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Marcello & Leonora, rubrica di love coach su Abbatto i Muri

Da oggi diamo il via ad una rubrica Love Coach per tutte le persone che si lasciano incantare dai suggerimenti stereotipati e sessisti che vengono diffusi ovunque. Inviateci le vostre domande e vi risponderemo. Siamo in due, Marcello e Leonora. Conosciamo tutti i trucchi per potervi aiutare nelle vostre disavventure romantiche, erotiche, eccetera. Se volete porre domande scrivete a abbattoimuri@gmail.com all’attenzione di #Marcello&Leonora #LoveCoach.

Quest’oggi tratteremo del primo incontro tra donna e uomo (in questo caso etero). Proporremo una serie di quesiti e daremo le nostre risposte.

Spesso ci chiedono come affrontare il primo appuntamento.

Cara, hai fissato un appuntamento attraverso un’app di incontri?

(Si)

Non sai chi potresti incontrare?

(Boh)

Cosa porterai con te?

(Un Taser)

Come pensi di fare colpo?

(Con un Taser)

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Una donna non vale meno se indossa abiti succinti

Questo è un lungo messaggio che Josh Weed ha pubblicato tramite il suo account Twitter. Mariella del Gruppo di Abbatto i Muri l’ha tradotto per noi.

“Sono un uomo gay cresciuto in un contesto eteronormativo. Una delle cose che mi hanno sempre lasciato basito in questo mondo è la cosiddetta cultura della “modestia”.

La più importante premessa della cultura della “modestia” è che le donne debbano vestirsi in modo da non provocare una reazione sessuale negli uomini, il che è una assurdità.

Io penso che sia assolutamente inconcepibile che un uomo possa guardare una donna e dire “Io penso che tu debba indossare qualcos’altro perché vedere la tua pelle mi eccita sessualmente. E questa eccitazione è così forte che non riesco a gestirla in maniera adeguata. Quindi per favore cambiati i vestiti”

Questa è UNA FOLLIA. Specialmente quando poi gli uomini cominciano a dire che una donna “vale di più” se si veste in un certo modo, come se coprire la pelle in qualche modo aumentasse il valore della donna, solo perché così non sollecita una reazione sessuale negli uomini. E quindi, se una donna NON fa questo? Beh, allora un uomo ha diritto di criticare una donna, insultarla, chiamarla troia e poco di buono. Tutto perché *lui* sta avendo una reazione sessuale!

Notizia sconvolgente: il valore di una donna è IMMUTABILE. È inviolabile. Non cambia con quello che indossa o non indossa. Non cambia a seconda che faccia o meno sesso.

E la sessualità di un uomo è LA SUA ESCLUSIVA RESPONSABILITA’

Volete sapere come lo so? Perché in tutta la mia vita non ho mai detto a un uomo come vestirsi, sebbene il corpo maschile mi ecciti sessualmente.

Non ho mai detto a un uomo che dovrebbe indossare una maglietta quando va a correre d’estate con il caldo. Non ho mai detto a un uomo di essere modesto.

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A proposito di madri Vs ChildFree

Lei scrive:

Cara Eretica, qualche tempo fa si parlava dell’annosa questione “mamme vs childfree”.

È da un po’ che rifletto su questo e sono convinta che fare la guerra alle madri non ci aiuterà mai nell’essere accettati come cf, perché tanto loro quanto noi siamo frutto della stessa mentalità maschilista.
Non è contro le madri che dobbiamo alzare la voce, non è con loro che dobbiamo prendercela.

Di recente ho avuto una conversazione inaspettata e, a parer mio, molto interessante con una mia collega.
Lei ha due bambini, è una donna che si impegna nel suo lavoro e che sta cercando di crescere i figli al meglio delle sue possibilità.

Premetto che conosce le mie posizioni cf e che non mi ha mai giudicata per questo.
Quel giorno stavamo lavorando su un articolo da pubblicare (ci occupiamo di linguistica) in cui si indagano le spie del maschilismo viste attraverso la lente della lingua italiana, che ovviamente riflette la società che l’ha generata e che la usa, come qualsiasi altra lingua del mondo.

Io stavo valutando la possibilità di tradurre l’articolo anche in inglese e lei mi ha detto di non avere il tempo di farlo.
Le ho risposto che non era assolutamente un problema perché avrei potuto occuparmene io insieme ai nostri colleghi di lingua inglese e lei ha ribattuto, con tono seccato:
“Bello avere tanto tempo a disposizione, vero?”.

