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#Transfobia – Donne Cis, Arcilesbica e la paura delle “Donne con pene”

Arcilesbica Nazionale – non da poco – sta rivendicando separazione da ciascuna persona che non sia d’accordo con la loro posizione anti/Gpa. Spaccata al suo interno continua a portare avanti una visione murariana, da femminismo della differenza, del femminismo stesso. Visione binaria, uomini e donne, e nient’altro attorno. Le madri lesbiche di figli avuti con la fecondazione assistita sono ok. Due genitori gay con figli ottenuti tramite gestazione per altri invece no.

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Polytechnique – il film sul massacro misogino di Montréal

Polytechnique è un film del 2009 – ora facilmente rintracciabile in streaming in italiano – che descrive la sorte delle donne che morirono nella strage dell’Ecole polytechnique di Montréal. [Read more…]

Il linguaggio maschilista e sessista di Mra, RedPillers, Pua, Mgtow

Abbiamo già parlato degli Mra i cui membri riconoscono come fondatore e padre spirituale Paul Elam di cui abbiamo già parlato qui. A Voice for Man è una testata online di riferimento per queste ed altre persone che la pensano in egual modo.

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Tiziana Cantone, lapidata: non da “internet” ma da persone di m.e.r.d.a.

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Su Tiziana Cantone, un commento di Patrizia.

Sto leggendo i commenti sulla vicenda e non perderò tempo a indignarmi per quelli scritti da persone perfide e vigliacche che continuano a sputare merda su di lei. Mi soffermo ad analizzare il modo in cui i media stanno commentando l’accaduto. I titoli parlano di video hot, lei viene descritta come “colpevole” e come “vittima”, giusto per ricordarci che se fosse ancora in vita nessuno mai avrebbe ammesso lo scempio compiuto su di lei. Poi si attribuisce la responsabilità ai social, a internet, e non si capisce il fatto che se io perseguito e bullizzo una ragazza al telefono, per esempio, non è il telefono, non è il mezzo di comunicazione ad aver perseguitato e bullizzato, ma sono io.

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Il fallimento della scuola? Le maestre in quanto femmine!

Lei scrive:

Cara Eretica,
Innanzitutto volevo ringraziarti per quello che fai, il tuo blog e la pagina fb sono un’oasi nella merda di internet. In secondo luogo volevo condividere un’esperienza passata ieri sera a cena in famiglia. Non è la prima volta che succede una cosa del genere ma adesso finalmente posso sfogarmi raccontandola a qualcuno.

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C’è chi augura lo stupro alle “nostre” donne che non temono lo straniero

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(clicca per leggere i commenti)

Ma no, dai, noi siamo tanto più civili di quegli altri. Da noi le donne stanno assolutamente al sicuro. Noi respiriamo civiltà a tutte le ore. Giusto?

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A voi che non siete degni/e di nominare una “puttana”

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Care tutte, scrivo a distanza di una settimana dall’otto marzo, perché non volevo che si confondesse la mia critica con la mancanza di solidarietà ad altre donne che sono state offese da chi le ha chiamate troie, puttane, cagne. Io di mestiere faccio la puttana e lo faccio con grande orgoglio. Ho sempre pensato che le donne criticano tanto il sessismo ma poi sono le prime a ritorcerlo contro altre donne. Mi è dispiaciuto molto leggere i commenti di ragazze, alcune molto giovani, criticare altre coetanee per l’abbigliamento o ridere delle “battute” offensive di ragazzi che hanno rafforzato lo stigma della zoccola che spinge molte a dividere le donne buone da quelle cattive. Ho visto tante a giustificarsi o a prendere le distanze dalle “troie” che si sono divertite nei locali con gli spogliarelli maschili, e io non posso che essere solidale con loro e con i professionisti che si spogliano per lavoro. Lo spogliarello è sex work. E’ lavoro sessuale, in cui ecciti, susciti desiderio, ricavi erotismo da chi ti sta attorno e così uomini e donne si guadagnano il pane.

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Dopo #OttoMarzo: sul web c’è una “svergognata” da lapidare

Gli strascichi dell’otto marzo purtroppo si fanno ancora sentire. Il vento insultante, misogino e moralista, di chi impone un comportamento “decoroso”, quasi in lutto, da parte delle donne che celebrano la giornata, continua ancora adesso grazie ad un pretesto usato da chi fa la divisione tra le donne perbene e quelle per male. Una donna per male, secondo i commentatori e tante, troppe, commentatrici, sarebbe quella raffigurata nella foto in basso, pubblicata sulla pagina di una discoteca milanese dopo l’evento dedicato alle donne. Non so se la ragazza sappia di essere stata fotografata, né se sia a conoscenza del fango che le sta piovendo addosso. Voglio sperare che la questione non diventi una “notizia” al punto da scatenare i paparazzi a scoprire e rendere pubblica la sua identità. Per la ragazza, che è diventata rappresentativa del peggio che esiste al mondo, è diventata comunque una gogna. Le offese piovono da ogni parte. Il carico di troia, puttana, zoccola, cagna, eccetera, arriva da uomini e da donne che tengono molto a distinguersi e a definirsi quali bravissime mogli, madri, sante donne.

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Ancora troviamo lo stesso atteggiamento normativo di sempre e ci ritroviamo a dover commentare il linguaggio disgustoso e vomitevole usato da chi ne approfitta per sfogare tutta la propria misoginia. Da parte mia mando tutta la solidarietà a questa ragazza e a tutte quelle che stanno ricevendo insulti o che vengono indirettamente rimproverate e ricondotte all’ovile da una cultura reazionaria che prende il sopravvento. Perfidi anche i commenti di certe donne che pensano che il “vero” otto marzo andrebbe trascorso in santità a guardare Suffraggette, invece che, non giriamoci attorno, a fare le troie. [Read more…]