La posta di Eretica, MalaRazza, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

Le ingenuità di MalaRazza

In questi momenti di disoccupazione mi vengono in mente cose che mi ricordano per lo meno ciò che sono o ciò che ero. Adesso mi sento avvilita e invidio lui e il suo modo di ritrovare la calma dando perfino un nome ai malesseri psicosociali che ci rendono quel che siamo. A volte disadattati e altre volte solo rassegnati. Calma a tempo, perché appena arriva l’attimo sputa un vaffanculo su un commento facebook e poi chiude tutto e va a cercare notizie sullo sport.

In altri momenti avrei avuto la forza di fare cose in maniera decisa, con una determinazione da guerriera. Prendi il momento in cui stavo muso a muso con un tale che non voleva farmi entrare in un raduno per campeggiatori di sinistra. Una di quelle cose che organizzi assumendo un fascista come buttafuori. “Perché non parli tu?” – diceva rivolgendosi al mio amico. E faceva finta di non sentirmi. “Di’ alla tua ragazza di fare silenzio”. E lì, all’unisono: “Non è la mia ragazza” – “Non sono la sua ragazza”. Machista di merda. Vuol parlare con l’uomo. Io non valgo niente? Mi senti? Sono qui. Alla fine abbiamo scansato le botte perché si sono decisi a chiamare uno dell’organizzazione.

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Antisessismo, Attivismo, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Compagni. Antisessisti. Talvolta un po’ machisti

Lui scrive:

Ciao. Volevo condividere con voi questa riflessione, pregandovi di restare anonimo. Un po’ perché non voglio catalizzare l’attenzione su di me, non voglio essere riconosciuto da chi mi conosce e spero che non accada in caso di pubblicazione, perché non lo reputo importante e perché mi vergogno parecchio, un po’ perché vorrei sapere se altri compagni si sono mai trovati in situazioni simili, e cosa ne pensano. Vorrei che un fatto personale venisse collettivizzato.

Cerco di farla breve, perché il contorno, lo scenario, non è così importante. Soprattutto, non è così extra ordinario. Basti sapere a chi legge che nella mia città da diverso tempo un gruppetto di resident* ha preso di mira diverse famiglie rom che avevano parcheggiato i loro camper in un parco pubblico. Nei mesi passati le azioni contro le famiglie rom hanno assunto tratti al limite del terrorismo politico, nel senso letterale della parola: blocchi stradali conditi da insulti e minacce, intimidazioni, aggressioni verbali e fisiche. La destra più becera ha cavalcato, e continua a cavalcare più o meno nell’ombra, questa situazione. Tra solidal* si è deciso di indire un presidio a sostegno di queste famiglie. Tutto bene fino a qui: il classico “presidio antifa”. Noi da una parte, loro dall’altra, le guardie in mezzo. Una situazione, questa sì, ordinaria: qualche intervento al microfono, un po’ di musica, sberleffi da una parte e dall’altra. In generale, un presidio che mi lascia con l’amaro in bocca, con un prurito di sconfitta, una sensazione di non aver saputo ribaltare i rapporti di forza, fatto indispensabile a impedire nuove iniziative razziste.

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Culture, R-Esistenze

Considerazioni e consigli di autodifesa dal cyberbullismo (razzista, sessista, eccetera)

Due parole su quello che succede in rete. E un paio di consigli di autodifesa per non dover subire i linciaggi. Non sono sempre efficaci e naturalmente laddove c’è la diffamazione, la calunnia, l’ingiuria e qualunque altro riferimento offensivo potete denunciare. La querela è di parte e dunque può denunciare chi subisce direttamente e personalmente tutto questo. Continua a leggere “Considerazioni e consigli di autodifesa dal cyberbullismo (razzista, sessista, eccetera)”

Antisessismo, Autodeterminazione, Contributi Critici, Critica femminista, R-Esistenze

Manifesto per l’autodifesa femminista

Le donne, come altri soggetti subalterni, passano la vita a difendersi mettendo il corpo in allerta costante. Istintivamente sappiamo reagire, ma siamo educate a incassare i colpi, a”murare”la nostra  rabbia. Sprechiamo la nostra forza a sopravvivere alla violenza banalizzata dalla società che non vede, più tosto che a ribellarci agli abusi subiti.

