La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

La famiglia tradizionale? Io avrei preferito non nascere

Lei scrive:

Ciao a tutta la redazione di abbatto i muri.
Desidererei rimanere anonima, vi ringrazio.

Oggi vi racconterò il perché l’aborto è un importante diritto che le donne devono essere libere di utilizzare quando non vogliono il figlio che hanno concepito.
Io ho 23 anni, ho sofferto per 20 di questi e oggi mi porto ancora dietro i problemi di quei 20 anni passati a soffrire.
La mia mente è a soqquadro, il mio cervello mi sembra una viscida poltiglia nera che mi cola amara giù per la gola quando ricordo tutto il male che ho subito, solo per il fatto di esistere. Solo per il fatto di essere nata contro la volontà di mia madre.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

“La mamma è sempre la mamma”? Non quando è un’egoista alcolista

Lei scrive:

Ciao Eretica,
è da tanto che penso di scriverti e finalmente mi sono decisa a farlo.
Ti chiedo di mantenere l’anonimato,se deciderai di pubblicare questa lettera.

Parto premettendo che questo è più che altro uno sfogo per una situazione che ho vissuto e sto continuando a vivere, ma che non ho mai voglia di condividere con nessuno o quasi.
Sono figlia di una madre alcolista.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Avevo nove anni e lui già abusava di me. La violenza nella “famiglia tradizionale”

Lei scrive:

Cara Eretica,

la prima volta che mi toccò avevo appena compiuto nove anni. Non sapevo niente e mi insegnò tutto. E’ complicato da spiegare ma io pensavo davvero che quello fosse amore. Non potevo rendermi conto di quanto fosse sbagliato. Lui mi invitava a toccarlo e non c’era aggressività nei gesti. Mi convinceva con le parole e io credevo fosse normale. Quando a 13 anni mostrai interesse verso un compagno di scuola cominciai a vivere le prime difficoltà. Sapevo che quello che stavo facendo non era giusto e mi sentivo in colpa per questo. Volevo vivere e quello che provavo nei confronti del mio coetaneo era un sentimento nuovo. Non dovevo toccarlo per dimostrare il mio amore e mi fermavo solo a sognare cose semplici, andare in giro mano nella mano, baciarsi dolcemente, fermarsi a guardare il mondo e ridere di tutto.

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Lo stupro non sarà mai amore

Articolo di Iris Pase (pubblicato su NewsMavens, Europe) -(traduzione di Angela del gruppo Abbatto i Muri)

“Una giovane donna italiana sostiene di essere stata violentata all’età di 13 anni, ma un quotidiano italiano ha minimizzato la sua esperienza come una “storia d’amore” fallita”.

Mercoledì 3 marzo Il Corriere Adriatico, un giornale locale che tratta casi provenienti dalle Marche in Italia, ha pubblicato la storia di una giovane donna che ha fatto pressioni e chiede 50.000 € di risarcimento dal suo presunto stupratore.

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Personale/Politico, Recensioni, Storie, Violenza

Leaving Neverland: Michael Jackson, presunto pedofilo, e le madri dei bambini

Ho visto il documentario e ciò che a mio avviso viene fuori con maggiore intensità è il fatto che ad essere colpevolizzate degli abusi subiti da Wade Robson e James Safechuck sono le rispettive madri. Entrambe fuggite da una dimensione provinciale e con l’idea di poter lasciarsi alle spalle anche matrimoni “normali”, le due donne alla fine dichiarano il proprio fallimento, il fatto di non essersi rese conto di niente ma figli e nuore sembrano non riuscire a perdonarle. La madre di Wade Robson, soprattutto, colei che dall’Australia è partita lasciandosi alle spalle un marito mentalmente fragile che poi finirà per suicidarsi. Ma anche l’altra madre che nel suo racconto elenca i numerosi benefici, anche economici, che dal rapporto con Michael Jackson le sono derivati. Viaggi in prima classe, in limousine, alloggi in ambienti da sogno, prestiti per acquistare case e promuovere le carriere dei figli. Accecate da questo non si sarebbero rese conto di quanto stesse accadendo sotto i loro occhi.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

C’era una volta la bambina e il nonno che le insegnava a far “pompini” ai grandi

Lei scrive:

Cara Eretica, ti scrivo perché vorrei condividere la mia storia in forma anonima (è importante, vorrei tutelare la mia sicurezza).

