Personale/Politico, Precarietà

Mi manca l’aria

Sono bloccata. Non so cosa fare. Non riesco a respirare. Mi sento in trappola. E questo va al di là della depressione. Non ho futuro, non ho possibilità, non ho capacità di movimento. Sono piena di rimpianti. Se avessi fatto questo invece che quello. La verità è che non ho più l’età per tentare nuovi percorsi e le nuove opportunità sono quelle che ti danno solitamente fiato e speranza. Mi si è congelata la speranza ed ecco che arriva ancora una volta il buio.

Non posso pensare a ricominciare una nuova vita altrove perché non ho l’età e la forza per farlo. Se fossi più giovane e in salute potrei andare in un paese straniero e fare la cameriera. Imparare una nuova lingua, imparare a scrivere, leggere e pensare attraverso essa. Imparare una nuova cultura che sia più adatta a me, forse. Invece non posso più farlo. Non ho più l’età per farlo. Mi piacerebbe andare altrove, vivere in una comunità di lavoro tra donne di vari mondi e paesi, mi piacerebbe viaggiare e imparare ancora e invece la mia conoscenza resta congelata perché senza soldi e lavoro non posso fare niente e senza salute non posso pensare a darmi nuove opportunità.

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Pensieri Liberi, Personale/Politico

Tra me e me

Cosa porta una femminista a vedere film di un misogino molestatore come steven seagal? La depressione, è chiaro. L’alienazione che mi porta a dire: ma come cazzo mi sono ridotta. Eppure eccomi qui. Cerco un modo per comunicare con me stessa, come ho detto, e il blog forse può essere una alternativa. Senza pretese e senza attese. Con tempi che non posso prevedere e ritmi che non posso garantire. Non so dare risposte se non ho le mie risposte. Questo è un punto di partenza, forse.

Vediamo: mi guardo intorno e vedo il caos. Non riesco a far conciliare la mia vita teorica con quella pratica. In teoria dovrei essere orgogliosa di me e in realtà mi vergogno di essere stanca, invecchiata, abbruttita, ingrassata, trascurata, incapace di valorizzare il poco di gradevole che vedo in me. Vorrei cestinare le mie incoerenze ma per farlo devo prima esaminarle. Chiedo alle altre di piacersi a prescindere dall’aspetto fisico ma io non mi piaccio e mi nascondo. Ho passato anni tra esercizio fisico, diete, disturbi alimentari gestiti alle meno peggio indossando l’armatura della donna orgogliosa di essere quel che è. Ho mentito a me stessa e alla fine devo farci i conti. Con tutte le mie insicurezze, la mia falsa determinazione nel gestire le mie vulnerabilità.

In realtà il terrore di apparire vulnerabile mi ha poco a poco distrutta. La fatica è tanta se passi il tempo a nasconderti per proteggerti invece che risolvere e rafforzarti. Credo di aver sbagliato obiettivo e di essermi ritirata con codardia in un privato senza riscontri per paura di ricevere danni. Non so quando e come è iniziata ma ho avuto paura di essere bullizzata, di essere considerata poco o niente. Non che il bullismo io lo abbia evitato, anzi, ma quello che colpisce le mie scelte politiche lo trovo più accettabile rispetto a quello che potrebbe ferirmi come individuo, intimamente. Perciò è così difficile esporsi. Per non darsi in pasto a chi potrebbe farti del male, a chi potrebbe distruggere quel po’ di serenità e di equilibrio che ti resta, per evitare un suicidio annunciato del quale è così semplice prevedere l’esito.

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Pensieri Liberi, Personale/Politico

Tempi di cacca

Che periodo di merda! Virus, chiusi in casa, socializzazione zero, depressione ancora presente e l’abilità di scrivere che se ne va ‘affanculo man mano che il linguaggio si adegua al lessico di copioni di ogni tipo di film o serie televisiva intercettata sul web. Alienazione pura e pessimi pronostici per quel che riguarda la partecipazione alla vita sociale. Non so come state voi o cosa accade nel mondo. Tengo chiuse le ansie e temo di assimilarne altre se mi apro al mondo esterno. Prima o poi però dovrò pur fare qualcosa. Per esempio iniziare con gli audiolibri. Buona soluzione se non hai voglia di sforzare gli occhi. Poi dovrei decidermi a capire come aggiustare la tastiera dato che i tasti mi piazzano la punteggiatura anarchicamente. E forse dovrei lasciare che l’anarchia si muova per conto suo. Ma ho questo vizio per cui se devo scrivere qualcosa tutto deve essere a posto e se non lo è ho una scusa per rimandare.

