
Lo diciamo da anni. Ogni azione dei fascisti è volta alla criminalizzazione delle donne. Se le donne vengono infantilizzate e la loro vita presa in mano da istituzioni paternaliste questo è ciò che accade. Noi, ridotte allo stato infantile secondo la ministra alla fertilità e le sue guardie pronte a manganellarci se dissentiamo, diventiamo uteri da educare secondo il principio dello ius corrigendi, il potere patriarcale di malmenarci per riportarci sulla retta via.
Noi, infanti, minorate, considerate incapaci di intendere e volere, esautorate del potere di gestione dei nostri corpi, diventiamo solo carne che per caso cresce attorno agli uteri.
Questa gente non ci considera persone. Per loro siamo corpi da colonizzare, menti da annientare, vite da svendere allo Stato per usarci come madri surrogate di figli da donare alla patria.
La repressione non si fermerà. Riducono al silenzio la nostra opposizione, manganellano i nostri corpi, così si capisce perché i tagli alla sanità colpiscono soprattutto i settori di ginecologia e psichiatria, entrambi connessi allo scopo di derubarci della libertà di scelta e rinchiuderci in manicomio se non obbediamo.
Non è fantascienza. È un fatto. Il passo ulteriore sarà quello di inserire per legge o nella costituzione il riconoscimento dell’embrione come persona. Così le donne che abortiscono saranno giudicate assassine e i tutori della legge potranno picchiarci e torturarci in nome di un bene superiore.
La ministra alla fertilità dovrebbe sinceramente scusarsi. Noi siamo persone. Peccato i fascisti non ci considerino tali. Opporremo resistenza. Un abbraccio alle donne di ieri e di oggi in lotta per un piccolo pezzo di libertà.
Ps: a chiunque dica che avere donne al governo sia una conquista vorrei porgere il mio più sincero vaffanculo. Perciò il femminismo intersezionale deve raccontare un’altra versione della questione. Le donne possono essere liete rappresentanti del patriarcato e portatrici di misoginia tanto quanto gli uomini. Si scende in piazza con chi condivide le nostre lotte e non con quelle che, solo per possesso di vagina, pretendono di essere chiamate sorelle. Queste antiabortiste non sono mie sorelle. Non lo saranno mai. Io sento un profondo debito di riconoscenza per quelle ragazze che hanno lottato per diritti di cui ho goduto e ho il dovere di tramandare alle altre perché sappiano che non sono sole e che tutte lottiamo per i nostri diritti fino al nostro ultimo respiro. Le altre, sessiste e autoritarie, non sono degne di stare in relazione con il tutto che le resistenti hanno costruito per regalarci un grammo di ossigeno alla volta.
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I romanzi di fantascienza sono molto più ottimistici della realtà.
Nella realtà son ben poche le persone che si rendono conto della deriva totalitaria che stiamo prendendo e che di conseguenza di ribellano.
È verissimo. Di deriva totalitaria di tratta e pochi se ne accorgono. Io proverò a dirlo finché avrò fiato.