Femminismo, Islam e confusione

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Sequence frame showing a woman visibly distressed passing the scene of the terrorist incident on Westminster Bridge, London. Pictured: Medics and passers by treat a victim on Westminster Bridge, London Jamie Lorriman mail@jamielorriman.co.uk http://www.jamielorriman.co.uk 07718 900288

 

di Beatrice Toniolo

Dell’attacco terroristico di Londra, nell’immginario collettivo è rimasta una sola immagine probabilmente: la foto scattata da Jamie Lorriman che ritrae una donna musulmana passare accanto ad un ferito sul Westminster Bridge. Mezzo mondo si è subito indignato, inveendo ed insultando quella donna, la cui unica colpa era ovviamente una sola: indossare il velo, ergo musulmana.
La verità è emersa praticamente subito e lo stesso fotografo ha rilasciato interviste per chiarire che la protagonista di quell’immagine era visibilmente scossa e non, come mezzo occidente ha maleinterpretato, indifferente alla tragedia.

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Cagne del Capitalismo

Il discorso di Yasmin Nair in occasione dell’International Working Women’s Day, Chicago, 08/03/2017 

Il link al post originale qui. Traduzione di Antonella.

 

 

(…)Di tre cose voglio parlare oggi – la prima: il concetto stesso di donna, donna come categoria, e intendo farlo in un modo che non rimandi all’idea della cancellazione delle donne trans e delle persone trans in generale. Questo è il 2017 e ci sono ancora troppe resistenze e dissensi che riguardano qualcosa di semplice come “l’inclusione” delle donne trans. Due: voglio parlare di cosa significhi da donna combattere il capitalismo ed il patriarcato. Tre – forse la cosa più importante – come continuare a combattere come donne, o comunque ci identifichiamo, senza esaurirci nel breve termine.

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#DonneDellEst #ParliamoneInsieme: il sessismo non sta solo in un programma Rai!

Il programma “parliamone insieme” (delle cavolate sessiste condite di stereotipi razzisti) è stato eliminato, con gioia di chi ha richiesto il provvedimento. Orrenda la puntata come orrende lo sono tante. Qui, però, si è alzato il muro di polemiche che trova sessismo nelle cose evidenti, come questa, e invece lascia intatti altri spazi e momenti in cui, per esempio, si parla per ore della facoltà delle donne di poter “tradire” il marito, delle ragazzine di vestirsi in un certo modo o della gioventù bruciata che va nelle discoteche e amoreggia, con biasimo estremo nei confronti dei genitori. Si lascia lì ogni momento in cui si esalta la maternità vissuta da donne che la praticano come se altrimenti non fosse possibile meritare la laurea in santità. Momenti di beatificazione per la famiglia etero/patriarcale, per l’omofobia mascherata da legittima “opinione”, per la vergine prima del matrimonio o momenti di linciaggio nei confronti di donne delle quali viene gossippato ogni singolo elemento delle loro vite private. Donne che si scusano, in diretta tv, per aver fatto questo e quell’altro, in uno schema che educa le donne ad essere sempre e solo in un certo modo, esistendo per il soddisfacimento maschile e per la gloria della mentalità nazional/popolare.

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Vulnerable

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di Inchiostro

Gira in internet un video veramente ben fatto, che sembra diretto da Lars Von Trier, del quale dicono competerà a Cannes per la sezione documentari.
E’ un bello spaccato della società e mostra come sia divertente, facile e appassionante prendersela con chi si sa che non si può difendere.

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Le discriminazioni subite dalle donne rappresentate in un video

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Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Giulia Natali.

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VIDEO SOTTOLINEA LA DISCRIMINAZIONE SESSUALE CHE LE DONNE AFFRONTANO OGNI GIORNO IN TUTTO IL MONDO

“Nessuno di noi è uguale, finché tutti sono uguali”

Un video “incredibilmente intenso” diffuso da due gruppi di attivisti per spingere le persone ad agire contro il sessismo su scala globale.

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6 cose che le femministe bianche possono fare per le femministe nere

Il seguente contributo è stato pubblicato su http://www.locarconio.com/, web spagnola femminista e collaborativa. L’autrice dell’articolo, che è diventata più nota sul web da poche settimane, si chiama Desirée Bela-Lobedde ed è una blogger spagnola e nera (nata a Barcellona da genitori guineani) che definisce se stessa come “afro-femminista, buddista e madre”. Il suo blog nasce nel 2011 a seguito della decisione di smettere di lisciare i suoi capelli, ispirata da forum e blog di nere americane: nel suo spazio virtuale (http://www.negraflor.com/la-negra-flor/) condivide infatti consigli e indicazioni su come ritornare ad avere capelli afro e naturali ed insegna ad esserne orgogliose, divulgando l’estetica afro. Parallelamente alla nascita del suo nuovo stile, Desirée approfondisce il suo legame con l’identità afro in tutti i suoi aspetti, incluso l’essere donna, nera e spagnola/europea, rendendosi conto di subire vari livelli di oppressione: in quanto nera e in quanto donna.

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Trump confonde l’Islam con l’estremismo violento

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L’articolo di Letta Tayler da hrv.org QUI in inglese. – Traduzione di Giulia Natali

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TRUMP CONFONDE PERICOLOSAMENTE L’ISLAM CON L’ESTREMISMO VIOLENTO

Cambiare il nome del Programma antiterrorismo degli Stati Uniti è discriminatorio ed alienante

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Il discorso di Gloria Steinem per la Women’s March

Traduzione di Ethan Bonali

Ho ascoltato discorsi maestosi in questa splendida giornata di marcia per i diritti umani. Questo discorso inizia con un sentimento potente: la gratitudine, che è la capacità di riconoscere l’operato degli altri e di comprendere che le cose si fanno insieme. [Read more…]

La tifoseria di #Trump contro la #WomensMarch: stessa merda, secolo differente!

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L’elezione di Trump, come sapete, ha suscitato un sollevamento di massa da parte di tutte quelle persone lese dalle sue parole, dal suo programma politico, dai suoi intenti. Misogino, razzista, fascista, omofobo, è riuscito in un colpo solo a ottenere quello che difficilmente vedi nelle piazze: milioni di persone unite intersezionalmente a marciare per i diritti di tutte le donne. [Read more…]