Personale/Politico, Salute Mentale

Dopo l’abbuffata: appunti da bulimica

Ho fatto quel che mi ha consigliato la psichiatra. Ho perso il controllo e mi sono abbuffata, con gusto, di cose che amo mangiare, senza sforzo, lentamente. Ma non sono cambiate le conseguenze. I sensi di colpa uniti alla voglia di procrastinare per qualunque impegno. Senso di immobilità, nervosismo, timore di uscire fuori. Non so come disinnescare. Devo fare da spettatrice e prendere appunti come se io mi osservassi dall’esterno. Per riferire alla psichiatra e per capire dove sta l’innesco e dove il disinnesco. Dopo mi sento come se fossi venuta fuori da una brutta sbornia, con un gran mal di testa, la fine degli effetti passeggeri di benessere che il cibo anestetizzante mi procura, e il conto che mi presenta la realtà.

Devo andare in farmacia, dovrei andare a fare la spesa e non riesco a fare nulla se non delegare. Come riprendo il controllo? Mi sento uno straccio. Non riesco a fare nulla. Questa è la prima osservazione concreta del post abbuffata da quando sono in terapia. Capisco perché la psichiatra ha affrontato ora l’argomento, dopo aver visto che ho stabilizzato la depressione. Pensavo di aver fatto gran parte del lavoro di riesame di me stessa, del caos interno, ma ora devo ricominciare da capo. Intanto rifletto e poi guardo qualcosa di innocuo perché non ho voglia di analizzare nulla. Anestetico sostituisce anestetico. Dal cibo alla visione di qualcosa di insignificante. Cercando di darmi tempo per correggere la rotta e ritrovare la forza per riprendere il controllo.

Ecco tutto. E’ faticoso.

Un abbraccio

In piena lotta

Eretica Antonella

Personale/Politico, Salute Mentale

La bulimia e la perdita del controllo

La bulimia per me è un grande problema. Quando ho voglia di abbuffarmi e perché voglio anestetizzare qualcosa, per non mettere in evidenza un disagio che dovrei affrontare ed è difficile se l’abbuffata implica una sorta di perdita di controllo in una concezione della vita che separa tutto da un niente. Iniziare a mangiare attiva il meccanismo del tutto o niente e se non sono riuscita a tenere sotto controllo quell’impulso allora tutto il resto va in malora. La mia non è una bulimia dove si vomita ma era compensativa, la tenevo sotto controllo con enormi sforzi fisici e tanta attività o digiuni. Quando pensavo che tutto fosse sotto controllo riuscivo a mostrare me stessa l’esterno pensando che il mondo mi recepisse come una figura piena di certezze e non vulnerabile. La perdita del controllo con il cibo invece mi fa sentire insicura e mi è più difficile mostrarmi non tanto per il mio aspetto fisico ma perché come se immaginassi che gli altri vedessero la mia vulnerabilità. Proietto sugli altri quel che io penso di me stessa perché se mangio mi sento in colpa e non riesco più a tener fede agli impegni presi, non riesco a parlare con qualcuno, non riesco ad uscire e alla lunga questo si lega all’agorafobia. 

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Personale/Politico, Salute Mentale

Pausa estiva: tutto o niente

Oggi ho incontrato la mia psichiatra e a quanto pare la depressione è sotto controllo farmacologico mentre la bulimia richiede qualche aggiustamento. Il problema della bulimia è che normalmente va di pari passo al concetto del tutto o niente. Mangiare qualcosa che non dovrei significa perdere il controllo e sentirsi in colpa e questo porta ancora a mangiare e ad abbuffarsi e poi ancora a sentirsi in colpa e a rinchiudersi perché non ci si accetta e si ritiene che il mondo non ti accetterà in quello stato. La perdita del controllo associata al concetto del tutto o niente diventa deleteria. Significa che non c’è più controllo sugli impegni presi, non si tiene fede agli appuntamenti, non si riesce a comunicare il proprio malessere, anzi si ritiene che lo si porta in giro stampato in faccia, motivo per cui non si riesce ad uscire e ci si rinchiude sempre di più fino a dimenticarsi di se’ stessi.

