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Io genderqueer: ho bisogno del femminismo perchè

L*i scrive:

Cara Eretica, la tua pagina e le persone che vi scrivono offrono tanti spunti di riflessione a cui vorrei dare un contributo, e oggi ho deciso di lasciarti un messaggio in veste di sfogo.
In ogni caso, mi piacerebbe rimanere anonimo.

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A me preoccupa l’evocazione della repressione per un cunnilingua in piazza

In Piazza San Domenico, a Napoli, una ragazza ha goduto di un cunnilingua. E chiunque normalmente dice di se’ che punta alla massima libertà sessuale, inclusi i masculiddi che arrubbano le fotografie in bikini delle donne sconosciute e poi dicono che ne hanno diritto perché il godimento è d’uopo se la foto è online, pure se pubblicata in privatissimo, tutti questi umani improvvisamente si sono trasformati in preti.

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Non Una Di Meno – da movimento in partito? Eccovi il richiamo al: sapevi con chi avevi a che fare e mo ti rassegni!

Dopo il mio post di riflessione a contributo della discussione su quel che accade nelle dinamiche interne a Non Una Di Meno trovo un commento al quale ho risposto velocemente ma rinviando ad un’altra analisi politica e lettura delle pratiche NON condivise che in tante subiamo. Tante, voglio dirlo, non solo io sono perplessa su quel che sta avvenendo.

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Di militanza e movimento ai tempi dell’amore sbagliato

Lei scrive:

Cara Eretica,
ti scrivo per mettere a conoscenza tutti coloro che ti seguono della mia storia, che parla di lotte, militanza e movimento in un amore pericoloso e nocivo. Ti chiedo di mantenere il mio anonimato, nella maniera più assoluta. Non so se questa storia servirà a qualcuno; spero di si, ma sicuramente serve a me per mettere nero su bianco alcune cose.
Ti racconto una storia di vigliaccheria.

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Non Una Di Meno: e così fu che diventò un partito politico vecchio stile?

Al netto del bilancio sull’esperienza condivisa con il movimento NON UNA DI MENO sento di dover ringraziare le compagne e i compagni che l’hanno attraversato per la loro generosità, libertà, capacità di rielaborare contenuti e dare nuove visioni di problemi triti e ritriti. Tanta ricchezza ma. Pur temendo il “ma” infine bisogna tirarlo fuori. Per evitare di lasciarsi inglobare in percorsi non condivisi, poco trasparenti e impositivi e affinché si ribadisca l’estrema eterogeneità, di persone, idee, contenuti, del movimento NUDM.
Fare parte di un movimento non significa dover cancellare le singole identità e soggettività politiche. Perciò è apprezzabile la pratica della discussione a partire dal basso e il saper coniugare rispetto per le singole e diverse opinioni con la volontà di non cedere a identitarismi normativi in cui i femminismi vengono ricondotti, normalizzandoli, ad un unico femminismo.

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Il sesso che fai non è rivoluzione

Questa è una traduzione militante, a cura di Antonella, dell’articolo “Your sex is not Radical” di Yasmin Nair, del 27 giugno 2015)

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Intersex: la staffetta che fa la rivoluzione

di Ethan Bonali

Una rivoluzione nasce sempre apparentemente per caso, per tristezza o per allegria e talora con leggerezza.

Eravamo nel terrazzo di un’amica, rum in una mano e sigaro nell’altra e le stelle, coperte dall’inquinamento di Milano, sopra.

Eravamo online con un’amica che vive a Firenze.

Eravamo tutti connessi virtualmente e umanamente.

Non lo sapevamo, ma la staffetta era già in atto.

E così, con il sorriso, ci siamo detti: perché non provare a cambiare le cose?

Perché non provare a cambiare il modo di fare attivismo?

Perché una staffetta? E per cosa? [Read more…]

Complessi e desideri di un uomo gay

Lui scrive:

Ciao Eretica, ho pensato a lungo se scriverti o meno, ma alla fine non ce l’ho fatta, avevo bisogno di parlare con qualcuno. Sto male. E la cosa più difficile è che non so proprio da dove cominciare senza rischiare di diventare confusionario o poco chiaro. Però sto male, e devo pur cominciare da qualcosa. Leggo ogni giorno le testimonianze di tutte le persone che ti scrivono raccontandoti di quanto gli stereotipi e i pregiudizi abbiano pesantemente inciso sulle loro vite e quanto si sentano sole e afflitte per questo. Io mi sento uno di loro. Ho quasi 30 anni, ma il rapporto col mio corpo e la mia omosessualità va sempre peggio, contrariamente a quello che mi aspettavo quando mi sono accettato verso i 20. Non so effettivamente se la mia omosessualità sia “nata” con me o se sia la conseguenza del pessimo rapporto che ho avuto col mio corpo sin dall’infanzia, e so che probabilmente molti inorridiranno di fronte a quest’ultima affermazione, ma ad oggi non so più che pensare.

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Si dice militante antisessista ma è solo un violento

lei scrive:

Ciao!!
Vorrei raccontarvi la mia storia, o almeno ci provo.
Una storia di violenza, di quella violenza che addosso non lascia segni, di quella violenza che ci metti un pò per capirla e vederla, anche se vieni da un percorso di militanza.

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