Antisessismo, R-Esistenze, Ricerche&Analisi

Tutte le donne dei Re

Studiando le monarchie che si sono formate dopo l’era tribale, soprattutto dal 1400 al 1700, sia in oriente che in occidente, ho trovato una costante: a quel tempo le donne vivevano da schifo.

Le donne non nobili erano schiave, le nobili lo erano comunque a prescindere dalla casta di appartenenza. Molte donne venivano vendute dalle famiglie in povertà ed erano alla mercé dei padroni. Le nobili venivano cresciute esclusivamente perché obbedissero ai matrimoni combinati dalle famiglie. Non potevano rifiutarsi e ovviamente la legge diceva che sarebbero state punite per adulterio se solo qualcuno per strada passava loro accanto.

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Contributi Critici, Culture, Violenza

Concorso a premi per il miglior serial killer

Dopo l’invenzione del modello criminale più gettonato da media e forze di polizia che aspirano ad una promozione, segue il comportamento del misogino per acquisire uno status sociale invidiabile.

Procure e polizie fanno carriera e gioiscono quando possono attribuire all’egocentrico killer quella ventina di casi che altrimenti rimarrebbero ad ammuffire negli archivi e a fare numero per rafforzare le statistiche negative di chi non vuole ammettere di non capirci un tubo sulle indagini da fare per beccare stupratori e femminicidi.

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Culture, Vedere, Violenza

Misogino, violento con la ex, femminicida, cacciatore di “streghe” negli Usa

Roxanne Houston scompare misteriosamente da Taos, New Mexico, nel 2014, dove si era trasferita con il suo ragazzo dal Colorado. Si era inserita in una comunità di persone tranquille, un gruppo di persone ai margini ma solidali tra loro, a cui dava una mano e da cui era più che benvoluta. Credeva nel potere della terra, la religione wiccan, nulla a che fare con la stregoneria. Prima di sparire venne a contatto con Ivan Cales, uno che massacrava la ex moglie la quale era dovuta fuggire coi figli per timore che lui la uccidesse. Un misogino fatto e finito che dopo un alterco con l’uomo che abitava il terreno in cui la roulotte di Cales non era più gradita, lui non lo era, perché inquietante, con una pistola, per nulla incline al rispetto dei vicini, ha pensato bene di prendersela con la Roxanne, inquilina che tra l’altro stava per tornare in Colorado.

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Stalking: controllo e paura per le vittime

Lo Stalking è una delle forme di violenza più sminuite in assoluto in moltissimi stati occidentali. Negli Stati Uniti risolvono con un ordine restrittivo che viene costantemente violato e dato il sistema giudiziario fallace anche se c’è una violazione di tale ordine lo stalker viene subito rilasciato su cauzione. E’ così che si autofinanzia il sistema penale degli Usa, con i soldi dei carcerati. Perciò i poveri restano in carcere e i ricchi sono a spasso.

In Europa non va molto meglio, solo di recente per noi è stata approvata una legge che però ha delle falle perché lo stalking non viene visto come il preludio di qualcosa di più grave. Si passa dal “Ignoratelo” al “forse hai fatto qualcosa per incoraggiarlo” al “se non commette una azione davvero criminale (uno stupro o un femminicidio) non possiamo agire… abbiamo le mani legate”. Dunque si chiede alla persona che denuncia lo stalking di dimostrare attraverso copie di mail, messaggi, foto, video, roba seria, gravissima, non equivoca, che lo stalking si sta compiendo.

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Lettere al carcerato femminicida: perché le donne scrivono agli assassini

Tra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta, internet non era come ora, secondo un documentario su crime history (rintracciato su web in inglese), negli Stati Uniti scoppiò uno scandalo su un gruppo di associazioni religiose che consigliava alle donne di scrivere ad uomini in galera senza spiegare il motivo per cui stavano scontando la condanna. Alcune donne divennero vittime dei loro amici di penna non appena questi ultimi uscirono di prigione e la cosa destò scalpore. Inorridite le associazioni che ritenevano un criminale non potesse mai volgere mano violento contro un’anima buona, come se le prime vittime del criminale fossero meno che anime buone. Inorridite le istituzioni che diederò la colpa alle donne scriventi, nonostante fossero state assillate dall’idea che solo loro avrebbero potuto salvare quei criminali.

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Misogino femminicida all’italiana: Maurizio Minghella

Un altro serial killer italiota è Maurizio Minghella (Il predatore, come lo chiamano in un documentario su discovery). Anni ottanta, quando si confondeva la lotta dei compagni di sinistra finiti in galera con il vittimismo negazionista di uno stupratore e femminicida seriale.

Viene arrestato per aver compiuto cinque femminicidi a Genova. Ma tra il 1997 e il 2001. Però un’associazione che ospita “prostitute redente” lo aiuta ad ottenere la semilibertà (secondo il documentario). Tale associazione lo ospiterà poi a Torino dove gli darà lavoro mentre lui tornerà ad uccidere, seviziare, torturare e massacrare donne. Viene arrestato di nuovo nel 2001.

