Critica femminista, R-Esistenze

“Le donne sono le peggiori nemiche delle donne” ed altri luoghi comuni

Ogni volta che una donna tira fuori un insulto nei confronti di un’altra donna viene fuori qualche detto stereotipato che di fatto non ci fa bene. Le donne sono persone e in quanto tali non possono essere sopravvalutate e neppure accomunate per via della semplice biologia. Chi insiste nell’affermare che le donne sono naturalmente solidali, empatiche, caritatevoli, dedite alla cura, sbaglia e sbaglia moltissimo. Se fossimo coscienti di quel che siamo forse non ci sorprenderebbe più di tanto quel che leggiamo e vediamo ogni giorno.

Invece l’insulto di una donna diventa più grave di quel che un uomo dice. Da un uomo quindi ci si aspetta il peggio ma da una donna, femminile, leggiadra e angelica, invece no. Continuare a insistere sull’idea per la quale le donne sono il meglio della società, è deleterio per tutte noi. Siamo semplicemente umane e quindi siamo anche noi portatrici di valori e idee pessime, a volte. Le donne diventano veicoli di cultura maschilista tanto quanto gli uomini, per esempio.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Faccio la sex worker e l’otto marzo parteciperò allo sciopero delle donne

Lei scrive:

Cara Eretica, sono una donna di 36 anni che nella vita ha fatto di tutto per essere indipendente. Sono stata fin da subito disposta a viaggiare per lavoro, sono andata ovunque e ho fatto qualunque cosa. Però non ne ho ricavato nessuna stabilità ed è stato un po’ come vivere alla giornata. Ho deciso perciò di fare la sex worker e quello che non mi aspettavo era il giudizio di donne più grandi di me che pensano di sapere quello che dovrei fare con il mio corpo.

Ho detto subito alle mie amiche cosa avevo scelto di fare e ho portato la mia esperienza nelle riunioni e nella vita di tutti i giorni. Sapete qual è stato il danno maggiore? Quello che mi hanno procurato queste donne perbene che non fanno che giudicarmi e colpevolizzarmi. Naturalmente l’otto marzo io sciopererò e parteciperò alle manifestazioni che saranno organizzate ma non mi piace sentirmi giudicata e quindi sceglierò come sempre di stare con le mie amiche transfemministe e queer.

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Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Emma Marrone: insulti sessisti alle donne che criticano Salvini e Lega

Emma Marrone ha detto “Aprite i porti”. Un consigliere leghista le dice “meglio aprire le cosce” e viene espulso. Non che sia il solo a dire queste cose e non si tratta neppure di uno scivolone leghista. A me pare sia la prassi di molta gente che frequenta e vota la Lega. Per cui la mia domanda è: quando un partito che si definisce politico diventa la culla per chi produce la peggiore cultura sessista e razzista si può davvero dire che sia un partito e faccia davvero politica?

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Autodeterminazione, R-Esistenze

Una donna non vale meno se indossa abiti succinti

Questo è un lungo messaggio che Josh Weed ha pubblicato tramite il suo account Twitter. Mariella del Gruppo di Abbatto i Muri l’ha tradotto per noi.

“Sono un uomo gay cresciuto in un contesto eteronormativo. Una delle cose che mi hanno sempre lasciato basito in questo mondo è la cosiddetta cultura della “modestia”.

La più importante premessa della cultura della “modestia” è che le donne debbano vestirsi in modo da non provocare una reazione sessuale negli uomini, il che è una assurdità.

Io penso che sia assolutamente inconcepibile che un uomo possa guardare una donna e dire “Io penso che tu debba indossare qualcos’altro perché vedere la tua pelle mi eccita sessualmente. E questa eccitazione è così forte che non riesco a gestirla in maniera adeguata. Quindi per favore cambiati i vestiti”

Questa è UNA FOLLIA. Specialmente quando poi gli uomini cominciano a dire che una donna “vale di più” se si veste in un certo modo, come se coprire la pelle in qualche modo aumentasse il valore della donna, solo perché così non sollecita una reazione sessuale negli uomini. E quindi, se una donna NON fa questo? Beh, allora un uomo ha diritto di criticare una donna, insultarla, chiamarla troia e poco di buono. Tutto perché *lui* sta avendo una reazione sessuale!

Notizia sconvolgente: il valore di una donna è IMMUTABILE. È inviolabile. Non cambia con quello che indossa o non indossa. Non cambia a seconda che faccia o meno sesso.

E la sessualità di un uomo è LA SUA ESCLUSIVA RESPONSABILITA’

Volete sapere come lo so? Perché in tutta la mia vita non ho mai detto a un uomo come vestirsi, sebbene il corpo maschile mi ecciti sessualmente.

