Il linguaggio maschilista e sessista di Mra, RedPillers, Pua, Mgtow

Abbiamo già parlato degli Mra i cui membri riconoscono come fondatore e padre spirituale Paul Elam di cui abbiamo già parlato qui. A Voice for Man è una testata online di riferimento per queste ed altre persone che la pensano in egual modo.

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Ancora su linguaggi di maschilisti, antifemministi, mra

Ancora a proposito di maschilisti, antifemministi e Mra.

Manu ci informa che negli Stati Uniti esistono mra, i redpillers e i mgtow. Sono gruppi diversi ma di eguale ispirazione. Esistono anche in India, dove approdano nel 2010 in seguito al varo della legge sulla violenza domestica, ritenuta oppressiva per i mariti. Ovviamente la cultura che diffondono peggiora la già grave situazione delle donne indiane. Indagheremo su quel che dicono e fanno, per informarci ed informare. Intanto vi copincolliamo e traduciamo alcune delle osservazioni che sono state fatte a commento del post che abbiamo già pubblicato.

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Lessico di maschilisti, antifemministi, mra (come riconoscerli)

da un bel po’ riceviamo insulti, da donne, da uomini. abbiamo parlato di insulti da parte di donne che non approvano le nostre opinioni e parliamo anche di sessisti e misogini che usano termini demonizzanti, alla stessa stregua di quelle criminalizzazioni con pregiudizio di genere, nei confronti delle donne che non seguono le norme. un po’ come quando gli inquisitori ci chiamavano streghe. vediamo da parte di chi arrivano gli insulti.

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Il Privilegio d’essere uomo ed etero

Considerazioni mattutine comprando un libro di Cinzia Arruzza

di Inchiostro 

Spesso, riferendosi ai privilegi, si pensa a degli agi derivanti da possibilità economiche, o a condizione di classe; spesso li si interpreta come qualcosa di desiderato o, comunque, per il raggiungimento dei quali bisogna intraprendere delle azioni attive.
Non si pensa mai, in riferimento ad un quadro più ampio, ad aspetti in cui magari i soggetti non sempre hanno una partecipazione diretta.
Invece c’è una zona di privilegio che non si riferisce a qualità acquisite, bensì a qualità innate.

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Guarda chi si rivede: le Snoq che parlano di Gpa e anticapitalismo (ah ah!)

Mio il corpo, mia la scelta

 

Ieri a Roma si è svolto un convegno del movimento per la vita contro la gestazione per altri organizzato da Se Non Ora Quando Libere, ovvero quel che di peggio resta (ovvero il nulla) di Snoq dopo la scissione tra i comitati cittadini con Snoq Factory e il comitato centrale formato da Vip e Diessine e non solo, con quella trasversalità politica donnista fatta di aventi figa la cui democraticità è nota soprattutto alle ex snoq le quali si vedevano piovere di tanto in tanto, con apparizioni simil madonnesche, comunicati sulla posizione nazionale decisa dall’alto sui temi più svariati.

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Stuprata: mi sento sporca, interrotta, in colpa

Lei scrive:

“Ciao Eretica,
inizialmente desideravo scriverti per raccontarti di un’esperienza magnifica vissuta l’8 Marzo: sono una studentessa fuori sede al primo anno e sono passata dall’ambiente di un paesino chiuso e bigotto ad un ambiente di larghe vedute e ricco culturalmente che è la città in cui vivo. Sfortunatamente non ho potuto prendere parte alla giornata dell’8 Marzo per motivi di salute (per nulla gravi) ma ho avuto il piacere di assistere al corteo del pomeriggio: che dire?

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#DonneDellEst #ParliamoneInsieme: il sessismo non sta solo in un programma Rai!

Il programma “parliamone insieme” (delle cavolate sessiste condite di stereotipi razzisti) è stato eliminato, con gioia di chi ha richiesto il provvedimento. Orrenda la puntata come orrende lo sono tante. Qui, però, si è alzato il muro di polemiche che trova sessismo nelle cose evidenti, come questa, e invece lascia intatti altri spazi e momenti in cui, per esempio, si parla per ore della facoltà delle donne di poter “tradire” il marito, delle ragazzine di vestirsi in un certo modo o della gioventù bruciata che va nelle discoteche e amoreggia, con biasimo estremo nei confronti dei genitori. Si lascia lì ogni momento in cui si esalta la maternità vissuta da donne che la praticano come se altrimenti non fosse possibile meritare la laurea in santità. Momenti di beatificazione per la famiglia etero/patriarcale, per l’omofobia mascherata da legittima “opinione”, per la vergine prima del matrimonio o momenti di linciaggio nei confronti di donne delle quali viene gossippato ogni singolo elemento delle loro vite private. Donne che si scusano, in diretta tv, per aver fatto questo e quell’altro, in uno schema che educa le donne ad essere sempre e solo in un certo modo, esistendo per il soddisfacimento maschile e per la gloria della mentalità nazional/popolare.

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Uscire dalla violenza non è un percorso coerente e lineare

se qualcun@ ti dice che quando lui ti picchia, se non lo lasci subito, sei anormale non credergli.

se qualcuno ti dice che lui è il mostro e tu la vittima, come se per te fosse tutto così semplice, come se volesse propinarti una visione per nulla complessa di quella che è la realtà che stai vivendo, non starl@ a sentire.

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UNA DI MENO: della costruzione demagogica del femminismo dell’esclusione

Di Ethan Bonali

Deve essere infastidente per chi viene definita “matriarca e regina italiana del pensiero al femminile” dal quotidiano Tempi che la propria assenza non venga notata. E allora occorre fare un post e dire qualcosa per ricordare la propria esistenza. Io amo le esistenze significative, che siano o no in accordo con le mie idee e guardo con disturbata compassione chi, per mestiere, si è ridotto a tenere il bordone del Patriarcato pubblicando sparate per attirare lettori. E’ femminismo e non una réclame.

Come al solito provo a basarmi sulle parole del post dell’autrice – Muraro – per analizzare lo stile comunicativo e i contenuti.

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