La psichiatra mi ha suggerito di slegare le abbuffate e di concedermi di perdere il controllo senza perciò dover rinunciare agli impegni presi e a tutto il resto. Mi ha detto che devo smettere di proiettare sul mondo ciò che io penso di me stessa e di cercare di lavorare sui toni grigi della mia esistenza. Fare questo lavoro significa accettare le mie perdite di controllo e continuare tuttavia a rispettare gli impegni presi a cominciare dagli appuntamenti con lei e tutto quello che verrà dopo. Importante sarà vedere come io mi comporterò mentre realizzerò il reinserimento socio terapeutico presso la biblioteca femminista sotto osservazione del Centro Salute Mentale per verificare se riuscirò nonostante tutto a portare avanti gli impegni presi fino poi a slegarmi e a pensarmi adeguata a svolgere qualunque tipo di lavoro retribuito.

Se riuscissi a fare questo sarebbe per me fondamentale tanto più che parlarne è già un passo avanti perché l’istinto a rinchiudersi dopo la perdita del controllo viene meno se sai che il mondo ti capisce e che puoi condividere quella tua particolare vulnerabilità senza dover subire rifiuti.

Questo per ora è tutto e stremata dal caldo dopo aver attraversato un pezzo di città a queste temperature mi riposo e cerco di rinfrescarmi con una doccia.

Un bacione a tutti

Eretica Antonella

Pensieri Liberi, Personale/Politico

Pausa estiva: atto terzo

L’estate non mi fa bene e mi fa sentire scollegata dalla realtà perché tutti sono a fare altro e i Feedback sono quasi inesistenti e la mia incapacità di socializzare mi impedisce di mantenere relazioni a distanza o fisicamente soprattutto con questo caldo e l’unica persona che vedrò domani sarà la psichiatra. Poi attenderò di iniziare il reinserimento socio lavorativo e per accordo tra l’assistente sociale del Centro Salute Mentale e la biblioteca femminista che mi accoglierà per svolgere questo lavoro nel tentativo di capire se sono in grado di rispettare i ritmi, impegni, orari e di fare quello che va fatto. Nel frattempo continuo a leggere e a documentarmi per appropriarmi di linguaggi e tecniche narrative che possono servirmi a scrivere meglio e per coltivare il mio sogno di diventare una scrittrice. A parte questo ho alti e bassi e la depressione sembra stabile, dormo grazie ai farmaci e resto lucida grazie ai farmaci, continuerò a fare ciò che mi dice la psichiatra sperando di migliorare e soprattutto sperando che arrivi una temperatura un po’ più mite. Spero che voi state bene e che abbiate qualcosa di bello da fare in questi torridi giorni.

Un abbraccio

Eretica Antonella

Pensieri Liberi, Personale/Politico, Ricette, Salute Mentale

Sogni bulimici

Pomodorini tagliati a piccoli pezzi e rosolati in padella con un’aggiunta di basilico e un pizzico di sale. Spaghetti al dente appena due forchettate, tanto per assaggiare. Due uova frantumate, un pizzico di sale, qualche fetta di ricotta fresca, un po’ di parmigiano. La mia frittata mi sfida e per mangiarla senza sentirmi in colpa aggiungo un po’ di insalata verde e scondita. Mentre tento la risalita, questi sono i dilemmi che mi tengono impegnata. Ricordare i sapori e gli odori che mi legano ad un momento della mia vita. Assaporare una spremuta di arancia dolce senza aggiunta di zucchero. Peccato che ieri ho dovuto ingerire limoni in quantità per un improvviso mal di pancia. Pare che non abbia più l’enzima che mi permette di digerire una fetta di anguria. Eppure era così fresca e dolce. Così buona. Amare il cibo, imparare a cucinarlo con creatività e poi essere bulimica. E’ una punizione, tanto più che dopo l’intervento di chirurgia bariatrica fatto anni fa il mio stomaco fa un lavoro piccolo piccolo, non digerisco molto, non posso mangiare alcune cose. Certe sono indigeste, per alcune non ho più la possibilità di digerirle. Non riesco ad assorbire le vitamine utili e quindi devo aggiungere integratori che costano parecchio. Eppure sono i medici che mi hanno detto che sono obbligata a prenderli, proprio come per i farmaci per la depressione. Perché gli integratori devo pagarli di tasca mia? I traumi mi hanno portata a distruggere il corpo e lui si ribella, ora che è un po’ più quieto per tenerlo in piedi devo pagare. Perché tutto il mondo dice che è sempre colpa mia. Ma ho già superato questa fase. So che non lo è. Lo sa la mia psichiatra e lo sanno i medici e chi mi conosce.

