Sono stata maltrattata e licenziata per la mia omosessualità

Lei scrive:

Cara Eretica,
Non immagini la mia paura nello scriverti (…).

Sono stata licenziata. Niente di nuovo.
E invece sono stata cacciata, umiliata, offesa e molestata per ben due anni.
La causa: la mia omosessualità.
Dei datori di lavoro, i classici uomini squallidi, sposati con figli che ad ogni donna che passa sbavano.

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Mi voglio bene: amatevi anche voi!

Lei scrive:

“Cara Eretica,
è da qualche mese che seguo la tua pagina e sono sempre stata indecisa se scriverti o meno perché, nonostante ci sia l’anonimato, condividere quel che si sente è comunque un’impresa.
Ho 24 anni, sono una ragazza e non so da che parte iniziare.

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Quando la bulla è una professoressa

Lei scrive:

Cara Eretica,

Vorrei raccontarti una storia che mi è tornata in mente oggi, non so perché dopo tanto tempo. Se possibile, vorrei rimanere anonima.

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25 anni, uomo, bianco, eterosessuale e vi racconto la mia disperazione

Lui scrive:

Vorrei rimanere anonimo, perchè è nell’anonimato che ho vissuto tutta la mia vita. Ho 25 anni, sono uomo, bianco, eterosessuale, non ho mai dovuto affrontare situazioni di violenza o prevaricazione indotta da qualcuno, il mio genere non mi ha mai causato disagi o difficoltà in ambito lavorativo. Per questi motivi mi sento in difficoltà, la mia componente persecutoria e punitiva costante mi convince che sto togliendo spazio alle donne, che le mie lamentele gridate dalla mia posizione di privilegiato sono inopportune.

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#26N #NonUnaDiMeno – non verrò alla manifestazione ma vi seguirò da lontano

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Cara Eretica,

il 26 novembre non andrò alla manifestazione nazionale contro la violenza di genere perché non posso lasciare mia madre che sta male ed è affidata alle mie cure e in ogni caso non sarei in grado di fare il trasloco del mio corpo per portarlo a roma. è un corpo pesante, il mio, perché ho cicatrici di ferite che ancora non si sanano. sono una ex tossicodipendente e campo con la pensione di mia madre sperando che non muoia perché altrimenti non saprei come fare. io e mia madre siamo costrette a stare insieme anche se non siamo mai andate d’accordo. lei ha bisogno di me e io di lei e quello che viviamo rappresenta un ottimo motivo per partecipare al corteo. ci sarò a distanza, pensando che due donne, io e mia madre, sono costrette alla precarietà, alla dipendenza economica e alla cura anche se vorrebbero essere lontane a vivere altre esperienze.

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Mi hanno fatto del male ma oggi sono fiera di essere “curvy”

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Estela Regina scrive:

Ciao Eretica, sono contenta di poter condividere la mia storia.
Non sono mai stata una ragazza magra. Fin da bambina avevo i rotolini e le gambine morbide (a mia mamma piacevano tantissimo e le mordeva in continuazione).
Da bambina non davo importanza a questo fatto perche correvo, giocavo e ridevo; a 4 anni ballavo la samba (sono brasiliana), ero una bambina moooolto felice.
Iniziai a frequentare le elementari in Brasile e lì iniziarono i miei problemi: i compagni non volevano giocare con me perché ero “grassa”; buttavano a terra la merenda che mia nonna mi preparava con tanto amore perché mi dicevano che dovevo mangiare di meno sennò scoppiavo. Mi buttavano addosso i sassi perché dicevano che su di me sarebbero rimbalzati.

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Stuprata a sette anni: mi racconto, per guarire

Lei scrive:

Cara Eretica,
Inizio pregandoti di farmi restare anonima, e sperando di non annoiarti con questa lunga storia, che è il mio modo di denunciare il mio passato, e ciò che oggi resta non denunciabile, a causa di una cultura che rende molto difficile il farlo, ma soprattutto a causa della mia vigliaccheria.

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Come guarire l’obesità di una mente intossicata dai pregiudizi

Lui scrive:

Salve a tutt*, ho deciso di creare questo post, nonostante la mia storia sia già nota su un famoso sito che tratta di questi problemi, perchè nell’ultima settimana mi è capitato che molte persone conoscenti, nel vedere la mia foto profilo mi abbiano scritto in privato chiedendomi come diavolo avessi fatto a “cambiare” così tanto.

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La depressione non è una scelta. Semplicemente capita!

La depressione secondo me che sto ad una tappa fatta di maggiore consapevolezza e forse più coraggio. Di quando in quando mi permetto di abbuffarmi perché sono una mangiatrice compulsiva, per quanto non avrei ragioni di saldare la mia psiche ansiosa con un cibo anestetizzante, ma lentamente riemergo dal buio, aiutata da persone che non mi hanno fatto sprofondare nell’oblio. Sono rimasta in purgatorio per molto tempo, in quella fase che non è fatta di nulla, è vuota, senza confine, con un ampio margine di inutilità ad ogni direzione conquistata. Di qua o di là, è sempre uguale, intorno non c’è niente, o vai col buio o ti accontenti di un grigio che è come un sacco in testa che limita il tuo respiro a pochi grammi di ossigeno.

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