Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Donna. Disobbediente. Cattiva. Egoista

Non scegli la famiglia in cui nascere. Ti capita. Ecco tutto. A me è capitata una famiglia con un padre furioso e una madre al suo servizio, martire e sacrificata “per il bene dei figli”. Quando sono rimasta incinta non c’era niente che mi facilitasse l’idea di abortire e così ho partorito, attorniata da gente che mangiava confetti e confezionava copertine del colore adatto al sesso biologico della prole. Un parto doloroso e poi la sorpresa: non somigliavo affatto a mia madre. Non mi piaceva il martirio, il sacrificio, perciò ero egoista. Molto egoista. Talmente egoista da scegliere di ribellarmi all’altro padre padrone che entrò nella mia vita grazie ad uno spermatozoo e all’esaltazione del modello femminile sponsorizzato ovunque.

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

L’uomo consolazione

In quest’epoca in cui la parola femminismo è tanto maltrattata e l’idea di donna che ha acquisito qualche diritto è inficiata dall’eccesso di doveri che una donna cumula per garantirsi il diritto alla “propria differenza sessuale” (grazie anche alle femministe della differenza, ma proprio grazie eh!), a me pare ovvio che i vari “sposati e sii sottomessa” possano assumere un certo appeal.

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Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

#Monterotondo: legittima difesa. Ma perché i paternalisti parlano di bellezza e virtù dell’accusata?

Io non so come sia andata la storia della ragazza di Monterotondo, quella per cui si ipotizza la legittima difesa dopo la morte del padre dal quale l’intera famiglia, madre e sorelle, dovevano difendersi perché era un individuo violento. Mi sono soffermata a leggere del fatto che tutti sapessero ma nessuno aveva fatto nulla. I vicini di casa, i conoscenti, i parenti, Qualcuno che avrà visto i lividi o avrà sentito le urla? Ma si sa che i panni sporchi si lavano in famiglia e che tra moglie e marito non si osa mettere il dito. Quel che è certo è che a questa ragazza è toccata una sorte pessima perché non avrebbe dovuto essere costretta a difendere se stessa, la madre e le sorelle. Non avrebbe dovuto sostituirsi a nessuno. Invece ci si è trovata in mezzo e chi ha vissuto fatti violenti in famiglia sa perfettamente come capita quando l’ommu ‘i casa prende un oggetto e te lo lancia addosso, strattona tua madre o tua sorella o picchia tuo fratellino piccolo perché ha respirato con note che non gli suonavano giuste, manco fosse un direttore d’orchestra dei respiri familiari.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

La famiglia tradizionale? Io avrei preferito non nascere

Lei scrive:

Ciao a tutta la redazione di abbatto i muri.
Desidererei rimanere anonima, vi ringrazio.

Oggi vi racconterò il perché l’aborto è un importante diritto che le donne devono essere libere di utilizzare quando non vogliono il figlio che hanno concepito.
Io ho 23 anni, ho sofferto per 20 di questi e oggi mi porto ancora dietro i problemi di quei 20 anni passati a soffrire.
La mia mente è a soqquadro, il mio cervello mi sembra una viscida poltiglia nera che mi cola amara giù per la gola quando ricordo tutto il male che ho subito, solo per il fatto di esistere. Solo per il fatto di essere nata contro la volontà di mia madre.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Mio padre ha molestato la mia amica. A qualcuno importa come sto io?

Lei scrive:

Una mia cara amica ha accusato mio padre di molestie sessuali ripetute nel corso del tempo. Io non sono rimasta troppo stupita dalla dichiarazione, in fondo a me stessa sapevo che poteva fare cose del genere. Sono stata molto male, ho pianto, urlato, non dormivo, avevo la nausea e un nodo allo stomaco che non passava mai. Ho litigato con mio padre.

Ho litigato con tutti, ho allontanato la mia cara amica. Mi sentivo malissimo, non riuscivo a pensare a niente altro. Mio padre disperato piangeva e tra le lacrime diceva non è vero niente, non è vero niente, almeno tu che sei mia figlia aiutami, difendimi dalle accuse.

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Autodeterminazione, Critica femminista, Culture, R-Esistenze, Recensioni

Contro i figli, Pamphlet di Lina Meruane

recensione di Virginia

Meruane descrive con tono brillante ma intessuto di partecipazione le violente pressioni cui ogni donna è sottoposta nel sistema patriarcale e capitalista occidentale per costringerla a procreare. Il pamphlet è punteggiato da preziosi rimandi e citazioni di scrittrici, soprattutto sudamericane (ma non solo). Ogni capitolo si muove attorno ad un tema ed ogni capitolo lascia qualche ricordo felice, perciò vorrei brevemente annotare quello che mi piace di più di ciascun capitolo.

Nel primo capitolo “La macchina sfornafigli”, da diverse angolazioni e con toni anche divertenti – i ragazzini del piano di sopra che ballano il tip tap – emerge la posizione indiscutibilmente “dovuta”, contro ogni logica razionale, che il Figlio ha assunto nell’immaginario collettivo odierno: “l’insistente ticchettio del dettame sociale: ormoni e sermoni sulla riproduzione si sommano, facendo sì che la maternità come obbligo diventi difficile da evitare”. E’ contro i Figli e non contro le bambine e bambini che disserta Meruane, non contro i tanti piccoli che arrivano dai luoghi più martoriati del pianeta, piccoli (o grandi) che potrebbero essere accolti in relazioni familiari: questa è un’altra storia e altri libri e il pamphlet si scaglia invece contro la figura del Figlio-Di-Sangue, contro il “destino materno normalizzato e naturalizzato”.

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Come devo chiamare mio padre? Morboso pedofilo?

Lei scrive:

Ciao a tutt*. Vorrei porvi delle domande su una mia situazione molto personale per avere un riscontro esterno. Vi prego di avere sensibilità e usare toni consoni perché è un tema delicato e mi è molto difficile parlarne.

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“Non riuscivo a trovare famiglie LGBTI in situazioni normali nei libri per bambini, e così ne ho scritto uno”.

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Cecilia del gruppo Abbatto i Muri.

Mark Loewen non trovava libri per bambini che rappresentassero nella vita di tutti i giorni le famiglie arcobaleno.

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