Antiautoritarismo, Antirazzismo, R-Esistenze

Memorie londinesi

Da queste parti fa caldo e nessuna novità, buona o cattiva che sia, perciò vi racconto che cosa sto facendo. Ho riletto i miei appunti di quando vivevo a Londra, assistendo a scene che ho cercato di riassumere in passato. Altro nel frattempo è successo e le leggi purtroppo in quella città non sono migliorate né per gli immigrati né per le sex workers o per la gente povera in genere, perché la società dell’intrattenimento che vende immagine a turisti di ogni tipo non può avere senzatetto o puttane che girano liberi per le strade, perciò organizza blitz per racimolare esseri umani e destinarli un po’ alla nettezza urbana, un po’ ai centri di detenzione per migranti per poi rimpatriarli, un po’ nelle galere. Quando andai a trovare la mia amica a Dublino mi resi conto del perché Londra non mi piaceva, ce l’avevo davanti agli occhi eppure non vedevo con chiarezza. Imperialisti e colonizzatori che erano destra prima che giungessero le nuove destre in europa. Comunque sia sto scrivendo una storia che pubblicherò e che parla di quel tempo, quando Soho era ancora una red light zone e non la zona turistica che forse è diventata adesso.

bacione a tutti.

Eretica

Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Il Femminismo secondo la Depressa Sobria, R-Esistenze, Salute Mentale

Quando ti danno della malata mentale per toglierti il diritto di parola 

Tra le tante mail che ricevo ce ne sono alcune che raccontano storie di donne che vengono considerate malate mentali anche se non lo sono soltanto perché non seguono le norme imposte. Per lungo tempo si è pensato per esempio che le donne lesbiche fossero malate mentali così come gli uomini gay da correggere per riportarli a interpretare la norma eterosessuale. Ci sono le persone trans che prima di poter accedere alle terapie per la transizione passavano attraverso una perizia psichiatrica che doveva assicurarsi che non fossero pazze. Quando la malattia mentale viene tirata in ballo perché le tue scelte non coincidono con quelle di altre persone diventa solo un metodo di controllo sociale per riportare tutti a interpretare norme ordinate dall’alto del credo patriarcale. In questi casi è veramente difficile affrontare la mentalità comune che giudica matte tutte le persone che la pensano in modo differente. Il concetto di malattia mentale viene tirato in ballo in maniera inadeguata, ingiusta, semplicemente per agire in modo censorio sulle scelte altrui.

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Politiche contro l’aborto

Uno dei doveri fondamentali delle donne è quello di riprodursi. Silvia Federici nel suo libro Calibano e la Strega parla di schiavitù riproduttiva e di maggiore misoginia nei momenti storici in cui il capitalismo aveva bisogno di più manodopera da sfruttare. La Federici parla con compiutezza del tempo dell’inquisizione in cui venivano punite le ostetriche e le donne sessualmente libere. Le ostetriche perché aiutavano nella pratica dell’aborto e le donne sessualmente libere perché non facevano sesso solo per riprodursi. Secondo la sua analisi la chiesa è sempre andata d’accordo con il capitalismo nel promuovere politiche antiabortiste e criminalizzare le donne che lottavano per il diritto alla libertà di scelta. Avrete sicuramente letto da qualche parte editoriali in cui si parla di denatalità e di contributi o sovvenzioni per favorire più nascite. Il nostro pianeta è abitato da 8 miliardi di persone e se realmente si preoccupassero di una suddivisione equa della ricchezza ci sarebbe lavoro per tutti e soprattutto le persone potrebbero spostarsi con più facilità da una nazione all’altra per trovare lavoro. Ma il capitalismo si basa sul fatto che il costo del lavoro resti basso e per rimanere basso deve esserci molta concorrenza e dunque un tasso di disoccupazione notevole che consente alle imprese di ricattare i propri dipendenti pagandoli molto meno rispetto a quel che meriterebbero. 

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La società de/generata (streghe, femminismo, morale, controllo sociale, biopotere)

