Culture, R-Esistenze

Una scultura pre-ispanica di una donna sostituirà la controversa statua di Colombo a Città del Messico

La scultura pre-ispanica raffigurante una figura femminile che è stata dissotterrata in Messico ed è conosciuta come “La Giovane Donna di Amajac” (Foto: Istituto Nazionale di Antropologia del Messico).

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Giulia del Gruppo di lavoro Abbatto I Muri.

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Di Tessa Solomon, 13 Ottobre 2021

La statua di Cristoforo Colombo che una volta si trovata al centro di Paseo de la Reforma, la via principale di Città del Messico, sarà sostituita da una replica di una scultura pre-ispanica rappresentante una donna indigena. La notizia è stata rilasciata dalle autorità cittadine all’inizio di questa settimana. La scultura in pietra è stata dissotterrata lo scorso gennaio nella regione di Huasteca, lungo il Golfo del Messico, ed è stata soprannominata “Giovane Donna dell’Amajac”, dal nome del villaggio dove era sepolta. La vera identità della figura rappresentata, però, rimane un mistero. Al momento della scoperta, l’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia aveva affermato che la figura potesse rappresentare una dea locale della fertilità.

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Antiautoritarismo, Antisessismo

Irlanda del Nord: rivelati i numeri di violenze sessuali commesse da poliziotti e guardie carcerarie

Dopo lo stupro e l’omicidio di Sarah Everard a Londra commesso da un agente di Polizia si è fatta pressante in UK la richiesta di trasparenza su ulteriori crimini di genere normalmente taciuti da stampa e autorità. Questo è un articolo (qui in lingua originale) che parla di statistiche presentate in Irlanda del Nord. Consapevoli del fatto che in Italia la violenza di genere viene commessa anche da uomini in divisa ci chiediamo quando una statistica simile potrà essere disponibile qui da noi.

Grazie per la traduzione ad Antonella del Gruppo di lavoro Abbatto i Muri. Buona lettura!

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L’ufficio del Police Ombudsman (Difensore Civico), secondo dati diffusi da The Detail, ha condotto una indagine su 134 accuse di aggressione sessuale a carico di agenti di polizia e di guardie carcerarie nell’Irlanda del Nord nei cinque anni precedenti al marzo 2020.

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Antisessismo, R-Esistenze

Pronto? Risponde la Linea colombiana Antimaschilismo 

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione a cura di Davide. Revisione di Giulia. Grazie a chi ha offerto disponibilità e al Gruppo di Lavoro di Abbatto I Muri.

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Una nuova linea risponde a chiamate da uomini che faticano ad affrontare gelosia, controllo e paura – e mette in discussione antichi presupposti sulla mascolinità.

Di Julie Turkewitz

18 ottobre, 2021

BOGOTÁ, Colombia – Le chiamate spesso mostrano urgenza e suppliche.

Ho picchiato mia moglie. Ho perso la calma. Sono geloso e non so cosa fare.

Gli utenti sono giovani e anziani, ricchi e poveri. Però hanno tutti una cosa in comune: sono uomini.

La nuova linea a cui si rivolgono ha lo scopo di combattere la violenza contro le donne. Però anziché concentrare l’attenzione sulle donne mette gli uomini al centro della conversazione, impegnandosi ad insegnare loro a comprendere le loro emozioni e ad assumere il controllo delle loro azioni.

Il cambiamento di prospettiva è semplice, ma profondo. L’idea della Línea Calma, questo è il nome del servizio, non è semplicemente prevenire la violenza, ma affrontare quella che molti esperti considerano essere una delle sue cause profonde: il maschilismo, la radicata credenza che gli uomini debbano essere dominanti. 

