R-Esistenze

NO AL DDL MAIORINO e alle politiche calate dall’alto sulle nostre vite

da Ombre Rosse

NO AL DDL MAIORINO e alle politiche calate dall’alto sulle nostre vite.

Siamo molto preoccupate e arrabbiate dal crescente avanzamento del modello neo-abolizionista in Europa. Dopo Svezia, Francia e la proposta di legge in Spagna, in Italia viene proposto l’ennesimo disegno di legge che prevede la criminalizzazione del lavoro sessuale attraverso multe e, in caso di recidiva, carcere per i clienti. Non ci stancheremo mai di ribadirlo che la criminalizzazione non è mai la soluzione e continueremo a smascherare l’ipocrisia che si cela dietro a questa ideologia neo-abolizionista: criminalizzare non significa cancellare il lavoro sessuale, ma spingerlo ancora di più verso un contesto di violenza, clandestinità e pericolo.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze

Sex work e salute mentale

Scritto da Gracey sul suo blog Street Hooker. Tradotto da Antonella del Gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

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Sono convinta che il sex work sia una benedizione o una maledizione; talvolta entrambe le cose e questo vale anche per l’impatto che questo lavoro ha sulla salute mentale. Come la maggior parte degli argomenti controversi che riguardano il sex work, a nessuno piace parlarne per paura di sentirsi dire che stiamo dando vantaggi alle SWERF. Non possiamo negare che a volte c’è del vero in quello che dicono, però. Non sono d’accordo con quelle statistiche, peraltro smentite, sul disturbo da stress post-traumatico che le SWERF diffondono in giro; il sex work però può davvero mettere a dura prova la nostra salute mentale. Questa cosa è ancora più vera se parliamo di chi il sex worker lo fa per sopravvivere, chi sente di avere meno scelta, più rabbia e si sente intrappolata in quella che io chiamo la gabbia del lavoro sessuale. Di recente ho letto il libro del progetto Untold Stories, che è una raccolta di pensieri, storie, immagini e poesie delle sex worker di strada di Hull. L’ho adorato perché loro si sono espresse in maniera diretta, “così com’è” e questo include tutta certa merda terribile che deriva dal sex work o dell’impatto che ha su di te. Hanno affrontato ogni sorta di argomento sul sex work e giustamente hanno hanno parlato di quel che pensano, sentono e delle loro esperienze. Mentre lo leggevo, mi sono trovata ad annuire con la testa alle parti peggiori, sapendo benissimo che forse non avrei potuto esprimermi pubblicamente, essere totalmente sincera sull’essere d’accordo con queste cose. Temo che da un lato le sex workers potrebbero arrabbiarsi con me perché sto dando alle SWERF quello che vogliono; dall’altro è anche difficile esporsi sulla propria salute mentale, in balìa di chiunque voglia criticare.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Precarietà, R-Esistenze

COME SAPPIAMO SUCCHIARL*, SAPPIAMO MORDERL*!

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Un bel testo che è un grido di lotta che condividiamo. QUI il pezzo in lingua originale. Traduzione di Alessandro Furino. Condiviso da Non Collettivo Queer. Buona lettura!

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“In primo luogo vogliamo chiarire che non veniamo a giustificarci di niente poiché siamo putt@nə liberə e felici e non dobbiamo spiegazioni a nessuno. Non ci pentiamo di essere quel che siamo, non chiediamo perdono né permesso, non lasciamo né le nostre vite né le nostre pratiche alla mercè di giudizi né pregiudizi patriarcali.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

#Sexworking: io non sono una vittima. Altr* mi disegnano così

Una volta leggevo tra le critiche rivolte alla pagina “le testimonianze sono false, cioè tutte ‘ste sex workers solo da Eretica vanno a scrivere i post” . Scrivo a te, dopo aver scritto due righe altrove su facebook ed esser stata braccata da due proibizioniste che mi dicono: no, tu sei vittima. Le puttane sono vittime, i papponi cattivi. La strada cattiva, tutto sbagliato. Vittima.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Sex work is work – by Cagne Sciolte

Questo è un documento scritto e diffuso dalle Cagne Sciolte a proposito della discussione sul sex working all’interno del movimento Non Una Di Meno. Buona lettura!

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Dobbiamo essere forti, dobbiamo essere militanti, dobbiamo essere pericolose. Dobbiamo renderci conto che ‘Cagna è bella’ e che non abbiamo nulla da perdere. Niente di niente.”

