Pensieri Liberi, Personale/Politico, R-Esistenze

L’ultimo dei Muchi

Io, già più che adulta, non so quanti auto ammutinamenti fa.

Attualmente espettorato. Dalle nicotine di lusso al catrame arrotolato in autonome cartine da riporto. Ho smesso di fumare. E una è fatta. Procedo col resto, se l’autocontrollo non mi saluta per svanire all’orizzonte.

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Antiautoritarismo, Personale/Politico, Salute Mentale, Violenza

Torture in pronto soccorso: si fa per il Tuo bene!

Mi hanno trasportata alla svelta, avvolta in un fagotto che doveva sostituire il pigiama umido di urina. L’infermiera ruba il fagotto e mi lascia nuda, alla mercé di sguardi estranei, senza tende di protezione e con abbondanti passanti per il corridoio. Porta aperta, spettacolo garantito. Ho chiesto un lenzuolo e una coperta.

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Personale/Politico

Assenza per motivi di salute

Scusate se non vi aggiorno

Non sto bene

La mia mobilità ridotta, difficoltà respiratorie e non sono in grado di reggermi in piedi. Non è prevista assistenza domiciliare per me dunque dovrò ricoverarmi se me lo permetteranno altrimenti finirò per non riuscire a raggiungere il cesso da sola. Per il momento ho il viso gonfio arrossato e i capelli in un dreadlock spontaneo e sporco che non so pettinare. Il mio aspetto è orrendo e non so prendermi cura di me. Down totale

A presto spero

Antisessismo, La posta di Eretica, Personale/Politico, Violenza

Isolamento e manipolazione

Cara Eretica,

Mi sono trasferita in casa del mio compagno, su suo invito, e mai avrei immaginato cosa mi aspettava. Il trasferimento ha comportato l’abbandono di amici e parenti in una città in cui avevo solo lui. Ho cercato di fare amicizie ma lui mi seguiva e controllava e piagnucolava per il terrore di perdermi facendomi sentire in colpa se sfuggivo al suo controllo. A distanza di tempo è facile dire che avrei dovuto andarmene ma non è facile quando la manipolazione e il senso di colpa ti obbligano in una situazione che non riesci ad elaborare. Se per caso davo segni di stanchezza rilanciava, voleva sposarmi, stare con me sempre, poi si arrabbiava se il suo controllo veniva meno.

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Antisessismo, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Contrattacco maschilista: scontro tra patriarchi

Lei scrive:

“Cara Eretica, seguo il tuo blog e ho letto gli ultimi post dedicati agli Stati Uniti. Ho pensato tante volte di scriverti ma ora posso farlo per dare un contributo, almeno spero. Vivo negli Stati Uniti, in uno degli Stati più conservatori che hanno subito ribaltato il diritto di famiglia e accolto le richieste dei Father’s right movement. Ho vissuto sulla mia pelle un’esperienza che non pensavo possibile. Sono nata e cresciuta qui, anche se i miei sono italiani e l’Italia per me è una seconda casa. Avevo fatto molti sforzi per crearmi uno spazio indipendente, soprattutto per allontanarmi da mio padre che pensava di essere Dio sceso in terra. Lavoravo, poi ho conosciuto un ragazzo, ci siamo sposati, abbiamo avuto un figlio, abbiamo divorziato. Inutile specificare i dettagli, non servirebbero o forse li immagini.

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Contrattacco maschilista: un racconto privato

Lei scrive:

“Cara Eretica, sto leggendo con molto interesse la serie di post sul contrattacco maschilista e vorrei contribuire con una riflessione che riguarda la mia storia personale. Sono cresciuta con i racconti di una mamma femminista e mi sono trovata a vivere in un mondo che regrediva per mentalità e cultura. Mia madre mi ha cresciuta dicendo che avevo diritto a diventare qualunque cosa volessi. Mi ha insegnato ad aver fiducia in me stessa, ha alimentato la mia autostima senza affliggermi con sue eventuali insicurezze. Non è perfetta ma ha fatto un gran lavoro con me e le sono molto grata per tutto ciò che mi ha insegnato.