L’importante è non lasciare spazio a meccanismi che ritornano, come le paure, perché questi non sono mali che guariscono. Imparo a conviverci, solo da poco, sebbene me li porti dietro da anni. La scienza non ne sa nulla, a parte usarci come cavie per capire come funziona il cervello. In realtà non lo sanno. Tirano fuori metodi brutali, come la chirurgia, quando non possono farne a meno, per combattere l’obesità, ma il male resta, le cause che l’hanno determinato sono sempre lì. Più ci penso e studio e ascolto ricerche scientifiche sul cervello più mi convinco del fatto che la coazione a ripetere non è semplice da risolvere. Mi ammantavo di consapevolezze che non avevo quando tentavo di convincermi che avevo il controllo. Ora che so di non averlo mi pare di riuscire a volte quasi a tirare un sospiro di sollievo. Come al termine di una battaglia, come quando confessi un peccato, come se cedere, sentirmi umana, mi consegnasse una chiave per riuscire a sbirciare dietro la porta in cui è nascosta la parte già determinata, quella che non posso evitare, quella che devo accettare e comprendere. Se l’anguria non mi avesse fatto quell’effetto avrei preparato un dolce che adoro. Si fa addensare il succo dell’anguria con un po’ d’amido e zucchero, si stende il composto su un recipiente e si aggiungono pistacchi tritati, gocce di cioccolato fondente e succo ottenuto dal fiore di gelsomino. Non quello che si trova qui a Firenze, ma il gelsomino siciliano. Un fiore la cui infusione ti fa ottenere un succo meraviglioso. Lo adoro. Se ne avessi un po’ potrei farci anche il gelato. Così come mi piace il gelato alla cannella o la cioccolata di Modica con il peperoncino.

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Pensieri Liberi, Personale/Politico

Pausa estiva, atto secondo

Da un po’ di tempo non sto benissimo, come se avessi ripreso alcune cattive abitudini, mangiare male, non seguire i miei ritmi. Preparare i pasti per chi sta con me significa che mi viene voglia di abbuffarmi e questa è la controindicazione per chi ha una bulimia come la mia. Gli antidepressivi funzionano e riesco a recepire tutto in maniera normale ma è come se mi sfuggisse qualcosa ed è come se il mio centro si fosse spostato e di conseguenza dormo male e mi risveglio peggio e ho mancato un impegno che avrei dovuto rispettare. Nulla di irrimediabile ma mi fa sentire come se avessi perso il controllo e riesco a percepire lo schema: un viaggio che termina in discesa con una brutta caduta. Dunque devo disinnescare ma non so come. Sto seguendo un itinerario di studio faticoso e questo rinvia il fatto che vorrei scrivere ma voglio prima ultimare il percorso e poi attendo nuovi inizi e questo caldo mi uccide e non so davvero cosa fare. Tempesta emotiva, curva discendente, ora che l’ho scritto forse riesco a disinnescare ed evitarlo. Continuo a studiare e spero che tanto basti.

Un bacione a tutti

Eretica Antonella

Pensieri Liberi, Ricerche&Analisi

Il Nobel rubato alla donna che intuì la doppia elica del dna

Mentre studio per capire ancora come sviluppare l’ambientazione del mio prossimo libro scopro che Rosalind Franklin aveva fornito la visione del modello DNA a doppia elica mentre era assistente di un biochimico. Poi arrivò un fisico inglese e un suo collega americano che utilizzarono senza ottenere autorizzazione la fotografia chiave fatta da Rosalind Franklin e così ottennero il Nobel per la medicina nel 1962. La Franklin nel frattempo era morta e non ottenne nessun riconoscimento postumo ma qualcuno disse che il suo contributo fu volutamente trascurato in parte a causa di atteggiamenti antifemministi di esponenti del mondo scientifico inglese. ( fonte Il libro della scienza di Isaac Asimov)

Questo non è che uno tra i tanti esempi di contributi forniti da donne che non hanno mai ottenuto riconoscimento o che sono stati rubati da uomini che su quei contributi hanno costruito le proprie carriere. Può non essere importante in relazione al fatto che ormai è stata decodificata l’intera gamma di geni contenuti nel DNA e che si parla addirittura di editing genetico e Bio hacking per tentare di non lasciare il monopolio di certe soluzioni a malattie ereditarie alle aziende farmaceutiche che depositano brevetti su formule che ogni ingegnere genetico potrebbe fornire, però penso sia importante raccontare che certi contributi alla scienza arrivano da donne che sono state considerate, a parte Marie Curie, delle semplici assistenti di ricerca.

