Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze

Terf: l’esclusione delle donne trans è una questione di classe e di razza (ci rubano il lavoro?)

Perché le femministe radicali vogliono escludere le trans? Perché le Terf (radfem transescludenti) sono per lo più benestanti, bianche, etero o lesbiche che mostrano di avere non solo un pregiudizio sessista e transofobo ma anche un pregiudizio di classe e di razza. Vado con ordine.

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Come mai alcune femministe nel Regno Unito stanno dando di matto contro i diritti delle persone Trans?

Articolo di Morgan M. Page

Versione in lingua originale QUI. Traduzione di Fiore del Gruppo Abbatto i Muri

I manifestanti che hanno guidato la parata del Pride di Londra nel fine settimana rappresentano una vera e propria un’ondata di femminismo anti-trans nel Regno Unito.

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Lettura e decostruzione di un articolo anti/trans di Julie Bindel

Chi ha letto le nostre traduzioni sulle Terf ci chiede, ad esempio, quali siano le affermazioni di Julie Bindel che la rendono, agli occhi delle persone trans, una nemica transofoba. Abbiamo linkato ogni riferimento ma in ogni caso QUI potete leggere un pezzo eloquente scritto dalla stessa Bindel in cui lei si sostituisce alle persone trans e con smaccato paternalismo dice di sapere quel che sarebbe meglio per loro. Isabella proverà a tradurne alcune parti e a sintetizzarne/commentarne – con l’aiuto di R. (donna trans, a scanso di equivoci) – altre. Per altre info sulle Terf, femministe radicali trans escludenti, e per sapere quel che scrivono, seguite i link in basso e seguite il blog perché altre traduzioni verranno. Parliamo di traduzioni perché il dibattito su questo è conosciutissimo altrove ma non in Italia (purtroppo). Cerchiamo dunque di colmare qualche lacuna. Buona lettura!

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Ed ecco i dettami di Bindel iniziano dal titolo: “L’operazione (l’intervento chirurgico per il cambio di sesso) che può rovinare la tua vita“. Grazie dell’avvertimento, potremmo dirle. Ma continua parlando di una “potente lobby affiliata alle comunità gay e lesbiche” che l’avrebbe perseguitata per anni. Peccato che molte persone trans dicono di lei la stessa cosa. Parrebbe che la potente lobby avrebbe potuto impedirle perfino di incassare un premio giornalistico. Non leggiamo aggiornamenti su questo ma tant’è. Scrive ancora riferendo che sarebbe stata etichettata come bigotta perché nel 2004 scrisse un pezzo in cui “chiedeva se un cambio di sesso avrebbe reso qualcuno una donna o semplicemente un uomo senza un pene“. E questo per lei evidentemente non sembrò abbastanza offensivo da giustificare le critiche da parte della comunità trans. Poi lamenta il fatto che non le fu dato spazio di parola nel corso di alcune iniziative. Tutto per via della famosa e potentissima (urca!) lobby delle persone trans. Noi abbiamo letto che in occasione di una iniziativa chiamata “Stonewall” le persone trans chiesero e ottennero che lei non parlasse. Si parla di Stonewall, quella robetta rivoluzionaria condotta da persone trans come Sylvia Rivera. Chissà perché in una iniziativa che avrebbe dovuto celebrare e discutere di lotte e diritti trans qualcuna non ha gradito la partecipazione di una persona che ha scritto “se un cambio di sesso avrebbe reso qualcuno una donna o semplicemente un uomo senza un pene“.

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Sulla guerra tra Terf (femministe radicali trans escludenti) e le persone Trans

Image by Sam Taylor

 

Ecco un’altra traduzione istruttiva su quello che le Terf, femministe radicali trans escludenti, dicono contro le persone trans e in special modo contro le donne trans. Per quel che ci riguarda le donne trans sono donne. Sono nostre sorelle. Vogliamo che facciano parte del movimento femminista e che condividano con noi rivendicazioni e lotte di ogni tipo. Dato che sono nostre sorelle ci arrabbiamo molto quando vengono insultate e viene negata la loro esistenza. Tra l’altro sappiamo che il dibattito, chiamiamolo così, tra Terf contro le donne trans, sta procurando insofferenza e disagio a moltissime sorelle e questo ci fa sentire impotenti e ci spiace moltissimo. Quello che possiamo fare è dunque cercare di informare su quello che sono e dicono le Terf a partire dalla negazione dell’esistenza stessa delle donne trans.

Su un post, Paris Lees scrive (traduzione di Isabella):

“A meno che tu non sia un@ fottuto perdente, probabilmente non hai seguito la “guerra” in corso tra alcuni attivisti transgender e alcune cosiddette femministe radicali. Hanno fatto del loro meglio per risucchiarmi nella loro follia collettiva di recente, ma non ho voglia di prendere parte al gioco. Spiego comunque di che si parla. Per prima cosa abbiamo le TERF, abbreviazione di “femministe radicali trans escludenti . Fondamentalmente, sono dedite a lasciare molti messaggi su internet nei quali si dice che noi donne trans non siamo donne “vere”. Vogliono impedirci di usare bagni femminili, andare a festival musicali di merda e accedere all’assistenza sanitaria. Quindi metti un po’ di ossessione contro i/le transessuali nel mix, metti una manciata di femministe bianche privilegiate con niente di meglio da dire e se partecipi a questo ti ritrovi dentro una shitstorm (tempesta di merda) terrificante.”

