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A me preoccupa l’evocazione della repressione per un cunnilingua in piazza

In Piazza San Domenico, a Napoli, una ragazza ha goduto di un cunnilingua. E chiunque normalmente dice di se’ che punta alla massima libertà sessuale, inclusi i masculiddi che arrubbano le fotografie in bikini delle donne sconosciute e poi dicono che ne hanno diritto perché il godimento è d’uopo se la foto è online, pure se pubblicata in privatissimo, tutti questi umani improvvisamente si sono trasformati in preti.

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Non Una Di Meno – da movimento in partito? Eccovi il richiamo al: sapevi con chi avevi a che fare e mo ti rassegni!

Dopo il mio post di riflessione a contributo della discussione su quel che accade nelle dinamiche interne a Non Una Di Meno trovo un commento al quale ho risposto velocemente ma rinviando ad un’altra analisi politica e lettura delle pratiche NON condivise che in tante subiamo. Tante, voglio dirlo, non solo io sono perplessa su quel che sta avvenendo.

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Decine di milioni di euro per braccialetti elettronici non utilizzati. Perché non spenderli per prevenire la violenza di genere?

45 milioni di euro, tanto costa la spesa per noleggio, manutenzione e gestione operativa di circa 12.000 braccialetti elettronici. Alla gara si presenta ancora Telecom che aveva la gestione tra gli anni 2001 e 2011, con l’uso effettivo di soli 14 pezzi su un totale di 400, al modico costo di 10 milioni l’anno. Nel 2013 poi con il decreto svuota carceri si passò da 400 a 2000 pezzi con appalto gestione rinnovato sempre a Telecom. L’accordo fu rinnovato fino a tutto il 2018. Da allora hanno usato pochi braccialetti e solo uno per le finalità previste, ovvero per impedire l’avvicinarsi di uno stalker negli spazi, nei dintorni in cui vive la vittima, dopo che lo stalker era stato allontanato a causa di gravi lesioni e minacce dalla casa familiare. 1 su 2000, con invariata spesa ovviamente. Ma le richieste paiono tante dunque si decide di aumentare la spesa, per l’appunto, fino a 45 milioni.

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#Pisa #sgombero del Mala Servanen Jin – Casa delle donne. Il silenzio non è degli innocenti!

Abbiamo seguito lo sgombero della Mala Servanen Jin – Casa delle donne che combattono avvenuto mercoledì a Pisa. A loro dedichiamo grandissima solidarietà.

Sulla loro pagina fb trovate video, foto, comunicati e altro.

QUI potete vedere un video che è importante far girare.

C’è una raccolta firme che hanno lanciato oggi in sostegno della riapertura dello spazio.
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Discussione pornopolitica sui vaccini

Salve, sono Eretica e sono sempre quella che non tollera ricatti emotivi, toni viscerali e campagne prodotte da varie tifoserie che alimentano emergenzialità alla quale consegue sempre e comunque una scelta autoritaria.

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The handmaid’s tale: la serie tv che racconta l’oppressione delle donne

The handmaid’s tale, in italiano Il Racconto dell’Ancella, romanzo ambientato in futuro distopico scritto da Margaret Atwood, è una nuova serie televisiva voluta, prodotta e promossa, dal canale Hulu attraverso il quale potete fruirne la visione pagando un abbonamento simile a quello che si paga per Netflix. Attesissimo negli Stati Uniti e in tutte le nazioni anglofone in cui il pubblico con una minima coscienza critica sulle questioni di genere è realmente interessato alla trama, non è invece richiesto e neppure pubblicizzato a partire dai canali italici. Siamo l’Italia in cui la ministra alla sanità promuove, attraverso campagne alquanto discutibili, il Fertility Day e non mi aspetto che la serie tv qui abbia un grande seguito. Tuttavia sono convinta che la crudezza delle immagini e l’incisività della storia interesseranno moltissimo tante persone che hanno la vista un po’ più lunga del proprio naso.

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#Bari: cacciata dalla città per un’occupazione utile a migranti e precari

Lei scrive:

ciao, dopo aver passato dei giorni difficili, ho scritto questa lettera per raccontare la mia storia, perchè non ho più voglia di rimanere in silenzio.

Quella che sto per raccontarvi è un’ordinaria storia di repressione. Comincia sei anni fa, quando a Bari fu occupato uno spazio abbandonato dalla Provincia. L’occupazione si chiamava Villa Roth ed era un posto meraviglioso, uno spazio sia abitativo che sociale in cui vivevano famiglie migranti, senzatetto italiani, student* e precar*, fra quelle mura eravamo una grande famiglia e abbiamo costruito iniziative musicali, politiche, sociali. Siamo stati bene e abbiamo fatto del bene, e non mi pentirò mai di questa scelta.
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Guarda chi si rivede: le Snoq che parlano di Gpa e anticapitalismo (ah ah!)

Mio il corpo, mia la scelta

 

Ieri a Roma si è svolto un convegno del movimento per la vita contro la gestazione per altri organizzato da Se Non Ora Quando Libere, ovvero quel che di peggio resta (ovvero il nulla) di Snoq dopo la scissione tra i comitati cittadini con Snoq Factory e il comitato centrale formato da Vip e Diessine e non solo, con quella trasversalità politica donnista fatta di aventi figa la cui democraticità è nota soprattutto alle ex snoq le quali si vedevano piovere di tanto in tanto, con apparizioni simil madonnesche, comunicati sulla posizione nazionale decisa dall’alto sui temi più svariati.

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Gpa: discutiamo, ma basta divieti

di Angela Azzaro

L’ennesimo appello firmato da alcune donne e da qualche uomo contro la gestazione per altri/altre, a seguito della sentenza di Trento che riconosce la doppia gentiorialità a una coppia gay che aveva ricorso alla gpa, mi ha veramente colpito. Nel metodo e nel merito. Penso che se si continua ad alimentare lo scontro tra diverse posizioni non si vada da nessuna parte, ma si faccia solo male a quelle famiglie che già esistono e che sono costituite da due madri e soprattutto da due padri che sono, come si sa, il vero oggetto del contendere. Inutile firmare appelli: queste famiglie esistono, vivono, desiderano, pretendono diritti. Non è scrivendo contro di loro che si risolve la questione. Si fa solo del male alle persone in carne e ossa: agli adulti, e soprattutto a quei bambini che – vi piaccia o meno – sono nati con la gpa.

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