Antisessismo, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Come insegno a mia figlia a difendersi dal sessismo quotidiano che dovrà subire?

Lei scrive:

La prima lezione che ho imparato a proposito del sessismo l’ho ricevuta a 9 anni. Ebbi le mestruazioni abbastanza precocemente e mi spuntarono le tette che su una bambina facevano abbastanza impressione. Io mi sentivo a disagio e le mie compagne e i compagni mi sfottevano continuamente. Ma quella lezione la ricevetti da un uomo adulto che mi invitò a prendere un gelato chiamandomi “bella signorinella” sollecitandomi a mostrare i miei seni. Io rifiutai, naturalmente e da bambina qual ero risi perché mi sembrò scemo. Ma lui fu solo il primo di una serie che vedevano nelle tette un segno di crescita sessuale. Non riuscivano a reprimere parole e pensieri e io mi chiedo oggi come sia possibile che un uomo adulto non provi vergogna quando guarda una bambina e vede solo un oggetto sessuale.

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Antisessismo, Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze, Raccontare il femminismo

Poche e semplici istruzioni per evitare di essere uccise dal vostro ex

Foto di Giuseppe Ciccia. Da L’Internazionale

 

La violenza non viene all’improvviso. Se il vostro rapporto è finito c’è una ragione e in qualche caso la ragione è proprio la violenza, la volontà di controllo da parte del vostro partner. Comportamenti subdoli si inseriscono nelle dinamiche di coppia che trasformano la relazione in una vera e propria faccenda di codipendenza. La violenza può essere di tanti tipi, inclusa quella psicologica, economica, oltre quella fisica. In ogni caso quello che normalizza la violenza è la spinta al vostro senso di colpa. Continua a leggere “Poche e semplici istruzioni per evitare di essere uccise dal vostro ex”

Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità

Faccio sesso con un uomo “nero” e lo racconto. Il corpo è mio e lo gestisco io!

Lei scrive:

Ho conosciuto un ragazzo del Senegal. Nero nero nero. Mi è piaciuto e ci ho fatto sesso. All’inizio non abbiamo parlato molto ma ci piacevamo e non mi pento della scelta. Andavamo in giro mano nella mano, come fanno tante coppie non miste e qualcuno mi ha urlato qualcosa di brutto. Il mio ragazzo mi ha detto di non girarmi e poi si è rammaricato del fatto di non avere gli strumenti per difendermi, anche se io non glielo avevo chiesto. Potrebbero togliergli il permesso di soggiorno e cacciarlo dal lavoro e la sua vita è talmente precaria, talmente inibita. Mi racconta vagamente di quello che ha passato per arrivare in Italia e poi ho incontrato un’amica timorosa e dal razzismo inconsapevole. Mi ha detto che di uomini bianchi ne trovo quanti ne voglio e che i neri, con la loro cultura misogina, sono predatori e arrivano in Italia per fottere le donne e fare pulizia etnica. Le ho spiegato che la pagina facebook da cui ha preso quelle informazioni era quantomeno xenofoba e che il mio ragazzo non vuole invadere nessuno, tantomeno vuole farmi fare un figlio. Io precaria, lui ancora più precario non sapremmo come fare, figuriamoci.

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Attivismo, Autodeterminazione, Contributi Critici, Personale/Politico, R-Esistenze

E’ ora di parlare di abilismo nei centri sociali

di Gruppo Jump – Oltre tutte le barriere

«Chi commette delle violenze non ne è per forza cosciente, infatti questi meccanismi si fondano spesso su privilegi visti come legittimi, basati su schemi introiettati presenti nella società in generale».

La frase (pescata da “Lavomatic – laviamo i panni sporchi in pubblico”), si riferisce alla violenza di genere, in particolare a quella presente nel movimento antiautoritario. Il fascicoletto prosegue con esempi più o meno provocatori del concetto di violenza («quando qualcuno/uno sbirro ti chiede di stringere la mano al tuo violentatore per riconciliarsi, è violento») e del suo rapporto con il privilegio. Uno di questi esempi mi ha stupito. Continua a leggere “E’ ora di parlare di abilismo nei centri sociali”

Autodeterminazione, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

La “troiarchia”: il sex work ha un problema di classe

Illustrazione di Chloe Scheffe

 

Link al testo originale: Sex Work Has A Class Problem, di Emily Smith, scrittrice e attivista, per BuzzFeed. Tradotto da Luana e Cri del gruppo di lavoro di Abbatto i Muri.

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Nel mio lavoro di escort, ho avuto modo di constatare che lo stigma e la disuguaglianza alla base della troiarchia dell’industria creano un sistema che ostacola chi gode di meno privilegi.   

Ero una bambina povera e sono cresciuta a Sarasota, una città della Florida piena di milionari. Ho visto la villa sulla spiaggia di Stephen King, ho visto Jerry Springer al cinema con sua moglie. Io, invece, ero figlia di una madre single che mi ha avuta da adolescente e che mi ha cresciuta a cibo in scatola e film noleggiati in biblioteca. Nel nostro bilocale in periferia, ho guardato My Fair Lady così tante volte che ho rovinato la videocassetta. Continua a leggere “La “troiarchia”: il sex work ha un problema di classe”

Autodeterminazione, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

Io, il mio cybercorpo, la mia salute, la precarietà e le parole di lotta

Due parole su come sto. In balia di terapie e analisi. Tra corsie ospedaliere e chiacchiere sui problemi sindacali delle infermiere. Qualche scazzo con il tal medico tronfio che si atteggia a semi-Dio. Risate con le altre pazienti che condividono il mio stesso percorso. Domande sul costo proibitivo di certe analisi e di certi farmaci prescritti ma che puoi avere solo a pagamento. Svenarsi economicamente per la propria salute è un fatto grave. Svenarsi per sopravvivere. Ed è la faccenda che distingue le precarie squattrinate come me da pazienti che arrivano in reparto perché già clienti fisse paganti e in privato del primario di reparto. Ci sono tempi diversi, atteggiamenti diversi e nella nostra sanità che dovrebbe essere pubblica ma è sempre più privata la differenza tra la vita e la morte la fanno i soldi. Il problema della differenza di classe si ripercuote in questi contesti e ci fa precipitare tutti nel vuoto. Trascinate via da una slavina discriminatrice che lascia integre le persone che sono saldamente attaccate al palo della propria economia “sana” e tira giù tutte le persone come me che non possono dire no.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Ti sei accorto di avermi stuprata? No, ma lo hai fatto!

Lei scrive:

Ti sei accorto di avermi stuprata?
Vorrei guardarti negli occhi e chiedertelo, per poi farti male, farti tanto male quanto tu ne hai fatto a me, perché la risposta la so benissimo ed è che no, non te ne sei accorto.

Sono andata a ballare e mi sentivo bella, anzi, bellissima. Per la prima volta dopo tanto tempo mi sentivo sexy e forte, mi sentivo padrona di me stessa e sentivo che era una mia scelta essere guardata, che se qualcuno avesse superato il limite non avrei avuto problemi a respingerlo.
Mi sono sentita così e poi mi hai ricordato perchè è una sensazione tanto rara.

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