Quelli che leggerete sotto sono capitoli di un bel libro. “La società de/generata” di Alex B. (Edizioni Nautilus) è anche una sintesi storica efficace che ci parla di questioni di genere, sessismi, livelli di oppressione che hanno visto chiesa, scienza, totalitarismi in fila ad opprimere donne, gay, lesbiche, trans a realizzare in pesante controllo sui corpi e sulla sessualità di ogni persona per realizzare quello che viene definito biopotere. I capitoli a seguire (Medioevo e caccia alle streghe; Settecento e Ottocento; La nascita del femminismo; Dalla morale religiosa alla morale scientifica; Il controllo sociale della riproduzione; L’isterizzazione del corpo della donna) sono solo un assaggio del ben più corposo libro che vorrei qui farvi leggere poco a poco per intero salvo il fatto che ricopiarlo è faticoso (:)) anche se vale la pena condividere ogni parola. A seguire si leggerà della psichiatria come mezzo di repressione autoritaria delegata a normare corpi e sessualità, e di Stato, e di movimenti omosessuali, e di queer, e di sessismo, generi, pratiche di rivolta per definire in maniera precisa quelle che chi scrive chiama “Teorie e pratiche anarcoqueer”. Leggetevi questi capitoli e procuratevi il libro e se avete tempo copiate qualche capitolo da condividere con chi il libro non ce l’ha perché queste descrizioni e parole arrivino lontano. Buona lettura!

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La strega ostetrica

Claudia ha voluto regalare a me e a voi un racconto e la relativa traccia storia che lo ispira. Si parla di caccia alle streghe, di ostetriche, di aborto e condanne in stile inquisitorio. Grazie a lei per questo dono e buona lettura a voi!

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Claviceps Purpurea[1]

Sarà una cacciatrice! Una benandante!

strillò la levatrice mentre frugava dentro mia madre cercando di farmi uscire, ci vollero ore per tirarmi fuori. Nacqui di piedi e incamiciata. Non accade quasi mai. Per tutti erano segni che la mia non sarebbe stata una vita comune.

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Malleus Maleficarum: le streghe ostetriche e il diavolo etero

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Il Martello delle Streghe è stato pubblicato in latino nel 1487 ad opera dei frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer, allo scopo di soddisfare l’urgenza di reprimere l’eresia, il paganesimo e la stregoneria in Germania. La pulsione inquisitoriale difatti arriva e fu realizzata molto più da quelle parti e coinvolse anche protestanti puritani, calvinisti e solo dopo si realizzò nel sud Europa una inquisizione cattolica e spagnola della quale anche in Sicilia fu lasciata ampia traccia (Renda, Messana). Il tribunale inquisitorio fu comunque istituito nel 1231 da Gregorio IX e nel 1484 Innocenzo VIII promulgò la bolla Summis Desiderantes affectibus, con la conferma dell’esistenza delle streghe e l’incarico a Institor e Sprenger di “punire, incarcerare e correggere” le persone infette dal crimine della “perversione eretica” e di svolgere con nuovo potere in Germania il ministero dell’inquisizione.

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Salem: streghe, tutori e torturatori

Salem è una cittadina americana contagiata dal vento inquisitorio. Processarono un tot di persone per stregoneria e credo ne ammazzarono abbastanza. C’è una serie televisiva che prende spunto da questo e racconta di una cittadina sotto l’influenza nefasta di alcuni puritani che massacrano la vita della gente per esigenza d’ordine e disciplina. Alla gogna e in punizione, con marchi e lettere scarlatte per fornicatori e fornicatrici, bruciate delle persone accusate ingiustamente di stregoneria, la trama si sviluppa attorno alla storia di alcune donne che effettivamente accettano l’aiuto del diavolo per avere più potere e reagire alle brutalità che ciascuna di esse subiva.

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Stereotipi di genere

Quando sei di sesso femminile e ti danno del maschiaccio perché ti piace giocare a calcio o sei di sesso maschile e ti danno della femminuccia perché non ti piace giocare a calcio, ecco: questi giudizi gratuiti nei tuoi confronti si chiamano stereotipi di genere.

Partiamo dall’inizio: c’erano degli uomini con la clava, il cui potere perdurò fino alla stagione del pater familias di epoca romana. I neuroni sopravvissuti ad epoche di glaciazione psicosomatica si sono scongelati di recente ed ecco il mondo nuovo che hanno trovato: le persone non sono più divise in quelle di sesso maschile e di sesso femminile, perché ci sono anche le persone intersex. Di più. Il sesso di nascita non coincide con il genere e dunque una persona nata di sesso maschile può riconoscersi nel genere femminile e una di sesso femminile può riconoscersi nel genere maschile. Ancora: sesso e genere, già diversi tra loro, non hanno nulla a che vedere con la sessualità. Puoi essere nato di sesso maschile, riconoscerti nel genere femminile ed essere lesbica, puoi essere nata di sesso femminile, riconoscerti nel genere maschile ed essere gay. E più andiamo avanti più la questione si complica e non sta a me parlare delle transizioni perché sto solo cercando, senza averne titolo, e mi scuso per questo, di far capire in che razza di situazione complessa devono essersi trovati i neuroni scongelati degli uomini con la clava.

