Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze

#AbledsAreWeird – Ascoltate e imparate dalle persone disabili!

Ecco un thread su twitter che parla di #ableism. Traduzione di Maria Chiara del gruppo Abbatto i Muri.

Caroline scrive:

Allora, persone non disabili (altrimenti note come abili)! Vi siete imbattuti nell’hashtag #AbledsAreWeird [Gli abili sono strani]. E magari vi siete resi conto che avete fatto alcune delle cose “strane” per cui le persone disabili vi hanno rimproverato. Forse siete un po’ offesi. Che facciamo?

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Gravidanza sempre bella e fantastica? Ma anche no

Lei scrive:

Buongiorno a tutto lo staff di Abbatto i Muri,
Non so se questo mio pensiero sia inerente alla pagina e ai temi trattati, in ogni caso è qualcosa che tocca l’universo femminile e a suo modo i tabù che si porta dietro da anni e anni.
Sono una donna trentenne o poco più, incinta al settimo mese di un bambino fortemente voluto e fortemente atteso. E qui viene il bello. Nessuno mi ha mai detto di quanto fosse difficile portare avanti una gravidanza.

Nessuna mia amica, sorella, cugina, madre, suocera mi ha parlato dei fastidi, degli attacchi di panico, del terrore che ti assale la notte e dello sconforto che ti prende anche quando devi semplicemente allacciarti le scarpe ed è un’impresa molto complicata con un pancione davanti.

Solo forse qualche vignetta umoristica, o qualcuno che bolla questi momenti come semplici sbalzi ormonali, come se noi donne non avessimo il diritto di essere tristi mentre aspettiamo un figlio, anche se è una cosa che abbiamo voluto e che abbiamo scelto di fare.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

L’infinito cerchio della violenza e i nuovi inizi

Lei scrive:

Cara Eretica, mi sono fatta male a sedici anni, quando ho deciso di consegnarmi anima e corpo ad un uomo che mi ha maltrattata e mi ha costretta molte volte a fare cose che non avrei voluto fare. Lui esercitava controllo su di me e io non riuscivo a sottrarmi e andare per la mia strada. Per molto tempo ho pensato di amarlo e che lui mi amasse e quando qualcuno si intrometteva io dicevo che non erano affari suoi e che io stavo bene così. Ho impedito a mia madre di interferire e ho preferito stare con la madre del mio “uomo”. Pensavo che fosse giusto così. Non sapevo risolvere il conflitto con mia madre e sono scappata da lei a costo di sprofondare all’inferno.

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C’era una volta la bambina e il nonno che le insegnava a far “pompini” ai grandi

Lei scrive:

Cara Eretica, ti scrivo perché vorrei condividere la mia storia in forma anonima (è importante, vorrei tutelare la mia sicurezza).

Da qualche settimana vedo andare in onda su canale 5 la serie “Non Mentire”, che racconta la vicenda di un’insegnante che viene stuprata dal padre di un alunno, il quale è un brillante chirurgo vedovo, ricco, bello, sempre misurato, sempre cortese, sempre professionale, sempre puntuale, sempre il migliore. La protagonista lo denuncia la mattina seguente, ma lui nega tutto. E in assenza di prove, e di fronte all’apparente candore dell’accusato, il caso non viene portato avanti. Con il proseguire della serie, seguendo le ricerche della protagonista e conoscendo meglio il presunto stupratore, si scopre che la facciata scintillante nasconde in realtà una personalità oscura. Si scoprono altre vittime, si scopre una metodologia fissa nel modo di orchestrare le aggressioni (nel caso specifico, lui usava il GHB per rendere le vittime incoscienti), e si scopre addirittura che era stato lui stesso a premeditare il suicidio della ex moglie.
Ecco, vedere tutto questo passare in tv mi ha fatto l’effetto di una bomba.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Vi racconto com’è abortire in un Paese in cui l’aborto è illegale

Lei scrive:

Carissima,

condivido la mia esperienza dopo aver letto, qualche giorno fa, la storia della ragazza di Roma che ha abortito, testimonianza che ho letto cercando di sospendere il giudizio e con gratitudine verso la persona che ha deciso di condividere un vissuto così intima. Spero che in qualche modo la mia esperienza possa apportare un contributo alla discussione e ringrazio chi avrà voglia di leggermi.

La mia esperienza ha avuto un impatto molto forte in tutte le sfere della mia vita, iniziando dal fatto che ho abortito in un Paese in cui l’aborto è illegale, proibito in ogni situazione, anche se è a rischio la vita della madre, anche se la gravidanza é la conseguenza di una violenza. Ho 29 anni e da tre vivo, per motivi di lavoro, in un Paese dove i diritti sessuali e riproduttivi delle donne sono una questione di classe, dove il corpo delle donne è sottoposto ad una violenza istituzionale inaudita.

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Sono la mamma di un ragazzo accusato di stupro e dico basta!

Questa è una lettera particolare che noi abbiamo inserito nella categoria delle #beddamatresantissime. Poi diteci che ne pensate.

Lei scrive:

Salve Abbatto i Muri. Vi scrivo perché mi sento chiamata in causa ogni volta che si parla di un ragazzo accusato di stupro. Io e mio marito ne abbiamo abbastanza di tutte le accuse delle femministe e spero che non cestinerete questa lettera solo perché non sono d’accordo con voi. Il punto è questo: due anni fa, quando mio figlio aveva sedici anni, un gruppo di bulli l’ha picchiato e mandato all’ospedale. Abbiamo chiesto il perché e lui non ha voluto dire niente. Poi abbiamo saputo che la mandante, se così si può dire, era una ragazza anche lei sedicenne che lo aveva accusato di averla molestata. Nessuno si è premurato di capire se fosse vero oppure no e d’altronde lei non lo aveva denunciato alla giustizia ma si era affidata a questo branco di violenti che ha inferto sul corpo di mio figlio ferite permanenti.

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Io, tredicenne, sessualmente sfruttata da adulti

Lei scrive:

Cara Eretica, non è facile per me raccontare quello che voglio dirti, ma credo possa servire ad altre e dato che io l’ho già superata vorrei che almeno la mia esperienza possa essere utile a qualcuno.

A 18 anni sono andata via da casa dove avevo vissuto per anni con mia madre, una donna completamente fuori di testa, violenta ed egoista, e il mio patrigno il quale per me è rimasto sempre un punto di riferimento. Mia madre mi ha sempre disprezzata, mi ha sempre detto che ero grassa, non potevo piacere a nessuno e che facevo venire il vomito a chiunque mi stesse a sentire. A tredici anni ero in quella situazione tipica di una adolescente che vorrebbe mandare ‘affanculo chiunque, così scappai di casa e per quasi un anno sono stata “accompagnata” da un uomo più grande che mi ha fatta prostituire con i suoi “amici”.

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Turbata e delusa per non aver saputo reagire ad una violenza

Lei scrive:

Ciao abbatto i muri, ti leggo da tanto e tu assieme a tutt* quell* che hanno condiviso esperienze tramite la pagina siete stat* fondamentali nella mia crescita a livello di come vivo la mia sessualità, il mio corpo, l’autostima, le relazioni.

Scrivo perché purtroppo ho appena avuto un’esperienza sessuale che mi ha molto turbata, sta di fatto che sto piangendo sull’autobus. Ancora non ne ho parlato con nessuno tranne mandare dei messaggi ai miei due più vicini e sinceri amici che sono maschi, femministi e molto empatici ma maschi, quindi mi possono capire ma fino a un certo punto. Forse per questo ti scrivo, vorrei confrontarmi con delle donne.

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