Antisessismo, Autodeterminazione, Culture, R-Esistenze, Recensioni

Come la censura su Wonder Woman negò il piacere e la potenza femminile

::Avviso Spoiler::

Il professor Marston e Wonder Woman è un film che ci racconta dell’autore della supereroina e della vita vissuta che ha ispirato il fumetto. Nel bel mezzo di una ricerca per affermare una migliore macchina della verità Il professore, la moglie e la ricercatrice che era stata coinvolta finirono per vivere una storia d’amore a tre da cui in seguito nacquero quattro figli. La loro vita era felice fintanto che non si scontrarono con le madame della temperanza e le vicine di casa, soprattutto le donne, intente a moderare e stigmatizzare la vita delle donne stesse.

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R-Esistenze, Ricerche&Analisi

Le donne si eccitano per le immagini erotiche tanto quanto gli uomini

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Luca del gruppo di lavoro Abbatto i muri.

La credenza secondo la quale gli uomini sarebbero più inclini ad eccitarsi visivamente delle donne potrebbe essere un abbaglio, secondo uno studio che suggerisce che il cervello risponda alle immagini sessuali allo stesso modo, indipendentemente dal sesso biologico.

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Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, Recensioni

Fleabag e Dietland, due serie tv a confronto

Due serie tv a confronto. Fleabag e Dietland. La prima è scanzonata, irriverente, prende in giro tutto e tutti e la protagonista prende in giro se stessa e svela le sue incoerenze ogni volta che viene messa a confronto con donne che si definiscono femministe esibendo persone compatibili come fenomeno da baraccone. Ecco il mio amico pittore trans, la mia amica bisessuale che vive con una comunità poliamorosa, il mio amico gay, nero, eccetera eccetera. La matrigna della protagonista è l’esempio perfetto di questo tipo di esibizioni che riducono a convenzioni le battaglie individuali e collettive di tante persone. Esilarante il modo che ha la protagonista di svelare le ipocrisie di un contesto che mette un certo femminismo sullo stesso piano di ordini monacali. Come per il seminario rivolto a donne in un casale di campagna dove le donne venivano condannate al silenzio, non senza fare le pulizie di primavera per conto delle consorelle a capo della struttura, e allo stesso tempo, in un’altra ala dello stesso spazio un altro seminario rivolto a uomini dove essi potevano, tanto per cambiare, usare bambole gonfiabili per sfogarsi urlando “troia, bagascia, puttana”. Continua a leggere “Fleabag e Dietland, due serie tv a confronto”

Antisessismo, Comunicazione, Critica femminista

Le donne (straniere) uccise da italiani di cui all’Italia fascista non frega niente

Scrivono che lui fosse un amante delle feste e che andasse spesso a Cuba e avesse “un certo successo” con le donne. Un imprenditore italiano ammazza la colf straniera e poi si suicida. Non ne parla quasi nessuno.

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Antifascismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Il fascismo contro cui le donne combattono ogni giorno

Lei scrive:

Dovevo capirlo subito che era un violento. Così mi disse la mia amica. Ci siamo conosciuti in Radio. La prima volta che mi vide mi bloccò in un angolo mentre mettevo un brano nel bel mezzo della mia trasmissione pomeridiana. Andavo lì per divertirmi e fare qualcosa che mi piaceva. Coniugare musica e politica era una mia passione e io ancora andavo al liceo. Aveva un modo di fare che voleva essere seduttivo ma suonava scortese e molto invadente. Lo dissi all’assemblea e pretesi che si mettesse all’ordine del giorno il fatto che in Radio non potevano avvenire episodi di molestia sessuale. Il capo della banda gli diede un buffetto e disse che non avrebbe dovuto ma tutto finì tra gomitate e sorrisini. In ogni caso avevo posto la questione e pensavo che le compagne in questo mi avrebbero sostenuto, ma erano solo due e per lo più facevano da spalla al capo. Erano lì perché lui era un bonazzo e poi parlava così bene alle assemblee. E io che pensavo di poter costruire sorellanze. Mi fu solidale un’altra persona, un tizio che ogni tanto passava per spararsi una canna e poi per scroccare un po’ di musica gratis. Nulla di sbagliato, per carità. Era un compagno attivo e un po’ devo dire mi piaceva.

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Autodeterminazione, R-Esistenze

Perché dovrei avere rispetto delle tradizioni cattoliche se quelle tradizioni non rispettano le donne?

Lei scrive:

Oggi sulla pagina ho letto un divertente scambio di accuse e in qualche caso di utili informazioni. Tutto partiva da una immagine in cui chiaramente si celebrava un rito cristiano e che quei ridicoli costumi siano parte della nostra cultura, come di quella dei templari, o del massoni e in seguito, con il dovuto copyright ai cattolici, del ku klux klan poco importava perché il senso di un post di quel tipo, a mio avviso, sta nella sua ironica laicità.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Il mercato maschilista delle illecite registrazioni di sexting (e nessuno fa niente)

Lei scrive:

Cara Eretica, ho deciso di scrivere a te e alle tue lettrici perché sento questa pagina come uno spazio sicuro e libero da pregiudizi, vorrei restare anonima, grazie.

Sto vivendo un incubo da 8 mesi ormai, mi spiego meglio. Circa 3 o 4 anni fa mi lasciai con il mio ex con il quale convivevo, questo mi causò mesi di depressione e ansia, inizialmente non riuscivo ad uscire, poi ho iniziato a stare meglio ma non riuscivo ad avere rapporti con altre persone e questa cosa mi dava tremendamente fastidio poiché volevo sostituirlo anche dal punto di vista sessuale, vivo in una piccola cittadina dove ci conosciamo quasi tutti e diventò impossibile conoscere qualcuno/a con il/la quale uscire.
Iniziai a chiudermi di nuovo in me stessa e passavo intere giornate e nottate a letto senza dormire, così scoprii il sexting.

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Personale/Politico, R-Esistenze, Raccontare il femminismo

Il femminismo a cosce aperte

Una delle prime cose dette da mia nonna e poi anche da mia madre non riguardava il mio benessere psicofisico, la mia salute, la possibilità di realizzazione dei miei sogni. Tutto si riassumeva in tre parole: “chiudi le cosce”. Non era un consiglio ma un’intimidazione. Dentro le mie cosce c’era qualcosa di sporco, di pericoloso, e io avevo il compito di tenerlo ben chiuso affinché il mondo fosse protetto da esso.

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