Antisessismo, Autodeterminazione, Culture, R-Esistenze

Storia breve dell’Italia sessista

Le donne erano proprietà di padri e mariti, se stuprate venivano consegnate agli stupratori con il matrimonio riparatore, se insistevano nel denunciare il crimine subito venivano definite sgualdrine e a loro era attribuita la colpa di aver indotto l’innocente maschio a stuprarle.

Attraverso il sangue e le lotte delle donne alcune leggi sono cambiate. Non più matrimonio riparatore ma la concessione paternalista della legge contro la violenza sessuale definita come atto contro la morale pubblica. Uomini stupravano e altri uomini stabilivano l’entità del danno procurato non alla vittima ma al loro padre, fratello, marito, finanche passante purché maschio. Recalcitranti maschilisti istruirono polizie sessiste a non accettare le denunce a carico di stupratori e a spiegare alle vittime che avrebbero dovuto vestire diversamente, comportarsi in altro modo, non uscire da sole la sera specie se non accompagnate da un altro uomo.

Decenni dopo la legge, scritta da donne per le donne, descriveva lo stupro come reato contro la persona e quella persona doveva per forza essere individuata nella vittima e non negli uomini che attraversavano la sua vita. Sin dal primo vagito della legge, assieme agli sforzi sovrumani di maschi autonominati quali deterrenti alle ribellioni delle vittime di stupro, lo stupratore usò un’altra istituzione autoritaria, ancora in via di evoluzione, per cercare di trarne vantaggio. Le prime perizie psichiatriche che giudicavano i criminali non in grado di intendere e volere videro la luce giusto negli anni in cui matrimonio riparatore e delitto d’onore furono cancellati dal diritto penale.

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Concorso a premi per il miglior serial killer

Dopo l’invenzione del modello criminale più gettonato da media e forze di polizia che aspirano ad una promozione, segue il comportamento del misogino per acquisire uno status sociale invidiabile.

Procure e polizie fanno carriera e gioiscono quando possono attribuire all’egocentrico killer quella ventina di casi che altrimenti rimarrebbero ad ammuffire negli archivi e a fare numero per rafforzare le statistiche negative di chi non vuole ammettere di non capirci un tubo sulle indagini da fare per beccare stupratori e femminicidi.

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Genealogia di un serial killer

I primi a parlarne furono quelli che travisarono le gesta di misogini ai danni di prostitute in pieno ottocento vittoriano.

Seguirono gli Stati Uniti che hanno difficoltà a parlare di femminicidio, stupro e violenza di genere e dunque hanno rinominato un mostro per insistere sulla sicurezza delle donne nella famiglia tradizionale.

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Uomo bianco salva donna nera: il recupero istituzionale che maschera razzismo

Avete presente il precedente post sul reality di polizia e body cam che invisibilizza le vittime di violenza domestica? Scorrendo tra i video ne ho finalmente trovato uno in cui la vittima è presente. Indovinate un po’? È afroamericana è l’uomo da cui è stata protetta era il suo ex ucciso nel corso dell’intervento poliziesco.

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BodyCam e reality polizieschi: come cancellare le vittime e incensare i salvatori

Se date un’occhiata ai reality più in voga negli Stati Uniti noterete che si occupano di interventi delle polizie che, per loro stessa ammissione, sono più rischiosi quando si tratta di violenza domestica.

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Femminicida perché l’unico seme che conta è il proprio

Doreen Ebert fu uccisa dall’ex marito Michael Dennis nel 1984 a San Josè, California, perché, secondo lui, ella doveva sentirsi in lutto per sempre per la perdita del loro figlio.

Lei si è risposata, ha fatto una figlia e ne attendeva ancora una, quindi lui l’ha uccisa.

Ha tentato in ogni modo di sviare l’attenzione sul marito della donna, poi ha piagnucolato sull’amore paterno offeso e infine non ha spiegato perché i soli figli che lui apprezzava erano quelli con il suo seme, da bravo patriarca.

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Femminicidio: prima le toglie i figli e poi la uccide perché lei ne attende un altro dal nuovo compagno

Matthew Sowder ha ucciso l’ex moglie Melissa, dopo aver fatto il padre separato disperato, dopo aver ottenuto la custodia, lei voleva rifarsi una vita, ed era incinta di un nuovo figlio con il suo nuovo compagno.

L’ex marito, non contento, giusto a dimostrare che la violenza sulle donne si perpetra anche sottraendo i figli, l’ha uccisa, nel 2014, a Houston, lei e il bimbo che aveva in grembo, perché non poteva accettare che lei avesse un altro uomo e un’altra vita. Poi l’ha messa in un bidone dell’immondizia e ha gettato bidone e corpo nel fiume. Sono serviti giorni e giorni per ritrovarla.

