La R-Esistenza delle vittime di violenza di genere

lei scrive:

cara eretica,

sono una delle tante ragazze che ha subito uno stupro. ho detto no ma lui ha insistito, parecchio, e mi ha presa per stanchezza. alla fine stavo all’angolo, non ce la facevo più. non sapevo come uscirne se non dandogli quello che voleva per poi tornare libera. dicono che la costrizione psicologica, il ricatto, non siano fondamenti di uno stupro, ma per me lo sono stati. mi sono sentita senza via d’uscita, ho anche temuto per la mia vita, ho pensato che mi avrebbero dato la colpa se ne avessi parlato e infatti non l’ho fatto. lui continua a frequentare i posti in cui vado e gli amici che vedo.

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Il linguaggio maschilista e sessista di Mra, RedPillers, Pua, Mgtow

Abbiamo già parlato degli Mra i cui membri riconoscono come fondatore e padre spirituale Paul Elam di cui abbiamo già parlato qui. A Voice for Man è una testata online di riferimento per queste ed altre persone che la pensano in egual modo.

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Stuprata: mi sento sporca, interrotta, in colpa

Lei scrive:

“Ciao Eretica,
inizialmente desideravo scriverti per raccontarti di un’esperienza magnifica vissuta l’8 Marzo: sono una studentessa fuori sede al primo anno e sono passata dall’ambiente di un paesino chiuso e bigotto ad un ambiente di larghe vedute e ricco culturalmente che è la città in cui vivo. Sfortunatamente non ho potuto prendere parte alla giornata dell’8 Marzo per motivi di salute (per nulla gravi) ma ho avuto il piacere di assistere al corteo del pomeriggio: che dire?

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Stuprata e stupratore insieme su Ted per raccontare quello che è accaduto

 

Qui l’articolo in lingua originale, tradotto da Beatrice Toniolo. Personalmente ho molte riserve su questo e mi piacerebbe sapere che ne pensate. Buona lettura.

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Nell’ottobre 2016 un nutrito gruppo di persone si è riunito a San Francisco in occasione della conferenza TED Women 2016, il cui tema quest’anno era lo scorrere del tempo. Tra gli oratori saliti sul palco, Thordis Elva e Tom Stranger, che hanno raccontato di una notte del 1996, quando Stranger violentò Elva, all’epoca la sua ragazza. Questo intervento ha avuto un forte impatto sul pubblico ed il video è ora disponibile online. Di seguito, alcune domande poste alla fine della conferenza.

Questo è un argomento incredibilmente personale. Perché avete deciso di rendere pubblica la vostra storia? [Read more…]

Solidarietà da Pisa sui fatti di Parma

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Varie realtà Pisane si sono unite alle compagne di Romantik Punx e Guerriere Sailor che hanno denunciato quello che è successo a Parma. Questo è il comunicato che hanno inviato e che volentieri condividiamo.

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Solidarietà da Pisa sui fatti di Parma

Subito dopo la manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne Non Una Di Meno del 26 novembre, abbiamo letto il comunicato di Romantik Punx e Guerriere Sailor 4 Crepe. Circa i fatti di Parma nella sede della RAF: come riparare 4 crepe prima che qualcosa si rompa per sempre”. Siamo venute così a conoscenza di un tremendo episodio, successo nel settembre 2010 nell’ex sede della Rete Antifascista di Parma: alcuni individui hanno preso parte attivamente e/o come spettatori allo stupro di gruppo di una ragazza in stato di incoscienza, “aggravato dalla penetrazione coatta con un fumogeno”, si legge. La terribile violenza è stata documentata da un video circolato nei mesi successivi tra decine e decine di persone, senza diventare oggetto di denuncia, ma piuttosto di denigrazione e isolamento nei confronti della ragazza che da quella notte vive in un incubo.

