Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, R-Esistenze

Campagna elettorale? Questa è una guerra contro la gente antifascista!

Questa non è una campagna elettorale. E’ una guerra. Contro gli antifascisti, contro chi va in piazza per dire no ai fascisti di gruppi che non dovrebbero neppure esistere, contro chi esprime solidarietà ai migranti, contro chi dice ai fascisti della Lega che il loro odio fa letteralmente schifo, contro chi dice ad alta voce che i fascisti devono smetterla di usare le donne stuprate per fare propaganda contro gli stranieri.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

#Firenze: “Fiera di essere la madre di una di quei *teppisti*”

Da Firenze dal Basso

La lettera ai giornali della madre di una delle tante ragazze scese in piazza contro Salvini la scorsa domenica

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Antiautoritarismo, Attivismo, R-Esistenze, Report Militanti

Testimonianza sulla violenza della polizia il primo maggio a Torino

Da Non Una Di Meno Torino:

La testimonianza di una nostra compagna sulla violenza della polizia al Primo Maggio di Torino.
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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze

Decriminalizzare il sex work è una questione di sopravvivenza (per i/le sex workers)

Illustrazione di Lauren Walker

Articolo scritto da Jordan N. DeLoach

In lingua originale QUI. Traduzione di Egle del Gruppo di Abbatto i Muri.

I diritti dei/le Sex worker sono legati alla giustizia razziale e di genere, ed è il motivo per il quale la legge sulla “decriminalizzazione” di D.C è cruciale.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

La violenza nella famiglia tradizionale e cristiana

Lei scrive:

Cara Eretica, voglio condividere la mia esperienza su un’infanzia caratterizzata da maltrattamenti e violenze. Non solo in famiglia ma anche all’esterno. L’unico luogo di socializzazione in paese era la chiesa e per me è stato un calvario. Lo consiglio a tutti perché se ne esci viva poi capisci quanto la religione massacra le donne. Nel mio caso le bambine.

I miei erano religiosi a modo proprio e mi hanno mandato da piccola dalle suore, a pagamento. Queste arpìe non solo davano bacchettate sulle mani ma mi obbligavano a pulire. Questo per loro era educativo, come se non bastasse l’educazione patriarcale ricevuta a casa. Un giorno ebbi un incidente perché ci portarono nella loro terrazza che era piena di chiodi e attrezzi edili. Per nascondere la cosa mi fasciarono il piede senza neppure farmi l’antitetanica. Dopodiché mi dissero di rivolgere preghiere a Dio. Nella mia classe c’erano anche i bambini ed era vietato interagire con loro. Poi per fortuna i miei mi trasferirono alla scuola statale.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Cos’è il “femonazionalismo”?

L’accademica Sara Farris parla della “strumentalizzazione” delle donne migranti in Europa da parte dei nazionalisti di destra – e dei neoliberali.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Contributi Critici, Critica femminista, R-Esistenze, Ricerche&Analisi

Il corpo delle donne nella retorica securitaria

Questa è una tesina che Bianca ha scritto per il corso di politiche di genere dell’università di Padova. Questo lavoro ha per oggetto il corpo delle donne e l’uso strumentale che di esso viene fatto nella retorica securitaria e nella conseguente messa in atto di politiche di stampo emergenzialista e repressivo in Italia. Partendo da un caso specifico, l’omicidio di Giovanna Reggiani nel 2007, intende evidenziare il rapporto tra costruzione degli allarmi socialmente indotti e la strumentalizzazione del corpo femminile come elemento di legittimazione delle politiche securitarie. Lo scopo del presente lavoro è offrire degli spunti di riflessione per provare a smontare la retorica securitaria che vorrebbe vederci costrette a vivere nella costante paura, a non camminare per strada da sole, a non vestire in un certo modo; quella retorica che nel nome di una presunta maggior sicurezza vorrebbe legittimare la “caccia allo straniero”.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Vi racconto com’è abortire in un Paese in cui l’aborto è illegale

Lei scrive:

Carissima,

condivido la mia esperienza dopo aver letto, qualche giorno fa, la storia della ragazza di Roma che ha abortito, testimonianza che ho letto cercando di sospendere il giudizio e con gratitudine verso la persona che ha deciso di condividere un vissuto così intima. Spero che in qualche modo la mia esperienza possa apportare un contributo alla discussione e ringrazio chi avrà voglia di leggermi.

La mia esperienza ha avuto un impatto molto forte in tutte le sfere della mia vita, iniziando dal fatto che ho abortito in un Paese in cui l’aborto è illegale, proibito in ogni situazione, anche se è a rischio la vita della madre, anche se la gravidanza é la conseguenza di una violenza. Ho 29 anni e da tre vivo, per motivi di lavoro, in un Paese dove i diritti sessuali e riproduttivi delle donne sono una questione di classe, dove il corpo delle donne è sottoposto ad una violenza istituzionale inaudita.

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