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Contrattacco maschilista: vendette di ex mariti e scontri tra patriarchi

Alcuni casi analizzati che possono chiarire meglio quel è la situazione negli Stati Uniti, dopo le riforme sul diritto di famiglia volute dagli antifemministi. La prosopopea vittimista dell’ex marito colpito dalla cattiveria dell’ex moglie e di chiunque la aiuti ha portato Tony Villegas a uccidere nel 2008 l’avvocatessa Melissa Britt Lewis, colpevole, secondo l’omicida, di aver aiutato l’ex moglie a proteggersi da lui, un marito violento, e ottenere la separazione e la custodia dei figli. Melissa ha pagato a caro prezzo l’aiuto dato all’amica e lui non ha mostrato pentimeto se non un miagolio all’udire la sentenza di condanna.

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Contrattacco maschilista: rogo per le donne che disobbediscono ai patriarchi

Rose Goggins sparisce nel 2010, in Tennessee. poi viene trovata la sua auto, bruciata, infine viene trovato anche il suo corpo, identica fine dell’auto. Si era scontrata con un partner violento da cui aveva avuto una bambina, ma si era scontrata soprattutto con il patriarca suocero che dall’alto della sua posizione di fattore con fucili a intimare che nessuno penetrasse la sua proprietà sfoggiava comportamenti misogini che solo la moglie parrebbe aver sopportato. Quando la ragazza decide di lasciare il partner e di trasferirsi, portando con sé la bambina, il patriarca e sua moglie non possono sopportare un tale affronto e procedono con un piano di eliminazione della schiava da riproduzione. Uccidono la ragazza e si tengono la nipote.

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Contrattacco Maschilista: uomini che temono le donne non più sottomesse

Fine anni ottanta, Long Island. Lisa Solomon scompare alla vigilia di natale. Il marito (erano sposati da tre mesi) Matthew Solomon dispera e rilascia interviste, organizza raduni e squadre di ricerca, finché un parente di Lisa non trova il corpo della donna, chiuso in un sacco per l’immondizia, in una discarica. Dopo il ritrovamento Solomon accenna ad un tentativo di contaminare le prove, così come dichiarato nel documentario dedicato alla vicenda “Il lato oscuro degli anni ottanta“. In pochi però sospettano che lui sia l’assassino.

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Contrattacco maschilista: il teorema delle “false accuse” che favorisce i femminicidi

Tiana Notice uccisa da James Carter

Nell’America di Law & Order le cose in effetti stanno un po’ male, come ho già scritto. Questa vicenda è avvenuta nel Connecticut e spiega il perché il tasso dei femminicidi negli Usa è tanto alto.

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Culture, Ricerche&Analisi

Contrattacco maschilista: padre padrone e schiava da riproduzione

Charles Vosseler è uno degli uomini più ricercati d’America (secondo il sito dell’Fbi). La vicenda ha inizio fra fine anni ottanta e metà anni novanta. Lui approccia per corrispondenza una donna la cui unica funzione dovrà essere quella di schiava da riproduzione. Secondo il virile codice del padre padrone, teneva tutto sotto controllo e lasciò la donna, dopo averla ingannata per anni e proprio quando lei aveva iniziato a non voler più subire, da un giorno all’altro, senza i figli e senza un soldo. Complici i genitori di lui che secondo il documentario Deadline: dentro il crimine sarebbero stati in contatto col figlio anche dopo la fuga.

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Contrattacco maschilista: femminicidio “in nome dei figli”

Doug Stewart ha ucciso la ex moglie Venus, è stato condannato per omicidio premeditato e solo otto anni dopo la sentenza il corpo della donna è stato – grazie agli sforzi di tanti volontari e dei familiari – ritrovato.

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Contrattacco maschilista: il serial killer che non poteva avvicinarsi al figlio

Charles Severance è un serial killer statunitense che ha ucciso tre persone che secondo lui facevano parte della lobby che gli aveva portato via la possibilità di vedere il figlio. In realtà si trattava di parenti di personaggi pubblici e lui aveva un problema con polizia e giudici che lo avevano giudicato un po’ male e gli avevano inoltrato un un ordine restrittivo con divieto di avvicinamento alla donna e al bambino.

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Contrattacco maschilista: un racconto privato

Lei scrive:

“Cara Eretica, sto leggendo con molto interesse la serie di post sul contrattacco maschilista e vorrei contribuire con una riflessione che riguarda la mia storia personale. Sono cresciuta con i racconti di una mamma femminista e mi sono trovata a vivere in un mondo che regrediva per mentalità e cultura. Mia madre mi ha cresciuta dicendo che avevo diritto a diventare qualunque cosa volessi. Mi ha insegnato ad aver fiducia in me stessa, ha alimentato la mia autostima senza affliggermi con sue eventuali insicurezze. Non è perfetta ma ha fatto un gran lavoro con me e le sono molto grata per tutto ciò che mi ha insegnato.

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