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Ho subito violenza ma per molt* #MeLaSonoCercata

Lei scrive:

Cara Eretica,
ti racconto una storia che poche persone conoscono.
Avevo 19 anni, ero fresca di maturità e, per tanti motivi, stavo male. Dormivo per giorni interi. Mi tagliavo. A volte, prima di uscire, frugavo fra i medicinali di mia madre per trovare qualche pastiglia da ingoiare, qualcosa che avesse un vago effetto rilassante o stordente. Cercavo i fogli illustrativi su internet e me le calavo. Per fortuna mia madre non prendeva psicofarmaci.

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Una stanza tutta per noi. Primo capitolo: L’invito

Questo è il primo capitolo di un lungo racconto Horror che sto scrivendo. In attesa della pubblicazione dell’intero racconto non appena lo avrò concluso. Buona lettura!

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Una Stanza Tutta Per Noi

1° Capitolo

L’invito

Estate. Il sole è alto e la città è deserta. Le uniche persone rimaste in città sono spesso incapaci di apprezzare la natura, un po’ di relax, una vacanza. Sono persone a cui capita di sentir dire che la città è più bella quando non c’è nessuno ad attraversarne le strade. Potrebbero definirsi soggetti la cui caratteristica principale è la misantropia. Persone che non amano stare a contatto con nessun altro. In fondo snob, senza capacità di empatizzare con chi è diverso da loro. Senza capacità di apprezzare la diversità. È in questa città così deserta che troviamo due gruppi di persone, apparentemente dissimili e uniti dallo stesso sforzo di evitare altra gente che ride, sussurra, gioisce, si diverte.

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#metoo: se anche i compagni di lotta sminuiscono le violenze

Lei scrive:

Ci sono stati i #metoo – tanti, non tutti probabilmente. Qualcun* l’ha postato per denunciare una violenza subita, qualche altr* senza credere che possa servire più di tanto. Qualcun* per dire che ci sono tanti modi di abusare e che tutti sono parte di un problema sistemico che ci rende oggetti, da possedere e su cui rivendicare diritti di proprietà.

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Una riflessione sulla campagna #me-too: è il contesto che normalizza la violenza di genere

Lei scrive:

Cara Eretica,

Spero di riuscire, scrivendo, a mettere da parte un po’ della rabbia che mi invade quando leggo e poi ripenso ai commenti e alle reazioni che imperano sulla stampa e sui social italiani in merito al sistema di abusi sessuali, ricatti e potere che è in questi giorni venuto alla ribalta sulla stampa internazionale.

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Asia Argento: vittima di violenze e di chi fa victim blaming

Lo sa Asia Argento e lo sappiamo noi che il victim blaming è uno sport assai praticato in Italia. Si dà la colpa alle donne vittime di violenze quasi sempre. Capita alla adolescente che è vittima di stupro di gruppo e a quella che viene stuprata per mesi, a volte per anni, da persone che incutono soggezione, ricattano, ti fanno sentire sempre sbagliata. Lo sa chi subisce violenze sul lavoro o da parte di chi minaccia di pubblicare online foto scabrose della vittima.

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#Skioffi e la non-arte di un rutto misogino

Io non penso che certe manifestazioni di pensieri di merda vadano censurate. Direi che questi sottoprodotti di subcultura machista mettono in scena quel che tanti coglioni pensano. Scusate il mio gergo ma scrivo di pancia dopo aver visto questo video. Di pancia gradirei che un meteorite si scagliasse su questo coso che probabilmente pensa perfino di essere un artista. Razionalmente mi rendo conto che la vista di questo video, con codesto signore che tratta una donna come una bambola realmente inanimata, cioè defunta, cadavere, finita, suscita un dolore forte, così forte da produrre, a mio avviso, l’effetto opposto.

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The Red Pill: un documentario di parte su Mra & company

Cassie Jaye viene descritta come una capacissima documentarista in grado di affrontare argomenti complessi sulle questioni di genere. Io non la conoscevo e curiosa di capire quale fosse la sua idea su una questione che io ho affrontato per parecchio tempo, avendo interesse a indagare, ascoltare – superando diffidenza e pregiudizi – perfino opinioni che sono totalmente opposte alle mie, ho iniziato a vedere il suo ultimo documentario in cui lei parla degli Mra. Intervista persone che fanno parte di quel gruppo, ideologi e oratori/oratrici schierati in quella direzione, confrontando pareri degli Mra con quelli di femministe più o meno radicali (radical feminist degli Stati Uniti) che per l’impostazione filo-istituzionale, per legami con il potere politico ed economico, per l’appartenenza al femminismo della seconda onda, molto diverso da quello che molte persone, come me, della terza, quarta onda, praticano, non portano argomenti utili ad affrontare l’argomento. L’unica che ha detto cose condivisibili è stata “la rossa” che ha citato un elenco di temi attorno ai quali – se l’Mra non fosse stato in malafede – avrebbe assolutamente dovuto essere disponibile ad una lotta comune. La trovate verso la fine del documentario.

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#Firenze report sulla manifestazione di ieri contro la cultura dello stupro

Ieri a Firenze eravamo mille, forse più di mille, donne e uomini arrivati anche da altre città, a sfilare in corteo in solidarietà alle ragazza americane che hanno denunciato di aver subito uno stupro da parte di due carabinieri al momento sospesi dall’arma e oggetto di indagini della magistratura e interne della stessa forza dei carabinieri.

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