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Una riflessione sulla campagna #me-too: è il contesto che normalizza la violenza di genere

Lei scrive:

Cara Eretica,

Spero di riuscire, scrivendo, a mettere da parte un po’ della rabbia che mi invade quando leggo e poi ripenso ai commenti e alle reazioni che imperano sulla stampa e sui social italiani in merito al sistema di abusi sessuali, ricatti e potere che è in questi giorni venuto alla ribalta sulla stampa internazionale.

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Sessismo politicamente corretto

di Beatrice Toniolo

E’ iniziato tutto con la serie tv American Crime Story – The People vs OJ Simpson di FX, protagonista Sarah Paulson, che adoro. La premessa alla base di questa collana di serie tv è che ognuna tratterà di fatti realmente accaduti adattandoli quanto basta per incontrare il gusto del pubblico. Che scegliessero in caso di OJ Simpson era quindi una scelta logica. Qua in Italia a dire Simpson pensiamo ad altro, soprattutto coloro che hanno meno di trent’anni, perché o erano troppo piccoli, oppure non erano proprio nati quando i telegiornali di tutto il mondo seguirono il processo di Los Angeles. Cosa successe dunque? L’eroe del football americano, l’Afroamericano OJ Simpson ammazzò l’ex moglie ed un suo amico la notte del 12 giugno 1994. E la fece franca grazie ad un team di avvocati che ha fatto leggenda, dando vita alla battuta (che più o meno tutti avremo sentito una volta nella vita) “Non ti salverebbero nemmeno gli avvocati di OJ Simpson!”. E questa battuta era tutto ciò che sapevo in merito ad un evento successo quando avevo 8 anni.

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Femminismo, Islam e confusione

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Sequence frame showing a woman visibly distressed passing the scene of the terrorist incident on Westminster Bridge, London. Pictured: Medics and passers by treat a victim on Westminster Bridge, London Jamie Lorriman mail@jamielorriman.co.uk http://www.jamielorriman.co.uk 07718 900288

 

di Beatrice Toniolo

Dell’attacco terroristico di Londra, nell’immginario collettivo è rimasta una sola immagine probabilmente: la foto scattata da Jamie Lorriman che ritrae una donna musulmana passare accanto ad un ferito sul Westminster Bridge. Mezzo mondo si è subito indignato, inveendo ed insultando quella donna, la cui unica colpa era ovviamente una sola: indossare il velo, ergo musulmana.
La verità è emersa praticamente subito e lo stesso fotografo ha rilasciato interviste per chiarire che la protagonista di quell’immagine era visibilmente scossa e non, come mezzo occidente ha maleinterpretato, indifferente alla tragedia.

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Thordis Elva e Tom Stranger: “La nostra storia di stupro e riconciliazione”

 

Dopo aver pubblicato una doppia intervista per spiegare quel che è stato raccontato su Ted, nel corso di un talk in cui stupratore e stuprata hanno parlato di quello che era successo, ci è stato chiesto di tradurre il contenuto del titolo e Beatrice Toniolo l’ha fatto. [Read more…]

#DonneDellEst #ParliamoneInsieme: il sessismo non sta solo in un programma Rai!

Il programma “parliamone insieme” (delle cavolate sessiste condite di stereotipi razzisti) è stato eliminato, con gioia di chi ha richiesto il provvedimento. Orrenda la puntata come orrende lo sono tante. Qui, però, si è alzato il muro di polemiche che trova sessismo nelle cose evidenti, come questa, e invece lascia intatti altri spazi e momenti in cui, per esempio, si parla per ore della facoltà delle donne di poter “tradire” il marito, delle ragazzine di vestirsi in un certo modo o della gioventù bruciata che va nelle discoteche e amoreggia, con biasimo estremo nei confronti dei genitori. Si lascia lì ogni momento in cui si esalta la maternità vissuta da donne che la praticano come se altrimenti non fosse possibile meritare la laurea in santità. Momenti di beatificazione per la famiglia etero/patriarcale, per l’omofobia mascherata da legittima “opinione”, per la vergine prima del matrimonio o momenti di linciaggio nei confronti di donne delle quali viene gossippato ogni singolo elemento delle loro vite private. Donne che si scusano, in diretta tv, per aver fatto questo e quell’altro, in uno schema che educa le donne ad essere sempre e solo in un certo modo, esistendo per il soddisfacimento maschile e per la gloria della mentalità nazional/popolare.

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Mamme degeneri e altre catastrofi: sulla madre del sedicenne suicida

Quando eccessiva è l’emozione, non controllo la tecnica. La mia narrazione si frammenta, come forse il suo stesso oggetto richiede, non essendo alcune questioni meritevoli di essere trattate come monoliti, ma come mosaici in cui ogni tassello racconta la propria storia, e la storia dei propri incastri.

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Dell’analogia giornalistica tra la roba vecchia e la moglie lanciata dalla finestra

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Update: l’articolo è stato modificato e si trova sul sito de Il Messaggero nella versione che potete vedere QUI

Si tratta di un tentato omicidio. Un tale ha massacrato di botte la moglie e poi l’ha buttata dalla finestra. Lei è sopravvissuta, almeno per quel che se ne sa, ma chi ne scrive nell’articolo de Il Messaggero trova utile ironizzare facendo analogie tra la roba vecchia lanciata la notte di capodanno e la moglie del violento, tra i botti del capodanno e quelli di chi litigava in quella casa.

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#Parma – Perché i media non rispettano le vittime trans?

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di Ethan Bonali

Siamo uomini occidentali, la legge è alla base del nostro ragionare. La legge ci definisce tutti ma per le persone trans* il meccanismo è molto più visibile. Nel lessico usato dalla stampa non c’é traccia di carità ma vi è la persistenza della legge. La legge definisce Kelly come uomo relegandone la vera identità all’ambiente trans della prostituzione. L’identità diventa un travestimento per lavorare e non la causa che spinge delle persone ai margini. Abbiamo il capovolgimento della realtà che è tipico dei sistemi di discriminazione. Se ne rendono conto i giornalisti?

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