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#Firenze report sulla manifestazione di ieri contro la cultura dello stupro

Ieri a Firenze eravamo mille, forse più di mille, donne e uomini arrivati anche da altre città, a sfilare in corteo in solidarietà alle ragazza americane che hanno denunciato di aver subito uno stupro da parte di due carabinieri al momento sospesi dall’arma e oggetto di indagini della magistratura e interne della stessa forza dei carabinieri.

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#Firenze, 16 settembre, 20.30: manifestazione contro la violenza di genere

A Firenze, il 16 settembre, alle 20.30 saremo in piazza per le ragioni raccontate in questo volantino. C’è tanto da dire e da fare. Vi aspettiamo per urlare insieme Basta alla cultura dello stupro e Basta sessismo.

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Ci risiamo: ronde e securitarismi contro la violenza? Non in nostro nome!

quando si parla di violenze sulle donne parte immediatamente la campagna a chi ce l’ha più rosa o a chi ce l’ha più duro. ovviamente tutt* dimenticano che la maggior parte delle violenze avvengono dentro casa e per mano di familiari e conoscenti. ad ammazzare la ragazza in puglia è stato il fidanzato e non un estraneo di passaggio.

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Stupro a #Firenze: non sono mele marce. E’ l’albero del patriarcato che fa schifo!

Potrebbe essere una delle situazioni che ho descritto nel mio libro “Limbo – L’industria del salvataggio”. Vi basta leggere le prime righe per constatarlo. Invece è tutto vero e non si tratta di certo della prima volta. Basta fare una ricerca su google per rintracciare altri casi in cui sono proprio uomini in divisa a stuprare donne che certamente poi non troveranno la stessa “comprensione” strumentale di chi usa le vittime di stupro solo per legittimare il proprio razzismo.

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La “carezza” non vale niente in assenza di solidarietà

A roma poliziotti in tenuta antisommossa hanno sgomberato famiglie povere di migranti da un palazzo altrimenti vuoto e inutilizzato. Le poche cose di tanta gente sparse per strada come sacchi di immondizia. Le persone sgomberate a fare resistenza. La resistenza urlata, disperata di chi non ha alcuna forma di difesa. Donne, uomini e bambini gettati via come fossero niente senza che fosse data loro un’alternativa. Povera gente cacciata via con gli idranti. Nessun dissenso è permesso. Nessun respiro viene concesso. Gente senza speranza, povere persone che vengono prese di mira proprio perché povere e migranti.

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Sgombero Làbas occupato. I fascisti in festa contro le “zecche rosse”

A Bologna hanno sgomberato il Làbas e il Laboratorio Crash. Tutto in un giorno, in agosto, quando sperano di non trovare nessuna opposizione. Molte persone sono andate in presidio pacifico, disobbedienza civile, sedut* a opporsi alle forze dell’ordine. Alcune persone sono state trascinate via e colpite a suon di manganelli.

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Perché questa foto per il Photo Vogue Festival 2017?

Update: Dopo tutto il casino fatto Vogue ha sostituito la foto con quest’altra.

Che ne dite? L’immagine fa parte di una serie non proprio bella dell’autore Steven Maisel. Laura segnala questa foto (in particolare, perché scelta come pubblicità del festival di cui lei stessa parla) e scrive:

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Decostruzione, livelli, tifoserie e solidarietà

di Mario

Prima di mettermi a sedere e decidere di buttare giù nero su bianco questo contributo, per quanto lo ritenga necessario, ho fatto molta fatica. Non riuscivo a superare la sensazione di dovermi censurare, di dover misurare le parole, di dover fare attenzione. Tutto questo per me è tremendamente odioso. Soprattutto mi preoccupa la consapevolezza che sarò frainteso, il deragliamento, la pioggia di merda a cui sottoporrò chiunque deciderà di dar risonanza alle mie parole e ai concetti che vorrei far passare. In questo c’è un discorso molto più generale e ampio, ci sono vari livelli e cercherò di esporli tutti, per quelle che sono le mie capacità, con la massima chiarezza.

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A me preoccupa l’evocazione della repressione per un cunnilingua in piazza

In Piazza San Domenico, a Napoli, una ragazza ha goduto di un cunnilingua. E chiunque normalmente dice di se’ che punta alla massima libertà sessuale, inclusi i masculiddi che arrubbano le fotografie in bikini delle donne sconosciute e poi dicono che ne hanno diritto perché il godimento è d’uopo se la foto è online, pure se pubblicata in privatissimo, tutti questi umani improvvisamente si sono trasformati in preti.

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Non Una Di Meno – da movimento in partito? Eccovi il richiamo al: sapevi con chi avevi a che fare e mo ti rassegni!

Dopo il mio post di riflessione a contributo della discussione su quel che accade nelle dinamiche interne a Non Una Di Meno trovo un commento al quale ho risposto velocemente ma rinviando ad un’altra analisi politica e lettura delle pratiche NON condivise che in tante subiamo. Tante, voglio dirlo, non solo io sono perplessa su quel che sta avvenendo.

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Decine di milioni di euro per braccialetti elettronici non utilizzati. Perché non spenderli per prevenire la violenza di genere?

45 milioni di euro, tanto costa la spesa per noleggio, manutenzione e gestione operativa di circa 12.000 braccialetti elettronici. Alla gara si presenta ancora Telecom che aveva la gestione tra gli anni 2001 e 2011, con l’uso effettivo di soli 14 pezzi su un totale di 400, al modico costo di 10 milioni l’anno. Nel 2013 poi con il decreto svuota carceri si passò da 400 a 2000 pezzi con appalto gestione rinnovato sempre a Telecom. L’accordo fu rinnovato fino a tutto il 2018. Da allora hanno usato pochi braccialetti e solo uno per le finalità previste, ovvero per impedire l’avvicinarsi di uno stalker negli spazi, nei dintorni in cui vive la vittima, dopo che lo stalker era stato allontanato a causa di gravi lesioni e minacce dalla casa familiare. 1 su 2000, con invariata spesa ovviamente. Ma le richieste paiono tante dunque si decide di aumentare la spesa, per l’appunto, fino a 45 milioni.

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