Tra le donne più isolate e quindi più nascoste ci sono quelle affette da disturbi mentali. Ancora oggi vi sono famiglie che si vergognano della condizione delle loro figlie e le inducono a sentirsi in colpa. Se la famiglia non le sostiene loro non chiederanno aiuto e anche se potranno farlo tanto non basterà a salvarle dalla direzione a senso unico verso la quale vergogna e colpa le conduce.
Vi sono situazioni in cui la donna che ha un disturbo mentale viene semplicemente ignorata o a lei viene data la colpa di essere diversa e anormale. Così la famiglia si protegge, attraverso la rimozione della responsabilità che dovrebbe assumersi. Lo stesso vale per la società che rimuove il problema spingendo le donne ad essere rinchiuse, nascoste, in luoghi in cui viene attuato controllo ovvero in piccole stanze di case in cui a loro non è consentito provare alcuna forma di speranza.
Tutte le donne che hanno avuto o attraversano periodi difficili vengono spinte a nascondersi. Si fanno male, di nascosto. Si abbuffano, di nascosto. Vomitano, di nascosto. Digiunano, di nascosto. Ingeriscono pillole, di nascosto. Piangono, di nascosto. Perché nessuno deve sapere, ne va dell’onore familiare e della reputazione di una rete collettiva che non sa sostenerle quindi ripiega sullo stigma. Sono le donne nascoste ad avere un problema, loro soltanto, non la società, non la famiglia, non gli amici, non i conoscenti.
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