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Donne e incidenti domestici: un racconto horror

Le donne sono regine del focolare, a loro non capita mai nulla di male, gli incidenti sul lavoro riguardano solo gli uomini. Quel che succede alle donne viene descritto solo come “incidente domestico”. Nulla di grave che meriti l’attenzione pensionistica, nulla che metta in relazione quegli incidenti con future disabilità. Perché alle donne va data l’impressione che il lavoro a casa sia quello più sicuro in assoluto. Se sospettassero fosse il contrario non se ne starebbero lì a tentare di rendere lucida la casa, in ogni suo invisibile angolo. Gli uomini, quellì sì che rischiano parecchio. Eppure.

Mio padre faceva l’impiegato pubblico. Il massimo che poteva capitargli era di graffiarsi un dito con una graffetta. Non sapeva affrontare le emergenze, c’erano le donne a risolvere al suo posto. Lui bestemmiava, se la prendeva con me, bimba di otto anni – “perché non hai aiutato tua madre?” – perché era un uomo fragile, non sopportava lo squilibrio che un incidente comportava. Non sapeva fare altro che incolpare mamma o me per qualunque cosa comportasse il fatto che lui, in posa da martire, doveva prepararsi il pranzo da solo. Lui vittima, lui povero, lui tutto.

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Comunicazione, Personale/Politico

Agorafobica costretta al silenzio senza internet

Per alcuni sembrerà una scemenza per me invece è un problema. Non ricevo visite, non parlo con nessuno e internet è la mia unica finestra sul mondo. Tim nicchia, nessuna voce umana, va improvvisamente in guasto se tenti di fare un reclamo. Rimarrò in silenzio e sola per giorni. Vi prego, se potete, venitemi a trovare o traghettatemi al chiuso in un luogo con connessione.

Baci a tutti

Antonella eretica

Diario di una fuggitiva, Personale/Politico, Violenza

Diario di una fuggitiva: le violenze del mio ex ai miei genitori

Lei scrive:

Resto ancora nascosta anche se lui è andato a casa dei miei a minacciarli. Ha picchiato mio padre che ha 76 anni e ha quasi fatto venire un infarto a mia madre perché non hanno voluto dirgli dove mi trovo. Lui non ha ancora nessuna carta che lo giustifichi a fare quel che fa. Perciò diventa più violento e ho paura perché nella sua follia pensa di essere giustificato a fare di tutto. Ha tentato di fare una campagna sui social fingendosi preoccupato per me ma se mi trova potrebbe uccidermi, ne sono certa. Dunque mi salvo la vita è la salvo a mio figlio. Non lascerò che quel mostro possa raggiungerci.

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Personale/Politico, Salute Mentale

Disturbi alimentari: psichiatra non sa che pesci prendere

Le racconto di ciò che sto vivendo: periodi di digiuno e abbuffate con vomito. Lei dice che dovrei andare a careggi dove sono stata in cura per sei anni e mi hanno imbottita di farmaci che mi toglievano lucidità. Ho spiegato che sono stata bene solo quando una specializzanda ha deciso di darmi una mano ma era lei a farlo, per sua iniziativa e non la struttura. Andata via lei non sono stata bene e poi è arrivata la pandemia. Loro non ti cercano, non ti contattano, solo asl può farlo e careggi è peraltro lontanissima e io non posso muovermi. La mia situazione è cronicizzata e se non perdo peso perdo le ginocchia del tutto. Non mi fido di loro. Il csm non mi offre nulla che possa aiutarmi salvo: vai lì con quelli cognitivi comportamentali che volevano normalizzarmi il pensiero per rendermi sana. Non ci sono riusciti e ho provato a tenere lo stupido diario che leggevano, poi a prendere farmaci, poi a fare rieducazione alimentare ma nessuno si è interrogato sul perché il mio metabolismo fa cilecca anche se mangio un po’ di pasta scondita in un giorno. Non so cosa fare. Prenoterò visita presso una dietologa asl e chissà che non trovi una che possa capirci qualcosa. Sono a terra ma non mi arrendo. Voglio stare bene ma non riesco a deambulare e le ginocchia scricchiolano sotto il mio peso eccessivo. Non posso fare un passo senza avere il fiatone e non posso muovermi perché ginocchia e caviglie vanno in frantumi. Ortopedico dice: devi perdere peso. Maddai? Come? Esami del sangue fissati. Vedremo. Se mi trovano altre patologie non so che fare. E qui sono al buio, blackout palazzo e ventilatore spento. Mi siedo in doccia e resto li ad abitare.