Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

C’era una volta la bambina e il nonno che le insegnava a far “pompini” ai grandi

Lei scrive:

Cara Eretica, ti scrivo perché vorrei condividere la mia storia in forma anonima (è importante, vorrei tutelare la mia sicurezza).

Da qualche settimana vedo andare in onda su canale 5 la serie “Non Mentire”, che racconta la vicenda di un’insegnante che viene stuprata dal padre di un alunno, il quale è un brillante chirurgo vedovo, ricco, bello, sempre misurato, sempre cortese, sempre professionale, sempre puntuale, sempre il migliore. La protagonista lo denuncia la mattina seguente, ma lui nega tutto. E in assenza di prove, e di fronte all’apparente candore dell’accusato, il caso non viene portato avanti. Con il proseguire della serie, seguendo le ricerche della protagonista e conoscendo meglio il presunto stupratore, si scopre che la facciata scintillante nasconde in realtà una personalità oscura. Si scoprono altre vittime, si scopre una metodologia fissa nel modo di orchestrare le aggressioni (nel caso specifico, lui usava il GHB per rendere le vittime incoscienti), e si scopre addirittura che era stato lui stesso a premeditare il suicidio della ex moglie.
Ecco, vedere tutto questo passare in tv mi ha fatto l’effetto di una bomba.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Io, tredicenne, sessualmente sfruttata da adulti

Lei scrive:

Cara Eretica, non è facile per me raccontare quello che voglio dirti, ma credo possa servire ad altre e dato che io l’ho già superata vorrei che almeno la mia esperienza possa essere utile a qualcuno.

A 18 anni sono andata via da casa dove avevo vissuto per anni con mia madre, una donna completamente fuori di testa, violenta ed egoista, e il mio patrigno il quale per me è rimasto sempre un punto di riferimento. Mia madre mi ha sempre disprezzata, mi ha sempre detto che ero grassa, non potevo piacere a nessuno e che facevo venire il vomito a chiunque mi stesse a sentire. A tredici anni ero in quella situazione tipica di una adolescente che vorrebbe mandare ‘affanculo chiunque, così scappai di casa e per quasi un anno sono stata “accompagnata” da un uomo più grande che mi ha fatta prostituire con i suoi “amici”.

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Autodeterminazione, R-Esistenze

Per vent’anni ho parlato di stupro a ragazzi adolescenti. Ci sono cose che ancora non sanno!

Di: LAURIE HALSE ANDERSON (15 Gennaio 2019)

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Francesca e Giulia del gruppo Abbatto i Muri

Anderson è autrice di successo di numerosi libri per bambini e ragazzi, tra cui ‘Speak’ e ‘Chains’ (NdT: Nella versione italiana: ‘Speak- Le parole non dette e ‘Catene’, inedito in Italia), entrambi finalisti ai National Book Awards (NdT: Premio letterario statunitense). La sua autobiografia, SHOUT, sarà pubblicata a Marzo 2019.

Ho cominciato a visitare le scuole vent’anni fa. È stato dopo la pubblicazione del mio romanzo, ‘Speak’, che racconta la storia di un’adolescente che combatte contro le conseguenze emotive di uno stupro. Viene comunemente letto nelle scuole superiori e nei corsi di letteratura universitari, e si è dimostrato un utile trampolino di lancio per iniziare conversazioni sulla mitologia dello stupro, la violenza sessuale e il consenso.

Pensavo di aver compreso lo stupro. È successo a me quando avevo 13 anni. Immaginavo che il mio lavoro fosse quello di rappresentare un modello di sopravvivenza, e di mostrare ai lettori come parlare apertamente dopo essere stati abusati, molestati o aggrediti. Davo per scontato che avrei dovuto parlare alle ragazze.

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Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Sesso con l’allieva minorenne, lui condannato. Il Tirreno ne parla come fosse un martire

Leggete questa notizia (screenshot in basso), osservate come viene descritta la faccenda riguardante un adulto cinquantenne condannato per atti sessuali con una minorenne. Lui coach di una squadra di pallavolo e lei una delle sportive che ne fanno parte. Quindi lui con un ascendente e un ruolo educativo nei confronti delle ragazze della squadra e lei una allieva.

Se si fosse trattato della situazione inversa, una donna con un minorenne, ne avrebbero parlato dipingendo la colpevole come una pedofila priva di morale, una orrenda criminale senza alcuna giustificazione. Però si tratta di un uomo e l’articolo de Il Tirreno parla della faccenda usando termini come “bacio proibito”, “scappatella”, “vulnerabile” e “debolezza” trasformando il condannato in un martire.

