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Livorno: il fascismo ha sbagliato quartiere

Da SLUM:

È stata una giornata iper-adrenalinica. Se già ci era bastato Salvini, adesso Giorgia Meloni, nel quartiere più multiculturale e, visto l’insediamento di nuovi fondi innovativi, più “queer” di Livorno era proprio poco indicata. Dimostra che la suddetta, come ricordavano gli striscioni, la nostra città non la conosce affatto. Oserei dire che è un qualcosa di aggiunto alla lista di cose di cui parla, ma che non conosce se non con superficialità.

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Lettera di un uomo trans all’ancien régime sessuale

 

di Paul B.Preciado, filosofo

Articolo pubblicato il 15/01/2018 su Libération (traduzione di Elisabetta Garieri)

 

Signore, signori e gli altri,

Nel bel mezzo del fuoco incrociato delle politiche sulle molestie sessuali, vorrei prendere la parola come contrabbandiere tra due mondi, quello «degli uomini» e quello «delle donne» (due mondi che potrebbero benissimo non esistere ma che certi si sforzano di tenere separati con una sorta di muro di Berlino del genere) per darvi delle notizie dalla posizione di «oggetto smarrito» o meglio di «soggetto perduto» nella traversata.

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Atto di guerra al governo Usa: McVeigh, assassino per “esagerato senso di giustizia”

di Irene Chias

Conducendo, per motivi di studio su un personaggio, ricerche su alcuni attentatori, per lo più mass murderer, mi sono imbattuta ultimamente in personaggi molti diversi fra loro. Fra questi, svariati vengono descritti come di livello culturale medio-basso, scarsa intelligenza e originalità nulla.

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Le donne che subiscono violenza non sono sempre “madri”

Lui scrive:

Ciao Eretica e un saluto a tutto lo staff!

Segnalo alla comunità di Abbatto i Muri un’imbarazzante pubblicità in stile “pubblicità progresso” che sta girando sui regionali di Trenitalia. Stamani sono raggelato dinanzi all’ennesimo episodio di finto perbenismo rivolto al delicato tema della violenza sulle donne: è il caso di una pubblicità che è autentica mistificazione del problema stesso, la riproduzione del problema con l’inganno, anziché la soluzione: è la malattia, non la cura.

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La lotta antisessista ha senso: per liberare i nostri corpi!

Lei scrive:

Cara Eretica,

ho letto uno dei due tuoi libri: La fabbrica degli umani. Volevo dirti cosa ne penso e volevo anche fare una riflessione a voce alta. Mi piace il fatto che hai usato la fantascienza per raccontare di lotte femministe, presa di coscienza e ribellioni. Mi piace la protagonista che riassume questi tre stadi di crescita e io me li sono visti addosso perché in fondo non sono i passaggi che riguardano tutte? Il primo passaggio (senza spoiler) quello in cui una donna si rende conto di quanto sia pesante e intollerabile l’uso che altri fanno del suo corpo per motivi riproduttivi. La cornice che hai creato non è forse simile, seppur in modo molto diverso, a quella che forma la cultura che ci convince del fatto che quello è l’unico ruolo per il quale siamo programmate?

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Il “pericolo mortale” della grammatica femminista

Articolo pubblicato ne El Pais scritto da Alex Vicente (traduzione di Silvia)

QUI in lingua originale

Un manuale scolastico scritto in linguaggio inclusivo scatena una bufera in Francia.

L’Accademia lancia l’allarme della perdita del potere della lingua.

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Non basta parlare di appropriazione culturale

Immagine di: Alannah Giannino

 

By Ijeoma Oluo Tradotto da Sara Elena

(Articolo in lingua originale QUI.)

Qualche settimana fa, mi sono ritrovata con un gruppo a discutere di uno spettacolo che avevo visto la settimana prima. Lo spettacolo, Disgraced, è un’opera molto interessante e estremamente complessa che parla di razza, religione e genere. Di quello che era successo sul palco davanti ad un pubblico a maggioranza bianca a Seattle, ci sarebbe stato moltissimo di cui parlare tra di noi.

E invece stavamo parlando di appropriazione culturale. Solo ed esclusivamente appropriazione culturale. [Read more…]