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Figlia di una richiedente asilo: “la mia lettera contro il dl sicurezza”

Mi chiamo A. e sono figlia di una donna che ha patito tante sofferenze per portarmi in Italia. Ha ottenuto lo status di richiedente asilo e per questo ha trovato lavoro, io sono riuscita a frequentare la scuola e dopo tanti anni vedo mia madre preoccupata per il decreto sicurezza. Si chiede se siamo al sicuro, se basterà il permesso di soggiorno e il rispetto dei diritti umanitari. L’altra sera, scuotendo la testa, ha detto che se non basta quello che ha dovuto passare per fuggire dal suo paese e per portar me al sicuro allora non sa proprio cosa fare. Di punto in bianco lei potrebbe diventare una “clandestina” e io una minorenne (ho 17 anni) espulsa o senza una madre.

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Perché il sesso non è binario

Illustrazione di Angie Wang

 

La complessità non è solo culturale: è biologica

di Anne Fausto Sterling (post originale QUI – traduzione di Giulia)

Due sessi non sono mai stati abbastanza per descrivere la varietà umana. Né in tempi biblici né adesso. Prima di conoscere abbastanza della nostra biologia, abbiamo creato regole sociali per amministrare la diversità sessuale. L’Antico codice rabbinico conosciuto come Tosefta, per esempio, a volte trattava di persone che avevano parti sia femminili che maschili (testicoli e vagina, ad esempio) come donne – che non potevano pertanto ereditare proprietà o diventare sacerdoti; e altre volte, come uomini – a cui veniva vietato di rasarsi o di trovarsi da soli con donne. Più brutalmente, i romani, vedendo le persone di sesso misto come cattivo presagio, avrebbero potuto uccidere una persona il cui corpo e la cui mente non si conformavano alla classificazione sessuale binaria.

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Lo stupro “non-stupro” ne “L’ultimo tango a Parigi” – ricordando Bertolucci

Quante ne abbiamo sentite su questo particolare “avvenimento” cinematografico?

Ho adorato Bertolucci e i suoi film. A suo tempo adorai anche il film di cui parlo. Fino a quando non lessi le prime dichiarazioni dell’attrice. Come dubitare d’altronde del fatto che la scena di violenza fosse in qualche modo stata vissuta dall’attrice Maria Schneider come una violenza reale. Che le sue lacrime e il suo stato di shock fossero reali. Che la depressione conseguente fosse reale. Lo stesso Bertolucci disse qualche tempo dopo che aveva concordato con Brando di usare il burro per facilitare la sodomia (finta, per i perfezionisti del cinema). Nel copione c’era lo stupro ma non era descritto il modo in cui sarebbe stato commesso e non erano specificati alcuni dettagli aggiunti senza informare l’attrice, come lo stesso Bertolucci dichiara, ed ecco che quei dettagli resero lo stupro talmente credibile al punto da aver fatto diventare la scena cinematograficamente indimenticabile.

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Un’amica, ex sex worker, racconta come vive adesso

Dopo alcuni anni mi contatta una donna che già in passato aveva voluto condividere con noi la sua storia. Studentessa, sex workers part time e contraria ad ogni messaggio proibizionista di chi pretende che anche le sex workers per libera scelta si autodefiniscano vittime. Né vittime né colpevole, aveva detto, annunciando che quel lavoro le avrebbe permesso di studiare e realizzare la vita che voleva. Oggi mi riscrive per aggiornarmi e a parte scambi personali ci siamo parlate su quello che sta succedendo in Italia con una parte del movimento femminista che persegue a tutti i costi la vittimizzazione delle sex workers delegittimando la loro lotta per ottenere la regolarizzazione e l’abbattimento dello stigma che pesa loro sulla testa.

Allora, cara XXXXX, a che punto sei con la tua vita?

Ho preso la laurea e ho ottenuto un dottorato di ricerca all’estero. Non avrei potuto fare niente di tutto questo se non fossi stata in grado di mantenermi da sola.

Non lavori più come sex worker, quindi? [Read more…]

Storia dell’Isteria. La scienza può essere sessista!

Questo è un articolo di Mitsu Sahay (QUI il link al pezzo originale)

Grazie a Rossella per la segnalazione e a Federico per la traduzione

Google definisce l’isteria come una “incontrollabile o esagerata emozione o eccitamento”.
è un aggeggivo comune e di solito utilizzato per descrivere le donne che esprimono una qualsiasi emozione come rabbia, tristezza, o shock.
E’ uno dei molti termini usati per sminuire le emozioni delle donne.
Un piccolo approfondimento nella storia della parola “isteria” ci conduce lungo l’oscuro percorso della subordinazione della donna nel medio evo e come il termine mantenga ancora le connotazioni iper sessiste che aveva un tempo.

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Gli stupratori ci considerano niente e quando stuprano un niente sanno di restare impuniti

Lei scrive:

Cara Eretica, mi chiamo Sole, all’anagrafe Matteo e come donna trans vorrei raccontare delle violenze che ho subito. Lo faccio perché mi sento vicina a tutte le donne che subiscono violenza e che come me non trovano ascolto in nessun luogo.

Premetto che le donne trans che vengono stuprate trovano molte porte chiuse. Non hanno il sostegno dei parenti perché spesso sono quelli che ti hanno buttato fuori di casa quando tu hai detto di chiamarti Eva invece di Adamo. Non hanno una comunità forte che ti sostiene perché le associazioni Glbt a volte sono lontane o non contemplano di lottare per i diritti delle persone trans. Se non vivi in una grande città tutto diventa più difficile anche se vivendo in un piccolo centro la vita costa meno e non si è ridotti, come spesso accade, a dormire in mezzo alla strada.

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Il mio problema con le transfobiche (me inclusa)

Manifestazione trans a Madrid

 

Questo è un articolo di Gabriela Wiener tratto da eldiario.es (traduzione di Angela)

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Lesbiche, bisessuali, transessuali, persone non binarie come soggetti politici, non combattiamo solamente contro l’oppressione della libertà sessuale e l’eteronorma, combattiamo contro il patriarcato in tutta la sua folle violenza e il razzismo.

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