Antisessismo, Autodeterminazione, Contributi Critici, Personale/Politico, R-Esistenze

Agli uomini viene chiesto di essere “tipi forti e silenziosi” e questo li sta uccidendo, parola di Henry Rollins

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Antida e Maddalena del Gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

di Henry Rollins

In “The Man They Wanted Me To Be” – L’uomo che volevano che io fossi – Jared Yates Sexton esplora la cultura della mascolinità tossica in America.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Contributi Critici, Personale/Politico, R-Esistenze

Il mio corpo è sacro: toccami

di Ethan Bonali (da GayPost.it)

Alla mia compagna, una futura psicologa ed una alleata, capace di affrontare la mia rabbia e farmi riflettere.

L’entomologo seziona l’oggetto dei propri studi senza partecipazione emotiva.
Per quanto sia apprezzato dalla propria comunità scientifica, egli non avrà mai la visione della bellezza del minuscolo e delle sfumature. Tratterà, sebbene con parole auliche, di involucri.
Questa è la sensazione che ho avuto leggendo l’articolo del 13 luglio di Sarantis Thanopulos, psicoanalista, sul Manifesto.
Penserò, e soprattutto sentirò, che il rapporto psicoanalitico, è un rapporto di amore.
Non vi è nessun raporto d’amore con chi non conosce e non immagina.
Non vi è nessun rapporto d’amore con chi non rinuncia al potere.

Cosa dice la comunità scientifica

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Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Quando le forze dell’ordine scoraggiano le denunce di violenza di genere

Lei scrive:

Ciao Eretica, ho riflettuto molto se raccontare la mia storia o meno, ma alla fine ho deciso di condividerla, sperando sia di trovare conforto, che magari, di darlo.
La mia non è stata una vita facile, ho avuto problemi in famiglia fin da piccola e durante l’adolescenza ho iniziato con l’autolesionismo. Solo da qualche mese, quasi trentenne, ho iniziato a farmi seguire da una psicologa, a seguito della storia che sto per raccontarti.

Sono stata per molti anni con un ragazzo che stava dall’altra parte dell’Italia, mi fidavo di lui, lo consideravo l’amore della mia vita. Facevamo progetti, fantasticavamo sul futuro e così via.

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Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze

Storia di M., prima persona intersex al mondo a sporgere denuncia per mutilazioni

Attenzione a chi è sensibile a storie di violenza

Fin dai primi giorni di vita, riceve dosaggi di ormoni. Tra il 1980 e il 1993, l*i subisce 5 interventi chirurgici invasivi. M. dovrà seguire dei trattamenti a vita e non potrà avere figli.

Di Aude Lorriaux

Articolo apparso il 10/4/2019 su slate.fr – traduzione di Antida, Marika, Elisabetta del gruppo di lavoro Abbatto i Muri

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La posta di Eretica, MalaRazza, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

MalaRazza e il politico molesto

Ho lavorato per qualche anno come impiegata in un gruppo politico. C’era un deputato, tutto slogan cristiani al mattino e famiglia ore pasti, che cominciò a strofinarsi su di me quasi per caso. Non avevo capito ma, poi, un giorno, mi aspettò nell’atrio, dove stava la fotocopiatrice, e approfittando del fatto che tutti fossero in pausa pranzo si avvicinò a me, mi avvinghiò e mi costrinse a sentire da vicino il suo alito di sessantenne mentre mi dava un bacio sulla fronte. Era eccitato, gioioso, io rimasi paralizzata. Non dissi nulla. Eppure ero stata in grado di difendermi in passato ma erano miei pari e non miei datori di lavoro. L’atteggiamento ambiguo e viscido di un datore di lavoro è quello che sicuramente spinge una donna molestata ad avere il terrore di denunciare. Se lo fai ti licenziano. Se non lo fai vuol dire che ci stai. Se lo fai gli altri possono dire che te la sei cercata, vestita com’eri. Se non lo fai significa che sei disponibile.

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MalaRazza e la fila all’ufficio postale

Oggi il caffè sa di merda. Non so perché. A volte l’acqua ha un cattivo sapore e noi beviamo acqua che viene fuori dal rubinetto. Fresca e piena di cloro. Una delizia. Non possiamo fare altrimenti. Devo andare a pagare una bolletta, quella del telefono. La cifra standard che paghi solo per avere il telefono in casa e l’abbonamento con la connessione. Se doveste chiedermi dove si trova l’apparecchio direi che non lo so. Non telefoniamo mai e riceviamo poche chiamate, più spesso da parte di persone che ci offrono delle cose che non vogliamo. Con gentilezza, a volte con esasperazione, mettiamo giù. Una volta alzavi il telefono ed eri certa di sentire una voce amica. Parlavi del più e del meno. Ora possono essere solo due categorie di persone. Venditori o creditori.

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MalaRazza e la cena con gli amici precari

Cena, siamo in cinque. Tutti precari, pressappoco della stessa età dai 37 ai 40 e rotti. Noi abbiamo solo un ripiano con due sedie e quindi si finisce per sedere per terra ma va bene lo stesso. Siamo ecologici e usiamo i piatti in ceramica che poi laveremo. Dopo i convenevoli si salta subito alla situazione di ciascuno di noi. Io guadagno quasi niente, come ho già raccontato, il mio compagno ha un piccolo stipendio da operaio che dovrebbe coprire quasi tutte le necessità. Chiediamo per curiosità se qualcuno di loro ha preso il reddito di cittadinanza, la famosa spinta all’economia che ogni tanto i politici pubblicizzano quando sulle prime pagine dei giornali si parla di poveri discriminati e ricacciati indietro o che non trovano neppure un posto per dormire, senzatetto. La nostra amica è stata fortunata: è riuscita a superare un concorso per entrare in un ente locale ma il patto era che non avrebbe guadagnato mai un soldo di straordinario. Non ha la qualifica adatta, dicono. Prende 1300 euro lorde, e al netto, dato che paga le tasse, fate un po’ voi.

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MalaRazza e l’aborto precario

Avevo detto che vi avrei raccontato del mio aborto. Io e il mio compagno convivevamo da due anni e nonostante le precauzioni, all’improvviso, sbam! Io ero tentata ma avevamo deciso insieme che la nostra situazione era davvero impossibile. Non potevamo permetterci un figlio. Io troppo precaria e lui troppo impegnato nel lavoro per poter darmi una mano. Mi ha detto: se non sono in grado di pensare a noi due come vuoi che pensi anche ad un figlio? Certo, mi piacerebbe, ma tu sai come siamo messi. Non possiamo. E io sapevo che aveva ragione. Ha sempre avuto ragione. Conosceva i miei limiti e gli avevo detto che non avrei cresciuto un figlio da sola e che ancora ero troppo precaria, non potevamo contare su nessuno, non ce l’avremmo fatta.

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