Annunci

Cara Michela Murgia, le donne vogliono libertà prima, durante e dopo il ciclo del sangue

Ho letto questo passaggio scritto da Michela Murgia.

Se la donna fertile è potente perché genera, è altrettanto vero che finché è generante finirà suo malgrado sotto il vincolo del maschio, che i figli li dovrà riconoscere. La donna fuori dall’età fertile è potente in modo più liberatorio, perché ha la conoscenza che deriva dall’esperienza, ma non vi è più sottoposta, e agisce quindi in regime di libertà, sia dalla natura che dai legami di legittimazione imposti dall’uomo. La donna che ha chiuso il ciclo del sangue può finalmente aprire quello della parola e della visione, senza più l’obbligo di relazionarsi al mondo maschile “.

Chiedo scusa se non conosco il contesto (e conto di approfondire). Mi baso su queste parole e a queste oppongo una critica.

Cara Michela, ti stimo molto e ti leggo volentieri. Conosco la potenza delle tue parole e ne godo a volte. Queste parole però non mi piacciono. Riconducono ad un riduzionismo biologico che non mi somiglia. La libertà l’ho pretesa prima, durante e dopo il ciclo del sangue. Lotto affinché nessuna debba essere sottoposta al vincolo del maschio. Non è più necessario che la donna faccia figli (se non li vuole) e neppure che il maschio li riconosca. Non voglio semplificare ma il modello di donna che conosco prescinde dalla biologia, non rinuncia alla libertà per sottostare al modello di madre bisognosa del maschile. La donna per me è molto più di questo e non è necessariamente quella che è nata con organi genitali femminili. Riconosco come donna colei che ha definito il proprio genere separando il sesso biologico dai ruoli imposti. Le donne che conosco, e sono certa che ne conosci tante anche tu, lottano affinché siano supportate e riconosciute in quanto persone a prescindere dalla biologia. Gli uomini che conosco non temono le donne potenti perché generano. Sono lì a supportarle, come persone. Ci sono uomini che lottano affinché anch’essi possano definire il proprio genere al di là degli stereotipi e dei ruoli imposti. E il modello del padre che riconosce il figlio perciò pone un vincolo alla donna è uno dei ruoli che alcuni vogliono sia cancellato.

[Read more…]

Annunci

Il fatto che la misandria venga considerato un crimine d’odio dovrebbe preoccupare chiunque crede nell’uguaglianza.

Questo è un pezzo di Victoria Smith, pubblicato dall’Indipendent UK, in cui si commenta una potenziale scelta governativa che equiparerebbe misoginia e misandria, entrambi da considerare come crimini d’odio. Per la traduzione (non letterale) ringraziamo Lisa.      

>>>^^^<<<

Sembra che non ci sia niente che le donne possano avere – nemmeno il loro status di sesso marginalizzato – che gli uomini non vogliono condividere con loro.

Le donne eh? Sempre a dire che vogliono lo stesso trattamento, poi, nel momento in cui viene offerto loro, cominciano a lamentarsi.

[Read more…]

Donne rubate. Secondo Terragni i ladri sono “gli uomini”

Parto dall’uso del termine “primazia”. Terragni lo usa per definire una posizione di superiorità del materno e del femminile. Ho cercato in quali altri modi il termine può essere spiegato e ci si riferisce a qualcosa che ha a che fare con il primate e primaziale è anche riferito ad una rappresentanza ecclesiastica, roba che ha a che fare con la chiesa. Ne deduco che Terragni vuole che il femminismo diventi una chiesa che elegge a rappresentanza primaziale una donna nata con la vagina che non può sfuggire alla biologia, dunque che confonde il sesso con il genere, e che, infine, sia la madre per antonomasia.

[Read more…]

Quando la vittima è una “straniera” con lo stigma della “prostituta” e l’assassino è (solo) un italiano

Se non sei straniero non fai notizia o la notizia non viene commentata così tanto. Non c’è nessuno che mette il mostro in prima pagina e nessuno poi si scomoda per raccontare delle pene orribili subite da una donna rumena. Ma come: non erano i rumeni i cattivi della situazione? Eppure hanno respinto in massa l’intento omofobico di  un referendum promosso dalla destra. Eppure il killer seriale, stupratore, femminicida di cognome fa Esposito e si tratta di un italiano. Uno di quegli italiani che la Lega difende dicendo che le atrocità sarebbero commesse da stranieri.

