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Una donna non vale meno se indossa abiti succinti

Questo è un lungo messaggio che Josh Weed ha pubblicato tramite il suo account Twitter. Mariella del Gruppo di Abbatto i Muri l’ha tradotto per noi.

“Sono un uomo gay cresciuto in un contesto eteronormativo. Una delle cose che mi hanno sempre lasciato basito in questo mondo è la cosiddetta cultura della “modestia”.

La più importante premessa della cultura della “modestia” è che le donne debbano vestirsi in modo da non provocare una reazione sessuale negli uomini, il che è una assurdità.

Io penso che sia assolutamente inconcepibile che un uomo possa guardare una donna e dire “Io penso che tu debba indossare qualcos’altro perché vedere la tua pelle mi eccita sessualmente. E questa eccitazione è così forte che non riesco a gestirla in maniera adeguata. Quindi per favore cambiati i vestiti”

Questa è UNA FOLLIA. Specialmente quando poi gli uomini cominciano a dire che una donna “vale di più” se si veste in un certo modo, come se coprire la pelle in qualche modo aumentasse il valore della donna, solo perché così non sollecita una reazione sessuale negli uomini. E quindi, se una donna NON fa questo? Beh, allora un uomo ha diritto di criticare una donna, insultarla, chiamarla troia e poco di buono. Tutto perché *lui* sta avendo una reazione sessuale!

Notizia sconvolgente: il valore di una donna è IMMUTABILE. È inviolabile. Non cambia con quello che indossa o non indossa. Non cambia a seconda che faccia o meno sesso.

E la sessualità di un uomo è LA SUA ESCLUSIVA RESPONSABILITA’

Volete sapere come lo so? Perché in tutta la mia vita non ho mai detto a un uomo come vestirsi, sebbene il corpo maschile mi ecciti sessualmente.

Non ho mai detto a un uomo che dovrebbe indossare una maglietta quando va a correre d’estate con il caldo. Non ho mai detto a un uomo di essere modesto.

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Cara Franca Leosini: lo stupro non riguarda l’aspetto della vittima

 

Credete realmente che sia avvenuta questa violenza? Il fascino della signora Rosa Bazzi non era di un fulgore ustionante!”

Questo è quello che ha detto Franca Leosini a proposito di ciò che ha dichiarato la Bazzi a sua difesa. Sarà anche una bugia ma il fatto che non sia credibile non è dovuto al suo aspetto fisico. Lo stupro non è un premio alla più bella del reame. E’ una violenza che riguarda moltissime donne, di qualunque età, colore, forma, aspetto.

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Abuso, senso di colpa e il tanga di battaglia

Quante fra voi hanno subito un abuso e poi non hanno detto niente a nessuno per paura di essere giudicate? Scommetto che siete tantissime e io sono una di voi. Oggi una persona che conosco, al telefono, mi ha ricordato un episodio vissuto da lei. Aveva 26 anni, non era una bambina, eppure anche un’adulta, come sapete, può subire abusi. La vicenda andò così: quel giorno lei indossava un paio di pantaloni leggeri e trasparenti. Si intravedeva il tanga che usava abitualmente. Di solito altre la giudicavano esibizionista o un po’ zoccola. Non ci fosse stato di mezzo quello stigma rafforzato da donne guardiane della morale probabilmente a lei non sarebbe successo nulla.

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Sono stata stuprata da un branco di italiani, perciò sono stati assolti

 

Lei scrive:

Cara Eretica,

anni fa io sono stata stuprata da tre uomini, romani de Roma, in un quartiere di periferia, dove i politici vengono solo per chiedere voti e dove il degrado non c’entra con gli immigrati. Vivevo in un posto in cui ancora oggi non ci sono servizi e per prendere la metropolitana devi prima attraversare chilometri a piedi e in autobus. Ho denunciato quegli uomini ma il processo è stato una farsa. La mia parola contro la loro. Un padre di famiglia e due “bravi lavoratori” come li ha definiti l’avvocato difensore. Il mio avvocato ha fatto quello che ha potuto ma quei tre non erano immigrati, quindi è stata tutta colpa mia, me la sono cercata e i tre dissero che era stato tutto consensuale. La moglie del “padre di famiglia” mi ha urlato contro e per poco non mi metteva le mani addosso. Per lei ero solo una puttanella che aveva portato il marito, padre di due figli, sulla cattiva strada. Ero una rovina famiglie, una che li voleva rovinare. Gli altri due avevano madri e padri che li appoggiavano. Le lodi per i due non finivano mai e i genitori d’altro canto erano brava gente che non poteva credere al fatto di aver cresciuto due stupratori.

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“E allora Pamela?” è diventato il nuovo “E allora le foibe?”

Lo stupro è stupro, chiunque sia a compierlo. Qualunque sia il colore della tua pelle, la tua cultura, la tua religione. Se stupri sei uno stupratore, punto e basta.

La narrazione tossica di questi anni però è fatta di una strumentalizzazione fascista degli stupri commessi da stranieri (meno del 7%) negando ogni stupro commesso da italioti (un po’ più del 93%). Quello che la destra fa è disinnescare la potenza di chi combatte per difendere i propri diritti e metterti di fronte ad un vittimismo che riguarda proprio loro, gli uomini, quelli fascisti.

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Essere stuprata da un bianco non è mai accettabile

la frase sarebbe stata ripresa da qui

 

Mi piace il sesso. Non mi fraintendete. Ma il sesso non è stupro. Il sesso è consensuale. Non è sodomia per punirti. Non è un cazzo in gola per zittirti. Non è una mano che schiaccia la testa sul terreno per toglierti libertà. Le mani di chi mi ha fatto del male, nel corso della mia vita, erano bianche, lo sono ancora. Il viso di chi mi ha stuprata è bianco. Il pene che ho dovuto “assaggiare” è bianco.

Non ho pensato di poter tollerare quello stupro perché subito da un uomo bianco. Lo stupro è stupro e leggere certe cose mi fa ribrezzo, per quanto sia consapevole che non ci si potesse aspettare di meno da chi propaga cultura razzista e fascista. Il punto è che l’uomo bianco, eterosessuale, si sta adoperando per deresponsabilizzare il maschio bianco e criminalizzare l’uomo nero. E’ un bel capro espiatorio per qualunque crimine commesso contro le donne.

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Ivan Cattaneo e la cultura dello stupro

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“Rifiutare una donna è peggio che violentarla” ha affermato Ivan Cattaneo durante una conversazione tra concorrenti del Grande Fratello Vip. Come non bastasse questo lui ha continuato dicendo che nello stupro, almeno, la donna si sente “oggetto del desiderio”.

Generalizzazioni (sue) a parte, non so quali esperienze abbia avuto il cantante, ma trovo le due affermazioni di una gravità inaudita. Immagino che Cattaneo non abbia mai subito uno stupro e non possa sapere come ci si sente, dunque, forse, vale la pena ricordarglielo.

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