Culture, Recensioni

Parti e omicidi – di Murata Sayaka

Sono racconti e la scrittrice giapponese vi include molti stili. Distopico, fantastico, antisessista, sociologico, antropologico e c’è molto altro. Vi suggerisco di cercarla e leggerla perché ne vale la pena.

Nel primo tra i racconti contenuti nella raccolta pubblicata da E/O, il cui titolo è poi stato scelto per stare in copertina, la società che lei immagina ha esasperato la colpevolizzazione delle donne che non contribuiscono alla natalità nazionale e ha addirittura convertito la pena di morte in qualcosa di diverso.

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Voices Carry: come si cantava la violenza di genere negli anni ottanta

Dal libro “Nella casa dei tuoi sogni” di Carmen Maria Machado, in cui lei parla, tra le mille cose, tradotte in violenza dell’archivio, dell’esperienza violenta in un rapporto queer. C’è questo capitolo che mi ha colpito molto e voglio condividerlo con voi, assieme ai link ai video delle canzoni citate. Scrive Machado:

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I am a stalker: un documentario da vedere

Sto guardando questa serie su Netflix che riassume molte delle cose che qui scrivo e che voi mi raccontate. In conclusione questi uomini vogliono il controllo sulla tua vita e se lo prendono in ogni modo possibile, ed è grave che lo stalking sia considerato qualcosa di riparabile e non l’annuncio di conclusioni violente. Come si vede dalle interviste per ottenere una condanna per stalking le procuratrici americane devono affiancare il reato ad altri (furto, aggressione) considerati più importanti.

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Evoluzione di una investigatrice filo-maschilista in tv

Sara Mortensen

Una volte vedevi soltando il detective uomo, con impermeabile, fascino virile e vita invidiabilmente maschia. Poi affiancarono donne a quei detective. Le prime sono americane, somigliano per piglio solo a uomini. Sono femmine ma virili. Vogliono il pugno duro e la legge del taglione. Nulla di cambiato se non nel maquillage. Infine siamo arrivati all’ultimo stadio della sciatta detective dalla vita privata scassata, perché se vuoi una carriera niente famiglie e figli e sicuramente nessuna sensibilità affettiva.

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Violenza dell’archivio: l’isolamento nella violenza domestica

“La casa dei tuoi sogni come creazione di un mondo immaginario (di Carmen Maria Machado)

I luoghi non sono mai solo luoghi, in un esercizio di scrittura l’autore ha fallito l’ambientazione quando la definisce come inerte perché essa è attivata dal punto di vista. Più avanti, lettrice, imparerai che una caratteristica comune dell’abuso domestico è la dislocazione cioè la vittima si è appena trasferita in un posto nuovo o è in un posto in cui non parla la lingua oppure è stata sradicata dalla sua rete di sostegno dai suoi amici o parenti, ma è la sua capacità di comunicare e la sua situazione, il suo isolamento a renderla vulnerabile. La sua unica alleata è la persona che abusa di lei il che significa che non ho alcun alleato e quindi deve lottare contro un paesaggio immutabile che è stato portato alla luce e scolpito nientemeno che dal tempo: una casa che è troppo grande per essere smantellata a mani nude o una situazione troppo complessa e travolgente perché la possa dominare da sola. L’ambientazione fa il suo lavoro e questo mondo avrebbe anche potuto essere un’isola circondata da acque invalicabili…”

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La violenza dell’archivio: quando cancellano le tue narrazioni e la tua identità

Un libro da leggere (edito Codice edizioni) da cui vi ricopio un passo che possiamo riadattare alle nostre esigenze, motivo per cui mi arrabbio molto quando le nostre storie, la nostra capacità di narrazione, di prendere parola e di nominare quel che viviamo, viene censurata o osteggiata. Carmen Maria Machado scrive:

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Alessandra e il femminicida analfabeta emotivo

Alessandra Musarra nel 2019 viene uccisa da Cristian Ioppolo, a Messina. Lei amava il suo ex e dopo aver intrecciato una breve relazione, per solitudine e amarezza, con Ioppolo, gli chiede di andare via da casa sua, di lei.

