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Raccontare il femminismo: diritto all’istruzione, stereotipi e molestie

Studentesse di economia domestica nella prima metà del XX° secolo

 

4° capitolo

Diritto all’istruzione, stereotipi e molestie

 

C’è stato un tempo in cui l’istruzione non era concessa alle donne. Si pensava che non avessero intelligenza o che i libri fossero lo stimolo a fare emergere nelle donne il diavolo in persona. Una donna istruita valeva come eccessivamente critica e non abbastanza sottomessa all’uomo. L’istruzione aveva il potere di far elevare le ambizioni delle donne e dato che esse venivano considerate alla stregua di animali senza anima non potevano pretendere che si riconoscesse il diritto ad apprendere o addirittura a scrivere di quel che pensavano.

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Mater – Madri oppressive, stupro e paternità

:: Avviso Spoiler ::

Mater è un film Argentino che conferma la complessità e la bellezza della cinematografia del paese latino americano. Lo si guarda con irritazione crescente e con un gran senso di impotenza. Al centro c’è un ragazzo che non riesce a sottrarsi alle grinfie di una madre oppressiva. Soggiogato e perennemente mortificato da una donna che non riesce ad ascoltarlo e non fa altro che decidere della sua vita, lui deve misurarsi con i propri fallimenti e la propria immobilità. Per la madre il problema va ricercato altrove e così finisce per voler dirigere ogni aspetto della vita del figlio.

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Raccontare il femminismo: combattere contro omertà e ricatto sessuale

Parlando ancora di femminismo e di analisi dei fenomeni violenti utile a individuare forme di prevenzione attraverso la critica alla cultura che li genera.

3° capitolo

Combattere contro omertà e ricatto sessuale

 

Mi fermo a ragionare di prigioni culturali che di sicuro non fanno bene alle ragazze vittime di violenze. Per chi intende obiettare l’esistenza stessa della violenza di genere la risposta è no: la violenza di genere esiste e si manifesta in vari modi. Si tratta di limitazioni che le ragazze subiscono tutti i giorni, addomesticate come sono da editoriali pittoreschi e morbosi che parlano della “furbizia” o del “degrado” come precondizioni di un fenomeno violento che in realtà riguarda tutte.

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Raccontare il femminismo: cultura dello stupro vs consenso

La Fontaine – Tales and Novels in verse – v2

 

Proseguendo la narrazione sull’analisi femminista a beneficio della libertà dei corpi.

2° capitolo

Cultura dello stupro Vs Consenso

 

Dall’infanzia condita di stereotipi alla adolescenza. Dalla differenza dei sessi all’attribuzione di ruoli secondo il principio del riduzionismo biologico. Bambini e bambine cresciut* a suon di stereotipi non arrivano indenni all’adolescenza. Ogni pensiero è condizionato dalle norme che hanno appreso e che sono state loro imposte. Quelle norme, gira che ti rigira, riguardano sempre i corpi e la sessualità. La prigione diventa una morsa che stringe forte ogni ambizione di libertà. Ogni ricerca di spazio per praticare il diritto all’autodeterminazione. La capacità di rivendicare la libertà di scelta è indebolita e a volte totalmente compromessa.

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Raccontare il femminismo: stereotipi di genere e privilegi

Da oggi proverò a raccontare, un capitolo alla volta, cos’è il femminismo (nel nostro caso “intersezionale” ovvero quello che nelle lotte tiene conto dell’intersezione tra genere, razza, classe) come movimento di liberazione. Nei vari capitoli condividerò la mia esperienza e il mio sapere in relazione all’analisi del reale, al personal politico, alle strategie di lotta, alle varie forme di comunicazione, alla percezione della violenza di genere, alle forme di ascolto/aiuto e via così. Il femminismo non è una forma di oppressione, come dicono i maschilisti che negano la violenza di genere e vittimizzano il maschio violento. [Read more…]

Lesbiche #Terf a Londra bloccano il Pride contro le persone Trans

Questa è una traduzione non letterale (di Isabella) di un articolo in cui si parla del regresso culturale delle lesbiche londinesi e non solo, quando dichiararono guerra – insieme alle femministe radicali – alle persone trans. La transfobia che traspare dalle loro parole è degna dei peggiori rappresentanti della destra estrema. Pur di riaffermare la propria supremazia e il separatismo esagerato hanno smesso di pensare che il femminismo e il movimento lgbtq devono essere inclusivi. Le arcilesbiche italiane d’altronde non sono migliori. Si attende che anche loro si prostrino pur di non far partire un Pride transinclusivo.

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Arcilesbica come Salvini: donne libere soltanto di fare quel che loro ordinano!

Alcune componenti e/o simpatizzanti di Arcilesbica, mi pare in malafede, attribuiscono alle sex workers e a chi le sostiene i pensieri filofascisti della Lega Nord sulla prostituzione. In realtà la lega vuole le case chiuse, come mussolini a suo tempo, invece le sex workers e le femministe che le supportano, chiedono regolamentazione per quelle che scelgono liberamente le quali vorrebbero autogestire il proprio lavoro in cooperative o simili. non si è mai parlato di case chiuse, anzi.

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