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Non Una Di Meno – da movimento in partito? Eccovi il richiamo al: sapevi con chi avevi a che fare e mo ti rassegni!

Dopo il mio post di riflessione a contributo della discussione su quel che accade nelle dinamiche interne a Non Una Di Meno trovo un commento al quale ho risposto velocemente ma rinviando ad un’altra analisi politica e lettura delle pratiche NON condivise che in tante subiamo. Tante, voglio dirlo, non solo io sono perplessa su quel che sta avvenendo.

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Maschilismo 3.0: se lo conosci, lo eviti!

Sempre più spesso sui social si fanno vivi personaggi apparentemente innocui, non sempre di sesso maschile, anzi, li abbiamo anche di sesso femminile, che arrivano a spiegarci cos’è il “vero” femminismo. Fanno il paio con certe reazionarie “femministe” che praticano Donnismo e spiegano che tutte le donne dovrebbero pensarla allo stesso modo e che in quanto donne loro sanno, dalla nascita, cosa sia il vero femminismo.

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Bill Cosby? Conferma tutto su droga e negazione del consenso ma – ehi – bisogna credergli se si dice innocente

Conoscete sicuramente la vicenda di Bill Cosby e di come un cavillo giudiziario lo ha salvato dalle accuse a lui rivolte. Il processo è stato dichiarato nullo e chissà quando e se riprenderà. Comunque è interessante seguire il dibattito che segue la vicenda. Per esempio c’è questo particolare articolo – tradotto da Antonella – che ribadisce due o tre principi del maschilismo che pratica victim blaming sulle vittime di abusi ribaltando la storia in favore del carnefice. Quale carnefice? Nessun carnefice. Il processo è nullo e perciò.
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Mi chiamavano “femminiello”

Lui scrive:

Ciao,
non so esattamente cosa sto scrivendo, né a chi sto scrivendo, ma sento l’urgenza di buttare fuori un po’ di rabbia perché potrei soffocare, stasera più che mai. Chiedo scusa a chiunque stia, in questo momento, dall’altro lato dello schermo perché forse ha di meglio da fare che leggere lo sfogo di uno che ha imparato tardi anche ad allacciarsi le scarpe e non ha mai imparato a difendersi dalle parole. Questo non è il mio vero nome e, naturalmente, questo non è il mio vero contatto. Ciò mi permette, forse per la prima volta in tutta la mia vita, senza timore, né imbarazzi, di raccontare un po’ di cose, di sputare un po’ di veleno e pregare di guarire, anche solo per un paio di ore, perché sono [Read more…]

Sul vecchio professore molesto

Lei scrive:

Ciao Eretica.
Vorrei restare anonima.
Ho letto una lunga lettera che hai pubblicato qualche giorno fa, da parte di una ragazza che denunciava lo stupro ripetuto commesso dal proprietario di un cinema che lei frequentava, un uomo plurisettantenne noto e stimato per la sua cultura anche tra le sue amicizie, che lei non aveva mai denunciato per un grande senso di oppressione e vergogna che provava.

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Di militanza e movimento ai tempi dell’amore sbagliato

Lei scrive:

Cara Eretica,
ti scrivo per mettere a conoscenza tutti coloro che ti seguono della mia storia, che parla di lotte, militanza e movimento in un amore pericoloso e nocivo. Ti chiedo di mantenere il mio anonimato, nella maniera più assoluta. Non so se questa storia servirà a qualcuno; spero di si, ma sicuramente serve a me per mettere nero su bianco alcune cose.
Ti racconto una storia di vigliaccheria.

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Non Una Di Meno: e così fu che diventò un partito politico vecchio stile?

Al netto del bilancio sull’esperienza condivisa con il movimento NON UNA DI MENO sento di dover ringraziare le compagne e i compagni che l’hanno attraversato per la loro generosità, libertà, capacità di rielaborare contenuti e dare nuove visioni di problemi triti e ritriti. Tanta ricchezza ma. Pur temendo il “ma” infine bisogna tirarlo fuori. Per evitare di lasciarsi inglobare in percorsi non condivisi, poco trasparenti e impositivi e affinché si ribadisca l’estrema eterogeneità, di persone, idee, contenuti, del movimento NUDM.
Fare parte di un movimento non significa dover cancellare le singole identità e soggettività politiche. Perciò è apprezzabile la pratica della discussione a partire dal basso e il saper coniugare rispetto per le singole e diverse opinioni con la volontà di non cedere a identitarismi normativi in cui i femminismi vengono ricondotti, normalizzandoli, ad un unico femminismo.

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Il sesso che fai non è rivoluzione

Questa è una traduzione militante, a cura di Antonella, dell’articolo “Your sex is not Radical” di Yasmin Nair, del 27 giugno 2015)

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Intersex: la staffetta che fa la rivoluzione

di Ethan Bonali

Una rivoluzione nasce sempre apparentemente per caso, per tristezza o per allegria e talora con leggerezza.

Eravamo nel terrazzo di un’amica, rum in una mano e sigaro nell’altra e le stelle, coperte dall’inquinamento di Milano, sopra.

Eravamo online con un’amica che vive a Firenze.

Eravamo tutti connessi virtualmente e umanamente.

Non lo sapevamo, ma la staffetta era già in atto.

E così, con il sorriso, ci siamo detti: perché non provare a cambiare le cose?

Perché non provare a cambiare il modo di fare attivismo?

Perché una staffetta? E per cosa? [Read more…]