Ancora su linguaggi di maschilisti, antifemministi, mra

Ancora a proposito di maschilisti, antifemministi e Mra.

Manu ci informa che negli Stati Uniti esistono mra, i redpillers e i mgtow. Sono gruppi diversi ma di eguale ispirazione. Esistono anche in India, dove approdano nel 2010 in seguito al varo della legge sulla violenza domestica, ritenuta oppressiva per i mariti. Ovviamente la cultura che diffondono peggiora la già grave situazione delle donne indiane. Indagheremo su quel che dicono e fanno, per informarci ed informare. Intanto vi copincolliamo e traduciamo alcune delle osservazioni che sono state fatte a commento del post che abbiamo già pubblicato.

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Sono una sex worker stufa della misoginia delle donne

di Elle Stanger

Articolo originale QUI [traduzione di Antonella]

Ah, dunque sei femminista, eh? Racconti ai tuoi bambini che ragazzi e ragazze sono uguali? Che le signorine da grandi potranno diventare astronaute e vigili del fuoco, che i maschietti possono giocare con le bambole e mettere lo smalto alle unghie? Non male come inizio, ma è il minimo sindacale di ciò che un adulto dovrebbe essere libero di fare, nel 2017. Con una oligarchia rampante a sbarrare loro la strada, è tempo che le donne, le minoranze e la classe lavoratrice inizino a supportarsi le une con gli altri. Una società meno divisa è più forte ed è fondamentale ricucire gli strappi sociali, esaminando in profondità i comportamenti che rafforzano l’oppressione e la violenza. Ognuno può fare la sua parte e io sono qua come sex worker femminista per dirvi che normalizzare gli insulti delle donne americane nei confronti delle sex worker è qualcosa che contribuisce alla violenza verbale contro tutte le donne.

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#FemministEscludenti: il generatore automatico di supercaz.zo.le pronunciate da femministe terf e swerf

E’ nato il sito che attendevamo. E’ un generatore di frasi realmente pronunciate da femministe terf e swerf. Per sapere di che si tratta leggete e approfondite sul sito. [Read more…]

Ero tossica, anoressica, malata: perciò non posso più vedere i miei figli

lei scrive:

“cara eretica,

mi sono fatta male per tantissimo tempo. ho usato droghe, sono stata anoressica, ho assunto antidepressivi e sono stata rifiutata da tutti, nel frattempo. amici, famiglia, compagno, due figli. ironia della sorte vuole che mi hanno tolto i bambini quando cominciavo la terapia di disintossicazione. sono stata brava, presumo, perchè oggi sono ripulita di quasi tutto. continuo ad avere problemi con il cibo, la droga mi ha lasciato tracce che non posso cancellare e i farmaci mi consentono di restare serena di fronte a tutta la violenza psicologica che subisco. i figli non li ha voluti il mio ex compagno ma li hanno presi i miei genitori che non vogliono farmeli vedere.

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#DonneDellEst #ParliamoneInsieme: il sessismo non sta solo in un programma Rai!

Il programma “parliamone insieme” (delle cavolate sessiste condite di stereotipi razzisti) è stato eliminato, con gioia di chi ha richiesto il provvedimento. Orrenda la puntata come orrende lo sono tante. Qui, però, si è alzato il muro di polemiche che trova sessismo nelle cose evidenti, come questa, e invece lascia intatti altri spazi e momenti in cui, per esempio, si parla per ore della facoltà delle donne di poter “tradire” il marito, delle ragazzine di vestirsi in un certo modo o della gioventù bruciata che va nelle discoteche e amoreggia, con biasimo estremo nei confronti dei genitori. Si lascia lì ogni momento in cui si esalta la maternità vissuta da donne che la praticano come se altrimenti non fosse possibile meritare la laurea in santità. Momenti di beatificazione per la famiglia etero/patriarcale, per l’omofobia mascherata da legittima “opinione”, per la vergine prima del matrimonio o momenti di linciaggio nei confronti di donne delle quali viene gossippato ogni singolo elemento delle loro vite private. Donne che si scusano, in diretta tv, per aver fatto questo e quell’altro, in uno schema che educa le donne ad essere sempre e solo in un certo modo, esistendo per il soddisfacimento maschile e per la gloria della mentalità nazional/popolare.

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Uscire dalla violenza non è un percorso coerente e lineare

se qualcun@ ti dice che quando lui ti picchia, se non lo lasci subito, sei anormale non credergli.

se qualcuno ti dice che lui è il mostro e tu la vittima, come se per te fosse tutto così semplice, come se volesse propinarti una visione per nulla complessa di quella che è la realtà che stai vivendo, non starl@ a sentire.

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Gpa: discutiamo, ma basta divieti

di Angela Azzaro

L’ennesimo appello firmato da alcune donne e da qualche uomo contro la gestazione per altri/altre, a seguito della sentenza di Trento che riconosce la doppia gentiorialità a una coppia gay che aveva ricorso alla gpa, mi ha veramente colpito. Nel metodo e nel merito. Penso che se si continua ad alimentare lo scontro tra diverse posizioni non si vada da nessuna parte, ma si faccia solo male a quelle famiglie che già esistono e che sono costituite da due madri e soprattutto da due padri che sono, come si sa, il vero oggetto del contendere. Inutile firmare appelli: queste famiglie esistono, vivono, desiderano, pretendono diritti. Non è scrivendo contro di loro che si risolve la questione. Si fa solo del male alle persone in carne e ossa: agli adulti, e soprattutto a quei bambini che – vi piaccia o meno – sono nati con la gpa.

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Margaret Atwood ci dice cosa “Il Racconto dell’Ancella” significhi nell’epoca di Trump

Testo in lingua originale QUI. Traduzione di Antonella Garofalo.

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di Margaret Atwood

Nella primavera del 1984 cominciai a scrivere un romanzo che all’inizio non aveva per titolo “Il Racconto dell’Ancella”. Scrivevo a mano, prevalentemente su blocchi per appunti legali di carta gialla, poi trascrivevo dai miei scarabocchi al limite del leggibile, usavo una enorme macchina da scrivere tedesca che avevo noleggiato allo scopo.

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Stuprata e stupratore insieme su Ted per raccontare quello che è accaduto

 

Qui l’articolo in lingua originale, tradotto da Beatrice Toniolo. Personalmente ho molte riserve su questo e mi piacerebbe sapere che ne pensate. Buona lettura.

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Nell’ottobre 2016 un nutrito gruppo di persone si è riunito a San Francisco in occasione della conferenza TED Women 2016, il cui tema quest’anno era lo scorrere del tempo. Tra gli oratori saliti sul palco, Thordis Elva e Tom Stranger, che hanno raccontato di una notte del 1996, quando Stranger violentò Elva, all’epoca la sua ragazza. Questo intervento ha avuto un forte impatto sul pubblico ed il video è ora disponibile online. Di seguito, alcune domande poste alla fine della conferenza.

Questo è un argomento incredibilmente personale. Perché avete deciso di rendere pubblica la vostra storia? [Read more…]