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Care femministe della sacra madre… (con maschi, gay, trans, in fondo all’umanità)

 

“I gay hanno la stessa difficoltà degli uomini a scrollarsi di dosso la misoginia”
” Ah, ora le p.u.t.t.a.n.e pretendono di chiamarsi sex workers!”
” Ci sono anche donne che effettuano la gpa consensualmente, ma mica sono normali”
” Eretika (si, davvero, con la k per essere ironicah, con la h: w la mediocrità) e la sua squadretta di ninja, tutta gente al servizio del capitalismo, del maschilismo, dei papponi”

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Comunicazione, Critica femminista, Femministese, Personale/Politico, R-Esistenze

Dicono di Eretica (di tutto e di più): parlando di sex working e attacchi personali

La domenica dovrebbe essere un momento di relax. Per me lo è stato. Per altre invece. Per l’appunto mi avvisano che sulla bacheca (pubblica) di una abolizionista si svolge un siparietto che si ripete da anni (su varie bacheche facebook), ai miei danni, con attacchi personali, giacché gli argomenti evidentemente scarseggiano.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Violenza

Comunicato di SWAI (Sex Workers’ Alliance Ireland) sull’approvazione della legge sui crimini sessuali

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La legge che è passata in Irlanda a proposito della criminalizzazione dell’acquisto dei servizi sessuali, quella sul modello abolizionista “nordico”, e della criminalizzazione del lavoro collettivo, ciascun@ a mantenimento della sicurezza dell’altr@, non è piaciuta affatto ai/alle sex workers irlandesi che giustamente parlano di “crociata moralista” e rispondono con un loro comunicato. QUI in lingua originale (traduzione di Antonella):

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Oggi è un giorno terribile in Irlanda per chi lavora nel sex work. Questa legge è pericolosa.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze, Storie, Violenza

Io esisto e sono una sex worker per “scelta”. Perché altre donne negano la mia esistenza?

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Lei scrive:

Cara Eretica,

ho 36 anni e sono una sex worker. Non lavoro in strada e questo fa di me una sorta di escort, te lo dico tanto per capirci. Faccio questo lavoro da sei anni perché a trenta ho perso un lavoro e mi sono rifiutata di farne un altro che mi sminuiva. Mi sentivo un oggetto ed è il paradosso che alcune persone non colgono. Cioè quando ti presenti ad un colloquio qualunque e ti rendi conto che lo sguardo di chi ti valuta è quello di una persona che esercita potere su di te. Fosse anche la figlia dell’anziano che ha bisogno di una badante da parte sua vedi comunque la maniera truffaldina di chi ti vuole fregare, un centesimo o qualche euro all’ora, perché tu hai bisogno di lavorare, sei ricattabile, e chi ti chiama a colloquio questo lo sa. In quel caso diventi un oggetto.

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Autodeterminazione, R-Esistenze

Sex worker e femminista, stop a stigmi su chi sceglie di vendere servizi sessuali

foto di Michelle Gentile
foto di Michelle Gentile

Lei scrive:

Car*, vi linko quest’articolo [“Sono prostituta e femminista”, elmundo.es 30/11/2016] perchè mi sembra interessante. Sì, devo dirlo: sono stata abolizionista per tanti anni. La prostituzione stessa mi sembrava una conseguenza del maschilismo più becero. Era patriarcato della peggior specie: uomini che dispongono del corpo della donna solo perchè pagano. Ci ho messo un po’ di tempo per cambiare idea, o meglio, per capire che la realtà è molto più complessa, che non è tutto bianco o nero. La tratta fa schifo. Ci sono situazioni orribili e questo va combattuto. Però ho visto anche altro. E sono diventata lo scandalo tra molte amiche donne: ma come puoi pensare una cosa del genere? NON esistono donne che si prostituiscono per libera scelta. Sei più maschilista del cliente, mi sono sentita dire.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Contributi Critici, Critica femminista, R-Esistenze, Recensioni

Ri-scrivere la prostituzione: le sex workers prendono parola

Questo è il terzo capitolo del libro Sex Work (il farsi lavoro della sessualità – Bebert Edizioni) di Giulia Selmi, dottore di ricerca in sociologia e ricerca sociale all’Università di Trento dove è parte del direttivo del Centro di Studi Interdisciplinari di Genere e assegnista di ricerca al Dipartimento di Scienze Umane di Verona. Si occupa di sociologia delle differenze di genere, della sessualità e della famiglia.

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