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#SessismoNelMovimento: non solo parole ma iniziative rumorose

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Lei scrive:

Cara Eretica volevo contribuire alla riflessione con uno sfogo, se volete, a partire dal fatto che credo che in tante, anche nei luoghi militanti, non solo in casa, a scuola, al lavoro, nella società tutta, veniamo classificate a seconda della libertà sessuale che ci concediamo. Puttane, tutte quante. Puttana anch’io.

Ma che ne so che vuol dire “puttana” nella testa di chi ogni tanto mi chiama così. Cosa ne so di quello che vuol dire antisessismo tra compagn*, dato che la maggior parte delle volte in cui sono stata definita troia è proprio dalle partner dei “compagni”. Non penso che il problema sia solo dei ragazzi che continuano a pensare alle lotte in modo separato. Se fai l’antirazzista resti in silenzio se uno stupra la ragazzina nel centro occupato, e se fai l’antifascista ti comporti come un ultrà che difende solo la sua zona, come tifosi della curva nord o sud a seconda dello stadio in cui avviene la partita. Io so che in vita mia mi sono ritrovata a lottare con altri ma anche da sola, mentre vedevo ragazzini che non sanno niente di niente e ripetono slogan alla cazzo, tanto per fare, per sentirsi parte di qualcosa, ma senza avere sul serio maturato una coscienza politica che li faccia rendere conto dello spazio che occupano, di quello che fanno, delle relazioni che intraprendono.

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#Parma #NoiStiamoConDebora: un aggiornamento da Guerriere Sailor e Romantik Punx!

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Lunedì eravamo con Claudia. Lunedì eravamo Claudia. O forse eravamo Debora. Eravamo Debora, Laura, Valeria, Lisa, Daniela, Mara, Francesca, Ilaria, Alessandra, Stefania, Paola, Chiara o Genoveffa. Eravamo tutte vittime, tutte puttane. Eravamo insieme alle ragazze e i ragazzi dell’ArtLab di Parma che con coraggio hanno invertito la rotta e a cui deve andare tutto il nostro sostegno. Eravamo fuori da un Tribunale in cui non si è svolto nulla di diverso rispetto alle nostre aspettative: la banalità prevedibile del male che è fatta anche di una linea difensiva basata sulla rivendicazione del candore e dell’innocenza morale degli accusati (e dei loro testimoni) a discapito della presunta sordida condotta sessuale della vittima. Curriculum etico ed intimo che pare possa sbilanciare e confondere il concetto stesso di “consenso”.

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#Parma #NoiStiamoConClaudia – Chi stupra non è un compagno!

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Facciamo che non cali l’attenzione su quello che sta vivendo Claudia, vittima di stupro di gruppo a Parma, in uno spazio “compagno”, filmata e in seguito oggetto di commenti offensivi di ogni tipo grazie al video girato durante quella serata e diffuso poi per gioco di telefonino in telefonino. L’aggiornamento riguarda il fatto che il 19 dicembre c’è stata una ulteriore udienza in cui sono stati sentiti alcuni testimoni favorevoli agli accusati e all’esterno c’era un nutrito gruppo di persone a sostenere Claudia contro la maniera banalmente scontata con la quale lei viene processata.

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Circa i fatti di Parma nella sede della RAF: come riparare 4 crepe prima che qualcosa si rompa per sempre

25novembre

Sicuramente ricorderete la vicenda di Parma, su alcuni ragazzi accusati di stupro di gruppo dentro uno spazio autogestito e “antifascista” ai danni di una ragazza che era del tutto incosciente. Il processo che vede imputati i ragazzi scaturisce dall’indagine su un video in cui si vede quello che era successo e che è diventato prova per una accusa di stupro di gruppo. A margine della vicenda che vede la ragazza abbastanza sola ad affrontare le udienze c’è l’indifferenza o, peggio, la banalizzazione da parte di compagni e compagne che fanno muro a difesa degli accusati invece che a difesa della “presunta” vittima. A rompere il silenzio sono intervenute alcune realtà (Generiot, ArtLab Occupato, Casa Cantoniera Autogestita, Rete Diritti in Casa, Parma Antifascista).

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