Sono una sex worker stufa della misoginia delle donne

di Elle Stanger

Articolo originale QUI [traduzione di Antonella]

Ah, dunque sei femminista, eh? Racconti ai tuoi bambini che ragazzi e ragazze sono uguali? Che le signorine da grandi potranno diventare astronaute e vigili del fuoco, che i maschietti possono giocare con le bambole e mettere lo smalto alle unghie? Non male come inizio, ma è il minimo sindacale di ciò che un adulto dovrebbe essere libero di fare, nel 2017. Con una oligarchia rampante a sbarrare loro la strada, è tempo che le donne, le minoranze e la classe lavoratrice inizino a supportarsi le une con gli altri. Una società meno divisa è più forte ed è fondamentale ricucire gli strappi sociali, esaminando in profondità i comportamenti che rafforzano l’oppressione e la violenza. Ognuno può fare la sua parte e io sono qua come sex worker femminista per dirvi che normalizzare gli insulti delle donne americane nei confronti delle sex worker è qualcosa che contribuisce alla violenza verbale contro tutte le donne.

[Read more…]

Advertisements

La ‘lobby pimp’ all’Amnesty AGM? E’ una calunnia delle abolizioniste

[Articolo in lingua originale qui – traduzione di Baba Yaga]

L’insulto ‘pimp lobby’, lobby di papponi, lanciato nei confronti di chi si batte per una completa decriminalizzazione scredita il movimento delle sex workers. Il report di Frankie Mullin sull’Amnesty UK Annual General Meeting.

Frankie Mullinn è una giornalista freelance che si occupa di questioni sociali con un interesse particolare per le sex work politics.
[Read more…]

La tratta di esseri umani: la globalizzazione del ragionamento debole e del linguaggio improprio

[cliccate sulle immagini per leggere in lingua inglese e nella traduzione in italiano]

Il pezzo è tratto dal blog: The Naked Anthropologist

Qui la Dott.ssa Laura Agustín espone i risultati delle sue ricerche sulla migrazione, il sex work, la tratta e l’industria del salvataggio

Questo il pezzo in inglese. Traduzione di Elena e Giorgia

[Read more…]

Nonostante una certa retorica, i progetti sociali per le sex workers risultano deludenti

di Laura Agustin, 23 settembre 2013, in The Naked Anthropologist (Qui il pezzo in lingua inglese – traduzione di Lisa)

[Read more…]

Dicono di Eretica (di tutto e di più): parlando di sex working e attacchi personali

La domenica dovrebbe essere un momento di relax. Per me lo è stato. Per altre invece. Per l’appunto mi avvisano che sulla bacheca (pubblica) di una abolizionista si svolge un siparietto che si ripete da anni (su varie bacheche facebook), ai miei danni, con attacchi personali, giacché gli argomenti evidentemente scarseggiano.

[Read more…]

Comunicato di SWAI (Sex Workers’ Alliance Ireland) sull’approvazione della legge sui crimini sessuali

45242_518860441519643_1156379894_n

La legge che è passata in Irlanda a proposito della criminalizzazione dell’acquisto dei servizi sessuali, quella sul modello abolizionista “nordico”, e della criminalizzazione del lavoro collettivo, ciascun@ a mantenimento della sicurezza dell’altr@, non è piaciuta affatto ai/alle sex workers irlandesi che giustamente parlano di “crociata moralista” e rispondono con un loro comunicato. QUI in lingua originale (traduzione di Antonella):

>>>^^^<<<

Oggi è un giorno terribile in Irlanda per chi lavora nel sex work. Questa legge è pericolosa.

[Read more…]

Limbo, un libro di feminist/fantascienza di Eretica

16299000_1268253033268721_7661957517755432299_n

E’ la prima volta che scrivo qualcosa e oso pensare che qualcun@ vorrà comprarlo per leggerlo. Troppo lungo per un post. E’ un libro, che potete trovare in versione kindle (digitale, da scaricare sul vostro computer o telefonino – e se volete QUI trovate un estratto del libro) e in versione cartacea da ordinare su Amazon (c’è disponibilità immediata). Editor Antonella Garofalo e Grafiche e prefazione di UnaManu. Vi lascio alla lettura della presentazione, se può piacervi. Spero di si. Un abbraccio a tutt* e buona lettura!

<<<^^^>>>

SWERF e TERF. Due sigle inglesi che stanno per “Femministe Radicali che Escludono le Sex Workers” e le persone “Transgenere”.
Molti in Italia conoscono femminist* che queste sigle inquadrano molto bene. Sono per lo più persone che evitano il dialogo con chi non è allineato al loro pensiero, e usano l’insulto e l’infamia contro chi considerano un “avversario”. Paradossalmente, camminiamo fianco a fianco nelle marce, eppure loro vorrebbero etichettare come non femminista tutto ciò che non è swerf e terf. Eppure sono sempre esistiti, i femminismi. Plurali. E questa è sempre stata una ricchezza per il movimento femminista.