Tutto per raccontare come lui povero uomo abbia poi perso il lavoro e sia stato lasciato dalla moglie per questa “scappatella”. Oltre alla banalizzazione della violenza c’è il fatto che si parli più volte di “rapporto consensuale” come se quella presunta consensualità non fosse ritenuta tale solo per una semplice questione di età. Ma quell’uomo era una figura che doveva avere ruolo educativo nei confronti delle allieve e dall’alto di quel ruolo non avrebbe proprio dovuto pensare a “non aver saputo resistere”, per usare una descrizione ridicola del giornalista.

Il messaggio, dunque, anche da parte di chi scrive in un qualunque giornale, deve essere chiaro e preciso: questa cosa non si fa. Gli alunni e le alunne non possono essere oggetto di “desiderio” da parte degli insegnanti, qualunque sia il loro sesso e la loro età, degli insegnanti intendo.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, R-Esistenze

Critichi Salvini? Arriva il branco a darti della brutta & t.r.o.i.a.

Una ragazza ci scrive questo:

“Questi sono solo alcuni dei commenti sotto ai vari post che parlano del video di quella ragazza sarda che ha “insultato” Salvini. Sono lo specchio dell’Italia che ci circonda, di questi social che ci hanno dato la libertà di vomitare l’impossibile addosso al prossimo senza filtri, di dare libero sfogo al mostro che ci abita dentro. Mi vergogno. Ho paura. Non è questo il mondo in cui voglio vivere. Anna”

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Autodeterminazione, R-Esistenze

Una donna non vale meno se indossa abiti succinti

Questo è un lungo messaggio che Josh Weed ha pubblicato tramite il suo account Twitter. Mariella del Gruppo di Abbatto i Muri l’ha tradotto per noi.

“Sono un uomo gay cresciuto in un contesto eteronormativo. Una delle cose che mi hanno sempre lasciato basito in questo mondo è la cosiddetta cultura della “modestia”.

La più importante premessa della cultura della “modestia” è che le donne debbano vestirsi in modo da non provocare una reazione sessuale negli uomini, il che è una assurdità.

Io penso che sia assolutamente inconcepibile che un uomo possa guardare una donna e dire “Io penso che tu debba indossare qualcos’altro perché vedere la tua pelle mi eccita sessualmente. E questa eccitazione è così forte che non riesco a gestirla in maniera adeguata. Quindi per favore cambiati i vestiti”

Questa è UNA FOLLIA. Specialmente quando poi gli uomini cominciano a dire che una donna “vale di più” se si veste in un certo modo, come se coprire la pelle in qualche modo aumentasse il valore della donna, solo perché così non sollecita una reazione sessuale negli uomini. E quindi, se una donna NON fa questo? Beh, allora un uomo ha diritto di criticare una donna, insultarla, chiamarla troia e poco di buono. Tutto perché *lui* sta avendo una reazione sessuale!

Notizia sconvolgente: il valore di una donna è IMMUTABILE. È inviolabile. Non cambia con quello che indossa o non indossa. Non cambia a seconda che faccia o meno sesso.

E la sessualità di un uomo è LA SUA ESCLUSIVA RESPONSABILITA’

Volete sapere come lo so? Perché in tutta la mia vita non ho mai detto a un uomo come vestirsi, sebbene il corpo maschile mi ecciti sessualmente.

Non ho mai detto a un uomo che dovrebbe indossare una maglietta quando va a correre d’estate con il caldo. Non ho mai detto a un uomo di essere modesto.

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Antisessismo, Critica femminista, R-Esistenze

Cara Franca Leosini: lo stupro non riguarda l’aspetto della vittima

 

Credete realmente che sia avvenuta questa violenza? Il fascino della signora Rosa Bazzi non era di un fulgore ustionante!”

Questo è quello che ha detto Franca Leosini a proposito di ciò che ha dichiarato la Bazzi a sua difesa. Sarà anche una bugia ma il fatto che non sia credibile non è dovuto al suo aspetto fisico. Lo stupro non è un premio alla più bella del reame. E’ una violenza che riguarda moltissime donne, di qualunque età, colore, forma, aspetto.

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Antisessismo, Autodeterminazione, MenoePausa, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

Abuso, senso di colpa e il tanga di battaglia

Quante fra voi hanno subito un abuso e poi non hanno detto niente a nessuno per paura di essere giudicate? Scommetto che siete tantissime e io sono una di voi. Oggi una persona che conosco, al telefono, mi ha ricordato un episodio vissuto da lei. Aveva 26 anni, non era una bambina, eppure anche un’adulta, come sapete, può subire abusi. La vicenda andò così: quel giorno lei indossava un paio di pantaloni leggeri e trasparenti. Si intravedeva il tanga che usava abitualmente. Di solito altre la giudicavano esibizionista o un po’ zoccola. Non ci fosse stato di mezzo quello stigma rafforzato da donne guardiane della morale probabilmente a lei non sarebbe successo nulla.

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