Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Culture, R-Esistenze, Violenza

#LegittimaDifesa per le donne contrasta col potere del patriarcato

Continua la riflessione su questo. Anche grazie alle testimonianze che sto pubblicando sulla pagina (ringrazio chi le inviate perché è doloroso). La destra spinge per la legittima difesa quando si parla di danno alla proprietà o più nel dettaglio se un uomo straniero si introduce in casa il bianco vuole avere il diritto di sparargli come nel far west. La legittima difesa è sempre uno strumento in mano a bianchi, ricchi, maschi. Così negli Usa.

Perché è così difficile parlare di legittima difesa per le donne che subiscono violenza di genere? In passato la donna era parte della proprietà che l’uomo riteneva di aver diritto di difendere con le armi, ovvero di distruggere per rimettere a posto l’onore della famiglia (delitto d’onore). All’uomo, dunque, non alla donna vittima di abusi, viene dato consenso sociale nel caso in cui egli decida di agire più per vendetta, non per legittima difesa. Alla donna viene detto che può rivolgersi a istituzioni patriarcali, a militari patriarchi, a patriarchi in generale, affinché ripristinino l’onore rubato o restituiscano un minimo di giustizia. Dopodiché, tra le mille foto di volanti e divise che vediamo accompagnare gli articoli di cronaca in cui si parla di femminicidio, in un costante marketing istituzionale, quei patriarchi arrivano sempre dopo che tutto si è compiuto, quando lei è morta o i giudici sono chiamati a valutare l’entità del danno che una donna stuprata ha subito presumendo culturalmente che lei sia presunta colpevole e lo stupratore presunto innocente.

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Antiautoritarismo, Antisessismo

Irlanda del Nord: rivelati i numeri di violenze sessuali commesse da poliziotti e guardie carcerarie

Dopo lo stupro e l’omicidio di Sarah Everard a Londra commesso da un agente di Polizia si è fatta pressante in UK la richiesta di trasparenza su ulteriori crimini di genere normalmente taciuti da stampa e autorità. Questo è un articolo (qui in lingua originale) che parla di statistiche presentate in Irlanda del Nord. Consapevoli del fatto che in Italia la violenza di genere viene commessa anche da uomini in divisa ci chiediamo quando una statistica simile potrà essere disponibile qui da noi.

Grazie per la traduzione ad Antonella del Gruppo di lavoro Abbatto i Muri. Buona lettura!

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L’ufficio del Police Ombudsman (Difensore Civico), secondo dati diffusi da The Detail, ha condotto una indagine su 134 accuse di aggressione sessuale a carico di agenti di polizia e di guardie carcerarie nell’Irlanda del Nord nei cinque anni precedenti al marzo 2020.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, R-Esistenze

Ricordate gli ebrei: la delazione, il reato di soccorso. Erano leggi dello Stato. Qualcuno fece bene a disobbedire!

Quello che succede in Italia non ha senso, mi dico. Come può la gente dimenticare ogni cosa? Eppure tutti si dichiarano solidali con gli ebrei e ricordano la shoah, tranne i negazionisti nazisti che insistono con l’idea che si sia trattato di un trucco. Ma noi sappiamo, l’abbiamo già vissuto, quel che rappresenta la banalità del male. Quando i nazisti deportavano ebrei, rom, omosessuali, donne, lesbiche, trans, partigiani, preti solidali che nascondevano i disgraziati destinati ai lager, era tutto “legale”. Perché sono i potenti che fanno le leggi e poi dichiarano reato quel che reato non dovrebbe essere considerato mai.

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Antiautoritarismo, Rassegna Stampa

La polizia federale dichiara che l’investigazione sull’omicidio di Marielle Franco è stata ostacolata

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Antida e Salomè del Gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

Nel rapporto, lungo 600 pagine, si accusa un ufficiale di polizia di aver fornito falsa testimonianza al fine di ostacolare l’inchiesta.

