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La mia gravidanza critica/non programmata

 

Questo è un altro contributo diffuso per la campagna #RepealEight in favore dell’abrogazione dell’ottavo emendamento che nella Repubblica d’Irlanda permette che l’embrione abbia più diritti della donna che vorrebbe abortire. Altri contributi QUI e QUI.

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La mia gravidanza critica[1]/non programmata

Non so da dove iniziare, mi si stringe il cuore a pensare a tutte le persone che hanno avuto il coraggio di condividere le loro storie. Voglio condividere anche la mia.

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#Irlanda #RepealEight: l’ombra di me stessa

Ero incinta quando cominciò a picchiarmi. Immagino che a quel punto lui pensasse che mi avesse in trappola. Anche l’ottavo emendamento mi aveva messa in trappola. Ero ancora una studentessa, con nessun risparmio o denaro disponibile per pagare un aborto. Avevo paura di prendere le pillole, paura che qualcosa andasse storto e dovessi così andare da un dottore ed essere incriminata. Mi aveva allontanata dai miei amici e dalla mia famiglia ed io mi sentivo come se non avessi nessuno a cui rivolgermi.

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#Irlanda #RepealEight: la storia di Sheila Hodgers, vittima del divieto di aborto

Lei scrive:

Cara Eretica, leggo cose sulla pagina di Abbatto i Muri (tra i commenti) che mi fanno capire come sia sempre più importante raccontare cosa accade quando l’aborto è un reato. Quando le donne vengono perseguitate, offese e di fatto torturate dallo stato. Questa è la situazione (spero ancora per poco) in Irlanda. Dove i corpi delle donne sono corpi non autonomi, perché? Perché lo dice la Costituzione e il Codice Penale: l’Ottavo Emendamento stabilisce che il diritto del “non-nato” è equivalente a quello della donna. Allora ho deciso di tradurre le storie che molte decidono di raccontare, storie che fanno parte della lunga scia di morte e violenza ai loro danni, in questa parte di mondo. La pagina la trovate su Facebook e si chiama “In Her Shoes”. Ci leggerete le storie di Savita Halappanavar, di Miss Y, Miss X e di tante altre. Queste storie vanno raccontate e la mia speranza è che servano a far capire che il diritto all’autodeterminazione del proprio corpo è una di quelle cose che vanno difese con le unghie e con i denti, che non parliamo di ideologie ma di vita reale e che molto ancora c’è da fare, in Irlanda, in Italia e nel mondo. Un’ultima cosa: alcuni dei racconti sono forti e sconsiglio la lettura a chi ha particolare sensibilità al tema. Grazie per lo spazio.

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Questo è il mio aborto

This is my abortion (Questo è il mio aborto) è un progetto di una donna che ha deciso di realizzare un sito con foto e notizie relative il suo aborto per i motivi che seguono:

mia intenzione è quella di documentare e condividere tutto sul mio aborto per demistificare il sensazionalismo legato a immagini propagandate da religiosi e politici di destra su questo argomento. L’uso perverso di foto di feti senza vita è una propaganda tipica del dibattito no-choice vs pro-choice che riguarda le donne e i loro corpi e le foto sono usate per realizzare pressioni a modifica dell’agenda politica, religiosa, culturale negli Stati Uniti.

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Diario di un aborto: ultima parte dell’aborto farmacologico

Ultima fase dell’aborto per la nostra amica che ha condiviso con noi ogni sua fase affinché potesse essere utile ad altre. La ringraziamo e la abbracciamo forte. Un abbraccio a tutte le donne che stanno attraversando gli stessi momenti. In basso i link di tutti i suoi racconti. Buona lettura!

 

Cara Eretica,

Ieri ho concluso l’ultima parte dell’aborto farmacologico (assunzione di due capsule di Misoprostolo, al fine di espellere i tessuti embrionali dell’utero).
Eventuali sintomi: contrazioni uterine dolorose, vomito, diarrea, stanchezza e malessere generale. Sarei dovuta rimanere 4-5 ore sotto osservazione in day hospital. Ne sono rimasta 1,5 perché non ho manifestato alcun sintomo e tuttora non sento nulla. Probabilmente questo è attribuibile al fatto che io abbia iniziato a espellere tessuto ematico e embrionale già dopo l’assunzione del primo farmaco.

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Diario di un aborto: prima dose del Mifepristone

Lei è arrivata alla prima fase dell’aborto dopo aver raccontato il Pre. Per leggere le prime due puntate di questa sua esperienza seguite in basso i link. Buona lettura!

Mia Cara Eretica,

Oggi ho assunto la prima pillola (Mifepristone, quella che interrompe il nutrimento all’embrione).

L’ho ingerita di fronte alla dottoressa, con un sorso abbondante di acqua (era piuttosto grossa). Tra i sintomi che possono manifestarsi abbiamo un primo sanguinamento e lievi dolori simil-mestruali (abbastanza rari), nausea e vomito (meno rari). Sono passate 5 ore e non ho nulla. Nulla oltre all’influenza; che tra il freddo della neve e i mezzi pubblici mi ha fatta vivere il tutto con ulteriore sensazione di debolezza e anestetizzazione. Mi sentivo così mentre in sala d’attesa facevo trascorrere la mezz’oretta di osservazione. Fissavo il vuoto e mi sentivo un po’ come se la vita mi lasciasse.

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Quello che succede prima di un aborto – parte seconda

Lei continua a raccontarci della sua esperienza prima di arrivare all’aborto. Cosa fa, luoghi ai quali rivolgersi. Perché anche le altre non si sentano sole. QUI la prima puntata del suo racconto. Eccone una seconda.

“Cara Eretica,

Oggi sono stata in consultorio. Ho scelto di fare tutto a Modena, pur non risiedendovi, perché io e il mio compagno potessimo affrontare tutto insieme. Ieri ho avuto 2 crisi di pianto mentre ero con lui. Non ci vedevamo da poco meno di un mese e ci desideravamo. Ma una volta iniziata la penetrazione, non potevo fare a meno di pensare che lì avevo ‘qualcosa’.

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