Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Vi racconto com’è abortire in un Paese in cui l’aborto è illegale

Lei scrive:

Carissima,

condivido la mia esperienza dopo aver letto, qualche giorno fa, la storia della ragazza di Roma che ha abortito, testimonianza che ho letto cercando di sospendere il giudizio e con gratitudine verso la persona che ha deciso di condividere un vissuto così intima. Spero che in qualche modo la mia esperienza possa apportare un contributo alla discussione e ringrazio chi avrà voglia di leggermi.

La mia esperienza ha avuto un impatto molto forte in tutte le sfere della mia vita, iniziando dal fatto che ho abortito in un Paese in cui l’aborto è illegale, proibito in ogni situazione, anche se è a rischio la vita della madre, anche se la gravidanza é la conseguenza di una violenza. Ho 29 anni e da tre vivo, per motivi di lavoro, in un Paese dove i diritti sessuali e riproduttivi delle donne sono una questione di classe, dove il corpo delle donne è sottoposto ad una violenza istituzionale inaudita.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Legge Merlin: il reato di favoreggiamento punisce le sex worker. Corte Costituzionale=Paternalismo di Stato

Alcune persone che ci seguono ci chiedono come mai in questi giorni si parla della Legge Merlin, quella contro le case chiuse per intenderci, e di cosa si parla in realtà.

Detto semplicemente: la legge Merlin dichiarò illegali le case chiuse, volute in epoca fascista a gestione di maitresse con le prostitute a lavorarvi dentro. Le legge dichiarò illegale lo sfruttamento della prostituzione, ovvero di chi ci guadagna sfruttando chi la esercita, in special modo se si tratta di minorenni. La legge istituisce anche il reato di favoreggiamento ed induzione alla prostituzione. Indurre alla prostituzione significa portare una persona ad esercitarla e favorirla significa agevolare l’esercizio della prostituzione.

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Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

#SalviniOdiaLeDonne – Linciata una avanti un’altra (Solidarietà a Laura Boldrini)

A mente fredda, dato che non mi piace fare le cose a metà, sono andata a rovistare sulla pagina di Salvini e dopo aver scandagliato la sua tecnica di comunicazione (manifestazione antirazzista riuscitissima a milano e sulla pagina si istiga odio mettendo sul piatto un crimine compiuto da immigrato) sono arrivata alla conclusione che non solo egli teme le donne che alzano la testa ed esprimono critiche antirazziste ma gioca a mortificarle dandole in pasto ai suoi fan razzisti, sessisti e misogini. Sto solo constatando quel che vedo. Tra tanti post letti sulla sua pagina non ce n’è uno che pigli in giro un uomo. I maschi che non gli piacciono (tipo quelli dei centri sociali o quelli di pelle nera) sono definiti criminali, ma sono le donne ad essere messe in ridicolo. Solo le donne subiscono quel preciso trattamento.

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Antiautoritarismo, Critica femminista, R-Esistenze

Sentenza di Bologna: il femminicidio non si previene con la galera

La sentenza di Bologna. Non ho letto le motivazioni ma solo quello che dicono i giornali e dunque ci sono tante cose che non possiamo sapere. Quello che so è che come previsto ha scatenato un’ondata di indignazione da parte di chi ritene che il carcere sia una soluzione. Non è la motivazione, l’attenuante della gelosia, che ha indignato la maggior parte delle persone, quanto piuttosto il fatto che la pena sia stata ridotta a 16 anni. Ma non è forse questo il tempo medio passato in carcere da chi uccide la moglie? 15 anni, a volte 10. Dipende da tante cose e questo riguarda poco il fatto che il femminicida sia stato coinvolto in un programma di reinserimento della società. Il carcere è un strumento di controllo sociale, serve a gettarvi dentro la gente come immondizia affinché la società possa deresponsabilizzarsi per quel che succede. Ma per noi che ci occupiamo di cultura quanta differenza può fare se un femminicida passa in carcere trenta o sedici anni? Nessuna. Il carcere non è un deterrente. Il carcere non risolve ed è infatti una questione che interessa a chi applica un metodo giustizialista su quel che dovrebbe invece essere risolto in termini di prevenzione e educazione al rispetto dei generi.

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Antiautoritarismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Femminismo Bianco, Eugenetica e sterilizzazioni forzate delle donne di colore

Testo originale QUI. Traduzione di Isabella.

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L’abito delle donne bianche

(donne bianche in maschera)

DI SHERRONDA J. BROWN

Questo scritto contiene ampi riferimenti alla violenza riproduttiva e alcuni cenni sulla violenza sessuale.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Decathlon e l’hijab: la Francia è impazzita

 

Di Ilyes Ramdani (QUI l’articolo in lingua originale. Traduzione di Gisella, revisione di Elisabetta del Gruppo Abbatto i Muri).

 

La polemica alimentata dai responsabili politici di «République en marche» e del partito «Les Républicains» hanno spinto Decathlon a rinunciare alla commercializzazione dell’«hijab da corsa». Ben lontano dall’essere un semplice aneddoto, l’episodio è sintomatico della nevrosi che colpisce una parte della società francese in tema di Islam e velo. 

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Faccio la sex worker e l’otto marzo parteciperò allo sciopero delle donne

Lei scrive:

Cara Eretica, sono una donna di 36 anni che nella vita ha fatto di tutto per essere indipendente. Sono stata fin da subito disposta a viaggiare per lavoro, sono andata ovunque e ho fatto qualunque cosa. Però non ne ho ricavato nessuna stabilità ed è stato un po’ come vivere alla giornata. Ho deciso perciò di fare la sex worker e quello che non mi aspettavo era il giudizio di donne più grandi di me che pensano di sapere quello che dovrei fare con il mio corpo.

Ho detto subito alle mie amiche cosa avevo scelto di fare e ho portato la mia esperienza nelle riunioni e nella vita di tutti i giorni. Sapete qual è stato il danno maggiore? Quello che mi hanno procurato queste donne perbene che non fanno che giudicarmi e colpevolizzarmi. Naturalmente l’otto marzo io sciopererò e parteciperò alle manifestazioni che saranno organizzate ma non mi piace sentirmi giudicata e quindi sceglierò come sempre di stare con le mie amiche transfemministe e queer.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Care amiche: non fate figli. La rivoluzione inizia da un rifiuto!

Da varie città d’Italia arriva segnalazione della presenza di manifesti con slogan omofobi e razzisti siglati da, indovinate un po’, nientemeno che quella organizzazione di buontemponi nostalgici fascisti di Forza N-Uova. In questi manifesti sono riuniti tre concetti chiave della loro propaganda da Dio/Patria/Famiglia: il controllo del corpo delle donne a scopo riproduttivo affinché diano figli alla patria, con relativo premio alla miglior partoriente secondo il Duce (immagino), affinché collaborino al progetto di pulizia etnica (figli italici, giammai figli di immigrati), affinché affermino che l’unico modello di famiglia esistente è quello etero basato su stereotipati ruoli imposti dalla croce biologica.

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