Antiautoritarismo, Antifascismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Adottare il “concepito”? Giù le mani dai nostri uteri!

Cosa non farebbe la Lega per ingraziarsi il Vaticano? Direi nulla, non si pone limiti. Ed ecco l’ultima trovata che arriva dritta dalla “pancia” del movimento che andrà a formare la nuova inquisizione nel corso del Congresso per la famigghia tradizionale che si terrà il prossimo week end a Verona. Costoro hanno partorito un obbrobrio di disegno di legge che come sempre accade in questi casi può godere della promozionefin sulle pagine de L’Avvenire, lo stesso giornale che ogni tanto ospita interventi di “femministe” anti/Gpa giusto per strumentalizzarne la posizione a vantaggio dell’ideologia che il giornale rappresenta.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Antiabortisti nei consultori toscani per accordo con la Regione

Il 7 marzo il gruppo consiliare della Regione Toscana Si Toscana a Sinistra presenta una interrogazione “In merito all’accordo tra Aziende sanitarie AUSL Toscana Centro, AUSL Nord Ovest e AUST Sud-est ed il Forum toscano delle associazioni per i diritti della Famiglia“. L’accordo pare sia stato siglato pochi giorni fa e si specifica che sarebbe stato finanziato dalla Regione Toscana con 65mila euro per “ognuna delle tre annualità previste, destinati alla progettazione e alla realizzazione di azioni e iniziative tra la rete consultoriale del servizio pubblico e la rete di servizio e sostegno multidisciplinare del Forum“.

Le domande, la risposta e la documentazioni sull’accordo potete leggerli sotto. Quel che a me interessa capire è come si sia arrivati al punto di far entrare i no-choice (loro preferiscono chiamarsi pro/life ma comunque sempre antiabortisti sono) nei consultori toscani. Ma la Toscana non era una regione laica? E davvero bastano le parole dell’assessora Saccardi a tranquillizzarci? A me non tranquillizzano affatto. E a voi?

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Vi racconto com’è abortire in un Paese in cui l’aborto è illegale

Lei scrive:

Carissima,

condivido la mia esperienza dopo aver letto, qualche giorno fa, la storia della ragazza di Roma che ha abortito, testimonianza che ho letto cercando di sospendere il giudizio e con gratitudine verso la persona che ha deciso di condividere un vissuto così intima. Spero che in qualche modo la mia esperienza possa apportare un contributo alla discussione e ringrazio chi avrà voglia di leggermi.

La mia esperienza ha avuto un impatto molto forte in tutte le sfere della mia vita, iniziando dal fatto che ho abortito in un Paese in cui l’aborto è illegale, proibito in ogni situazione, anche se è a rischio la vita della madre, anche se la gravidanza é la conseguenza di una violenza. Ho 29 anni e da tre vivo, per motivi di lavoro, in un Paese dove i diritti sessuali e riproduttivi delle donne sono una questione di classe, dove il corpo delle donne è sottoposto ad una violenza istituzionale inaudita.

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#NonFateFigli: Abortite il figlio dell’uomo violento

Foto di Joel Peter Witkin

Lei scrive:

Cara Eretica, posso aggiungere un motivo in più all’invito a non fare figli? Perché sì, ci sono delle ragioni per cui è meglio non farli i figli. Io per esempio non ne ho voluti perché ero troppo fragile per liberarmi da un uomo violento e fare un figlio mi sembrava un atto di grande irresponsabilità. Oltretutto lo vedevo come una specie di catena a vita. Sto cercando di liberarmi di te e faccio un figlio per dilatare la relazione all’infinito? Direi di no. Importa poco chiedermi se un figlio lo volessi o no. Ci sono determinate condizioni per le quali secondo me i figli è bene non farli.

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Donna multata per aver rischiato di morire con l’aborto clandestino

Tremila euro, forse di più, la cifra che dovrà pagare una donna che ha rischiato di crepare per aborto clandestino. No, non nel Burundi. Parliamo del Veneto, Italia. Oltre il danno anche la beffa. E multare gli obiettori invece no? Sono loro e tutti i catto/integralisti con la loro retorica antiabortista a rendere più difficile il terreno di chi intende interrompere una gravidanza. Avevamo già segnalato che le donne più a rischio sono le migranti e infatti eccola, una donna che avrà usato un farmaco dannoso che ha come effetto l’aborto ma non rende comunque sicuro il procedimento, l’espulsione della placenta, il rischio di infezioni e di gravi effetti collaterali, il sangue che non si arresta. Di aborto clandestino si può morire, questo è bene che lo sappiano tutte. Ditelo alle vostre amiche e sorelle e alle donne migranti che conoscete. Hanno il diritto di esigere la presenza di personale sanitario non obiettore quando decidono di abortire.