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Aurelia e il femminicida bugiardo

Aurelia Laurenti viene uccisa dal compagno Giuseppe Forciniti il 25 novembre 2020, in provincia di Pordenone. La sua storia è la prima della nuova serie di Amore Criminale e sono lieta di non aver dovuto vedere sfilare i difensori del femminicida tra gli interventi. Coraggiosi e meravigliosi i familiari che hanno donato questa storia che può insegnare ad altre qualcosa che permetta loro di trarsi fuori da relazioni rischiose prima di essere uccise.

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Autopsia di un delitto: un film che vale la pena rivedere

E’ del 1984, ricordo di averlo visto dopo la mia separazione dal mio ex marito e quando guardavo stringevo i pugni, molte delle cose che venivano crudemente, coraggiosamente, raccontate, nel film le avevo vissute sulla mia pelle.

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Cinzia e il femminicida che scarica colpe sulla vittima

Cinzia Fusi viene uccisa a bastonate dal suo ex compagno Saverio Cervellati, nel 2019, in provincia di Ferrara. La sua storia è raccontata, con dovizia di dettagli, dalla puntata di Amore criminale. Al termine della relazione lei tenta di recuperare spazio, di trarsi dall’isolamento in cui lui l’ha cacciata per poter vivere con lei unrapporto esclusivo fatto di possesso e gelosia. Quando lei sta per liberarsi lui la uccide, poi si consegna ai carabinieri dando una versione che viene smentita dagli inquirenti.

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Francesca, il suo femminicida invoca l’infermità mentale?

Giuseppe Gualtieri, nel dicembre 2018, a Davoli (Catanzaro), uccide l’ex moglie Francesca Petrolini e Rocco Bava, il nuovo compagno. La storia è narrata in una puntata di Amore Criminale.

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Janira e il femminicida vittimista e parassitario

Alessio Alamia uccide Janira D’amato, 21 anni, nel 2017, a Pietra Ligure. Potete vedere il racconto della storia di una puntata di Amore Criminale. Lei l’aveva lasciato, lui faceva il vittimista parassitario, come dicono in trasmissione, però la ragazza dopo tre anni di violenze psicologiche e ricatti emotivi riesce a sganciarsi e sceglie di continuare con la propria vita, gli amici, nuove conoscenze, di seguire la sua passione, seguendo un corso di pasticceria che la porterà a viaggiare per crociere.

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Elisa Claps, Heather Barnett: vittime di un femminicida italiano

In questi giorni è andata in onda sulla Rai una miniserie, tratta dal libro di Jones Tobias Sangue sull’altare, che ripropone la vicenda di Elisa, Heather e il loro carnefice Danilo Restivo, raccontando le complicità, le ambiguità, l’ostruzionismo, di cui la famiglia di Elisa furono vittime al punto da dover attendere 17 anni perché si annunciasse il ritrovamento di Elisa.

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Contrattacco maschilista e i father’s right movement

Darren Mack, assassino di Charla, ex moglie e attentatore del giudice che aveva rilasciato sentenza sugli alimenti che Mack doveva ai figli

Continuando a ricucire memoria sul contrattacco maschilista in Usa (cosa che accade anche qui) ecco un altro tizio che divenne martire dei Father’s Right Movement (MRA, movimento per i diritti degli uomini e FRA movimento per i diritti dei padri).

Darren Mack è un miliardario che viene lasciato dalla moglie, sempre più preoccupata per la violenza dell’ex marito. Un giudice supporta la richiesta di alimenti per i figli che lui avrebbe dovuto corrispondere a lei. In realtà fa di tutto per non pagare mentre lei e i bambini devono perfino stare in casa senza riscaldamento e luce perché non ha soldi per le bollette.

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