Non ho mai detto a un uomo che dovrebbe indossare una maglietta quando va a correre d’estate con il caldo. Non ho mai detto a un uomo di essere modesto.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Personale/Politico, R-Esistenze

Lei difende il “patrigno” violento? Riflessione sulla retorica del martirio delle madri ” perbene”

Opera di Zidzi Slaw Beksinski

 

Appartengo alla categoria di donne che si è “rifatta una vita”. Non capisco esattamente che vuol dire ma è così. Nel senso che la vita è sempre la stessa. Non l’ho rifatta. Sono semplicemente andata avanti. Non sono migliore di altre donne e non le giudico. Se hanno deciso di stare con altri uomini che non sono i padri biologici dei loro figli le capisco. Perciò non penso di essere superiore a nessuno quando dico che mi irritava molto avere a che fare con un uomo che si permetteva il lusso di usare un tono autoritario con mi@ figli@. Se un “estraneo” interferiva con le mie scelte educative mi incazzavo moltissimo. Ma non ero sola. I miei mi hanno aiutata molto e so che la solitudine, specie nel ruolo materno, può togliere forza e anche lucidità. Perciò non mi vanto di non aver voluto nessuno in casa mia e di mi@ figli@. Diciamo che è semplicemente capitato. Il mio ex era un violento, mi ha quasi uccisa e di su@ figli@ se ne fregava. In ogni caso credo avrei pensato che la creatura stesse meglio con me che con lui. Anche quando sono stata cattiva, violenta io stessa, egoista e tutto quel che può fare sentire in colpa una madre in questi casi.

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Il Revenge Porn contro i “maschi” non esiste

Esistono altre forme di bullismo ma non ciò che si riferisce alla sessualità maschile. Se la sessualità femminile è sempre descritta come sporca, qualcosa di cui vergognarsi, quella maschile viene esaltata e il revenge porn contro le donne rientra appieno nelle dinamiche di autoesaltazione. Io sono un figo e dunque ecco cosa sono riuscito a trovare. Come il cretino che si vanta di aver accumulato esperienze sessuali, come quelli che diffondono voci sulle ragazze “facili” e sulle prestazioni che forniscono.

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La terza via: stare accanto alle vittime di violenza vuol dire rispettare le loro scelte

Anni fa commisi un grave errore. Una mia amica era spavalda, disponibile e sessualmente attiva. Molto più attiva di me. Quando uno stronzo la stuprò mentre lei, ubriaca, stava lì ferma sul pavimento con gli slip strappati, io la accompagnai in ospedale perché non si risvegliava. Era andata in shock per aver bevuto troppo e io sapevo che non era colpa sua ma non potevo fare a meno di guardarla male. L’ho trattata male. Freddamente. Pensavo davvero fosse colpa sua. Quel periodo la lasciai sola e non riuscii a dirle nulla che la facesse sentire meglio. Quando discutemmo della possibilità di denunciare lo stupratore lei disse di no perché non voleva stare sulla bocca di tutti e non voleva avere ripercussioni. La mia rabbia nei suoi confronti aumentò e il perché era semplice: non faceva nulla di quello che io avrei voluto facesse. Ma io non stavo nei suoi panni. Non avevo vissuto quello che aveva vissuto lei. Eppure mi sentivo in diritto di sprecare parole per farla sentire sempre più colpevole.

Poi mi disse che era rimasta incinta, gravida dello stupratore. Voleva abortire ma all’epoca non esistevano neppure i consultori, anche se l’aborto era legale. Lei non voleva andare in ospedale perché in quel posto ci si conosceva un po’ tutti e anche questo l’avrebbe resa un bersaglio di critiche e giudizi. Preferì chiedere dei soldi allo stupratore per abortire presso un privato e in un’altra città. Questo per me fu una specie di tradimento. Perché si era rivolta a lui? Ero troppo egocentrica e ferita per capire che non aveva nessun’altra scelta. Lo ha fatto per sopravvivere e si è comportata come doveva data la situazione in cui si trovava. Lui andò con lei. Io rimasi a casa. Quando la incontrai di nuovo le mie prime parole furono “te la sei voluta” e la sua reazione fu di stanchezza. Era ovvio dato che perfino io le davo contro.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Abolizionismo della prostituzione: una questione di classe, razza e genere

[guarda il video El abolicionismo, una cuestión de raza y de clase, Linda Porn, 2018: https://youtu.be/tkkNrPMrQUA]
Post originale QUI. Scritto da Linda Porn*.

(Traduzione di Margherita e Angela del gruppo di lavoro Abbatto i Muri)

Il movimento abolizionista è nato come un movimento guidato da élite conservatrici e religiose dell’epoca vittoriana contro una legge promossa da Napoleone I che, individuando le prostitute come focolai di infezione, le obbligava ad essere sottoposte a controlli medici obbligatori per dimostrare il proprio stato di salute e quindi essere in grado di lavorare. Alcuni membri del movimento hanno definito il regolamento “lo speculum”, imposto dallo Stato stupratore. Le abolizioniste combattevano per sottoporre ai controlli non solo le prostitute, ma anche i clienti.

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