Care femministe della sacra madre… (con maschi, gay, trans, in fondo all’umanità)

 

“I gay hanno la stessa difficoltà degli uomini a scrollarsi di dosso la misoginia”
” Ah, ora le p.u.t.t.a.n.e pretendono di chiamarsi sex workers!”
” Ci sono anche donne che effettuano la gpa consensualmente, ma mica sono normali”
” Eretika (si, davvero, con la k per essere ironicah, con la h: w la mediocrità) e la sua squadretta di ninja, tutta gente al servizio del capitalismo, del maschilismo, dei papponi”

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Dicono di Eretica (di tutto e di più): parlando di sex working e attacchi personali

La domenica dovrebbe essere un momento di relax. Per me lo è stato. Per altre invece. Per l’appunto mi avvisano che sulla bacheca (pubblica) di una abolizionista si svolge un siparietto che si ripete da anni (su varie bacheche facebook), ai miei danni, con attacchi personali, giacché gli argomenti evidentemente scarseggiano.

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Comunicato di SWAI (Sex Workers’ Alliance Ireland) sull’approvazione della legge sui crimini sessuali

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La legge che è passata in Irlanda a proposito della criminalizzazione dell’acquisto dei servizi sessuali, quella sul modello abolizionista “nordico”, e della criminalizzazione del lavoro collettivo, ciascun@ a mantenimento della sicurezza dell’altr@, non è piaciuta affatto ai/alle sex workers irlandesi che giustamente parlano di “crociata moralista” e rispondono con un loro comunicato. QUI in lingua originale (traduzione di Antonella):

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Oggi è un giorno terribile in Irlanda per chi lavora nel sex work. Questa legge è pericolosa.

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Io esisto e sono una sex worker per “scelta”. Perché altre donne negano la mia esistenza?

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Lei scrive:

Cara Eretica,

ho 36 anni e sono una sex worker. Non lavoro in strada e questo fa di me una sorta di escort, te lo dico tanto per capirci. Faccio questo lavoro da sei anni perché a trenta ho perso un lavoro e mi sono rifiutata di farne un altro che mi sminuiva. Mi sentivo un oggetto ed è il paradosso che alcune persone non colgono. Cioè quando ti presenti ad un colloquio qualunque e ti rendi conto che lo sguardo di chi ti valuta è quello di una persona che esercita potere su di te. Fosse anche la figlia dell’anziano che ha bisogno di una badante da parte sua vedi comunque la maniera truffaldina di chi ti vuole fregare, un centesimo o qualche euro all’ora, perché tu hai bisogno di lavorare, sei ricattabile, e chi ti chiama a colloquio questo lo sa. In quel caso diventi un oggetto.

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Sex worker e femminista, stop a stigmi su chi sceglie di vendere servizi sessuali

foto di Michelle Gentile

foto di Michelle Gentile

Lei scrive:

Car*, vi linko quest’articolo [“Sono prostituta e femminista”, elmundo.es 30/11/2016] perchè mi sembra interessante. Sì, devo dirlo: sono stata abolizionista per tanti anni. La prostituzione stessa mi sembrava una conseguenza del maschilismo più becero. Era patriarcato della peggior specie: uomini che dispongono del corpo della donna solo perchè pagano. Ci ho messo un po’ di tempo per cambiare idea, o meglio, per capire che la realtà è molto più complessa, che non è tutto bianco o nero. La tratta fa schifo. Ci sono situazioni orribili e questo va combattuto. Però ho visto anche altro. E sono diventata lo scandalo tra molte amiche donne: ma come puoi pensare una cosa del genere? NON esistono donne che si prostituiscono per libera scelta. Sei più maschilista del cliente, mi sono sentita dire.

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Ri-scrivere la prostituzione: le sex workers prendono parola

Questo è il terzo capitolo del libro Sex Work (il farsi lavoro della sessualità – Bebert Edizioni) di Giulia Selmi, dottore di ricerca in sociologia e ricerca sociale all’Università di Trento dove è parte del direttivo del Centro di Studi Interdisciplinari di Genere e assegnista di ricerca al Dipartimento di Scienze Umane di Verona. Si occupa di sociologia delle differenze di genere, della sessualità e della famiglia.

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#PresaDiretta #SexWork: cercasi martiri per guerra santa abolizionista!

Il sex work consensuale e autodeterminato non è uguale allo sfruttamento della prostituzione. Considerare il sex work come la tratta significa dare alle forze di polizia (l'industria del salvataggio, composta da chi vuole salvare "per forza" persone che non vogliono essere salvate) l'opportunità di rivolgere l'azione repressiva contro le sex workers, donne, trans, straniere, che saranno arrestate e deportate.

Il sex work consensuale e autodeterminato è diverso dallo sfruttamento della prostituzione. 

di Fabio

Ieri sera ho avuto la malsana idea di guardare Presadiretta e in particolare il servizio di Iacona sulla prostituzione in Germania e sulla legge abolizionista svedese. E ancora non mi è passato il bruciore di stomaco.

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