Negli ultimi decenni, a livello globale, la seconda onda del femminismo è tramontata per lasciare spazio alla terza onda. Il concetto di intersezionalità è diventato cruciale e imprescindibile nelle lotte femministe. Il concetto di “differenza” basata sul sesso biologico è sempre meno accettato e riconosciuto, perché si presta male alle esigenze intersezionali.

Abbiamo scoperto che il patriarcato eteronormativo non nuoce solo alle donne cisgenere, bianche, benestanti, occidentali.
Altre minoranze hanno lottato per affermare la loro voce, ed è diventato evidente che non si può combattere il patriarcato se non si combattono l’omofobia, il razzismo, la sessuofobia e tutti quei sistemi di oppressione da cui il patriarcato trae forza e consenso.

Abbiamo scoperto che il colonialismo culturale, pur se benintenzionato, non è una risposta alle esigenze di liberazione di tutti. Che solo la lotta a partire da sé è una lotta efficace. Che non si possono “liberare” con la forza altri individui, non è così che funziona la liberazione.

Molte persone cresciute a pane e seconda onda non sono state in grado di fare questo salto. Sono rimaste ancorate ad una visione binaria del genere, per loro indissolubilmente legato al sesso, ed ad una visione romanzata e negativa e del sesso e dell’industria del sexworking.

Ma mentre loro rimanevano chiuse nei loro circoli, il mondo si è svegliato intorno a loro. Le sexworkers si sono organizzate e hanno fatto rete, le persone trans hanno preso consapevolezza di sé e delle proprie peculiari istanze. Con l’arroganza dell’autorità che queste persone pensavano di detenere in quanto mostri sacri della seconda onda, quando queste voci sono diventate troppo alte per essere ignorate la risposta è stata odio.

Come osano le donne transgenere chiamarsi donne? Come osano gli uomini transgenere tradire il loro sesso? Come possono esistere sexworkers che hanno scelto, lucidamente, il loro tristo destino?

Eppure queste persone esistono, sono politicizzate e organizzate, sono femministe. La loro vita, voce, opinione ha un valore che non può essere ignorato. La terza onda le ha accolte, ed abbiamo scoperto qualcosa di sorprendente: le loro istanze aiutano la lotta di tutt*.

Rimuovere lo stigma dal lavoro delle sexworkers significa rimuovere lo stigma sulla sessualità, distruggere la rigida visione patriarcale del sesso al femminile come qualcosa di sempre sacro, sempre intimo, sempre fatto “per amore”. Significa liberare la sessualità femminile dal fardello della procreazione per forza, dell’amore per forza, della sacralità per forza.

Accogliere le donne e gli uomini transgenere significa mettere in discussione cosa sia l’appartenenza di genere, l’identità di genere, il costrutto sociale di cosa è donna e cosa uomo. Ripensare da zero i ruoli di genere. Gettare luce sul privilegio maschile, soperchiarne i meccanismi.

L’intersezionalità è la più grande ricchezza che il femminismo poteva sperare.
Eppure la resistenza delle matriarche è violenta, non lesina l’uso di autoritarismi e fascismi, e si crogiola nei suoi argomenti ad auctoritatem.

Questo romanzo ha il preciso scopo di mostrare i paradossi di questa resistenza, e lo fa raccontandoci un futuro distopico in cui queste matriarche hanno un potere politico e economico, oltre che accademico.
È ironico, paradossale, irriverente. È eretico.

Una Manu

Girasoli del Nicaragua: le sex workers rivendicano i propri diritti

1486181658_177137_1486183648_noticia_normal_recorte1

Link con testo in lingua originale QUI.

Traduzione di Paolo Bello

GIRASOLI DEL NICARAGUA

Yessenia Alston a 37 anni era di fronte al grande schermo per la prima volta nella sua vita lo scorso 25 Gennaio, per vedere il film dove una delle protagoniste è lei. Lei e tre delle sue compagne.
Tutte lavoratrici del sesso.

[Read more…]

Il Comitato per i diritti civili delle sex workers dice no al “Modello Svedese”

Sex-Workers

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato del Comitato per i diritti civili delle persone prostitute e l’associazione radicale Certi Diritti a proposito di una brutta iniziativa abolizionista che si svolgerà domani. Buona lettura!

>>>^^^<<<

In merito all’incontro sostenuto dall’Onorevole Bini presso la camera di Deputati dal titolo “CONTRO LA SCHIAVITU’ DELLA PROSTITUZIONE” previsto per giovedì 19 gennaio 2017

[Read more…]