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La mamma bambina e la mia storia di aborto

Ospedale. Reparto maternità. Io stavo per abortire. Su un altro letto ecco una sedicenne con le doglie. Tempo un paio d’ore e partorisce un bambino di quattro chili e mezzo. Accanto a lei sua madre, poco più che trentenne. Anche lei ha avuto una figlia tanto precocemente. La ragazza lamenta forti dolori. La donna è intenta a rimirare le proprie forme. Un pantalone aderente, una camicia scollata, trucco fortissimo. Niente di male, è una bella donna e lo mostra al mondo. Poi prende il piccolo in braccio e gli lascia una traccia di rossetto sulla fronte. Fosse stato mio figlio l’avrei mandata ‘affanculo.

Questo succede, credo, quando diventi una madre bambina. La donna si vanta di voler tenere la ragazza in casa. I figli sono una benedizione e cazzate varie. Lei e il marito terranno figlia e nipote in casa. Del padre del piccolo non c’è traccia. La mia postazione è scarna, incolore, grigia. La postazione della ragazza trabocca di fiocchi azzurri, copertine azzurre, accessori azzurri. Perfino il biberon e il tiralatte sono azzurri. Se nutri un bambino con un biberon rosa gli contagi il gender, di sicuro.

Tra stereotipi e parole in un italiano stentato vedo quella famiglia con pensieri ignoranti stampati sulla nuvoletta dei fumetti. Sono snob? Non lo so. La donna dice che sua figlia è una brava ragazza. Essere rimasta incinta a quindici anni non è segno di leggerezza. Come se io le avessi chiesto di descrivermi tanti particolari. Ad un certo punto arrivano a prendermi, segue l’anestesia e poi l’aborto. Torno in stanza e il bambino piange. La ragazza non sa dargli il latte. La donna la istruisce su metodi dettati dalla propria esperienza. Alla fine l’allattamento prosegue con meno strazio e dolore.

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Aborto farmacologico (ru486), la mia esperienza

Lei scrive:

cara Eretica,

in questo periodo più che mai controverso per quel che riguarda l’aborto vorrei raccontarti la mia esperienza per portare forse un barlume di speranza.
Mi è capitato ad aprile, un periodo in cui con il lavoro avrei fatto fatica a gestire la situazione, quindi ho per così dire “temporeggiato” fino alla fine del mese. Con un certificato fatto dalla mia dottoressa (ignorante in materia -senza offesa- ma super disponibile!) in cui mi chiedeva una visita ginecologica per IVG.

Fortunatamente tramite conoscenze ho poi scoperto che esiste un modulo specifico da portare (quello in cui per l’appunto ti danno i 7 giorni per pensarci). Io abito in Lombardia, tra Milano e Bergamo. ho chiamato parecchi ospedali della zona perché ero decisa, l’avrei dovuto fare con la pillola in quanto l’idea dell’intervento chirurgico mi terrorizzava già solo al pensiero. Dopo parecchie telefonate, chiami il lunedì eh no, qua ci sono solo il mercoledì dalle 9 alle 11, orari e giorni veramente ristretti, approdo all’ospedale di Romano di Lombardia al cui centralino un donna molto gentilmente mi dice che loro fanno solamente quello chirurgico, ma dalla direzione sanitaria le dicono di dire che fanno anche quello farmacologico, perciò mi consiglia di sentire l’altro ospedale che è Treviglio.

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Contro gli antiabortisti: è ora di iniziare una rivoluzione femminista!

Oggi quei trogloditi fascisti che aspirano al possesso di una clava marciano a Verona per proporre la galera per chi pratica l’aborto. In zone limitrofe si sputa in faccia alle coppie gay, agli stranieri e si parla seeeempre bene dei carabinieri, anche se hanno ammazzato di botte Stefano Cucchi. Quello che succede lo avevamo previsto eppure ci sorprende. Quando ti rifilano minchiate per sottrarti diritti sembra sempre che si tratti di uno scherzo. Invece il fascismo è qui e non se ne parla mai abbastanza. Da dire che tutta questa bella gente che vuole incarcerare femmine e medici che praticano aborto sono per la maggior parte uomini e non mi risulta che essi abbiano un utero o un grosso feto di otto o nove mesi che preme sulla vescica tanto da farti pisciare addosso ogni due per tre.

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