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Donna multata per aver rischiato di morire con l’aborto clandestino

Tremila euro, forse di più, la cifra che dovrà pagare una donna che ha rischiato di crepare per aborto clandestino. No, non nel Burundi. Parliamo del Veneto, Italia. Oltre il danno anche la beffa. E multare gli obiettori invece no? Sono loro e tutti i catto/integralisti con la loro retorica antiabortista a rendere più difficile il terreno di chi intende interrompere una gravidanza. Avevamo già segnalato che le donne più a rischio sono le migranti e infatti eccola, una donna che avrà usato un farmaco dannoso che ha come effetto l’aborto ma non rende comunque sicuro il procedimento, l’espulsione della placenta, il rischio di infezioni e di gravi effetti collaterali, il sangue che non si arresta. Di aborto clandestino si può morire, questo è bene che lo sappiano tutte. Ditelo alle vostre amiche e sorelle e alle donne migranti che conoscete. Hanno il diritto di esigere la presenza di personale sanitario non obiettore quando decidono di abortire.

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La mamma bambina e la mia storia di aborto

Ospedale. Reparto maternità. Io stavo per abortire. Su un altro letto ecco una sedicenne con le doglie. Tempo un paio d’ore e partorisce un bambino di quattro chili e mezzo. Accanto a lei sua madre, poco più che trentenne. Anche lei ha avuto una figlia tanto precocemente. La ragazza lamenta forti dolori. La donna è intenta a rimirare le proprie forme. Un pantalone aderente, una camicia scollata, trucco fortissimo. Niente di male, è una bella donna e lo mostra al mondo. Poi prende il piccolo in braccio e gli lascia una traccia di rossetto sulla fronte. Fosse stato mio figlio l’avrei mandata ‘affanculo.

Questo succede, credo, quando diventi una madre bambina. La donna si vanta di voler tenere la ragazza in casa. I figli sono una benedizione e cazzate varie. Lei e il marito terranno figlia e nipote in casa. Del padre del piccolo non c’è traccia. La mia postazione è scarna, incolore, grigia. La postazione della ragazza trabocca di fiocchi azzurri, copertine azzurre, accessori azzurri. Perfino il biberon e il tiralatte sono azzurri. Se nutri un bambino con un biberon rosa gli contagi il gender, di sicuro.

Tra stereotipi e parole in un italiano stentato vedo quella famiglia con pensieri ignoranti stampati sulla nuvoletta dei fumetti. Sono snob? Non lo so. La donna dice che sua figlia è una brava ragazza. Essere rimasta incinta a quindici anni non è segno di leggerezza. Come se io le avessi chiesto di descrivermi tanti particolari. Ad un certo punto arrivano a prendermi, segue l’anestesia e poi l’aborto. Torno in stanza e il bambino piange. La ragazza non sa dargli il latte. La donna la istruisce su metodi dettati dalla propria esperienza. Alla fine l’allattamento prosegue con meno strazio e dolore.

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Aborto farmacologico (ru486), la mia esperienza

Lei scrive:

cara Eretica,

in questo periodo più che mai controverso per quel che riguarda l’aborto vorrei raccontarti la mia esperienza per portare forse un barlume di speranza.
Mi è capitato ad aprile, un periodo in cui con il lavoro avrei fatto fatica a gestire la situazione, quindi ho per così dire “temporeggiato” fino alla fine del mese. Con un certificato fatto dalla mia dottoressa (ignorante in materia -senza offesa- ma super disponibile!) in cui mi chiedeva una visita ginecologica per IVG.

Fortunatamente tramite conoscenze ho poi scoperto che esiste un modulo specifico da portare (quello in cui per l’appunto ti danno i 7 giorni per pensarci). Io abito in Lombardia, tra Milano e Bergamo. ho chiamato parecchi ospedali della zona perché ero decisa, l’avrei dovuto fare con la pillola in quanto l’idea dell’intervento chirurgico mi terrorizzava già solo al pensiero. Dopo parecchie telefonate, chiami il lunedì eh no, qua ci sono solo il mercoledì dalle 9 alle 11, orari e giorni veramente ristretti, approdo all’ospedale di Romano di Lombardia al cui centralino un donna molto gentilmente mi dice che loro fanno solamente quello chirurgico, ma dalla direzione sanitaria le dicono di dire che fanno anche quello farmacologico, perciò mi consiglia di sentire l’altro ospedale che è Treviglio.

