Autodeterminazione, Contributi Critici, Personale/Politico, R-Esistenze, Recensioni

In “God of War“ le mamme vengono per ultime

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Cecilia del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

In un gioco incentrato prevalentemente su padri e figli, il ruolo della madre è destinato ad essere invisibile o tossico.

Questo testo contiene spoilers di ‘God of War’, compresa la conclusione del gioco. Continua a leggere “In “God of War“ le mamme vengono per ultime”

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Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, Recensioni

Fleabag e Dietland, due serie tv a confronto

Due serie tv a confronto. Fleabag e Dietland. La prima è scanzonata, irriverente, prende in giro tutto e tutti e la protagonista prende in giro se stessa e svela le sue incoerenze ogni volta che viene messa a confronto con donne che si definiscono femministe esibendo persone compatibili come fenomeno da baraccone. Ecco il mio amico pittore trans, la mia amica bisessuale che vive con una comunità poliamorosa, il mio amico gay, nero, eccetera eccetera. La matrigna della protagonista è l’esempio perfetto di questo tipo di esibizioni che riducono a convenzioni le battaglie individuali e collettive di tante persone. Esilarante il modo che ha la protagonista di svelare le ipocrisie di un contesto che mette un certo femminismo sullo stesso piano di ordini monacali. Come per il seminario rivolto a donne in un casale di campagna dove le donne venivano condannate al silenzio, non senza fare le pulizie di primavera per conto delle consorelle a capo della struttura, e allo stesso tempo, in un’altra ala dello stesso spazio un altro seminario rivolto a uomini dove essi potevano, tanto per cambiare, usare bambole gonfiabili per sfogarsi urlando “troia, bagascia, puttana”. Continua a leggere “Fleabag e Dietland, due serie tv a confronto”

Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Recensioni

Shelter: Farewell to Eden – il film da vedere

Di Maddalena

Dopo il successo riscosso nei maggiori festival di documentario in Europa, Shelter: Farewell to Eden, il nuovo film di Enrico Masi, arriva in Italia.

Il 29 maggio alle 20.00 l’anteprima nazionale sarà alla Cineteca di Bologna allo Human Rights Nights, festival dedicato ai diritti umani.

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Antisessismo, Critica femminista, R-Esistenze, Recensioni

Tre modi per essere mascolino

di Samantha Musolino

Wikihow porta avanti stereotipi di genere?

Analisi semiseria di un articolo scemo.<

Wikihow è un sito che spiega come fare di tutto: da “come preparare un uovo sodo” a “come scrivere un romanzo”, da “come eseguire il reset di un BlackBerry” a “come diventare una fata”. Tra gli articoli c’è anche come diventare più femminile o più mascolino.

Analizziamo i “Tre modi per essere mascolino” (https://www.wikihow.it/Essere-Mascolino

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Antisessismo, R-Esistenze, Recensioni

Law & Order realizza una puntata sugli Incel

Conoscerete la serie tv Law & Order. A me non piace per una serie di motivi, incluso promuovere leggi giustizialiste, in totale violazione delle leggi sulla privacy e atteggiamento autoritario a go’ go’. Nella ventesima stagione, però, oltre a trattare argomenti contro la pena di morte, contro il secondo emendamento sulle armi, contro le leggi che trattano i migranti latinoamericani e i richiedenti asilo musulmani come spazzatura, contro misoginia e sessismo e violenza di genere, hanno incluso una puntata, la numero 4, in cui parlano dei fanatici Incel, i celibi involontari che pensano che le donne siano tutte puttane e che dovrebbero dargliela perché i maschi hanno diritto alla loro fetta di carne di femmina anche a costo di stuprarle. Di battute e commenti pro/stupro degli Incel abbiamo parlato anche qui in traduzioni che confermano la mentalità, la santificazione dei terroristi misogini che sparano alle donne e che ne confermano i linguaggio.

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Autodeterminazione, Critica femminista, Culture, R-Esistenze, Recensioni

Contro i figli, Pamphlet di Lina Meruane

recensione di Virginia

Meruane descrive con tono brillante ma intessuto di partecipazione le violente pressioni cui ogni donna è sottoposta nel sistema patriarcale e capitalista occidentale per costringerla a procreare. Il pamphlet è punteggiato da preziosi rimandi e citazioni di scrittrici, soprattutto sudamericane (ma non solo). Ogni capitolo si muove attorno ad un tema ed ogni capitolo lascia qualche ricordo felice, perciò vorrei brevemente annotare quello che mi piace di più di ciascun capitolo.

Nel primo capitolo “La macchina sfornafigli”, da diverse angolazioni e con toni anche divertenti – i ragazzini del piano di sopra che ballano il tip tap – emerge la posizione indiscutibilmente “dovuta”, contro ogni logica razionale, che il Figlio ha assunto nell’immaginario collettivo odierno: “l’insistente ticchettio del dettame sociale: ormoni e sermoni sulla riproduzione si sommano, facendo sì che la maternità come obbligo diventi difficile da evitare”. E’ contro i Figli e non contro le bambine e bambini che disserta Meruane, non contro i tanti piccoli che arrivano dai luoghi più martoriati del pianeta, piccoli (o grandi) che potrebbero essere accolti in relazioni familiari: questa è un’altra storia e altri libri e il pamphlet si scaglia invece contro la figura del Figlio-Di-Sangue, contro il “destino materno normalizzato e naturalizzato”.

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Personale/Politico, R-Esistenze, Recensioni

“Non riuscivo a trovare famiglie LGBTI in situazioni normali nei libri per bambini, e così ne ho scritto uno”.

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Cecilia del gruppo Abbatto i Muri.

Mark Loewen non trovava libri per bambini che rappresentassero nella vita di tutti i giorni le famiglie arcobaleno.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Recensioni

Il machismo che impoverisce il rapporto tra padre e figlio

Proprio stanotte ho finito di leggere “Come uccidere il padre” di Eva Cantarella, che non è di certo un libro sui mille modi di ammazzare un padre, anzi. E’ una traccia storica, dalla romanità ai giorni nostri, su come si sia evoluta culturalmente e legislativamente la questione del rapporto tra padri e figli (e mogli). Ve la faccio breve (ma vi invito a leggere il libro che è veramente interessante): il pater familias poteva tutto. Poteva ammazzare o vendere i figli.

Poteva stabilire con chi un figlio dovesse sposarsi, poteva gestire il potere patrimoniale per sempre e non c’era un diritto ereditario consono al punto che per molti anni ci furono moltissimi episodi di parricidio per questioni economiche. Via via che la legislazione cambiava c’era sempre chi poneva un freno dicendo che tutti quei progressi stavano mettendo in crisi la “famiglia tradizionale”, al punto che, ancora oggi, nonostante il cambiamento sostanziale dei rapporti familiari ottenuti con la detronizzazione del pater familias e della sua patria potestà nel 1975, ci sono rigurgiti culturali che portano a episodi di machismo e violenze sempre dirette nei confronti delle donne, spesso considerate ancora come proprietà, e nei confronti dei figli.

I dialoghi diventano difficili quando il padre presume di poter addebitare tutti i problemi del mondo alla sua perdita di potere. Non so se questo spiega o c’entri con la lettera che segue ma è una potente chiave di lettura che andrebbe accompagnata ad ulteriori analisi sociologiche e antropologiche.

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