Pazienti pervertiti

Lei scrive:

Ciao Eretic* e ciao a tutti.
Mi chiamo Marta, ho 30 anni e sono un medico. Periodicamente mi reco nelle case dei pazienti per visite e prelievi e oggi è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Premetto che sono una persona poco paziente e parecchio istintiva (tanto che rispondo sempre a tono a ogni commento poco carino proveniente dal genere maschile) ma, dato il ruolo che ricopro, devo ovviamente mantenere un certo decoro quando questi commenti arrivano dai pazienti. In particolare uno (73 anni, con figli e nipoti di tutte le età) fin dalla prima volta che mi ha vista ha iniziato a fare commenti.

[Read more…]

Advertisements

“Ti sborro in faccia”, una storia vera

di Inchiostro

Eravamo, io e Lisa, giunti intorno a quell’ora in cui la gente torna verso casa, quando non è più notte, ma ancora non c’è abbastanza luce da poter dire che è mattina.
Lei aveva bisogno impellente di trovare un bagno, io ponderavo l’idea di comprare un’altra birra. Era già da un po’ che camminavamo ed eravamo arrivati in Piazza Duomo, quando Lisa ha visto questo McDonald’s in procinto di chiudere e ha detto “ci provo, magari mi fanno entrare per andare in bagno”.

[Read more…]

Perché una ragazza che fa sesso deve subire la violenza dei bulli?

Lei scrive un messaggio che è anche una richiesta di aiuto. Come spesso accade il fatto che abbia una vita sessuale diventa motivo di dileggio, persecuzione, molestia, di cyberbullismo. E se ancora oggi una ragazza non può avere una vita sessuale perché la mentalità è sessista e giudica le donne delle poco di buono se a loro piace fare sesso significa che c’è qualcosa che non va. Perché degli stronzetti pensano di poter infierire così su una ragazza? Se non sapessero che lo stigma nei confronti di una adolescente che fa sesso e ne parla è così forte evidentemente non avrebbero niente a cui appigliarsi. Invece sono intrisi di mentalità maschilista fino al midollo, per cui se loro fanno sesso è un motivo di vanto e se lo fa una ragazza è una zoccola. Manca educazione sessuale ma anche educazione antisessista nelle famiglie a partire dai genitori che dovrebbero smettere di trasmettere modelli così antiquati ai figli. [Read more…]

Sulle donne che molestano il personal trainer

Lei scrive:

“Ciao amiche di abbatto i muri, (…) mi permetto di scrivervi (…) un pochino compiaciuta perchè vedo che state trattando già l’argomento delle molestie al femminile. Ecco la mia riflessione, vi abbraccio forte :

[Read more…]

Mio nonno abusò di me: devo o non devo parlarne con mia figlia?

b8a3034377ebcb929819059cc468c98bb06a58b8_m

Lei scrive:

L’arte di non vedere e di tacere, alcune donne, devono averla imparata da piccole. Sono Sabina, abusata dal nonno. Ho informato mia madre e lei informò mia nonna. Nessuno volle credermi. Cose da ragazzina. C’era troppo in ballo. Mio nonno ci aiutava economicamente e per mia madre fu più comodo chiudere occhi e orecchie e passare oltre. Però in realtà fecero in modo da non lasciarmi mai più sola con lui. Mia nonna era quella più attenta e mi sono sempre chiesta se lo stesso destino fosse toccato a mia madre. Non me lo disse mai, neppure quando fui più grande. Mio nonno, buon’anima, morì quando io fui adolescente. Non piansi la sua morte e decisi comunque che non ne avrei più parlato. Mamma e nonna avevano fatto di tutto per confondermi le idee. Sicuramente ero io ad aver capito male. Nonno era una gran brava persona. Non era possibile che lui fosse responsabile di così cattive azioni.

[Read more…]

Colonia mon amour

da AnimAliena:

Non ricordo esattamente quanti anni avessi: credo tredici, mese più, mese meno.