[Read more…]

#metoo, ronaldo, argento e il garantismo di convenienza

Ogni volta che leggo di assenza di garantismo legata al movimento #metoo mi viene in mente Asia Argento e le altre, tante, donne accusate e giudicate senza che vi sia stato alcun processo. Stavolta si tratta dei tifosi di Ronaldo e di tutte le chiacchiere a proposito di donne profittatrici che vorrebbero spennare il calciatore. Quel che però non si capisce è che il movimento #metoo non si sostituisce alla giustizia e non raccoglie attorno a se (solo) giustizialiste e forcaiole. E’ vero che esistono persone che non sanno distinguere un discorso culturale da quel che è riservato ad un’aula di giustizia ma quelle persone prescindono dal #metoo. Si tratta dei giustizialisti e delle giustizialiste di sempre che sono spesso assai distanti dalle posizioni di quelle che invece danno voce alle tante questioni che la società e la politica relegano al margine. Chi parla di molestie subite spesso lo fa senza neppure nominare il molestatore ma parlarne consente ad altre di sentirsi meno sole, con la consapevolezza di non essere le uniche a pensare e sentire quelle precise sensazioni. Molte molestie avvengono all’insegna dell’ambiguità. E’ tra i confini di comportamenti colpevolizzanti e subdoli che va rintracciata una molestia e spesso si tratta solo di un problema di percezione. I molestatori ti dicono che il disagio percepito è sbagliato e che sei matta, colpevole, stupida. Le donne che hanno certezza di essere molestate combattono contro tutto questo e aiutano altre a sentirsi, per l’appunto, “sane” mentre parlano di quello che hanno subito e dicono a chiare lettere che si tratta di una ingiustizia e non del frutto inaffidabile della propria immaginazione.

[Read more…]

Sbagliato opporre lo stereotipo dell’uomo (sempre) violento a quello della donna (sempre) bugiarda

L’equivoco nasce dalle generalizzazioni. La generalizzazione diventa stereotipo sessista. Quando si dice che la violenza la fanno gli uomini si intende dire proprio che tutti gli uomini potenzialmente sono violenti. Questa è una generalizzazione e dunque uno stereotipo. Meglio dire che alcuni uomini sono violenti così come alcune donne sono altrettanto violente. Noi combattiamo contro la cultura patriarcale e non contro gli uomini.

Quando poi si dice che tutti i padri sono violenti si realizza un altro stereotipo e difficilmente quello stereotipo si può smontare e anzi bisogna fare attenzione al fatto che possa essere strumentalizzato per dire che le femministe sono tutte fanatiche quando esse lottano per diritti fondamentali che riguardano tutt* noi. Alcuni padri sono violenti e altri padri invece no.

Per esempio: Marco, separato da anni e vicino di casa della sua ex. Hanno diviso l’appartamento e i figli vanno e vengono come gli pare in una divisione che non può mai essere fatta al dettaglio. La divisione dipende dagli impegni di lavoro, di vita, di tutto. Ecco perché è sbagliato formulare regole rigide che rendono la vita di ogni giorno un vero e proprio pantano.

[Read more…]

La Verona antiabortista se ne frega della vita delle donne

Le ragazze di Non Una Di Meno Verona (nella foto) hanno lottato affinché la mozione antiabortista fosse cancellata e invece i consiglieri veronesi l’hanno approvata nonostante il testo presenti molti errori logici e passaggi che la legge 194 non autorizza.

Quel che è certo è che con questa mozione le donne vengono confuse con le Ancelle del racconto della Atwood o con milioni di donne che abitarono il medioevo. Corpi da riproduzione, vacche da mungere senza alcun interesse a far valere il diritto alla libertà di scelta e ad una maternità responsabile così come la legge 194 dice.

Sono passati pochi giorni dal momento fissato dalla rete nazionale Molto più di Una 194 per denunciare l’assenza di garanzia di diritti per le donne che vogliono abortire. Troppi obiettori e tanto ostruzionismo per demonizzare le donne e rinominarle in quanto addette alla riproduzione a cura del patriarcato.

[Read more…]