Culture, Vedere, Violenza

La misoginia della polizia e il femminicidio giustificati con la “teoria del serial killer”

Negli Usa si intende per serial killer chi commette più di tre delitti. Si dovrebbe dire che però c’è chi mette quel criminale in condizione di farlo, di agire nell’impunità. Perché le leggi degli anni settanta e ottanta e metà anni novanta non avevano molta dimestichezza con il concetto di violenza di genere.

Prendi il caso di Jhon Acroyd, un balordo stupratore che è stato denunciato da una vittima che gli è per caso sopravvissuta. Peccato che non le credettero e credettero a lui che disse che aveva solo ceduto alle avances che lei aveva fatto. Lei si chiamava Marlene e se l’avessero creduta non ci sarebbero stati i delitti e le sparizioni della highway 20. Marlene Gabrielsen è stata di recente intervistata e ha ribadito che la sua testimonianza è stata completamente ignorata e che lei era stata criminalizzata dall’allora polizia machista del luogo. Siamo in Oregon. La denuncia risale al 1977.

Nel 1978 Kaye Turner, una che correva per le strade per conto suo, sparì improvvisamente. In seguito si seppe che la moglie di Acroyd aveva visto il marito e il suo amico tornare strapieni di sangue e si era bevuta, per quieto vivere, la storiella del cervo scannato. In realtà lui osò perfino presentarsi per la ricompensa per chi ritrovava il corpo della donna, beffa nella beffa. Lui poi sarà condannato per questo delitto all’ergastolo.

A fine anni ’80 sparisce Rachanda PIkle, figliastra di Acroyd, che era diventata adolescente, subiva molestie e perciò lo aveva denunciato. Peccato non le credettero, così come ad altre nella sua stessa condizione. Altre sue compagne di scuola denunciano la totale indifferenza delle istituzioni ogni qual volta una ragazza denunciava di subire molestie dal patrigno. Quel patrigno non gliela perdonò e la uccise. Le ricerche continuarono fino al ’93 ma lui non disse mai dove aveva abbandonato il corpo.

Nel 1992 spariscono Melissa Sanfers e Sheila Swanson, in vacanza da quelle parti e adocchiate da Acroyd. Solo dopo molti anni lui fu fermato e condannato e tutto perché non hanno ascoltato la sua prima vittima di rapimento e stupro. Ecco come negli Stati Uniti fabbricano i serial killer, grazie all’incompetenza e all’indifferenza sulle questioni di genere della polizia che tra l’altro “se non c’è corpo non c’è reato”, affermano.

Quante balle ci hanno propinato sulla loro giustizia immacolata e giusta.

La ricerca continua.

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