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Culture, Precarietà, Puttana, R-Esistenze, Strega

Storia di una Strega

Qui comincia una nuova vicenda, che ha per protagonista una donna che si è macchiata del peggior crimine nella storia ed è stata reclusa in una stanza dalla quale poteva a malapena guardare uno spicchio di mondo, una porzione di prato, qualche albero, automobili parcheggiate, finestre del condominio di fronte. Udiva però con chiarezza le voci dell’inquilina del piano di sopra e di quello dell’appartamento confinante. Voci alterate, persone che usavano toni litigiosi per un nonnulla. La donna che per battesimo fu denominata Strega, rifletteva spesso su come gli uomini adorassero concentrarsi sulle guerre in altri mondi ignorando la battaglia che si svolgeva ogni giorno dinanzi ai loro occhi. La concentrazione si sa, ha il difetto di volgersi dove fa meno male. Le guerre lontane impediscono di pensare alle responsabilità del qui e ora. Ci sono uomini che usano parole con toni piene di enfasi dedicate alle ferite altrui e nel frattempo svolgevano il proprio lavoro di parlamentari o giornalisti al soldo dei partiti di cui non davano notizia a nessuno. Strega dal suo angolo di reclusione non trovava notizie su quel che il governo stava facendo, su quali provvedimenti stava adottando. Quel che sapeva è che se voleva trarre la verità da fonti certe doveva imparare ad ascoltare il vento. Con esso giungevano lamenti di persone innamorate e deluse o povere in canna, prive di sostentamento, disinformate e senza cognizione dei diritti cui avrebbero dovuto godere. Il vento lasciava viaggiare voci di storie di donne stuprate, picchiate, malate, recluse, un po’ come lei, per aver disobbedito all’ordine dei padri fondatori. Così venivano definiti quelli che ritenevano di aver posto la prima pietra di questa o quella città. Ignorando il fatto che quei padri avevano avuto una madre che li aveva generati e nutriti finché i figli non le avevano rinnegate.

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Cronache postpsichiatriche: Abbatto i Muri e Il Fatto Quotidiano

Appunti per la mia autobiografia

Abbatto i Muri nasce nel 2012 come progetto in solitaria poi diventato collettivo, con compagne e sorelle che mi hanno aiutato durante il percorso, quando alla fine del progetto di Femminismo a Sud mi resi conto che era necessario distanziare le persone che con il vecchio progetto rischiavano di prendere pesci in faccia da una non meglio precisata fazione femminista, nata sul web e mai vista alle assemblee, che con metodi assai fascisti, da cyberbulle imperversavano per il blog, tra i commenti, e per la pagina facebook dedicata, per delegittimarmi, diffamarmi, distruggere e vanificare tutto il lavoro fatto. I motivi erano specificatamente privi di sostanza politica, giacché costoro di quella sostanza, di materia femminista, filosofia femminista, ne masticavano poca. Primo punto: su FaS si supportavano le sex workers e si affermava, così come le sex workers affermano da sempre, che il sex work è lavoro e come tale necessita di riconoscimento affinché le sex workers possano godere di eguali diritti, come tutti i lavoratori del mondo. Secondo punto: il transfemminismo per costoro non era vero femminismo, giacché le donne trans non sarebbero vere donne e dunque si potrebbe, udite udite, correre il rischio di essere stuprate da una trans nei bagni delle donne se le trans venissero ammesse alle assemblee femministe.

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Attivismo, Pensieri Liberi, Personale/Politico, R-Esistenze

Cronache postpsichiatriche: informazione indipendente e il G8 di Genova

Appunti per la mia autobiografia

Negli anni ’90, come già scritto lavoravo a ritmi inverosimili. Non avevo tempo di pensare a me. Mangiavo male, ingrassavo o dimagrivo e i miei disturbi alimentari si acuivano. Ma se stai combattendo contro la mafia tutto questo va messo in secondo piano. Quando avevo una settimana di pausa mi richiudevo in me stessa, spegnevo il telefono (non c’erano ancora i cellulari e internet aveva appena bussato alle nostre porte) e passavo il tempo a scrivere di altre cose. Poesie, racconti, rimuginavo su come scrivere un romanzo, non che ne avessi le capacità. Ma la scrittura teneva insieme i neuroni traumatizzati che si infrangevano come onde contro lo scoglio della precarietà, dover campare, guadagnarmi il pane, cercare di andare avanti e vivere un nuovo matrimonio, con le mie idee. Poche disavventure sessuali, poca intimità, molte domande senza risposta e continuavo a non avere prospettive per il futuro. Dipendevo sempre da un padre, poi da un marito, poi da un datore di lavoro o dall’altro. Tutti uomini. Tutti inclini a seguire percorsi soggettivi senza dare molto spazio alle donne.

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