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Perché le donne polacche incinte abortiscono a Berlino – Pratica femminista solidale

Traduzione di Francesca Grisolia e Des Blatera.
QUI il link del post in lingua originale.

Ciocia Basia, in Tedesco „Zia Barbara“, è un gruppo di attivist* che si adopera per il diritto all’aborto. Il loro compito è quello di sostenere le donne polacche rimaste incinte involontariamente e aiutarle ad attuare a Berlino un’interruzione di gravidanza sicura e impunita.

In Polonia l’aborto è consentito: quando la salute e la vita della persona incinta sono a rischio, quando la gravidanza è conseguenza di un reato oppure quando il feto è gravemente danneggiato. Quello polacco è uno dei più severi ordinamenti giuridici sull’aborto in tutta Europa. Soltanto Malta, San Marino, Liechtenstein, Andorra, Monaco, Irlanda e Irlanda del Nord hanno una legislazione in egual misura rigida, se non ancora più restrittiva.

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#Francia #SexWorking – Analisi impatto legge su penalizzazione clienti due anni dopo

Questa è una traduzione/sintesi di una analisi su l’impatto che la legge francese sulla penalizzazione dei clienti ha avuto sulla vita delle sex workers. L’analisi è introdotta QUI e sullo stesso link potrete trovarne versione completa dalla lingua francese e una versione più breve in lingua inglese. Buona lettura e grazie ad Anna per la traduzione.

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Nell’aprile del 2018 Medecins du Monde France ha pubblicato uno studio di analisi sull’impatto della legge del 13 aprile 2016 con cui la Francia è diventata il quarto paese europeo a punire i clienti delle prostitute. Tale legge prevede la penalizzazione dei clienti con una multa e l’abrogazione del reato di adescamento passivo, istituito nel 2003 dall’allora ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy.

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“Il nostro prossimo santo”: come gli Incels stanno festeggiando la strage di Toronto

QUI l’articolo in lingua originale. Traduzione di M.

Articolo di Kimberly Lawson

Negli istanti prima di lanciarsi giù per una strada principale di Toronto in un camioncino preso in affitto, uccidendo 10 persone e ferendone altre 14, il sospetto Alek Minassian ha postato, secondo quanto riportato, quella che sembra una chiamata alle armi su Facebook. “La ribellione Incel è cominciata!” si legge nel post pubblico “Spodesteremo tutti i Chad e le Stacy! Tutti salutino il Supremo Gentiluomo Elliot Rodger!”

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#RepealSesta: Trump e Swerf insieme a criminalizzare i/le sex workers

La legge Sesta è il risultato dell’unione del Fight Online Sex Trafficking Act (FOSTA) e del Stop Enabling Sex Traffickers Act (SESTA). Trump, applaudito dalle femministe radicali transescludenti e sex workers escludenti, firma una decisione che rinvia alla responsabilità penale dei gestori dei siti per la diffusione di pubblicità online delle sex workers. Ciò significa che le sex workers non potranno più filtrare i clienti, dovranno accedere ad altri metodi di promozione del proprio lavoro e si dovranno affidare, essendo silenziate, invisibilizzate, a protettori che tengano in vita un business di sfruttamento per i/le sex workers marginalizzat*.

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I terroristi misogini creano un danno anche per gli uomini

Riguardo ai vari movimenti online che ispirano gli atti terroristici di misogini come minassian, rodger eccetera, non si tratta solo di gruppi di maschi che pretendono che una donna gliela dia e diversamente pensano perfino che lo stato dovrebbe elargire una fidanzata istituzionale per poterli accontentare. E’ un discorso vecchissimo che assurge a fenomeno politico che paradossalmente viene sminuito non fosse che quei motivi di odio contro le donne sono profondamente radicati in molti uomini che dalle persecuzioni di femministe nel web come abbiamo visto passano volentieri anche alle stragi di fatto.

Stragi mirate in cui l’intento è di uccidere quante più donne possibili: colpevoli, tutte senza distinzione di sorta, di non avergliela data. Quello che praticano è un revisionismo al pari di quello di tanti razzisti e fascisti. ciò che ieri sarebbe sembrato offensivo oggi viene rivendicato da reazionari che si dicono difensori di diritti maschili. Come quando i bianchi dicono che fare lotte in nome della supremazia bianca sia un fenomeno nuovo e non un regresso. Come quando gli etero dicono che i diritti delle persone lgbtq metterebbero in crisi la “famigghia tradizionale”. Uomini rancorosi e vittimisti che se la prendono con le donne perché non se li filano. si potrebbe concludere così ma c’è di più.

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Il terrorista misogino Alek Minassian e gli Incels, istigatori di odio contro le donne

Il lutto dopo l’attentato misogino. (Foto di Nathan Denette/Canadian Press)

 

Saprete di quel che ha fatto Alek Minassian, l’autore dell’attentato di Toronto. Il tizio si sarebbe ispirato a Elliot Rodger, un misogino fascista che ha lasciato perfino un manifesto per motivare l’assassinio di diverse persone, con una vendetta rabbiosa soprattutto nei confronti delle donne. Ancora in Canada, a Montréal, anni fa ci fu Marc Lépine che uccise molte donne esponendo anche lui motivazioni misogine e maschiliste. Personaggi del genere vengono considerati eroi da una certa categoria di soggetti, soprattutto quelli che si radunano tra i movimenti in difesa dei cosiddetti diritti maschili (MRA – considerata la porta d’accesso per l’organizzazione nazista e suprematista bianca Alt-Right, la quale ha supportato Trump alle ultime elezioni presidenziali americane -, RedPillers, Pua, MgTow, etc). A proposito di Minassian si è tirata fuori una ulteriore organizzazione che estremizza gli stessi concetti fino a decidere di elevare il vittimismo a fenomeno politico di ispirazione stragista contro le donne che li avrebbero resi vittime di “celibato involontario”. Su questa nuova corrente di spaventoso pensiero quindi ci concentreremo per studiarne, come abbiamo fatto per altri fenomeni simili, il linguaggio e la radice. Quello che segue è un primo contributo cui seguiranno altre traduzioni.

M. ha tradotto per noi alcuni spunti tratti dal profilo twitter di un giornalista che  conosce questi fenomeni. Si chiama @ArshyMann e lo ringraziamo per il sapere che mette in circolo.

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Autoritarismi e analisi del microcosmo vissuto da monache di clausura

::Avviso Spoiler::

La scelta è un film strepitoso che concentra l’attenzione sui cambiamenti della chiesa dopo il concilio vaticano secondo. Meravigliosa l’interpretazione della madre superiora in clausura per quarant’anni prima che lo shock delle nuove disposizioni la colpisse come un fiume in piena.

Quello che si racconta è la vita monacale, dalle prime fasi, poi il noviziato e poi i voti. Una vita caratterizzata da rinunce, coercizione e autocensure, con una eccessiva intrusione del privato da parte della superiora e con una visione distorta del rapporto con Dio. Un Dio secondo il quale ogni errore doveva essere punito con il digiuno e l’autoflagellazione.

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