Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze, Salute Mentale

Di sovradeterminazione si può morire

Oggi e domani a Firenze trovate due giornate fitte di interventi interessantissimi e riflessioni necessarie. Avrei dovuto esserci anch’io ma ho dovuto arrendermi al panico da uscita e quindi condivido qui ciò che avrei raccontato loro. Spero partecipiate all’evento e che il mio scritto vi sia utile. Buona lettura!

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Da quando è iniziato il mio inferno? Non lo so più. Mi sembra di essere da sempre intrappolata in ragnatele enormi. Districata una se ne forma subito un’altra. Cos’è cambiato dunque? Il fatto che ora riesco a parlarne, anche se non ancora fisicamente. Il fatto che non me ne vergogno, che su di me non fa più presa lo stigma e non ho più la necessità di dover apparire efficiente, sicura, perfetta come la società mi vorrebbe. Mostro la mia vulnerabilità e me ne frego dei giudizi, dei commenti ingiuriosi sul web. Non importa, perché poco a poco, nella mia vita, sono stata in grado di liberare piccoli pezzi di me. Il mio vissuto personale è diventato politico, la mia vulnerabilità è diventata motivo per dare una mano ad altr* che ancora restano nell’isolamento e nella paura di essere additat* come anormal*, disadattat*, pazz*.

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Uomo bianco salva donna nera: il recupero istituzionale che maschera razzismo

Avete presente il precedente post sul reality di polizia e body cam che invisibilizza le vittime di violenza domestica? Scorrendo tra i video ne ho finalmente trovato uno in cui la vittima è presente. Indovinate un po’? È afroamericana è l’uomo da cui è stata protetta era il suo ex ucciso nel corso dell’intervento poliziesco.

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BodyCam e reality polizieschi: come cancellare le vittime e incensare i salvatori

Se date un’occhiata ai reality più in voga negli Stati Uniti noterete che si occupano di interventi delle polizie che, per loro stessa ammissione, sono più rischiosi quando si tratta di violenza domestica.

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L’Italia non è “sicura” per le donne

Nella prima puntata di Chi l’ha visto (online), a parte parlare della tragica storia di Giulia si denunciano due fatti che riguardano l’Italia:

proprio guardando un’intervista che discute del femminicidio due coniugi discutono, lei si preoccupa per la ragazza, lui un po’ meno, tira fuori il coltello, è solo l’ennesima lite, il figlio telefona ai tutori dell’ordine che deportano la donna e il figlio in casa protetta e lasciano lui comodamente in casa propria in attesa di non so cosa. Dunque di fatto è lei che viene punita e non lui. Perchè? Dicono che non l’hanno colto sul fatto, ed è raro trovarsi a passare per la camera da pranzo di una casa in cui lui brandisce un coltello. Diremmo dunque che le denunce per violenza domestica per prassi finiscono tutte allo stesso modo. Lei viene allontanata e lui premiato. Salvo non arrivare tardi, quando lei è già defunta. O no?

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Dimenticate Law & Order: ecco come in Usa vengono intimidite e arrestate le vittime di stupro

Questo documentario (c’è in italiano, su netflix), per dire come gli Usa regrediscano invece che andare avanti, mostra il risultato della lunga inchiesta condotta dalla giornalista Rae de Leon aiutata da un team di esperti e legali che hanno dovuto prestare soccorso a ragazze arrestate per aver denunciato uno stupro.

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Stupri e femminicidi: come i governi autoritari usano i crimini contro le donne

Le bimbe della foto sintetizzano l’ironia con cui leggo il modo in cui la violenza di genere diventa ad un tratto fondamentale per politiche autoritarie, quand’esse vogliono gettare fumo negli occhi del “popolo” e giustificare la realizzazione di azioni oppressive e fasciste.

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La vendetta è solo per il maschio alpha

Avrete visto… quanti? Mille film in cui il ragazzo assiste alla morte del padre e della madre e quando cresce corre tra radure semideserte e paesaggi mistici per trovare l’assassino e attuare il suo piano di vendetta. Altrettanti sono i film, ma anche e soprattutto le trame dei libri, in cui il personaggio principale è affranto dalla perdita di moglie e figli, o moglie incinta, figlia, tutte vittime di piani di sterminio lievemente mafiosi: per colpire lui massacragli la famiglia. Il personaggio può essere un uomo comune, uno sbirro, un agente segreto, sempre con quell’aura da seducente depresso pronto a imbracciare le armi e trasformarsi in Rambo per sterminare chiunque abbia attentato alla sua proprietà. Soprattutto negli Stati Uniti questi film sono variamente proposti, per via del diritto a possedere un’arma e poter sparare a chi entra in casa tua, anche solo per toglierti un prezioso da rivendere per sfamarsi. La legittimazione dell’uomo vendicativo è pari a quella esistente in Italia e per legge accettata al tempo del delitto d’onore (non più in vigore dal 1981 – culturalmente in vigore anche oggi). Se la donna è una proprietà dell’uomo dunque eventualmente, nel puro caso lei resti viva, non può essere che si vendichi da sola ma si affiderà all’uomo che la tutela, la possiede.