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Lei difende il “patrigno” violento? Riflessione sulla retorica del martirio delle madri ” perbene”

Opera di Zidzi Slaw Beksinski

 

Appartengo alla categoria di donne che si è “rifatta una vita”. Non capisco esattamente che vuol dire ma è così. Nel senso che la vita è sempre la stessa. Non l’ho rifatta. Sono semplicemente andata avanti. Non sono migliore di altre donne e non le giudico. Se hanno deciso di stare con altri uomini che non sono i padri biologici dei loro figli le capisco. Perciò non penso di essere superiore a nessuno quando dico che mi irritava molto avere a che fare con un uomo che si permetteva il lusso di usare un tono autoritario con mi@ figli@. Se un “estraneo” interferiva con le mie scelte educative mi incazzavo moltissimo. Ma non ero sola. I miei mi hanno aiutata molto e so che la solitudine, specie nel ruolo materno, può togliere forza e anche lucidità. Perciò non mi vanto di non aver voluto nessuno in casa mia e di mi@ figli@. Diciamo che è semplicemente capitato. Il mio ex era un violento, mi ha quasi uccisa e di su@ figli@ se ne fregava. In ogni caso credo avrei pensato che la creatura stesse meglio con me che con lui. Anche quando sono stata cattiva, violenta io stessa, egoista e tutto quel che può fare sentire in colpa una madre in questi casi.

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Allarga le cosce per la visita ginecologica e non lamentarti mai

Lei scrive:

Una domanda: ma chi decide di fare la specialistica in ginecologia, insieme alla formazione teorica e pratica, non riceve anche un protocollo su come comportarsi e come agire durante una visita? Esiste una regola su come deve predisporre lo studio per la visita della paziente? Es: ci deve essere un area dove ci si spoglia, un camice da mettersi, una salvietta con cui pulirsi il gel da ecografia? No, perché negli ultimi anni, visto che non vivo più in paese e ho cambiato spesso ginecologi, ho assistito a dei circhi improvvisati di psicologia su quello che credevano fosse mettere a suo agio il paziente, se non addirittura fregarsene altamente…

E non c’entra se sono a pagamento o sotto la mutua, ho provato entrambe le esperienze. Mi sa proprio che gli manca un protocollo da seguire, una formazione adeguata e quindi ognuno fa quello che ritiene meglio ad empatia personale. L’ultima volta sono andata a pagamento in un centro molto rinomato e in cui mi sono spesso trovata bene per i medici. Prima visita, quindi non ci conosciamo. Entro e il ginecologo, dopo due chiacchiere generiche dove non ti guardava neanche in faccia, mi fa spogliare lì sulla sedia e mettere sul lettino mentre finisce di scrivere al pc. Mi fa la visita, mi rivesto e grazie arrivederci. E questa è una visita considerata normale, anzi, mi sembra già di sentire persone che ti dicono “ma di che ti lamenti? È andata bene, anzi, hai trovato uno bravo.” E anche una parte del mio cervello la pensa così e cerca di convincermi che tutto questo sia normale, che vuoi che sia…

Ecco, naturalmente niente di male, bravissima persona e sicuramente grande professionista, ma una cosa che per lui è normale, ovvero vedere centinaia di vulve al giorno, sinceramente a me fa un po’ strano davanti un estraneo che he non ho mai visto, spogliarmi su una sedia davanti a qualcuno, rimanere in maglietta al freddo, arrampicarmi su un trespolo e mettere le gambe su delle staffe, aspettare che mi infili dentro dita e strumenti al convincente “si rilassi” e poi scendere impiastricciata di lubrificante e rivestirmi.

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Il Revenge Porn contro i “maschi” non esiste

Esistono altre forme di bullismo ma non ciò che si riferisce alla sessualità maschile. Se la sessualità femminile è sempre descritta come sporca, qualcosa di cui vergognarsi, quella maschile viene esaltata e il revenge porn contro le donne rientra appieno nelle dinamiche di autoesaltazione. Io sono un figo e dunque ecco cosa sono riuscito a trovare. Come il cretino che si vanta di aver accumulato esperienze sessuali, come quelli che diffondono voci sulle ragazze “facili” e sulle prestazioni che forniscono.

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Diario di una pazza visionaria: ma no, ovvio che il maschilismo non esiste!

Lei scrive:

No no, ma che dici mai? Il maschilismo non esiste.

Cammino per strada e uno sconosciuto pensa di avere il diritto di urlarmi sconcerie non richieste. Le sconcerie non mi dispiacciono ma sono io che scelgo da quale bocca devono venir fuori.

Aiuto in casa, sparecchio, e gli uomini sono seduti a fumare e bere l’ultimo bicchierino di limoncello. Questo succede ogni giorno, per le feste ricevo un aiuto straordinario perché ci sono le cognate, le zie, le nipoti.

Fin da piccola mi dicono di stare attenta quando esco di sera. Nessuno l’ha mai detto ad un maschio. Devo stare attenta in quanto femmina. Allora perché non si costruisce una società a mia misura in cui io non devo stare attenta a niente? Perché devo rischiare la vita ogni volta che esco?

Se ballo in discoteca non devo atteggiarmi troppo perché altrimenti qualcuno potrebbe dire che l’ho provocato. Una volta ad una mia amica dissero che se si fosse vestita decentemente avrebbe evitato di essere palpata.

Al lavoro il capo si struscia e se glielo faccio notare dice che non sto allo scherzo. Ma che razza di scherzi sono questi? Perché non si struscia sul mio collega?

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