Da qualche settimana vedo andare in onda su canale 5 la serie “Non Mentire”, che racconta la vicenda di un’insegnante che viene stuprata dal padre di un alunno, il quale è un brillante chirurgo vedovo, ricco, bello, sempre misurato, sempre cortese, sempre professionale, sempre puntuale, sempre il migliore. La protagonista lo denuncia la mattina seguente, ma lui nega tutto. E in assenza di prove, e di fronte all’apparente candore dell’accusato, il caso non viene portato avanti. Con il proseguire della serie, seguendo le ricerche della protagonista e conoscendo meglio il presunto stupratore, si scopre che la facciata scintillante nasconde in realtà una personalità oscura. Si scoprono altre vittime, si scopre una metodologia fissa nel modo di orchestrare le aggressioni (nel caso specifico, lui usava il GHB per rendere le vittime incoscienti), e si scopre addirittura che era stato lui stesso a premeditare il suicidio della ex moglie.
Ecco, vedere tutto questo passare in tv mi ha fatto l’effetto di una bomba.

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Critica femminista, R-Esistenze

Montanelli redento e donna adulta – madre del figlio di un quindicenne – al rogo?

Nel mio luogo di origine c’era un tizio che faceva catechismo e che si fidanzò, lui ventottenne, con una ragazza di tredici anni, vergine, sicché lui non correva il rischio di vivere con il timore di paragoni. In generale questa era la normalità, e non parlo di certo del dopoguerra. E’ un tempo molto più recente quello a cui mi riferisco. Ma quel che i maschi dicevano era che le femmine bisognava “allevarle” ovvero prenderle ancora giovani e poi crescerle per avere la certezza che quelle ragazze non avrebbero mai pensato ad un altro in termini sessuali. Una mia compagna di scuola a tredici anni era fidanzata con un uomo di trenta già laureato e specializzato in qualche campo della medicina. Era l’unica tra noi ad avere rapporti sessuali a quell’età e la famiglia di lei era d’accordo perché lui era un dottore e lei così aveva il futuro assicurato. Quindi al diavolo tutto quando c’era dii mezzo un buon partito. A quattordici anni io mi fidanzai con un ventunenne, io al liceo e lui all’università, e dopo un po’ già parlava di matrimonio prima che anch’io andassi all’università. C’era il pregiudizio secondo il quale le ragazze che andavano all’università sarebbero diventate non-oneste, un po’ zoccole diciamo. Perciò il maschio/alpha, per assicurarsene la proprietà, doveva battere gli altri sul tempo. Ovviamente dissi “è stato bello ma ciao!“.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Io, tredicenne, sessualmente sfruttata da adulti

Lei scrive:

Cara Eretica, non è facile per me raccontare quello che voglio dirti, ma credo possa servire ad altre e dato che io l’ho già superata vorrei che almeno la mia esperienza possa essere utile a qualcuno.

A 18 anni sono andata via da casa dove avevo vissuto per anni con mia madre, una donna completamente fuori di testa, violenta ed egoista, e il mio patrigno il quale per me è rimasto sempre un punto di riferimento. Mia madre mi ha sempre disprezzata, mi ha sempre detto che ero grassa, non potevo piacere a nessuno e che facevo venire il vomito a chiunque mi stesse a sentire. A tredici anni ero in quella situazione tipica di una adolescente che vorrebbe mandare ‘affanculo chiunque, così scappai di casa e per quasi un anno sono stata “accompagnata” da un uomo più grande che mi ha fatta prostituire con i suoi “amici”.

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