Baci a tutti

Eretica

Antiautoritarismo, Pensieri Liberi

Ci colpirà il fall-out di 2500 esplosioni radioattive

Mentre continuo a studiare per costruire la mia ambientazione di un futuro distopico post apocalittico trovo questo e già sapevo delle sperimentazioni tra atomica e bombe all’idrogeno ad opera di vari paesi ma non pensavo fossero così tante.

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Pensieri Liberi, Scrittura

Genere fantastico: appunti critici

Mi è stato suggerito di approfondire l’origine del genere fantastico in letteratura e come se dovessi preparare un esame ho iniziato a recuperare tutto ciò che conosco e che avevo già letto in materia. Pare che il genere abbia un pubblico corposo e a mio modo ne facevo parte fintanto che mi affascinavano le letture di Kafka, Edgar Allan Poe, Lovecraft, Mary Shelley, fino ad arrivare a quelli più attuali che tentano di proporre storie ispirate ai modelli dell’horror gotico o del fantastico ottocentesco. Quelle opere avevano una ragion d’essere in un’epoca in cui tutto faceva pensare che il progresso scientifico avrebbe condotto in luoghi talmente oscuri da giustificare paradossi come quello di Frankenstein. Era anche il momento in cui determinati scrittori si dedicavano all’occultismo e andava di moda non solo affidarsi ad una medium per parlare con i deceduti ma immaginare che qualcosa oltre la morte potesse ferire le persone vive. Le storie da incubo descritte per esorcizzare determinate paure diventavano un modo per contrapporre il racconto fantastico alle credenze popolari e ai pregiudizi di tanti ignoranti. Era un esercizio favoloso che riusciva ad affascinare i lettori prendendoli in giro, abilmente, per esempio con la creazione del Necronomicon ideato da Lovecraft.

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La posta di Eretica, R-Esistenze, Violenza

La scelta di Martina

Questa è la storia di una ragazza che chiameremo Martina. È un nome falso naturalmente ma la sua storia è vera e io proverò a raccontarla restando fedele a tutto ciò che mi ha detto. Durante una tra le tante serate estive Martina indossa un abito leggero, ai piedi dei sandali con piccole fibbie alle caviglie, sul polpaccio si intravede un tatuaggio che scende dalla coscia in basso, sorride, risponde al citofono e scende per incontrare i suoi amici. Ragazzi e ragazze della stessa età hanno organizzato una gita in una casa in riva al mare, ci sarà della musica e mangeranno pizza che potranno bere vino servito dal padrone di casa. Lei non regge bene l’alcool ma non un brindisi, così beve qualche bicchiere e poi poggia la testa su un sofà, senza rendersi conto che le ragazze nel frattempo sono andate via. Uno dei ragazzi aveva detto che avrebbe atteso il suo risveglio e poi l’avrebbe riaccompagnata a casa. Quello che succede dopo è confuso. Martina sente che qualcuno la trasporta e si ritrova su un letto matrimoniale e poi sente delle voci e ne distingue qualcuna. Tenta di opporsi a quello che sta succedendo e dice di voler andare a casa ma tutti ridono e nessuno l’ascolta.  Viene stuprata per l’intera notte da quattro amici che la accompagneranno all’alba mentre lei è ancora intontita e non si rende conto che le hanno rimesso l’abito al rovescio e per rimettere le scarpe hanno rotto le fibbie. Quando torna a casa va subito in bagno a vomitare e si rende conto che le sue mutande sono strappate e ci sono tracce di sangue un po’ dappertutto. Pensa che le siano arrivate le mestruazioni e indossa un assorbente e uno slip pulito, poi va a letto e si addormenta. 

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Antisessismo, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

Se hai bevuto e non chiudi la porta non è stupro

Continuano a chiedere alle donne di denunciare ma il problema è evidente. Le donne non denunciano perché sentenze come questa dicono che se subisci uno stupro è colpa tua. Se hai usato alcol non sei in grado di dare consenso e se tieni la porta aperta non hai invitato nessuno ad entrare e a stuprarti. Dovrebbe essere chiaro a tutti eppure c’è chi ancora immagina che ci siano donne che lancino segnali ambigui senza tenere conto del fatto che se diamo un consenso diciamo di sì e altrimenti è no.

Non chiedeteci di denunciare. Non chiedeteci di parlare. Non diteci che è colpa nostra. La responsabilità è di chi continua ad assolvere la cultura dello stupro e la diffonde attraverso sentenze e titoli scandalistici sui quotidiani.

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