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico

#TuttaColpaMia #TW: concedersi il permesso di essere “indecente”

La testimonianza che segue viene pubblicata sul blog non perché sia più importante di tutte le altre pubblicate sulla pagina fb di Abbatto I Muri ma solo perché la lunghezza e la terminologia (#triggerwarning) usata non è adeguata alla divulgazione su fb che, come minimo, la censurerebbe subito. E dato che a me non piace censurare nulla e a parte edulcorare qualche parola tendo a lasciare il testo così come l’avete inviato, mi pare più opportuno che il testo resti in questa cornice, aperta ai vostri commenti e ovviamente alla vostra lettura e partecipazione. Come sempre vi invito a prendere parte alla campagna #tuttacolpamia scrivendo a abbattoimuri@gmail.com.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze

Sex work e salute mentale

Scritto da Gracey sul suo blog Street Hooker. Tradotto da Antonella del Gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

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Sono convinta che il sex work sia una benedizione o una maledizione; talvolta entrambe le cose e questo vale anche per l’impatto che questo lavoro ha sulla salute mentale. Come la maggior parte degli argomenti controversi che riguardano il sex work, a nessuno piace parlarne per paura di sentirsi dire che stiamo dando vantaggi alle SWERF. Non possiamo negare che a volte c’è del vero in quello che dicono, però. Non sono d’accordo con quelle statistiche, peraltro smentite, sul disturbo da stress post-traumatico che le SWERF diffondono in giro; il sex work però può davvero mettere a dura prova la nostra salute mentale. Questa cosa è ancora più vera se parliamo di chi il sex worker lo fa per sopravvivere, chi sente di avere meno scelta, più rabbia e si sente intrappolata in quella che io chiamo la gabbia del lavoro sessuale. Di recente ho letto il libro del progetto Untold Stories, che è una raccolta di pensieri, storie, immagini e poesie delle sex worker di strada di Hull. L’ho adorato perché loro si sono espresse in maniera diretta, “così com’è” e questo include tutta certa merda terribile che deriva dal sex work o dell’impatto che ha su di te. Hanno affrontato ogni sorta di argomento sul sex work e giustamente hanno hanno parlato di quel che pensano, sentono e delle loro esperienze. Mentre lo leggevo, mi sono trovata ad annuire con la testa alle parti peggiori, sapendo benissimo che forse non avrei potuto esprimermi pubblicamente, essere totalmente sincera sull’essere d’accordo con queste cose. Temo che da un lato le sex workers potrebbero arrabbiarsi con me perché sto dando alle SWERF quello che vogliono; dall’altro è anche difficile esporsi sulla propria salute mentale, in balìa di chiunque voglia criticare.

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Antisessismo, Autodeterminazione, Pensieri Liberi, Personale/Politico

Diseducarsi da maschilismo e misoginia

Quando lui mi diceva che se mi avesse vista con un altro mi avrebbe uccisa ne ero in qualche modo compiaciuta. Così mi avevano insegnato. Quello era l’unico modo di amare che conoscevo. Ero stata indottrinata a dovere ogni giorno della mia vita e non lo sapevo nemmeno. Poi lui cominciò a farmi scenate di gelosia perché qualcuno aveva osato guardarmi da lontano. Diceva che dovevo vestirmi diversamente o comportarmi diversamente e io ancora pensavo fosse amore. Infine tentò di uccidermi perché dissi che era finita e mi stavo lentamente rendendo conto di quanto fosse malsano tutto quello cui ero stata abituata fino a quel momento. Tutto quello che avrei dovuto fare dunque era diseducarmi ed è maledettamente difficile perché ci si mettono tutti a dirti che l’amore vero è fatto di possesso, di dipendenza tossica. Difficile riuscire a imparare a difendersi da sole, a non cercare il sostegno di uomini nei dintorni quando qualcuno ti molesta perché sostenere il paternalismo avrebbe accresciuto l’ego di un altro carnefice. Io ti difendo, ti proteggo e dunque mi appartieni. Pensavo a questo mentre leggevo un articolo di un fatto di cronaca che mi riporta alla mente le tante volte in cui ho visto uomini malmenarsi per difendere le “proprie” donne.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Precarietà, R-Esistenze

COME SAPPIAMO SUCCHIARL*, SAPPIAMO MORDERL*!

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Un bel testo che è un grido di lotta che condividiamo. QUI il pezzo in lingua originale. Traduzione di Alessandro Furino. Condiviso da Non Collettivo Queer. Buona lettura!

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“In primo luogo vogliamo chiarire che non veniamo a giustificarci di niente poiché siamo putt@nə liberə e felici e non dobbiamo spiegazioni a nessuno. Non ci pentiamo di essere quel che siamo, non chiediamo perdono né permesso, non lasciamo né le nostre vite né le nostre pratiche alla mercè di giudizi né pregiudizi patriarcali.

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