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La mia storia da webcam girl

Lei scrive:

Ciao Eretica,

Vorrei raccontare la mia storia (anonimamente per favore) della mia esperienza come webcamgirl. L’anno scorso per 2-3 mesi ho fatto la webcamgirl, il motivo non e’ molto chiaro nemmeno a me. Era sopratutto per sentirmi in grado di sedurre dopo alcune brutte esperienze con gli uomini, e imparare ad essere confidente nel mio essere sensuale, capire meglio gli uomini in alcuni sensi, divertirmi (anche se a volte non era affatto divertente…) e provare i miei limiti, capire cosa si prova facendo un lavoro del genere e, essendo una studentessa universitaria anche sentirmi un po’ piu libera con le spese (non sono italiana e il valore dei soldi che ho sono quasi 5 volte meno dell’euro). A quel punto avevo avuto dei rapporti sessuali con delle persone per me poco significative ma mai la penetrazione (per scelta mia). Con questa esperienza ho imparato tantissime cose sia sul mio corpo, sia sugli uomini, sia sul funzionamento del mondo e le mie capacità.

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Fare la webcam girl? Non è un lavoro per tutte!

Lei scrive:

Ciao Eretica,

ho letto il racconto della ragazza che vorrebbe fare la webcam girl e vorrei scrivere della mia esperienza, non so, forse posso esserle utile. All’inizio anch’io ho avuto molti dubbi sul fatto di lavorare anche se il mio ragazzo non fosse stato d’accordo. Non lo era ma poi gli ho posto la questione da un altro punto di vista. Lui vede qualche film porno o si appassiona a qualche video su youporn. Allora perché tanta ipocrisia? Ho chiesto come considerasse le ragazze grazie alle cui esibizioni poteva farsi delle grandi seghe (no, non sono gelosa). Non sono forse delle lavoratrici? Tu puoi fartici le seghe e io non posso fare la webcam girl? Mi disse che effettivamente agiva secondo lo stereotipo maschilista per cui l’altra è la puttana ma guai a vedere fare le stesse cose a tua moglie, tua sorella, tua madre, perché sarebbe sinonimo di vergogna.

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Il femminismo NON è una religione

 

La cosa grave delle interpretazioni fondamentaliste e dogmatiche di ogni parola che scrivo è che codeste interpretazioni, che tali sono e restano, impediscono un dibattito reale. oppongono intolleranza e normatività alla laicità e al rispetto per l’autodeterminazione delle persone. a conferma di ciò basta seguire il semplicistico e mediocre sillogismo medio della donna o dell’uomo (paternalisti e vittimizzanti entrambi):

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Vorrei fare la webcam girl ma lui non vuole

Lei scrive:

Cara Eretica,

sono una precaria che cerca lavoro da molto tempo senza trovarlo. Vivo con un uomo meraviglioso che si carica di ogni sorta di problema e che lavora il doppio per poterci mantenere entrambi. Mi spiace vedere la sua fatica e sapere che se avesse più tempo lo userebbe per fare cose che sicuramente lo gratificano di più: leggere, andare al cinema, fare molte cose e raggiungere altri obiettivi che da tempo vorrebbe raggiungere. Invece non si può permettere nulla di più che la sopravvivenza.

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The Deuce – La via del porno: la serie televisiva che descrive la complessità del fenomeno

The Deuce – La via del porno, è una serie televisiva prodotta dalla HBO e interpretata magistralmente da James Franco e da donne spettacolari che rendono perfettamente il clima del periodo. Tra tutte si distingue Maggie Gyllenhaal nel ruolo di Candy, una prostituta di strada che negli anni settanta rifiuta il pappone e si autogestisce non senza rischi e ritorsioni.

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Solidarietà a Ruggero Freddi. Contro i moralisti di ogni specie!

Ruggero Freddi è stato un porno attore. Dunque? Quel che fa “La Verità” è metterlo alla gogna immaginando che questo possa incrinare la posizione del professore universitario con una laurea in ingegneria informatica, una in matematica e un dottorato di ricerca. Contrariamente a quanto evidentemente pensava chi l’ha messo alla gogna non si sono visti (spero non se ne vedranno) picchetti della estrema destra omofoba e moralista e dei cattofasci preoccupati per la salute dei figli etero/italici.

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Intolleranza e mistificazioni delle “femministe” abolizioniste (della prostituzione)

Illustrazione di Moira Murphy Fonte.

 

Ancora su femministe radicali sex workers escludenti (Swerf) e sex workers autodeterminate, che scelgono di vendere servizi sessuali, che vengono disconosciute e insultate. Una recente discussione ha attivato uno strascico in cui l’intolleranza prosegue via social, per bocca delle – più o meno – stesse persone che volano di pagina in pagina per dettare il verbo abolizionista – guai se non la pensi come loro – con disinformazione, mistificazione, violenza “argomentativa” e disonestà intellettuale senza eguali. In particolare la discussione alla quale mi riferisco, che potete trovare per intero sulla pagina di Maschile Plurale, da tempo ormai colonia tiranneggiata da abolizionist* intolleranti, parte da quel che è successo a Roma e insiste sugli stessi argomenti di sempre.

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L’importanza delle “cortigiane”

di Beatrice Toniolo

Restiamo in tema di donnacce – detto sarcasticamente – che tanto infiamma AiM
questi giorni e parliamo delle due cortigiane più famose della storia: Madame Pompadour e Madame Du Barry. In entrambi i casi, i titoli italiani sono… sciocchi, oltre che (ovviamente) sessisti e contribuire a screditare la categoria delle sex workers.

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