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Salvini dica la verità: vuole svuotare la legge 194 degli intenti originari. Non in nostro nome!

Il ministro fontana dice esattamente quel che avevo scritto ieri schierandosi contro le famiglie omogenitoriali, contro aborto eccetera e salvini arriva per aggiustare il tiro usando specifici eufemismi che non ci tranquillizzano affatto.

salvini dice che il tema dell’aborto non è in agenda ma fontana dice che vuolepotenziare i consultori per dissuadere le donne ad abortire” che tradotto significa inserire i no-choice dentro i consultori. dice anche “In particolare ha spiegato di voler “lavorare per invertire la curva della crescita che nel nostro Paese sta diventando davvero un problema, ad esempio (…) con politiche per cercare di ridurre il numero degli aborti, come il potenziamento dei consultori.

questo significa che farà propaganda sulla scia del fertility day insistendo sul fatto che le donne accettino di fare figli per la patria. quel che intende fare è, per sua stessa ammissione, svuotare la legge 194 di quel che è necessario per garantire diritti alle donne. non serve “toccare” una legge per cambiarla radicalmente. ipocrita e bugiardo salvini a usare eufemismi e tentare di sviare l’attenzione.

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Il nuovo governo è una dichiarazione di guerra contro donne, gay, migranti

I curriculum dei ministri del nuovo governo li potete trovare online. Avrete letto anche le dichiarazioni delle figure politiche coinvolte. Per esempio: trovate dichiarazioni di guerra contro i migranti. Quale sarà il destino di queste persone? Si tornerà con più forza a definirli “clandestini” e dunque criminali solo perché provenienti da altri paesi? Ricomincerà il mantra securitario e razzista. Si reclameranno soldi per polizie, tecniche di controllo sociale, usando le donne violate come scudo per provvedimenti repressivi. Quei soldi ovviamente saranno tolti dai fondi per l’integrazione e l’accoglienza delle persone che chiedono asilo.

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#aborto – mia figlia ha rischiato di morire a causa degli obiettori

Cara Eretica, vorrei partire con un vaffanculo rivolto alle persone che fanno terrorismo psicologico sull’aborto. Un vaffanculo sincero da parte di una madre che ha rischiato di perdere la propria figlia grazie a medici obiettori e al personale sanitario colluso con la loro volontà. Mia figlia è stata braccata fin dall’inizio. No choice a ore sedici, no choice a ore tre. Succedeva ogni volta che mia figlia usciva fuori dal consultorio. Hanno fatto quello che fanno di solito. Frasi melliflue condite di ricatto per poi passare alle minacce. Dio ti fulminerà, sei una ragazza vuota, fatti visitare da uno psichiatra, vivrai una vita piena di rimpianti, potresti anche pensare al suicidio.

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Quando l’aborto era clandestino: storie da non dimenticare

Lei scrive:

Quando ancora la gravidanza era vissuta come un obbligo, con la vergogna e lo stigma destinati solo alle donne, ogni rapporto sessuale per me era un incubo. Iniziavo senza problemi, lo ritenevo un mio diritto, una mia libera scelta, ma poi mi tornavano in mente tutte le ragioni che mi obbligavano a sentirmi in trappola. Usare la pillola era un po’ come dichiarare che io fossi una zoccola e sperare nella capacità dell’uomo di tenermi al sicuro era più un atto di fede che una certezza assoluta. Il tempo di cui vi parlo è relativamente recente. Pensate che l’aborto legale è un diritto solo da poco e che lo è diventato grazie alle tante donne che hanno macchiato di sangue e dolore il percorso di liberazione.

Quando chiedevo se lui avesse un preservativo in tasca mi rispondeva che non aveva voglia di usarlo perché limitava il (suo) piacere e poi, d’altro canto, il fatto di non usarlo doveva essere ritenuto come un complimento rivolto a me. Solo con le zoccole il preservativo era un obbligo, perché considerate sporche e malate. Ma io, ragazza per bene, non avevo quel genere di problemi e dunque il fatto che lui non usasse il preservativo diventava una sorta di lusinga, un riconoscimento per le mie virtù.

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Perché le donne polacche incinte abortiscono a Berlino – Pratica femminista solidale

Traduzione di Francesca Grisolia e Des Blatera.
QUI il link del post in lingua originale.

Ciocia Basia, in Tedesco „Zia Barbara“, è un gruppo di attivist* che si adopera per il diritto all’aborto. Il loro compito è quello di sostenere le donne polacche rimaste incinte involontariamente e aiutarle ad attuare a Berlino un’interruzione di gravidanza sicura e impunita.

In Polonia l’aborto è consentito: quando la salute e la vita della persona incinta sono a rischio, quando la gravidanza è conseguenza di un reato oppure quando il feto è gravemente danneggiato. Quello polacco è uno dei più severi ordinamenti giuridici sull’aborto in tutta Europa. Soltanto Malta, San Marino, Liechtenstein, Andorra, Monaco, Irlanda e Irlanda del Nord hanno una legislazione in egual misura rigida, se non ancora più restrittiva.

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#RepealEight #Irlanda #Aborto: appello alla solidarietà transnazionale

Lei scrive:

Ciao
mi chiamo Paola e scusa se scrivo un po’ all’improvviso, ma lo faccio perché vorrei portare alla tua attenzione che, tra meno di un mese, in Irlanda ci sara’ un importante referendum sull’aborto.

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#Argentina: malata di cancro muore perché costretta a portare avanti la gravidanza

 

L’hanno lasciata morire in nome della morale.

Ana Acevedo aveva 19 anni e tre figli quando le diagnosticarono un cancro alla mandibola. Durante i 13 mesi di malattia, i medici dell’ospedale Iturraspe di Santa Fe (Argentina) non curarono il cancro per salvaguardare il feto. Ana infatti era incinta di due settimane.

La madre, Norma Cuevas, chiese un aborto terapeutico per salvare la figlia ma i medici glielo negarono: la loro morale gli impediva di mettere a rischio un feto ma erano unanimemente d’accordo nel lasciare agonizzare una giovane solo per mantenere le loro convinzioni. Dissero che Ana e il feto sarebbero sopravissut* ma mentirono.

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