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Il #metoo non è abbastanza: ci hanno educate a non percepire la violenza!

Diavolo di Papefigueire di Jean de la Fontaine

 

Tieni le gambe chiuse. Comportati da femmina. Tratta bene tuo fratello. Non rispondere male a tuo padre. Copriti e non vestirti da puttana. Non ti puoi truccare per uscire. La donna ne sa una più del diavolo. L’uomo che si fa comandare da una moglie non è uomo. Sviluppa l’abilità della crocerossina. Fai la protagonista della bella e la bestia. E’ la donna che fa l’uomo. Dietro un grande uomo c’è una grande donna. Ma dietro, però. La donna ha l’abilità di fare uscire il peggio dell’uomo. Se ti picchia è colpa tua. Lei deve salvare lui. Se è violento intrinsecamente è perché tu non hai saputo curarlo.

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The Red Pill: un documentario di parte su Mra & company

Cassie Jaye viene descritta come una capacissima documentarista in grado di affrontare argomenti complessi sulle questioni di genere. Io non la conoscevo e curiosa di capire quale fosse la sua idea su una questione che io ho affrontato per parecchio tempo, avendo interesse a indagare, ascoltare – superando diffidenza e pregiudizi – perfino opinioni che sono totalmente opposte alle mie, ho iniziato a vedere il suo ultimo documentario in cui lei parla degli Mra. Intervista persone che fanno parte di quel gruppo, ideologi e oratori/oratrici schierati in quella direzione, confrontando pareri degli Mra con quelli di femministe più o meno radicali (radical feminist degli Stati Uniti) che per l’impostazione filo-istituzionale, per legami con il potere politico ed economico, per l’appartenenza al femminismo della seconda onda, molto diverso da quello che molte persone, come me, della terza, quarta onda, praticano, non portano argomenti utili ad affrontare l’argomento. L’unica che ha detto cose condivisibili è stata “la rossa” che ha citato un elenco di temi attorno ai quali – se l’Mra non fosse stato in malafede – avrebbe assolutamente dovuto essere disponibile ad una lotta comune. La trovate verso la fine del documentario.

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#Firenze report sulla manifestazione di ieri contro la cultura dello stupro

Ieri a Firenze eravamo mille, forse più di mille, donne e uomini arrivati anche da altre città, a sfilare in corteo in solidarietà alle ragazza americane che hanno denunciato di aver subito uno stupro da parte di due carabinieri al momento sospesi dall’arma e oggetto di indagini della magistratura e interne della stessa forza dei carabinieri.

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Ciao, ciao bambina: di molestie e desiderio di controllo

 

Lei scrive:

Ciao, ciao bambina – un ca**o.

Ogni giorno, prima di varcare la soglia del portone e affrontare il mondo, ho messo a punto un piccolo rito; stringendo il manico di ferro, spero sempre che, come per un contatto alchemico, mi si trasmetta uno sorta di scudo metallico che lasci fuori le cose che non mi piacciono, per poter godere serenamente di quelle che mi piacciono. Cose belle e brutte, mischiate senza soluzione di continuità nel brulicante fiume di vita cittadina. Tra le cose belle: il sole, il colore, gli odori, la gente; tra quelle brutte, lo sporco, la puzza, il caos, la gente.

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#Firenze, 16 settembre, 20.30: manifestazione contro la violenza di genere

A Firenze, il 16 settembre, alle 20.30 saremo in piazza per le ragioni raccontate in questo volantino. C’è tanto da dire e da fare. Vi aspettiamo per urlare insieme Basta alla cultura dello stupro e Basta sessismo.

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Ci risiamo: ronde e securitarismi contro la violenza? Non in nostro nome!

quando si parla di violenze sulle donne parte immediatamente la campagna a chi ce l’ha più rosa o a chi ce l’ha più duro. ovviamente tutt* dimenticano che la maggior parte delle violenze avvengono dentro casa e per mano di familiari e conoscenti. ad ammazzare la ragazza in puglia è stato il fidanzato e non un estraneo di passaggio.

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Quel pozzo senza fondo in cui giacciono le vittime di violenza di genere

saputa la notizia della fine che quello stronzetto assassino ha fatto fare ad una ragazza che aveva tutta la vita davanti, mi viene solo da dire che  quel pozzo in cui hanno trovato il suo cadavere è lo stesso pozzo in cui sono seppellite tante persone vittime di violenza di genere, vittime di chi inventa la balla dell’ideologia gender per evitare che nelle scuole si parli di educazione al rispetto dei generi e che si contestualizzino i delitti provando a prevenirli senza che se ne parli come un’emergenza da risolvere col pugno forte dello Stato. non è un’emergenza. è una questione strutturale, dipende da una cultura che va messa in discussione, una cultura che legittima delitti, stupri, e ogni azione criminale volta a sottomettere la volontà dell’altr@.

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Stupro a #Firenze: non sono mele marce. E’ l’albero del patriarcato che fa schifo!

Potrebbe essere una delle situazioni che ho descritto nel mio libro “Limbo – L’industria del salvataggio”. Vi basta leggere le prime righe per constatarlo. Invece è tutto vero e non si tratta di certo della prima volta. Basta fare una ricerca su google per rintracciare altri casi in cui sono proprio uomini in divisa a stuprare donne che certamente poi non troveranno la stessa “comprensione” strumentale di chi usa le vittime di stupro solo per legittimare il proprio razzismo.

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