Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Anch’io sono stata violentata da un “amico”

Lei scrive:

“Ciao Eretica,
ho letto la storia della ragazza che racconta dello stupro subito da un suo amico, nonostante il suo iniziale rifiuto. Anche a me è successa una cosa simile diversi anni fa e volevo condividere con voi la mia storia.

Avevo 18 anni, e all’epoca ero fidanzata con una ragazza da qualche anno (sono omosessuale e quella era la mia prima relazione in assoluto). Quello che credevo essere un caro amico mio e della mia ragazza mi aveva invitata a passare il Capodanno con lui e alcuni suoi amici in un albergo di proprietà di suo zio: dato che la mia ragazza doveva andare a trovare dei parenti, e pur di non passare Capodanno coi miei genitori avrei fatto qualsiasi cosa, ho accettato.

Lui aveva fatto qualche apprezzamento nei miei confronti in precedenza, ma mi pareva chiaro che io non fossi interessata. Al mio arrivo nella località di vacanza, mi racconta che tutti i suoi amici avevano disdetto all’ultimo, saremmo stati solo noi due e la sua famiglia, e per giunta io dovevo stare in camera con lui; se mi fosse successo adesso mi sarei arrabbiata, ma all’epoca ero ingenua, e ho creduto davvero che non l’avesse fatto apposta. In ogni caso non volevo sembrare scortese per cui non ho detto nulla.

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Mi ha violentata, io non ho fatto nulla e mi sento in colpa

Lei scrive:

Mi sono trovata in una situazione molto difficile recentemente. Ho dovuto far passare un po’ di tempo per poterne parlare, non dico apertamente, ma almeno con qualche amico senza sentire che mi si spezzasse qualcosa dentro. Vorrei spiegarvi cos’è successo, vorrei che sappiate: se mai vi è successa una cosa del genere o minimamente simile, non siete sole.

Lui mi ha accompagnata a casa, ed essendo un amico, non ho neanche messo in dubbio le sue intenzioni: “Figurati se si comporta male, lo conosciamo tutti! Impossibile che ci provi, siamo nella stessa compagnia”.
 All’arrivo mi chiede se può salire, giusto per un drink e aggiornarci sul più e il meno. Io completamente ingenua e con la guardia abbassata accetto entusiasta, dopotutto mi sta simpatico.

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La mia esperienza per ri-amare se stesse

Lei scrive:

“Ciao! Tempo fa lessi su questa pagina di alcune ragazze che non si sentivano a loro agio col loro corpo e che venivano ferite dai commenti sgradevoli di chi avrebbe dovuto starle vicino. Ho quindi voluto raccontarti la mia esperienza.

La mia famiglia è sempre stata molto critica riguardo la mia fisicità, soprattutto ora che sono andata a vivere lontano da casa per studi e ho preso peso. Nell’ultimo periodo mi hanno detto tante cattiverie, talvolta al limite della decenza arrivando a paragonarmi a mia sorella incinta o addirittura in presenza (e con la complicità) di estranei. È stato devastante ed umiliante, mi hanno fatta davvero vergognare di questo corpo che non era più “bello come prima”, e non importava che il mio ragazzo e i miei amici facessero di tutto per farmi sentire bella.

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Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità

La sessualità imparata sulla mia pelle

Lei scrive:

Ciao Eretica, spero di non aver sbagliato email. È da tanto che seguo la tua pagina e vorrei per una volta uscire un po’ allo scoperto (per quanto possibile rimanendo anonima), raccontando un po’ alcune mie esperienze. Spero che possa essere utile e un momento di confronto.
Grazie per tutto quello che fai.

«È da tempo che cerco di dare un ordine alle parole, ma è come se la mia testa si rifiutasse di tracciare una linea e di arricchirla di fatti ed eventi. La verità è che me ne vergogno. Non temo il giudizio altrui. È il mio, il più severo, che frena i liberi pensieri, quasi come a reprimere ciò che è accaduto e quello che sono.

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Come insegno a mia figlia a difendersi dal sessismo quotidiano che dovrà subire?

Lei scrive:

La prima lezione che ho imparato a proposito del sessismo l’ho ricevuta a 9 anni. Ebbi le mestruazioni abbastanza precocemente e mi spuntarono le tette che su una bambina facevano abbastanza impressione. Io mi sentivo a disagio e le mie compagne e i compagni mi sfottevano continuamente. Ma quella lezione la ricevetti da un uomo adulto che mi invitò a prendere un gelato chiamandomi “bella signorinella” sollecitandomi a mostrare i miei seni. Io rifiutai, naturalmente e da bambina qual ero risi perché mi sembrò scemo. Ma lui fu solo il primo di una serie che vedevano nelle tette un segno di crescita sessuale. Non riuscivano a reprimere parole e pensieri e io mi chiedo oggi come sia possibile che un uomo adulto non provi vergogna quando guarda una bambina e vede solo un oggetto sessuale.

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Poche e semplici istruzioni per evitare di essere uccise dal vostro ex

Foto di Giuseppe Ciccia. Da L’Internazionale

 

La violenza non viene all’improvviso. Se il vostro rapporto è finito c’è una ragione e in qualche caso la ragione è proprio la violenza, la volontà di controllo da parte del vostro partner. Comportamenti subdoli si inseriscono nelle dinamiche di coppia che trasformano la relazione in una vera e propria faccenda di codipendenza. La violenza può essere di tanti tipi, inclusa quella psicologica, economica, oltre quella fisica. In ogni caso quello che normalizza la violenza è la spinta al vostro senso di colpa. Continua a leggere “Poche e semplici istruzioni per evitare di essere uccise dal vostro ex”

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Faccio sesso con un uomo “nero” e lo racconto. Il corpo è mio e lo gestisco io!

Lei scrive:

Ho conosciuto un ragazzo del Senegal. Nero nero nero. Mi è piaciuto e ci ho fatto sesso. All’inizio non abbiamo parlato molto ma ci piacevamo e non mi pento della scelta. Andavamo in giro mano nella mano, come fanno tante coppie non miste e qualcuno mi ha urlato qualcosa di brutto. Il mio ragazzo mi ha detto di non girarmi e poi si è rammaricato del fatto di non avere gli strumenti per difendermi, anche se io non glielo avevo chiesto. Potrebbero togliergli il permesso di soggiorno e cacciarlo dal lavoro e la sua vita è talmente precaria, talmente inibita. Mi racconta vagamente di quello che ha passato per arrivare in Italia e poi ho incontrato un’amica timorosa e dal razzismo inconsapevole. Mi ha detto che di uomini bianchi ne trovo quanti ne voglio e che i neri, con la loro cultura misogina, sono predatori e arrivano in Italia per fottere le donne e fare pulizia etnica. Le ho spiegato che la pagina facebook da cui ha preso quelle informazioni era quantomeno xenofoba e che il mio ragazzo non vuole invadere nessuno, tantomeno vuole farmi fare un figlio. Io precaria, lui ancora più precario non sapremmo come fare, figuriamoci.

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