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Personale/Politico

Aggiornamenti intimi

La mia depressione procede, nel senso che va avanti la terapia e vanno avanti gli stati d’umore in ribasso. Nel frattempo ho visto questo film e mi ha scossa profondamente come poco oramai riesce a fare. Non si tratta di semplice indignazione per il contenuto fortemente politico del film ma per la capacità di suscitare rabbia sana, che spinge a lottare, quella rabbia che ora resta sopita in me come se nulla mi sconvolgesse davvero.

Forse è quello che mi serve, una scossa, una ragione non banale che mi ricordi chi sono e per cosa ho lottato, le cose fatte e quelle ancora da fare, le persone che ancora lottano e che chiedono aiuto e quelle che mi stanno a fianco anche se a distanza e discretamente, portando avanti battaglie che ho condiviso e condivido.

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Pensieri Liberi, Personale/Politico

Depressione

Sono assente, in tutti i sensi. La salute, i problemi economici, la mia vita, tutto traballa e io non so gestire più niente e non riesco a dare priorità a chi chiede ascolto. Il punto è che sono depressa, nel vero senso della parola. Non so tenere contatti, non riesco a rispondere al telefono, non so più dire cose belle, tutto è nero, solo nero.

Non è facile da dire e neppure da ammettere. Mi sono sempre sentita forte e ho dato l’idea di essere sicura di me ma non sono sicura di niente. Le mie idee restano ma sono vulnerabile e non sento più il mio corpo, i miei pensieri vengono fuori a fatica, la mia mente non brilla di alcuna luce e non riesco neppure a chiedere aiuto o a riceverlo.

Mi hanno prescritto dei farmaci e li prendo con ligia puntualità. Seguo ogni indicazione ma non vedo vie d’uscita. Come mi rimetto in gioco? Da dove ricomincio? Cosa posso fare? Non ho più l’età per cercare nuove occupazioni, la salute non mi permette neppure di mantenere gli impegni che ho preso. Dunque che faccio?

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La posta di Eretica, Personale/Politico, Violenza

Il mio ragazzo mi picchiava. Io costretta con lui per il Corona Virus

Lei scrive:

Cara Eretica, credo di non dire niente di nuovo quando descrivo la trappola in cui mi sono trovata per mesi per via del Corona Virus. Il mio (ora ex) ragazzo è venuto a trovarmi dalla città in cui vive (abitiamo a chilometri di distanza) e poi tutto è stato bloccato e io mi sono trovata a vivere in un incubo. Capisco che la situazione creata poteva essere claustrofobica ma lo era per entrambi, eppure ad essere violento era solo lui. Lo conoscevo ma non avevamo mai passato insieme più di due giorni.  Ci vedevamo nei week end, io andavo da lui o viceversa, e tutto sembrava magnifico. Così mi sono ritrovata assieme ad un uomo geloso, insicuro, narcisista e violento.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Io non sono un oggetto sessuale, ma a volte vorrei esserlo.

Lei scrive:

Io non sono un oggetto sessuale,

ma a volte vorrei esserlo.
Vorrei sapere com’è avere addosso uno sguardo di desiderio. Sentirmi radiogafare il corpo da qualcuno che mi immagina nuda mentre faccio sesso con l*i. Vorrei andare ad una serata e trovarmi un* sconosciut*, anche un* soltanto, che mi guarda, si avvicina e vuole parlare con me perché spera di portarmi a letto.
Vorrei avere il privilegio di lamentarmi perché ho ricevuto troppe attenzioni sessuali. Non voglio sminuire l’esperienza di chi ne è infastidit* o se ne sente addirittura violat*, voglio solo raccontare che, dal mio punto di vista, perfino quello è un privilegio.
Sono una donna, lesbica, disabile e il mio corpo non è desiderabile. Non conto più le volte in cui sono stata friendzonata. Uso la app di incontri perché mi consentono di mostrare per prima cosa un’altra parte di me, farmi notare per come mi esprimo. Ormai ho una tale esperienza nelle dinamiche delle app di incontro che potrei pubblicare uno studio. Ho provato tutte le strategie possibili e portato avanti centinaia, forse migliaia di conversazioni. Alcune di queste sono durate giorni o settimane, sono state profonde, brillanti, divertenti. Ho studiato come scrivermi un profilo accattivante e ironico, ho inventato battute d’attacco originali, ascoltato pazientemente i resoconti di non so più quanti lesbodrammi e condotto conversazioni senz’altro migliori del 90% di quelle che possono capitarti su Tinder. Alla fine, la maggior parte delle ragazze non le incontro mai; alcune si fanno di nebbia con scuse improbabili, altre dicono apertamente che si scusano tanto ma non se la sentono di fare sesso con me. Alcune le incontro e ci dimentichiamo in fretta; ogni tanto, infine, mi lascio scegliere da qualcuna, che in genere è più in difficoltà di me col suo corpo o con la sua vita, e ci vado a letto o avvio qualche forma di pseudorelazione insoddisfacente.

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