Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Cos’è il “femonazionalismo”?

L’accademica Sara Farris parla della “strumentalizzazione” delle donne migranti in Europa da parte dei nazionalisti di destra – e dei neoliberali.

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Autodeterminazione, R-Esistenze

Perché dovrei avere rispetto delle tradizioni cattoliche se quelle tradizioni non rispettano le donne?

Lei scrive:

Oggi sulla pagina ho letto un divertente scambio di accuse e in qualche caso di utili informazioni. Tutto partiva da una immagine in cui chiaramente si celebrava un rito cristiano e che quei ridicoli costumi siano parte della nostra cultura, come di quella dei templari, o del massoni e in seguito, con il dovuto copyright ai cattolici, del ku klux klan poco importava perché il senso di un post di quel tipo, a mio avviso, sta nella sua ironica laicità.

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Antiautoritarismo, Antirazzismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Ricerche&Analisi

#India – Perché molte donne nel distretto di Beed, nel Maharashtra, non hanno l’utero

Articolo scritto da Radheshyam Jadhav

In lingua originale QUI. Traduzione di Cecilia del Gruppo Abbatto i Muri.

Gli appaltatori della raccolta della canna da zucchero non vogliono assumere donne col ciclo mestruale, così l’isterectomia è diventata la norma.

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Antiautoritarismo, Antirazzismo, Autodeterminazione, Contributi Critici, Critica femminista, R-Esistenze, Ricerche&Analisi

La necessità di un femminismo decoloniale per Françoise Vergès

Articolo di Rosa Moussaoui pubblicato su L’Humanité e poi ripreso in lingua originale QUI. Traduzione di Benz del Gruppo Abbatto i Muri.

Rosa Moussaoui: In questo libro, avete messo in prospettiva le lotte di quelle che chiamate donne “razzializzate”, evidenziando il loro contributo alla definizione di una politica globale di liberazione. Che cosa guadagnano i movimenti di emancipazione rilevando questa categoria di “razza” forgiata dal capitalismo emergente per legittimare la tratta degli schiavi e la schiavitù? Possiamo immaginare un’altra denominazione oltre a quella di “razzializzato”, che fissa lo stigma e relega in secondo piano l’appartenenza alla classe?

Françoise Vergès: Sono vicina, qui, alla tesi del capitalismo razziale. Il capitalismo, fin dall’inizio, porta in sé processi di razializzazione. Fin dall’inizio, questo sistema ha cominciato a selezionare gli esseri umani, a razzializzare i gruppi. Per il teorico afro-americano Cedric Robinson, i primi gruppi razziali furono gli ebrei d’Europa. Vi erano quindi processi razzisti prima della schiavitù. Ma con la tratta coloniale degli schiavi e la schiavitù, questi processi di razializzazione si sono consolidati, rivestendo  una dimensione globale. Questi processi di razializzazione si rinnovano continuamente. In Francia, oggi, i rom ne sono l’oggetto. Chi sarà il prossimo, non lo so, ma ci sarà. Questi processi sono presenti anche nei dipartimenti d’oltremare: sull’isola della Riunione, con i malgasci o i comoriani; nelle Indie occidentali, con gli haitiani o i dominicani.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Il mercato maschilista delle illecite registrazioni di sexting (e nessuno fa niente)

Lei scrive:

Cara Eretica, ho deciso di scrivere a te e alle tue lettrici perché sento questa pagina come uno spazio sicuro e libero da pregiudizi, vorrei restare anonima, grazie.

Sto vivendo un incubo da 8 mesi ormai, mi spiego meglio. Circa 3 o 4 anni fa mi lasciai con il mio ex con il quale convivevo, questo mi causò mesi di depressione e ansia, inizialmente non riuscivo ad uscire, poi ho iniziato a stare meglio ma non riuscivo ad avere rapporti con altre persone e questa cosa mi dava tremendamente fastidio poiché volevo sostituirlo anche dal punto di vista sessuale, vivo in una piccola cittadina dove ci conosciamo quasi tutti e diventò impossibile conoscere qualcuno/a con il/la quale uscire.
Iniziai a chiudermi di nuovo in me stessa e passavo intere giornate e nottate a letto senza dormire, così scoprii il sexting.

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Antisessismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Perché le donne a seno scoperto infastidiscono?

Ci scusiamo di dover coprire i capezzoli di queste fiere ragazze ma facebook trancia i post e le pagine solo per questa stupida ragione. Noi però vorremmo almeno far passare i contenuti che l’articolo regala. Nel link originale potete vedere le immagini senza censure.

 

Articolo di Paula Gimenez

in lingua originale QUI. Traduzione di Camilla del Gruppo di Abbatto i Muri.

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Autodeterminazione, Contributi Critici, Critica femminista, Culture, R-Esistenze

Mathilde Larrère: “Le femministe di oggi dovrebbero rivendicare i tempi della Comune”

Articolo di Gabriel Pornet

in lingua originale QUI. Traduzione di Valeria del gruppo Abbatto i Muri.

Mathilde Larrère: “Le femministe di oggi dovrebbero rivendicare i tempi della Comune”

La ricercatrice all’università Paris-Est-Marne-la-Vallée denuncia la mancanza di interesse, da parte delle militanti di oggi, per le rivoluzioni del XIX secolo. Un’intervista per ricordare come l’insurrezione del 1871 sia stata un momento importante della storia delle donne.  Continue reading “Mathilde Larrère: “Le femministe di oggi dovrebbero rivendicare i tempi della Comune””

Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Contributi Critici, Critica femminista, R-Esistenze, Ricerche&Analisi

Il corpo delle donne nella retorica securitaria

Questa è una tesina che Bianca ha scritto per il corso di politiche di genere dell’università di Padova. Questo lavoro ha per oggetto il corpo delle donne e l’uso strumentale che di esso viene fatto nella retorica securitaria e nella conseguente messa in atto di politiche di stampo emergenzialista e repressivo in Italia. Partendo da un caso specifico, l’omicidio di Giovanna Reggiani nel 2007, intende evidenziare il rapporto tra costruzione degli allarmi socialmente indotti e la strumentalizzazione del corpo femminile come elemento di legittimazione delle politiche securitarie. Lo scopo del presente lavoro è offrire degli spunti di riflessione per provare a smontare la retorica securitaria che vorrebbe vederci costrette a vivere nella costante paura, a non camminare per strada da sole, a non vestire in un certo modo; quella retorica che nel nome di una presunta maggior sicurezza vorrebbe legittimare la “caccia allo straniero”.

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