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Mater – Madri oppressive, stupro e paternità

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Mater è un film Argentino che conferma la complessità e la bellezza della cinematografia del paese latino americano. Lo si guarda con irritazione crescente e con un gran senso di impotenza. Al centro c’è un ragazzo che non riesce a sottrarsi alle grinfie di una madre oppressiva. Soggiogato e perennemente mortificato da una donna che non riesce ad ascoltarlo e non fa altro che decidere della sua vita, lui deve misurarsi con i propri fallimenti e la propria immobilità. Per la madre il problema va ricercato altrove e così finisce per voler dirigere ogni aspetto della vita del figlio.

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“Cosa dirà la gente”: storia di una ragazza, tra conflitti culturali e ricerca della libertà

Cosa dirà la gente è un film, distribuito da Lucky Red, che narra la storia realmente vissuta da Iram Haq, protagonista e regista di quest’opera.  Lei nasce da una famiglia pakistana – migrata in Norvegia – e vive una vita a metà. Rispetto per le tradizioni a casa e voglia di integrarsi a scuola, con gli amici, altrove. Quando il padre scopre che lei ha un amore adolescenziale la rapisce e la consegna ai parenti che vivono in Pakistan.

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Dirty Dancing remake: ecco perché mi è piaciuto

::Avviso Spoiler::

Girovagando per la rete trovo una polemica livorosa, insulti – fat shaming – alla protagonista del remake, tasso di gradimento sotto i piedi perché lei è più rotonda dell’originale. Abigail Breslin è un’attrice strepitosa, la adoro fin da quando, lei bambina, interpretò Little Miss Sunshine, film indipendente in cui si mettono a nudo le bruttezze perverse dei concorsi di miss dedicati a bambine che vengono truccate e invitate a muoversi da adulte estremamente erotizzate.

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Autoritarismi e analisi del microcosmo vissuto da monache di clausura

::Avviso Spoiler::

La scelta è un film strepitoso che concentra l’attenzione sui cambiamenti della chiesa dopo il concilio vaticano secondo. Meravigliosa l’interpretazione della madre superiora in clausura per quarant’anni prima che lo shock delle nuove disposizioni la colpisse come un fiume in piena.

Quello che si racconta è la vita monacale, dalle prime fasi, poi il noviziato e poi i voti. Una vita caratterizzata da rinunce, coercizione e autocensure, con una eccessiva intrusione del privato da parte della superiora e con una visione distorta del rapporto con Dio. Un Dio secondo il quale ogni errore doveva essere punito con il digiuno e l’autoflagellazione.

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“Gli uomini mi spiegano le cose” – riflessioni a margine

di Simona

La prima volta che decisi di andare in libreria per comprare un libro che analizzasse la questione femminile feci fatica a trovare quello che cercavo e fortunatamente avevo già un titolo, “Dalla parte delle bambine”.

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Di Franca Leosini e delle due intervistate Sabrina e Cosima Misseri

E niente. Ho visto la seconda parte dell’intervista di Franca Leosini a Sabrina e Cosima Misseri e continuo a pensare, come per la prima parte, che abbia commesso degli errori. Chiedere a Cosima Misseri se negli ultimi tempi avesse o meno rapporti sessuali non mi è sembrato non necessario. Come se nelle altre coppie dopo vent’anni e passa di matrimonio ci si incontrasse sempre con spudorata passione (provo a usare parole che potrebbero piacerle). Chiedere conferma del fatto che fossero le donne a governare in quella casa, come se governare significasse avere un’indole da assassina, anche questo non mi è sembrato necessario. Dire a Sabrina Misseri che “non era una libellula”, anche se con scuse allegate, mi è sembrato assolutamente inutile oltreché ingiusto.

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Cara Franca Leosini, nell’intervista a Sabrina Misseri mi sei piaciuta a metà

Non avevo visto la prima parte dell’inchiesta di Franca Leosini sull’omicidio di Sarah Scazzi per il suo celebre programma “Storie Maledette”. Ho colmato la lacuna e ho confrontato le mie sensazioni con quelle di un’altra persona che ne ha scritto qui. Si parla di lezione di femminismo e io preciserei che si tratta del suo femminismo, quello di Leosini. La sua cifra è il rispetto per le persone intervistate e la fermezza nel riaffermare le verità processuali. Tratta sempre con umanità tutte le persone che intervista e riesce ad umanizzare le persone condannate senza perdere lucidità. Questa è una cosa che rende la lettura dei fatti equidistante e dunque affidabile. Ricordo del suo tono compito e fermo anche quando intervistò uno dei mostri del Circeo, pur gradendo dei passaggi di grande sarcasmo che devono esserle sfuggiti. Io dubito che davanti a lui sarei rimasta minimamente calma, ma questa è un’altra storia.

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