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#Thelma, il film in cui si parla di terapie per “guarire” il lesbismo

Thelma è un film straordinario, in norvegese lo trovate sottotitolato in inglese o in italiano.

::Avviso Spoiler::

E’ la storia di una ragazza che ha uno speciale dono e che viene considerata male anche dai propri genitori perché da piccola aveva reagito male alle disattenzioni che derivavano dalle attenzioni al fratellino piccolo. Il suo dono può essere un’arma di difesa o il modo in cui regala consapevolezza agli altri, Ci sono più azioni simboliche nel film in cui, come spesso accade nei film nordici, l’aria è un po’ cupa e risplende solo in un momento di ritrovata serenità.

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Storia di una ragazza transgender

Lei scrive:

Cara Eretica,
sono una ragazza transgender e da quasi 10 anni lotto per essere accettata e rispettata sotto tutti gli aspetti della mia vita. Da quando mi sono dichiarata, all’età di 14 anni, tutto è cambiato. Dal rapporto con i miei genitori e la mia famiglia, al rapporto con la società ed i miei coetanei. A scuola sono sempre stata vittima di bullismo, dalle scuole elementari fino al quinto anno delle superiori. La scuola è stata per me una lenta agonia. Mi ha fatto soffrire tantissimo e le vicende che mi capitavano hanno lentamente formato in me un costante senso di paura, insicurezza e tristezza.

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Si chiamava Michela ed è stata uccisa

E’ così. Non si può parlare della morte di questa ragazza come di un semplice suicidio. Non lo è. Questa ragazza è stata indotta al suicidio, ergo è stata uccisa. E’ stata uccisa la sua volontà, la sua sicurezza, la sua autostima, tutto annegato in un mare di colpevolizzazione e vergogna, in un Paese in cui ancora è troppo importante la santità di una donna, tanto da non consentire che sia riconosciuta la violenza che subisce.

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Denunciare una violenza non è conveniente

ve lo spiego in dieci punti:

  • quando denunci una violenza, una molestia, uno stupro, per prima cosa sei tu a subire un processo, salvo quando a stuprarti non sia lo straniero.

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La lotta antisessista ha senso: per liberare i nostri corpi!

Lei scrive:

Cara Eretica,

ho letto uno dei due tuoi libri: La fabbrica degli umani. Volevo dirti cosa ne penso e volevo anche fare una riflessione a voce alta. Mi piace il fatto che hai usato la fantascienza per raccontare di lotte femministe, presa di coscienza e ribellioni. Mi piace la protagonista che riassume questi tre stadi di crescita e io me li sono visti addosso perché in fondo non sono i passaggi che riguardano tutte? Il primo passaggio (senza spoiler) quello in cui una donna si rende conto di quanto sia pesante e intollerabile l’uso che altri fanno del suo corpo per motivi riproduttivi. La cornice che hai creato non è forse simile, seppur in modo molto diverso, a quella che forma la cultura che ci convince del fatto che quello è l’unico ruolo per il quale siamo programmate?

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The Deuce – La via del porno: la serie televisiva che descrive la complessità del fenomeno

The Deuce – La via del porno, è una serie televisiva prodotta dalla HBO e interpretata magistralmente da James Franco e da donne spettacolari che rendono perfettamente il clima del periodo. Tra tutte si distingue Maggie Gyllenhaal nel ruolo di Candy, una prostituta di strada che negli anni settanta rifiuta il pappone e si autogestisce non senza rischi e ritorsioni.

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Sono una donna e odio fare la “madre” e i lavori di casa

Lei scrive:

Cara Eretica,

vorrei raccontare la mia storia sapendo che riceverò molti giudizi negativi. La racconto perché so che altre donne potrebbero trovare liberatorio ammettere che anche per loro va allo stesso modo. E’ tutta una questione di precarietà. Se avessi più soldi assumerei una tata (o un tato) e una persona per le pulizie. Io, però, non ho abbastanza soldi. Dunque?

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The Red Pill: un documentario di parte su Mra & company

Cassie Jaye viene descritta come una capacissima documentarista in grado di affrontare argomenti complessi sulle questioni di genere. Io non la conoscevo e curiosa di capire quale fosse la sua idea su una questione che io ho affrontato per parecchio tempo, avendo interesse a indagare, ascoltare – superando diffidenza e pregiudizi – perfino opinioni che sono totalmente opposte alle mie, ho iniziato a vedere il suo ultimo documentario in cui lei parla degli Mra. Intervista persone che fanno parte di quel gruppo, ideologi e oratori/oratrici schierati in quella direzione, confrontando pareri degli Mra con quelli di femministe più o meno radicali (radical feminist degli Stati Uniti) che per l’impostazione filo-istituzionale, per legami con il potere politico ed economico, per l’appartenenza al femminismo della seconda onda, molto diverso da quello che molte persone, come me, della terza, quarta onda, praticano, non portano argomenti utili ad affrontare l’argomento. L’unica che ha detto cose condivisibili è stata “la rossa” che ha citato un elenco di temi attorno ai quali – se l’Mra non fosse stato in malafede – avrebbe assolutamente dovuto essere disponibile ad una lotta comune. La trovate verso la fine del documentario.

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