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La pericolosa Transfobia di Julie Bindel

Post in lingua originale QUI. Traduzione di Isabella del Gruppo Abbatto i Muri.
di CL Minou

(c’è uno scambio di opinioni sul rifiuto della comunità trans di dare spazio a Bindel nell’iniziativa citata in basso date le sue opinioni transofobe)

Beatrix Campbell ha sbagliato: rifiutare di dare spazio a Bindel non è censura. È la giusta reazione alle sue opinioni odiose.

Non mi interessa molto di Julie Bindel, a differenza di Beatrix Campbell, che l’ha difesa ieri su questo sito. Questo non significa che non la ammiro. Come femminista il cui radicalismo probabilmente la sorprenderebbe, apprezzo la difesa alla signora Bindel per il suo lavoro contro la violenza diretta alle donne. Eppure nella sua lunga e solitaria crociata contro le transessuali contraddice tre dei suoi principi femministi:

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La transfobia di Julie Bindel è una perenne fonte di trauma

Post in lingua originale QUI. Traduzione di Cecilia del gruppo Abbatto i Muri.

di Sam Hope

Ho una relazione abusante con Julie Bindel e non riesco a uscirne. Una relazione abusante nel mondo multimediale del 21° secolo non ha bisogno di avere connotati sentimentali o sessuali.

Vengo da una famiglia abusante, ho lavorato con gente sopravvissuta ad abusi, mi sono laureata in Trauma Studies con una tesi sulle conseguenze dell’abuso. Io so che aspetto ha l’abuso e che sensazione dà. L’aspetto che ha è il seguente.

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Quel malefico patto tra catto/fascisti, arcilesbiche, femministe radicali anti/sexworker e anti/gpa

Facciamo un po’ d’ordine. Prima c’era il femminismo che cercava la parità e basta. La seconda onda femminista è quella che poi è stata giudicata tipica delle ancelle del capitalismo. E’ il femminismo liberale, quello che ignora le differenze di classe, di razza e di genere (ebbene si, perché tutto per loro resta nel valore binario uomo/donna). Negli Stati Uniti si chiama Femminismo Radicale (quello di Dworkin e McKinnon) e usa argomenti quali la violenza domestica, sulle donne, per appiattire il discorso sul tema in maniera generica, affinché si dimentichi la differenza di classe. Sono per lo più donne bianche, etero, benestanti, determinate ad assumere il comando di tutte le donne. Non hanno nulla a che fare con il precariato e ancora oggi tendono a fare proselitismo insultando le femministe della terza onda, cioè noi, quelle intersezionali, inclusive di vari generi e certamente anticapitaliste, con una grande attenzione alla differenza di classe e a quella di “razza”. Siamo quelle che non amano il colonialismo culturale. Siamo quelle che dagli anni ’90 combattono contro le femministe radicali che continuano a realizzare crociate contro il porno, il sex working, la differenza dei generi, includendo trans, postgender e quel che ciascuno vuole essere. Oggi ce l’hanno con la gestazione per altri, quella di donne che fanno da quaranta anni figli per le coppie etero. Solo che adesso li fanno anche per le coppie gay e questo ha fatto indispettire le femministe radicali al punto da fare alleanze con forze reazionarie, fasciste, conservatrici, omofobe, pur di non far riconoscere i diritti ai figli delle coppie gay.

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Lesbiche contro nere, bisex, trans, gay. In passato come oggi!

 

Vi chiederete se la fase reazionaria delle arcilesbiche attuali sia del tutto nuova o dettata dalle necessità dei tempi bui che stiamo attraversando. Niente di tutto questo. La storia delle lesbiche degli anni settanta dimostra come il separatismo oltranzista, leggasi anti-intersezionalismo, le ha già portate ad escludere persone bisessuali, gay, trans, di altre classi sociali che non fossero borghesi/medie, di altri colori che non fossero il bianco e di altra natura che non fosse la lesbica nata biologicamente femmina. In Italia, come anche tutto il resto dei gruppi reazionari pseudo femministi dell’ultima ora, sono arrivate con decine di anni di ritardo. Oggi si identificano con le Femministe radicali trans escludenti (terf), condividono discorsi omofobi contro la facoltà dei gay di avere e crescere figli, non dicono una sola parola su migranti disperate/i e neppure sulla precarietà. La storia si ripete, perché esse pensano che noi non la conosciamo. Ma noi la conosciamo: tanto e forse anche più di loro e prevediamo le loro prossime mosse proprio perché si muovono con decenni di ritardo. Io l’avevo scritto molti anni fa. Il futuro sarebbe stato questo. Ho cercato di avvertire compagni e compagne ma il futuro ci è piombato in testa come un edificio in crollo. Le pietre, per capirci, non hanno colpito noi. Il rincoglionimento non fa parte della nostra strategia politica. 🙂

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