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La transfobia esiste: oh femministe radicali, qualcosa da dire in proposito?

Una donna trans picchiata a Milano, manganellata per pregiudizio transofobo. Si sono inventate calunnie per parare il culo di chi ha usato il manganello ma più che dalle fonti dalle quali non mi aspetto altro che omertà vorrei sapere dalle donne che giudicano le donne trans “non donne per nascita” (vedi lesbiche conservatrici e femministe radicali terf) cosa ne pensano in proposito. Se hanno qualcosa da dire mentre alimentano transfobia escludendo le donne trans dalle assemblee femministe e veicolando contenuti di colleghe d’oltreoceano che raccontano favole come quella sulle trans che alle assemblee femministe si infiltrerebbero per legittimare maschilismo o per stuprare addirittura le donne nei bagni.

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#LegittimaDifesa per le donne contrasta col potere del patriarcato

Continua la riflessione su questo. Anche grazie alle testimonianze che sto pubblicando sulla pagina (ringrazio chi le inviate perché è doloroso). La destra spinge per la legittima difesa quando si parla di danno alla proprietà o più nel dettaglio se un uomo straniero si introduce in casa il bianco vuole avere il diritto di sparargli come nel far west. La legittima difesa è sempre uno strumento in mano a bianchi, ricchi, maschi. Così negli Usa.

Perché è così difficile parlare di legittima difesa per le donne che subiscono violenza di genere? In passato la donna era parte della proprietà che l’uomo riteneva di aver diritto di difendere con le armi, ovvero di distruggere per rimettere a posto l’onore della famiglia (delitto d’onore). All’uomo, dunque, non alla donna vittima di abusi, viene dato consenso sociale nel caso in cui egli decida di agire più per vendetta, non per legittima difesa. Alla donna viene detto che può rivolgersi a istituzioni patriarcali, a militari patriarchi, a patriarchi in generale, affinché ripristinino l’onore rubato o restituiscano un minimo di giustizia. Dopodiché, tra le mille foto di volanti e divise che vediamo accompagnare gli articoli di cronaca in cui si parla di femminicidio, in un costante marketing istituzionale, quei patriarchi arrivano sempre dopo che tutto si è compiuto, quando lei è morta o i giudici sono chiamati a valutare l’entità del danno che una donna stuprata ha subito presumendo culturalmente che lei sia presunta colpevole e lo stupratore presunto innocente.

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Antiautoritarismo, Antisessismo

Irlanda del Nord: rivelati i numeri di violenze sessuali commesse da poliziotti e guardie carcerarie

Dopo lo stupro e l’omicidio di Sarah Everard a Londra commesso da un agente di Polizia si è fatta pressante in UK la richiesta di trasparenza su ulteriori crimini di genere normalmente taciuti da stampa e autorità. Questo è un articolo (qui in lingua originale) che parla di statistiche presentate in Irlanda del Nord. Consapevoli del fatto che in Italia la violenza di genere viene commessa anche da uomini in divisa ci chiediamo quando una statistica simile potrà essere disponibile qui da noi.

Grazie per la traduzione ad Antonella del Gruppo di lavoro Abbatto i Muri. Buona lettura!

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L’ufficio del Police Ombudsman (Difensore Civico), secondo dati diffusi da The Detail, ha condotto una indagine su 134 accuse di aggressione sessuale a carico di agenti di polizia e di guardie carcerarie nell’Irlanda del Nord nei cinque anni precedenti al marzo 2020.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, R-Esistenze

Ricordate gli ebrei: la delazione, il reato di soccorso. Erano leggi dello Stato. Qualcuno fece bene a disobbedire!

Quello che succede in Italia non ha senso, mi dico. Come può la gente dimenticare ogni cosa? Eppure tutti si dichiarano solidali con gli ebrei e ricordano la shoah, tranne i negazionisti nazisti che insistono con l’idea che si sia trattato di un trucco. Ma noi sappiamo, l’abbiamo già vissuto, quel che rappresenta la banalità del male. Quando i nazisti deportavano ebrei, rom, omosessuali, donne, lesbiche, trans, partigiani, preti solidali che nascondevano i disgraziati destinati ai lager, era tutto “legale”. Perché sono i potenti che fanno le leggi e poi dichiarano reato quel che reato non dovrebbe essere considerato mai.

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Antiautoritarismo, Rassegna Stampa

La polizia federale dichiara che l’investigazione sull’omicidio di Marielle Franco è stata ostacolata

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Antida e Salomè del Gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

Nel rapporto, lungo 600 pagine, si accusa un ufficiale di polizia di aver fornito falsa testimonianza al fine di ostacolare l’inchiesta.

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Antiautoritarismo, Attivismo, R-Esistenze, Report Militanti

Testimonianza sulla violenza della polizia il primo maggio a Torino

Da Non Una Di Meno Torino:

La testimonianza di una nostra compagna sulla violenza della polizia al Primo Maggio di Torino.
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