Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Lo stupro non sarà mai amore

Articolo di Iris Pase (pubblicato su NewsMavens, Europe) -(traduzione di Angela del gruppo Abbatto i Muri)

“Una giovane donna italiana sostiene di essere stata violentata all’età di 13 anni, ma un quotidiano italiano ha minimizzato la sua esperienza come una “storia d’amore” fallita”.

Mercoledì 3 marzo Il Corriere Adriatico, un giornale locale che tratta casi provenienti dalle Marche in Italia, ha pubblicato la storia di una giovane donna che ha fatto pressioni e chiede 50.000 € di risarcimento dal suo presunto stupratore.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Sono la mamma di un ragazzo accusato di stupro e dico basta!

Questa è una lettera particolare che noi abbiamo inserito nella categoria delle #beddamatresantissime. Poi diteci che ne pensate.

Lei scrive:

Salve Abbatto i Muri. Vi scrivo perché mi sento chiamata in causa ogni volta che si parla di un ragazzo accusato di stupro. Io e mio marito ne abbiamo abbastanza di tutte le accuse delle femministe e spero che non cestinerete questa lettera solo perché non sono d’accordo con voi. Il punto è questo: due anni fa, quando mio figlio aveva sedici anni, un gruppo di bulli l’ha picchiato e mandato all’ospedale. Abbiamo chiesto il perché e lui non ha voluto dire niente. Poi abbiamo saputo che la mandante, se così si può dire, era una ragazza anche lei sedicenne che lo aveva accusato di averla molestata. Nessuno si è premurato di capire se fosse vero oppure no e d’altronde lei non lo aveva denunciato alla giustizia ma si era affidata a questo branco di violenti che ha inferto sul corpo di mio figlio ferite permanenti.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Io, tredicenne, sessualmente sfruttata da adulti

Lei scrive:

Cara Eretica, non è facile per me raccontare quello che voglio dirti, ma credo possa servire ad altre e dato che io l’ho già superata vorrei che almeno la mia esperienza possa essere utile a qualcuno.

A 18 anni sono andata via da casa dove avevo vissuto per anni con mia madre, una donna completamente fuori di testa, violenta ed egoista, e il mio patrigno il quale per me è rimasto sempre un punto di riferimento. Mia madre mi ha sempre disprezzata, mi ha sempre detto che ero grassa, non potevo piacere a nessuno e che facevo venire il vomito a chiunque mi stesse a sentire. A tredici anni ero in quella situazione tipica di una adolescente che vorrebbe mandare ‘affanculo chiunque, così scappai di casa e per quasi un anno sono stata “accompagnata” da un uomo più grande che mi ha fatta prostituire con i suoi “amici”.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

La violenza invisibile: “Non avevo lividi. Era comunque un abuso”.

Stavo con il mio ragazzo solo da pochi mesi quando lui ha suggerito di andare a vivere insieme, in una zona in cui non conoscevamo nessuno: avrei potuto finire l’università vivendo della mia borsa di studio, mentre lui avrebbe lavorato. «È la cosa più romantica che mi abbiano mai detto», gli ho risposto. Avevo ventidue anni e lui ne aveva ventuno.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, MenoePausa, Personale/Politico, R-Esistenze

La terza via: stare accanto alle vittime di violenza vuol dire rispettare le loro scelte

Anni fa commisi un grave errore. Una mia amica era spavalda, disponibile e sessualmente attiva. Molto più attiva di me. Quando uno stronzo la stuprò mentre lei, ubriaca, stava lì ferma sul pavimento con gli slip strappati, io la accompagnai in ospedale perché non si risvegliava. Era andata in shock per aver bevuto troppo e io sapevo che non era colpa sua ma non potevo fare a meno di guardarla male. L’ho trattata male. Freddamente. Pensavo davvero fosse colpa sua. Quel periodo la lasciai sola e non riuscii a dirle nulla che la facesse sentire meglio. Quando discutemmo della possibilità di denunciare lo stupratore lei disse di no perché non voleva stare sulla bocca di tutti e non voleva avere ripercussioni. La mia rabbia nei suoi confronti aumentò e il perché era semplice: non faceva nulla di quello che io avrei voluto facesse. Ma io non stavo nei suoi panni. Non avevo vissuto quello che aveva vissuto lei. Eppure mi sentivo in diritto di sprecare parole per farla sentire sempre più colpevole.

Poi mi disse che era rimasta incinta, gravida dello stupratore. Voleva abortire ma all’epoca non esistevano neppure i consultori, anche se l’aborto era legale. Lei non voleva andare in ospedale perché in quel posto ci si conosceva un po’ tutti e anche questo l’avrebbe resa un bersaglio di critiche e giudizi. Preferì chiedere dei soldi allo stupratore per abortire presso un privato e in un’altra città. Questo per me fu una specie di tradimento. Perché si era rivolta a lui? Ero troppo egocentrica e ferita per capire che non aveva nessun’altra scelta. Lo ha fatto per sopravvivere e si è comportata come doveva data la situazione in cui si trovava. Lui andò con lei. Io rimasi a casa. Quando la incontrai di nuovo le mie prime parole furono “te la sei voluta” e la sua reazione fu di stanchezza. Era ovvio dato che perfino io le davo contro.

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Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, La posta di Eretica, R-Esistenze

#Madrid – Dopo l’ultimo stupro/femminicidio gli uomini prendono la parola

Giorgio scrive:

Buongiorno Eretica,
Innanzitutto per tutto quello che fai.
Sono un ragazzo italiano che vive a Madrid e volevo che fosse condiviso anche in Italia un messaggio che gira da qualche giorno dopo l’ennesimo femminicidio.

Laura Luelmo era uscita a correre e un uomo, il suo vicino di casa, l’ha seguita, l’ha violentata e poi l’ha uccisa.

Lo raccontiamo noi perché Laura non puó piú raccontarlo.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Cara Desirée, scusa per gli sciacalli che speculano sulla tua pelle

Cara Desirée,

inizio col dirti che sono arrabbiata, vorrei prendere a pugni il mondo, perché tu sei stata stuprata da un branco e dallo stesso branco sei stata poi uccisa. Mi spiace che la violenza di genere abbia fatto un’altra vittima, te. Mi spiace di non aver fatto abbastanza per impedirlo. Di non aver urlato più forte affinché chiunque potesse ascoltare la voce delle donne violate. Di non aver speso ogni grammo di energia per impedire che mani criminali arrivassero fino a te. Ti chiedo scusa per questo perché lo stupro, il femminicidio, riguardano tutt* noi e tutt* dobbiamo assumerci la responsabilità di fare qualunque cosa per impedire che la violenza di genere faccia altre vittime.

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Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

La differenza tra una fantasia di dominazione e lo stupro

Lei scrive:

Ho avuto un’avventura virtuale, tempo fa, e il tizio con cui chiacchieravo e sperimentavo sesso virtuale era disponibile ad un rapporto di dominazione che mi è sempre piaciuto. Lui dominante e io dominata. Si chiama bdsm e non c’è niente di male nel praticarlo se mi piace ed è consensuale. Lui era un amico di una mia amica e pensavo fossi al sicuro, qualunque cosa dicessi o gli mostrassi.

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