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#IoTiCredo #Spagna – piena solidarietà alla vittima di stupro di gruppo

La Sentenza che riguarda lo stupro di gruppo a Pamplona (Spagna) ha scioccato il mondo intero. Tante donne hanno risposto con gli hashtag #YoSíTeCreo (io ti credo), #HermanaYoSiTeCreo (sorella, io ti credo), #LaManadaSomosNosotras (il vero branco siamo noi) #JusticiaPatriarcal (sistema giuridico patriarcale). Moltissime persone in tutte le città spagnole sono scese in piazza per dare solidarietà alla vittima. Così il governo è obbligato a mettere in discussione la legislazione in fatto di crimini sessuali supportando la Procura e l’accusa che stanno presentando ricorso contro la sentenza.

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#RepealSesta: Trump e Swerf insieme a criminalizzare i/le sex workers

La legge Sesta è il risultato dell’unione del Fight Online Sex Trafficking Act (FOSTA) e del Stop Enabling Sex Traffickers Act (SESTA). Trump, applaudito dalle femministe radicali transescludenti e sex workers escludenti, firma una decisione che rinvia alla responsabilità penale dei gestori dei siti per la diffusione di pubblicità online delle sex workers. Ciò significa che le sex workers non potranno più filtrare i clienti, dovranno accedere ad altri metodi di promozione del proprio lavoro e si dovranno affidare, essendo silenziate, invisibilizzate, a protettori che tengano in vita un business di sfruttamento per i/le sex workers marginalizzat*.

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Dirty Dancing remake: ecco perché mi è piaciuto

::Avviso Spoiler::

Girovagando per la rete trovo una polemica livorosa, insulti – fat shaming – alla protagonista del remake, tasso di gradimento sotto i piedi perché lei è più rotonda dell’originale. Abigail Breslin è un’attrice strepitosa, la adoro fin da quando, lei bambina, interpretò Little Miss Sunshine, film indipendente in cui si mettono a nudo le bruttezze perverse dei concorsi di miss dedicati a bambine che vengono truccate e invitate a muoversi da adulte estremamente erotizzate.

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Di Franca Leosini e delle due intervistate Sabrina e Cosima Misseri

E niente. Ho visto la seconda parte dell’intervista di Franca Leosini a Sabrina e Cosima Misseri e continuo a pensare, come per la prima parte, che abbia commesso degli errori. Chiedere a Cosima Misseri se negli ultimi tempi avesse o meno rapporti sessuali non mi è sembrato non necessario. Come se nelle altre coppie dopo vent’anni e passa di matrimonio ci si incontrasse sempre con spudorata passione (provo a usare parole che potrebbero piacerle). Chiedere conferma del fatto che fossero le donne a governare in quella casa, come se governare significasse avere un’indole da assassina, anche questo non mi è sembrato necessario. Dire a Sabrina Misseri che “non era una libellula”, anche se con scuse allegate, mi è sembrato assolutamente inutile oltreché ingiusto.

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La difesa sessista dei carabinieri accusati per lo stupro a Firenze

 

E’ così per i carabinieri accusati per lo stupro delle due ragazze americane si trattava solo di galanteria perché poi, come affermano “Tutti sanno che queste americane spesso e volentieri fanno delle avances” che non è tanto diverso rispetto a quello che si è detto ogni volta che a firenze una donna americana è stata vittima di qualunque tipo di violenza.

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Cara Franca Leosini, nell’intervista a Sabrina Misseri mi sei piaciuta a metà

Non avevo visto la prima parte dell’inchiesta di Franca Leosini sull’omicidio di Sarah Scazzi per il suo celebre programma “Storie Maledette”. Ho colmato la lacuna e ho confrontato le mie sensazioni con quelle di un’altra persona che ne ha scritto qui. Si parla di lezione di femminismo e io preciserei che si tratta del suo femminismo, quello di Leosini. La sua cifra è il rispetto per le persone intervistate e la fermezza nel riaffermare le verità processuali. Tratta sempre con umanità tutte le persone che intervista e riesce ad umanizzare le persone condannate senza perdere lucidità. Questa è una cosa che rende la lettura dei fatti equidistante e dunque affidabile. Ricordo del suo tono compito e fermo anche quando intervistò uno dei mostri del Circeo, pur gradendo dei passaggi di grande sarcasmo che devono esserle sfuggiti. Io dubito che davanti a lui sarei rimasta minimamente calma, ma questa è un’altra storia.

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Come è andato il tuo 8 marzo? Il mio a parte ‘ste stronze per fortuna bene!

La prostituzione non è un lavoro“, questa è la frase che ieri, già spossata dalla giornata, ho letto al concentramento per la manifestazione serale.
Il collettivo di cui faccio parte ha costruito la giornata di ieri e mi sono sbattuta dalla mattina alla sera. Al concentramento sono arrivata con in mano una redbul e la bevo solo quando davvero non ho più forze e non posso riposare.

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