni e sono disoccupata, il mio compagno si fa carico di tutto. Dette queste generalità, cercherò di spiegare il mio stato emotivo che non è per niente positivo. Tutto inizia dal concepimento, confusione mista a gioia, dieci anni prima ho praticato una interruzione di gravidanza volontaria, scelta difficile e mi sono ripromessa che mai più avrei ricorso a questa pratica, perciò c’è poco da spiegare, l’età di entrambi per essere genitori è più che matura. Qualcosa di questa gravidanza mi disturba, all’epoca, cioè lo scorso anno, stavo per rimettermi in gioco con il lavoro e progetti indipendenti, ero al top.

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Autodeterminazione, Contributi Critici, Personale/Politico, R-Esistenze, Recensioni

In “God of War“ le mamme vengono per ultime

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Cecilia del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

In un gioco incentrato prevalentemente su padri e figli, il ruolo della madre è destinato ad essere invisibile o tossico.

Questo testo contiene spoilers di ‘God of War’, compresa la conclusione del gioco. Continua a leggere “In “God of War“ le mamme vengono per ultime”

La posta di Eretica, Personale/Politico

Mia figlia, disabile, molestata da un parente

Lei scrive:

Cara Eretica,

sono la mamma di una ragazza disabile che ha subito molestie sessuali per un anno da un parente del mio ex marito. Quando abbiamo scoperto quello che è successo abbiamo denunciato ma non è servito a niente. Ci tengo a dire che mia figlia non è abbandonata a se stessa e che suo padre non ha mai favorito alcun crimine. Vorrei anche sfatare un altro mito: queste cose non succedono solo in situazioni di degrado. Chi poteva immaginare che quell’uomo fosse così orribile e che facesse cose tanto mostruose. Veniva a trovarci a casa nostra e ha visto crescere quella ragazza che non è in grado di opporre un rifiuto. La sua disabilità non è solo motoria. Mia figlia ha problemi di comprensione di quello che le succede attorno e ha sempre accolto quell’uomo con un sorriso.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Donna. Disobbediente. Cattiva. Egoista

Non scegli la famiglia in cui nascere. Ti capita. Ecco tutto. A me è capitata una famiglia con un padre furioso e una madre al suo servizio, martire e sacrificata “per il bene dei figli”. Quando sono rimasta incinta non c’era niente che mi facilitasse l’idea di abortire e così ho partorito, attorniata da gente che mangiava confetti e confezionava copertine del colore adatto al sesso biologico della prole. Un parto doloroso e poi la sorpresa: non somigliavo affatto a mia madre. Non mi piaceva il martirio, il sacrificio, perciò ero egoista. Molto egoista. Talmente egoista da scegliere di ribellarmi all’altro padre padrone che entrò nella mia vita grazie ad uno spermatozoo e all’esaltazione del modello femminile sponsorizzato ovunque.

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

L’uomo consolazione

In quest’epoca in cui la parola femminismo è tanto maltrattata e l’idea di donna che ha acquisito qualche diritto è inficiata dall’eccesso di doveri che una donna cumula per garantirsi il diritto alla “propria differenza sessuale” (grazie anche alle femministe della differenza, ma proprio grazie eh!), a me pare ovvio che i vari “sposati e sii sottomessa” possano assumere un certo appeal.

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Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

#Monterotondo: legittima difesa. Ma perché i paternalisti parlano di bellezza e virtù dell’accusata?

Io non so come sia andata la storia della ragazza di Monterotondo, quella per cui si ipotizza la legittima difesa dopo la morte del padre dal quale l’intera famiglia, madre e sorelle, dovevano difendersi perché era un individuo violento. Mi sono soffermata a leggere del fatto che tutti sapessero ma nessuno aveva fatto nulla. I vicini di casa, i conoscenti, i parenti, Qualcuno che avrà visto i lividi o avrà sentito le urla? Ma si sa che i panni sporchi si lavano in famiglia e che tra moglie e marito non si osa mettere il dito. Quel che è certo è che a questa ragazza è toccata una sorte pessima perché non avrebbe dovuto essere costretta a difendere se stessa, la madre e le sorelle. Non avrebbe dovuto sostituirsi a nessuno. Invece ci si è trovata in mezzo e chi ha vissuto fatti violenti in famiglia sa perfettamente come capita quando l’ommu ‘i casa prende un oggetto e te lo lancia addosso, strattona tua madre o tua sorella o picchia tuo fratellino piccolo perché ha respirato con note che non gli suonavano giuste, manco fosse un direttore d’orchestra dei respiri familiari.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

La famiglia tradizionale? Io avrei preferito non nascere

Lei scrive:

Ciao a tutta la redazione di abbatto i muri.
Desidererei rimanere anonima, vi ringrazio.

Oggi vi racconterò il perché l’aborto è un importante diritto che le donne devono essere libere di utilizzare quando non vogliono il figlio che hanno concepito.
Io ho 23 anni, ho sofferto per 20 di questi e oggi mi porto ancora dietro i problemi di quei 20 anni passati a soffrire.
La mia mente è a soqquadro, il mio cervello mi sembra una viscida poltiglia nera che mi cola amara giù per la gola quando ricordo tutto il male che ho subito, solo per il fatto di esistere. Solo per il fatto di essere nata contro la volontà di mia madre.

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Mio padre ha molestato la mia amica. A qualcuno importa come sto io?

Lei scrive:

Una mia cara amica ha accusato mio padre di molestie sessuali ripetute nel corso del tempo. Io non sono rimasta troppo stupita dalla dichiarazione, in fondo a me stessa sapevo che poteva fare cose del genere. Sono stata molto male, ho pianto, urlato, non dormivo, avevo la nausea e un nodo allo stomaco che non passava mai. Ho litigato con mio padre.

Ho litigato con tutti, ho allontanato la mia cara amica. Mi sentivo malissimo, non riuscivo a pensare a niente altro. Mio padre disperato piangeva e tra le lacrime diceva non è vero niente, non è vero niente, almeno tu che sei mia figlia aiutami, difendimi dalle accuse.

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