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Antiautoritarismo, Attivismo, R-Esistenze, Report Militanti

Testimonianza sulla violenza della polizia il primo maggio a Torino

Da Non Una Di Meno Torino:

La testimonianza di una nostra compagna sulla violenza della polizia al Primo Maggio di Torino.
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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, R-Esistenze

Salvini, sempre più umano. Un caso. Umano.

Leggendo dell’uomo legato mani e piedi e praticamente morto “durante l’intervento di polizia” ho sputato tutto il caffè che avevo appena bevuto. Grazie al Salvini di turno ho capito che non solo all’immigrato tocca la legatura mani e piedi (piedi?!?) ma, perché no, si potrebbe mettergli anche un bel cappuccio in testa in Guantanamo Style per poi consegnare il suddetto ad una bella folla di forcaioli affinché lo impicchino all’albero più vicino.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze

Razia, 34 anni, affinché la sua morte non venga archiviata

Questo documento si riferisce alla spietata uccisione di una donna, Razia, da parte dell’ex marito, Rachid, entrambi richiedenti asilo in Francia senza che a lei sia stata garantita la minima protezione nonostante le tante denunce e il fatto che le donne di un rifugio abbiano tentato di proteggerla. Il documento (in basso in lingua francese) è stato tradotto da Benz.

Benz in premessa dice: “Questa traduzione si riferisce alla morte di una compagna in domanda d’asilo politico, Razia, uccisa dal suo ex-marito il 30 ottobre 2018, in pieno centro a Beçanson. Delle compagne femministe, hanno scritto un comunicato che ripercorre tutto l'”iter” di Razia e dei suoi figli per scappare dalle mani di quello che sarà il suo assassino. Nel testo sono analizzati i meccanismi che proteggono gli aggressori, dal settore amministrativo a quello giudiziario. Le responsabilità che non sono solo dell’assassino in questione, ma di tutto un sistema. Razia ha lottato con tutte le sue forze per continuare a vivere, ma non è stata creduta, non è stata protetta. Un pensiero pieno di rabbia e dolore vanno a questa magnifica donna che purtroppo non é più tra noi.”

Razia, 34 anni, affinché la sua morte non venga archiviata.

Il 30 ottobre 2018, Razia è stata infine pugnalata dall’uomo dal quale stava scappando, Rashid Askari, padre dei suoi figli. I rappresentanti dello Stato francese dichiarano oggi che per “mancanza di  prove” non si è potuto agire in tempo. Le persone che per quasi due anni hanno sostenuto Razia nella lotta per salvarsi la vita e quella dei suoi figli smentiscono questa versione.

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Antiautoritarismo, Contributi Critici, Culture, R-Esistenze

DULCIS IN FUNDO – L’Intersezionalità ai tempi dello specialismo

di Monica Scafati

La verità è che ognuno parla da solo, o a una platea scarna, perché ognuno ritiene di potersi esprimere senza avere minimo conto di quanto hanno detto gli altri. Ogni esternazione risulta in questo modo autoreferenziale, e non c’è modo di produrre discorso. I fattori possono essere molti, e lo sono di fatto. Mi interesserebbe attardarmi a prenderli in esame, ma se ci si permette di soffermarsi in qualche dove prima di arrivare al punto si è già cestinati. La questione è il punto, non ciò che tra punto e punto si inscrive, nonostante la brevità sia diventata un problema, che lo si ammetta o no. La brevità, prodotto necessario della velocità, della concitazione, e soprattutto -magari paradossalmente- dell’abbondanza.
Ognuno dice, scrive, si esprime, e si attesta in uno spazio che può esser piccolo, grande, o variabile, e in quello spazio proprio detiene ragione e verità. Il mondo è tutto in rete, tutto e tutti in un paio di click.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Quello che succede prima di un aborto

Lei scrive:

Cara Eretica,
tu raccogli tanti pensieri e tante grida nelle notti dell’abbandono.
Ti ho letto spesso, e sono stata ispirata da altre lettrici-scrittrici sul tuo blog. A tutte voi, un immenso grazie.
Voglio raccontare la mia storia, che è per ora incompleta, giacché in pieno svolgimento.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Attivismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Se una “femminista” fa la distinzione tra antifa buon* e cattiv*. Non in nostro nome!

