Autodeterminazione, News & Sorellanze, Personale/Politico, R-Esistenze

Notizie dalla prigione di un’agorafobica: primi passi verso l’esterno

Lei scrive:

Cara Eretica, non ho proseguito con la psichiatra a domicilio che non mi è piaciuta molto. Ho contattato una psicoterapeuta e ho fatto delle sedute in chat/video, grazie alla sua disponibilità.

Continua a leggere “Notizie dalla prigione di un’agorafobica: primi passi verso l’esterno”

Annunci
Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Le mie insicurezze sul mio corpo? Colpa del sessismo. Colpa dei maschilisti!

Lei scrive:

Le varie fasi della mia vita, con i vari cambiamenti del mio aspetto sono sempre state caratterizzate dai giudizi altrui. Vorrei riassumerli, con rabbia, perché è quella che mi porto dentro da molto tempo. Potremmo tutte stare bene con noi stesse se solo certa gente decidesse di tacere.

Continua a leggere “Le mie insicurezze sul mio corpo? Colpa del sessismo. Colpa dei maschilisti!”

La posta di Eretica, News & Sorellanze, Personale/Politico, R-Esistenze

Notizie dalla prigione di un’agorafobica: l’incontro con la psichiatra a domicilio

QUI i suoi primi messaggi. Sulla categoria News & Sorellanze ecco un altro suo aggiornamento:

Continua a leggere “Notizie dalla prigione di un’agorafobica: l’incontro con la psichiatra a domicilio”

La posta di Eretica, Personale/Politico

E sì che avevo re-imparato ad abbracciarti

Lui scrive:

“Vorrei che il treno si fermasse lì, in mezzo alla campagna marchigiana. Che quella stazioncina non arrivasse mai. Nonostante sia il periodo dell’anno che preferisco questo per andare da mamma e papà. Con gli alberi in fiore, le fave e i carciofi da cogliere e il canto dell’usignolo la notte. Ma no, questa primavera vorrei essere altrove, In qualsiasi altrove. Non questa volta che ci sei anche tu, non questa te. Quella te che è di nuovo in crisi, quella te che ha perso di nuovo le misure del mondo, quella te che mi ha obbligato non più di una settimana fa ad andare a raccogliere i cocci che hai lasciato in un’altra città, a scusarmi, a vergognarmi.

Continua a leggere “E sì che avevo re-imparato ad abbracciarti”

Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze

Sono “anormale” e me ne vanto!

Ogni volta che leggo commenti su una pagina facebook subito dopo quasi me ne pento. Non perché io sia una snob ma perché mi sento davvero offesa da certe affermazioni. Che si tratti di un omicida, di un violento, di un omofobo, di un fascista, di uno che aggredisce i passanti o di una persona che scrive cose orribili la giustificazione è sempre la stessa: pazzo, malato mentale, da Tso, deve farsi curare, da rinchiudere, eccetera. Così non si fa altro che dimostrare tutto il contrario di quel che spesso si vuole dire. La violenza di genere, per esempio, è frutto della cultura sbagliata che viene diffusa anche grazie a queste giustificazioni. Non si realizza per pazzia ma perché quella cultura appartiene a chi commette quei crimini. L’omofobia/transfobia, anche quella, è frutto della cultura che legittima ogni aggressione a persone gay, lesbiche, trans.

Continua a leggere “Sono “anormale” e me ne vanto!”

Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

La violenza invisibile: “Non avevo lividi. Era comunque un abuso”.

Stavo con il mio ragazzo solo da pochi mesi quando lui ha suggerito di andare a vivere insieme, in una zona in cui non conoscevamo nessuno: avrei potuto finire l’università vivendo della mia borsa di studio, mentre lui avrebbe lavorato. «È la cosa più romantica che mi abbiano mai detto», gli ho risposto. Avevo ventidue anni e lui ne aveva ventuno.

Continua a leggere “La violenza invisibile: “Non avevo lividi. Era comunque un abuso”.”

Antiautoritarismo, Autodeterminazione, MenoePausa, Personale/Politico, R-Esistenze

Psichiatria e farmaci: non rappresentano sempre il demonio

Vorrei raccontare il mio punto di vista su un argomento che penso vada trattato senza usare stereotipi. Leggo i commenti sotto un post che parla di depressione e tali commenti generalizzano su quel che è oggi la psichiatria e sulla pericolosità degli psicofarmaci. Dal personale al politico, eccomi.

Anch’io so quanto sia stata dannosa la psichiatria per le donne e quanto potrebbe esserlo ancora oggi ma, la mia esperienza mi dice che, bisogna valutare di caso in caso. Dopo che mi è stato diagnosticato un problema che richiede terapie continue la mia voglia di vivere e lottare per un po’ è venuta meno. Non sapevo fino a quel momento quali effetti potesse avere la depressione. Soffrivo già di disturbi alimentari ma non avevo considerato di rivolgermi ad uno psichiatra. Avevo invece intrapreso un rapporto di analisi con una brava psicologa che mi ha aiutato molto. La vita, le tante cose da fare, hanno fatto il resto. Fortuna che ci sia un lato di me che prende le cose con ironia e anche questo mi ha aiutato.

Ma quando mi sono sentita vulnerabile e impotente tutto è tornato a galla e quel tutto comprendeva un livello di depressione che mi ha impedito di uscire di casa per molto tempo, ha resettato i miei tempi di vita, non avevo interesse per tante cose che mi avevano reso attiva fino a quel momento e con molta difficoltà, conoscendo le battaglie dei collettivi antipsichiatrici, ho dichiarato a me stessa che non ce l’avrei fatta da sola e così ho chiesto aiuto.

Continua a leggere “Psichiatria e farmaci: non rappresentano sempre il demonio”

Personale/Politico, R-Esistenze, Storia di Aria, Violenza

Storia di Aria: il disturbo da stress post traumatico

E’ il secondo capitolo della mia storia. Il primo lo trovate qui.

Sicuramente avrete sentito parlare di quello che succede ai soldati che tornano da guerre che li hanno traumatizzati. Vivere sempre nella paura, dormire con un solo occhio e con un’arma in mano, con l’idea che prima o poi qualcuno ti beccherà nel sonno e dovrai difenderti. Il terrore mentre senti il “nemico” avvicinarsi e parlo di terrore autentico, quello che ti fa salire l’ansia a mille e che ti causa un attacco di panico dopo l’altro. D’altro canto per me vivere con una persona violenta ha voluto dire anche avere un falso senso di sicurezza, pensare che avevo tutto sotto controllo. Se facevo quel che lui voleva sarebbe andato tutto bene. In realtà non andava bene nulla e quando lui mi picchiava, per quanto io cercassi di giustificarlo trovando una ragione che lo avesse reso violento, di motivi non ce n’erano. Erano sfoghi di ira, volontà di fare del male.

Continua a leggere “Storia di Aria: il disturbo da stress post traumatico”