E se rompessimo questi rapporti di forza? se trasformassimo la nostra rabbia in lotta, se ci mettessimo tutt* a reagire contro la violenza subita al quotidiano?l’esperienza ce l’abbiamo, le conoscenze pure…basta mettersi all’azione!!!”Non liberateci, ce ne occupiamo!!”(« Ne nous libérez pas, on s’en charge »)

“Manifesto per l’autodifesa femminista” testo scritto da Elsa Dorlin, filosofa femminista intersezionale. L’argomento è più approfondito nel magnifico libro “Se défendre : une philosophie de la violence”(  La Découverte, 2017 ). 

L’articolo originale: QUI la versione originale in francese (file in Pdf). QUI la traduzione in spagnolo.

Traduzione in italiano fatta da Elisabetta e Benz del gruppo di lavoro Abbatto i Muri. Continua a leggere “Manifesto per l’autodifesa femminista”

Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

#Monterotondo: legittima difesa. Ma perché i paternalisti parlano di bellezza e virtù dell’accusata?

Io non so come sia andata la storia della ragazza di Monterotondo, quella per cui si ipotizza la legittima difesa dopo la morte del padre dal quale l’intera famiglia, madre e sorelle, dovevano difendersi perché era un individuo violento. Mi sono soffermata a leggere del fatto che tutti sapessero ma nessuno aveva fatto nulla. I vicini di casa, i conoscenti, i parenti, Qualcuno che avrà visto i lividi o avrà sentito le urla? Ma si sa che i panni sporchi si lavano in famiglia e che tra moglie e marito non si osa mettere il dito. Quel che è certo è che a questa ragazza è toccata una sorte pessima perché non avrebbe dovuto essere costretta a difendere se stessa, la madre e le sorelle. Non avrebbe dovuto sostituirsi a nessuno. Invece ci si è trovata in mezzo e chi ha vissuto fatti violenti in famiglia sa perfettamente come capita quando l’ommu ‘i casa prende un oggetto e te lo lancia addosso, strattona tua madre o tua sorella o picchia tuo fratellino piccolo perché ha respirato con note che non gli suonavano giuste, manco fosse un direttore d’orchestra dei respiri familiari.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Sono la mamma di un ragazzo accusato di stupro e dico basta!

Questa è una lettera particolare che noi abbiamo inserito nella categoria delle #beddamatresantissime. Poi diteci che ne pensate.

Lei scrive:

Salve Abbatto i Muri. Vi scrivo perché mi sento chiamata in causa ogni volta che si parla di un ragazzo accusato di stupro. Io e mio marito ne abbiamo abbastanza di tutte le accuse delle femministe e spero che non cestinerete questa lettera solo perché non sono d’accordo con voi. Il punto è questo: due anni fa, quando mio figlio aveva sedici anni, un gruppo di bulli l’ha picchiato e mandato all’ospedale. Abbiamo chiesto il perché e lui non ha voluto dire niente. Poi abbiamo saputo che la mandante, se così si può dire, era una ragazza anche lei sedicenne che lo aveva accusato di averla molestata. Nessuno si è premurato di capire se fosse vero oppure no e d’altronde lei non lo aveva denunciato alla giustizia ma si era affidata a questo branco di violenti che ha inferto sul corpo di mio figlio ferite permanenti.

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Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità, Storie

Lui mi ricattava col revenge porn. Io l’ho sconfitto pubblicando le mie foto!

Lei scrive:

Cara Eretica non sono stata bene. Ho dato delle mie foto in intimo ad un ragazzo conosciuto su facebook. Tutto è iniziato con piccole chiacchierate che poi sono diventate qualcosa di più. In men che non si dica abbiamo cominciato a fare sesso virtuale e telefonico. Non pensavo ci sarebbero state conseguenze e mi sento stupida per questo. Poi ho incontrato un uomo nella vita reale e ho lasciato perdere le chat e anche il ragazzo conosciuto su facebook. Dopo qualche messaggio stizzito lui mi minaccia e dice che divulgherà le mie foto.

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Antisessismo, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie, Violenza

Picchiata da uno sconosciuto perché donna

Oggi ho pubblicato sulla pagina facebook di Abbatto i Muri il messaggio di una ragazza che è stata picchiata da un tizio, uno sconosciuto, mentre lei stava in auto. Motivo? Perché è una donna. Così sotto il post trovo una valanga di commenti di chi ha raccontato che questo non è un fatto isolato. Chi ti vede per strada e se gli stai sulle scatole può anche picchiarti nell’indifferenza generale.

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