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Italiano uccide donna ucraina: razzismo e maschilismo di pari passo

Vera Mudra, ucraina di provenienza, è stata uccisa a Rimini nel 2020 dal marito Giovanni La Guardia. Ne parla Amore Criminale. Incidono molti fattori e stereotipi sessisti. Primo tra tutti quello che vorrebbe le donne straniere addette solo a ruoli di cura ovvero il suo contrario come rubapartiti di uomini perbene. Il tizio ha scelto una donna ucraina, la voleva incontrare, dopo un matrimonio fallito e sebbene i figli non si sappia dove siano, forse pensava di trovare una cameriera e badante gratuita alla quale delegava il compito di pagare quote per una casa, per la spesa, lamentandosi per il fatto che lei inviava soldi ai propri figli rimasti in Ucraina.

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A natale siamo tutti più buoni? Macchè!

Nel natale del 2002, in Middletown, Pennsylvania, Scott Wholaver, il rosso, accompagna il fratello più grande, Ernest, a uccidere la ex moglie di quest’ultimo e le sue due figlie.

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Buone feste dai patriarchi femminicidi

Perché uccidono di più quando la famiglia è riunita. Le feste sono utili agli assassini per le stragi familiari. Ne ricordo uno: Ronald Gene Simmons, Arkansas, 1987, uccise molte persone, tra cui una ex collega rea di non aver ceduto alle avance. Nel frattempo però aveva massacrato tutta la famiglia che era tenuta in ostaggio in un caseggiato modesto, con i figli che – oltre a mantenere segreti per omertà verso il padrone – a malapena potevano andare a scuola, le più grandi soggette alle sue molestie, una tra le quali aveva avuto per incesto un figlio da lui.

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Contrattacco e terrorismo maschilista

Analizzando centinaia di articoli e servizi televisivi americani su delitti che coinvolgono ex mariti o ex fidanzati va sottolineato come sia bandito il termine femminicidio e il concetto di violenza di genere. Viene sostituito con moventi antichi e da archiviare: gelosia, triangolo amoroso (per dire che lei se l’è cercata), delitto passionale, battaglia per la custodia. Quest’ultimo concetto è fortemente voluto dai padri separati che sembrano opportunisti commentatori di casi di cronaca ma in realtà avallano uno stato di terrore teso al controllo delle donne.

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Contrattacco maschilista: le stragi Usa in nome del Pater Familias

La giustizia americana è agli sgoccioli, privatizzata, con un sistema sociale che produce iniquità, si incoraggia l’abbandono scolastico e le gravidanze in giovane età, dunque arrivano i divorzi, con battaglie per la custodia dei figli, e per questo dobbiamo ringraziare i padri separati americani, con il loro abbecedario minimo sul negazionismo del femminicidio e sulle “false accuse” delle ex mogli che chiedono di essere lasciate in pace dopo la separazione e con la totale indisponibilità a dare alimenti ai figli (perciò li vogliono presso di loro anche se poi li affidano alla loro mamma). A loro dobbiamo quello che tentano di fare anche in Italia ovvero la possibilità per i nonni di chiedere custodia e trascinare in tribunale l’ex nuora se il figlio è un violento dichiarato.

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Contrattacco maschilista: quando il femminicida fa finta di essere vittima della moglie e dei figli uccisi

Colorado, 2018, Chris Watts uccide la moglie Shanann (incinta) e le figlie Bella e Celeste. Aveva deciso di cambiare vita, era dimagrito, si era fatto l’amante alla quale aveva detto di stare per separarsi, poi si è fatto beccare per una banale ricevuta della carta di credito alla quele addebitava una cena per due. La moglie non voleva interrompere il matrimonio e men che meno era la megera che lui voleva far credere alla corte.

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Gli estremisti fondamentalisti religiosi in stile Mormon Usa

Mentre gli Stati Uniti ci coinvolgono in varie guerre di religione è utile sapere che negli anni gli Usa hanno esportato varie tipologie di fondamentalismi. Schegge impazzite della chiesa di Mormon, in cui si praticava la poligamia e l’abuso di minorenni, antiabortisti che parlano di vita ma gettano bombe sulle cliniche mediche.

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La misoginia della polizia e il femminicidio giustificati con la “teoria del serial killer”

Negli Usa si intende per serial killer chi commette più di tre delitti. Si dovrebbe dire che però c’è chi mette quel criminale in condizione di farlo, di agire nell’impunità. Perché le leggi degli anni settanta e ottanta e metà anni novanta non avevano molta dimestichezza con il concetto di violenza di genere.

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