Mi è capitato di leggere per caso un post firmato da una social “femminista” che da tempo, fin da genova g8 del 2001, gioca la carta della non-violenza non riuscendo a distinguere tra la violenza di chi opprime e la resistenza della parte oppressa. Un po’ come dire che una donna picchiata da un uomo che reagisce e si difende prendendolo a calci sui denti è “violenta” tanto quanto il suo aggressore. Come dire che la donna che prende a mazzate il suo stupratore è uguale a lui, in tutto e per tutto.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

Cosa fai se la persona che ami soffre di disturbi psichiatrici?

Relazioni e malattie psichiatriche. Meglio: avere una relazione con una persona che soffre di una malattia psichiatrica. A parte la definizione che può risultare più o meno controversa o più o meno stigmatizzante quel che vorrei approfondire, con il vostro aiuto, come sempre, con le vostre storie e le vostre esperienze personali, è il fatto che una relazione con una persona affetta da un qualunque tipo di disturbo sia di fatto una scelta consapevole o una scelta in presenza di ricatti emotivi e sensi di colpa.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Attivismo, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze

Sgombero Làbas occupato. I fascisti in festa contro le “zecche rosse”

A Bologna hanno sgomberato il Làbas e il Laboratorio Crash. Tutto in un giorno, in agosto, quando sperano di non trovare nessuna opposizione. Molte persone sono andate in presidio pacifico, disobbedienza civile, sedut* a opporsi alle forze dell’ordine. Alcune persone sono state trascinate via e colpite a suon di manganelli.

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Antiautoritarismo, Attivismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze, Storie, Violenza

#Bari: cacciata dalla città per un’occupazione utile a migranti e precari

Lei scrive:

ciao, dopo aver passato dei giorni difficili, ho scritto questa lettera per raccontare la mia storia, perchè non ho più voglia di rimanere in silenzio.

Quella che sto per raccontarvi è un’ordinaria storia di repressione. Comincia sei anni fa, quando a Bari fu occupato uno spazio abbandonato dalla Provincia. L’occupazione si chiamava Villa Roth ed era un posto meraviglioso, uno spazio sia abitativo che sociale in cui vivevano famiglie migranti, senzatetto italiani, student* e precar*, fra quelle mura eravamo una grande famiglia e abbiamo costruito iniziative musicali, politiche, sociali. Siamo stati bene e abbiamo fatto del bene, e non mi pentirò mai di questa scelta.
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Antiautoritarismo, Antifascismo, Attivismo, L'Inchiostrato, Personale/Politico, R-Esistenze, Violenza

L’amore ai tempi delle proteste civili

 

di Inchiostro

A volte mi chiedo dove sia il trucco, se esista uno stratagemma. A volte mi sveglio e mi manchi più di ieri, forse un po’ meno di quanto mi mancherai domani, e penso che tutto sommato non posso lamentarmi, che questo senso d’instabilità è ciò che mi mantiene vivo, che non mi ci vedo a rassegnarmi del tutto, a sedermi in disparte. A volte mi sveglio convinto che non cambieremo mai niente, che abbiamo scelto la parte sbagliata, che tanto, per quanto si faccia, alla fine si è solo teppisti, solo violenti, alla fine si è più pericolosi di chi predica razzismo e sdogana il fascismo, la militarizzazione, la paura del diverso, la persecuzione del più debole. Che alla fine, per quanto si faccia, si viene accantonati per la sicurezza, per la disciplina, per dei tornelli che esclusivizzano spazi che dovrebbero essere di tutti.

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