Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Il diritto di camminare

Maria scrive:

Sono con una mia amica. Stiamo passeggiando, chiacchieriamo instancabilmente, ci interrompiamo di continuo, talmente tante sono le cose che vogliamo dirci. Io sono di buon umore, ho appena sostenuto il mio penultimo esame della magistrale, ho deciso di prendermi una serata di pausa dallo studio, andare a bere qualcosa, divertirmi, cercare di svagarmi per allontanare le preoccupazioni di questo momento storico e di questa strana fase della mia vita, in cui mi preparo ad affrontare importanti cambiamenti. Ad un tratto una voce emerge da un gruppo di uomini e mi urla “che sei bella, ci possiamo conoscere?”. “Fottiti, testa di cazzo”, gli urlo. Ne ho subite moltissime, di molestie di questo tipo, nella mia vita, come ciascuna delle mie sorelle. E ciascuna di noi ha sviluppato i propri meccanismi di difesa. Il mio è quello dell’aggressione verbale. “Perché te la prendi così? Ma sei pazza? Ti volevo fare un complimento”.

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Personale/Politico, R-Esistenze

Le donne trans muoiono: la scuola complice

(Pubblicato in originale il 23/06/2020 qui. Traduzione di Luana e Benz del Gruppo di lavoro Abbatto I Muri)

È necessario che la comunità educativa comprenda la propria responsabilità nella lotta alla transfobia. L’ignoranza della società ha conseguenze mortali. Le donne trans esistono, hanno dei diritti ed è ora di affermarli all’interno delle strutture scolastiche.

Questo week-end una giovane donna trans, Laura, si è suicidata. Dieci giorni prima si trovava alle esequie di una sua amica, Matilde, anche lei morta suicida.

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Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Sono stata violentata. La lotta di una è la lotta di tutte

Lei scrive:

Cara eretica e car* tutt*,
vorrei raccontare la mia storia in forma anonima. È la prima volta che lo faccio. Prima dell’altro giorno non l’avevo mai raccontata neanche a me stessa. Grazie all’intervento della mia terapeuta sono riuscita a riconoscere il mio trauma e sto iniziando a processarlo.
Sono passati dieci anni. Avevo 14 anni. Con alcun* amic* avevamo deciso di festeggiare il capodanno a casa, con tanto alcool e poca pochissima conoscenza dei nostri corpi, dei nostri limiti. Abbiamo cominciato a bere da subito ed alla mezzanotte ero già ubriaca. Abbiamo passato la notte nella stessa casa e abbiamo continuato a bere.

Molt* se ne erano andat*, ero rimasta tra intim*: pochi maschi e poche femmine, tutt* coetane*. Continuammo a bere. Da un certo istante in poi andai in totale blackout. La mattina dopo mi svegliai con una bacinella piena di vomito accanto, la mia migliore amica ai piedi. Sveglia anche lei mi raccontò della sera prima, erano tutt* così divertit* da quello che era successo: tre amici avevano deciso di approfittare del mio stato di totale incoscienza (seppur a tratti fossi sveglia e urlante nonsense a quanto pare) per giocare con me come fossi la bambola dei loro sogni. Il porno, d’altronde, gliel’aveva promessa.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico

Incinta. Bambino tutto bene. Del mio corpo chissenefrega!

Lei scrive:

Ciao Eretica, scrivo qui perchè ho bisogno di confronto e non so davvero più dove cercarlo. In aprile ho scoperto di essere incinta, non è stata una gravidanza cercata ma io e il mio compagno abbiamo scelto di portarla avanti, nonostante i dubbi e le paure. Pochi giorni dopo, ho avuto delle perdite di sangue con forti mal di pancia e sotto consiglio della mia dottoressa sono andata al pronto soccorso ostetrico dell’ospedale Mangiagalli di Milano.

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La mia storia di violenze subite

Lei scrive:

Ciao, ho 22 anni e sono felice. La mia famiglia è fiera di me e dei traguardi che ho raggiunto, il mio compagno mi ama e mi sostiene, il mio bambino è sano e felice.. mi ritengo fortunata.
Ad oggi mi sento così, ma tempo fa era diverso.

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Anch’io sono stata violentata da un “amico”

Lei scrive:

“Ciao Eretica,
ho letto la storia della ragazza che racconta dello stupro subito da un suo amico, nonostante il suo iniziale rifiuto. Anche a me è successa una cosa simile diversi anni fa e volevo condividere con voi la mia storia.

Avevo 18 anni, e all’epoca ero fidanzata con una ragazza da qualche anno (sono omosessuale e quella era la mia prima relazione in assoluto). Quello che credevo essere un caro amico mio e della mia ragazza mi aveva invitata a passare il Capodanno con lui e alcuni suoi amici in un albergo di proprietà di suo zio: dato che la mia ragazza doveva andare a trovare dei parenti, e pur di non passare Capodanno coi miei genitori avrei fatto qualsiasi cosa, ho accettato.

Lui aveva fatto qualche apprezzamento nei miei confronti in precedenza, ma mi pareva chiaro che io non fossi interessata. Al mio arrivo nella località di vacanza, mi racconta che tutti i suoi amici avevano disdetto all’ultimo, saremmo stati solo noi due e la sua famiglia, e per giunta io dovevo stare in camera con lui; se mi fosse successo adesso mi sarei arrabbiata, ma all’epoca ero ingenua, e ho creduto davvero che non l’avesse fatto apposta. In ogni caso non volevo sembrare scortese per cui non ho detto nulla.

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