Antisessismo, Critica femminista, Culture, Ricerche&Analisi

Contrattacco maschilista: conseguenze e complicità femminili

Continuando a tracciare le storie che hanno caratterizzato gli ultimi trent’anni, successivi alle lotte femministe e poi alla controriforma maschilista, ecco alcune delle conseguenze che ho scovato guardando e leggendo interviste – in USA – a mogli di uomini accusati di vari reati, incluso stupro e femminicidio ai danni di altre.

Se tra la fine degli anni settanta e negli anni ottanta le mogli di stupratori e assassini si dichiaravano solidali nei confronti delle altre donne vittime dei crimini commessi, ecco che negli anni novanta e duemila si cominciano a vedere titubanze riscontrabili solo in culture pre-anni ’60. Volti increduli, negazione, grave mancanza di accettazione della realtà, nonostante le prove. Quel che si nota, senza ombra di dubbio, è che l’incredulità è data da un fattore fondamentale: quello economico. Le donne statunitensi post anni ’90, quindi durante e dopo il contrattacco maschilista, lavorano meno, sono dipendenti economicamente, per cui perdere il marito, come unica fonte di reddito familiare, diventa impensabile. Queste donne si preoccupano per se stesse e soprattutto per i figli. Così i maschilisti si assicurano la complicità delle mogli. Basta fare in modo che le donne non lavorino e che non siano economicamente indipendenti ed eccole a mostrare al mondo incredulità quando i mariti vengono arrestati per stupro e femminicidio ai danni di altre.

Continua a leggere “Contrattacco maschilista: conseguenze e complicità femminili”