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Contro gli antiabortisti: è ora di iniziare una rivoluzione femminista!

Oggi quei trogloditi fascisti che aspirano al possesso di una clava marciano a Verona per proporre la galera per chi pratica l’aborto. In zone limitrofe si sputa in faccia alle coppie gay, agli stranieri e si parla seeeempre bene dei carabinieri, anche se hanno ammazzato di botte Stefano Cucchi. Quello che succede lo avevamo previsto eppure ci sorprende. Quando ti rifilano minchiate per sottrarti diritti sembra sempre che si tratti di uno scherzo. Invece il fascismo è qui e non se ne parla mai abbastanza. Da dire che tutta questa bella gente che vuole incarcerare femmine e medici che praticano aborto sono per la maggior parte uomini e non mi risulta che essi abbiano un utero o un grosso feto di otto o nove mesi che preme sulla vescica tanto da farti pisciare addosso ogni due per tre.

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La Verona antiabortista se ne frega della vita delle donne

Le ragazze di Non Una Di Meno Verona (nella foto) hanno lottato affinché la mozione antiabortista fosse cancellata e invece i consiglieri veronesi l’hanno approvata nonostante il testo presenti molti errori logici e passaggi che la legge 194 non autorizza.

Quel che è certo è che con questa mozione le donne vengono confuse con le Ancelle del racconto della Atwood o con milioni di donne che abitarono il medioevo. Corpi da riproduzione, vacche da mungere senza alcun interesse a far valere il diritto alla libertà di scelta e ad una maternità responsabile così come la legge 194 dice.

Sono passati pochi giorni dal momento fissato dalla rete nazionale Molto più di Una 194 per denunciare l’assenza di garanzia di diritti per le donne che vogliono abortire. Troppi obiettori e tanto ostruzionismo per demonizzare le donne e rinominarle in quanto addette alla riproduzione a cura del patriarcato.

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Salvini dica la verità: vuole svuotare la legge 194 degli intenti originari. Non in nostro nome!

Il ministro fontana dice esattamente quel che avevo scritto ieri schierandosi contro le famiglie omogenitoriali, contro aborto eccetera e salvini arriva per aggiustare il tiro usando specifici eufemismi che non ci tranquillizzano affatto.

salvini dice che il tema dell’aborto non è in agenda ma fontana dice che vuolepotenziare i consultori per dissuadere le donne ad abortire” che tradotto significa inserire i no-choice dentro i consultori. dice anche “In particolare ha spiegato di voler “lavorare per invertire la curva della crescita che nel nostro Paese sta diventando davvero un problema, ad esempio (…) con politiche per cercare di ridurre il numero degli aborti, come il potenziamento dei consultori.

questo significa che farà propaganda sulla scia del fertility day insistendo sul fatto che le donne accettino di fare figli per la patria. quel che intende fare è, per sua stessa ammissione, svuotare la legge 194 di quel che è necessario per garantire diritti alle donne. non serve “toccare” una legge per cambiarla radicalmente. ipocrita e bugiardo salvini a usare eufemismi e tentare di sviare l’attenzione.

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Il nuovo governo è una dichiarazione di guerra contro donne, gay, migranti

I curriculum dei ministri del nuovo governo li potete trovare online. Avrete letto anche le dichiarazioni delle figure politiche coinvolte. Per esempio: trovate dichiarazioni di guerra contro i migranti. Quale sarà il destino di queste persone? Si tornerà con più forza a definirli “clandestini” e dunque criminali solo perché provenienti da altri paesi? Ricomincerà il mantra securitario e razzista. Si reclameranno soldi per polizie, tecniche di controllo sociale, usando le donne violate come scudo per provvedimenti repressivi. Quei soldi ovviamente saranno tolti dai fondi per l’integrazione e l’accoglienza delle persone che chiedono asilo.

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