Lui era un compagno di scuola, non mi torna in mente il suo nome, solo vagamente il suo viso: ma aveva gli occhi di un blu quasi elettrico, e fama di essere un bullo, cosa che lo rendeva spaventoso ma al tempo stesso affascinante. Io stavo entrando nell’adolescenza, il seno mi era cresciuto nel giro di qualche mese, e questo mi rendeva felice, confusa, stranita. Ridevo di non riuscire più, guardando verso il basso, a vedermi i piedi. Mi sognavo già donna con la d maiuscola, anche se la metamorfosi era appena cominciata, ed ero più che altro una bambina che anelava disperatamente ad un reggiseno.

[Read more…]

Quelli che “voi donne avete il potere, vi basta aprire le gambe”

Sessisti, razzisti, siete stronzi dappertutto.

Il cartello dice “Sessisti, razzisti, siete stronzi dappertutto.”

 

di Sonia

E’ molto triste che solo a fronte di episodi eclatanti come quelli di Colonia (che da chiunque siano stati commessi, qualunque sia il mandante, la ragione, la nazionalità o lo status di tali individui, essi sono da condannare, senza tentennamenti, senza neanche fare “sconti” sulla base di atteggiamenti culturalisti che implicano un razzismo al contrario) si possa parlare a testa alta di femminismo, perché solo fino a dieci giorni fa il 90% delle volte che ho affermato davanti ad un uomo di essere femminista sono stata derisa o presa in giro, o schernita “affettuosamente”, spesso con un paternalismo o un “timore” propri solo di chi non sa minimamente di cosa si stia parlando, e che conosce il concetto solo in termini caricaturali o stereotipati.

Qualche tempo fa, durante quella che poi sarebbe diventata un’imbarazzantissima, accesissima, infuocata discussione, stavo parlando della violenza sulle donne nella rappresentazione pubblicitaria con una persona che lavora nel settore, ed un conoscente, che stava ascoltando la conversazione con espressione di scherno e superiorità, si è sentito prontamente in dovere d’intervenire nel dibattito, e con aria di sfida e di presa per il culo ha detto “ma di che cavolo parlate, voi donne avete il vero potere, vi basta aprire le gambe e farvele riempire”, il tutto seguito dalla risata di chi si sente furbo e protetto nel mondo. Poi si è voltato e ha sghignazzato con i suoi amici, convinto di aver raggiunto il massimo della propria virilità, che in branco ovviamente va rivendicata con ancora più forza e convinzione.

Alla mia risposta, molto nervosa e infastidita, ha cominciato a farsi più piccolo e, probabilmente molto poco abituato a sentirsi rispondere per le rime, si è sentito allora in dovere di correggere il tiro, ed ha aggiunto (causa anche di mancanza di argomenti) che comunque lui, “a noi donne, ci ama tutte”. E “noi” ovviamente lo ringraziamo, perché oltre il danno, la beffa.

Tutto ciò non per mettere in croce la persona in questione, ma per dire che il suo lessico, il suo atteggiamento e il suo pensiero, incarnano e hanno incarnato quelli di molti uomini, più o meno giovani, più o meno colti, che ho conosciuto nel corso della mia vita. Che credono davvero che “aprire le gambe” sia ciò che fa della donna una detentrice di potere, che sono incapaci di comprendere che queste affermazioni sono figlie del maschilismo più grave e più becero, e che, con uguale violenza, credono di doverci ammansire con carezze e pacche sulle spalle (“voi donne, io vi amo tutte”).

E sono quegli stessi uomini, che adesso sento parlare a gran voce “in difesa delle donne”, quegli stessi conoscenti che stupiti mi chiedevano “ma davvero a voi donne non fa piacere se un uomo vi fischia per strada?? dai non ci credo..”, quegli stessi padri (e madri anche, che spesso incorporano e interiorizzano quegli stessi valori di pensiero patriarcali) che la sera fanno rientrare i figli adolescenti ad orari diversi a seconda del sesso, quegli stessi fidanzati che per “gelosia” pensano di poterti dare indicazioni sulla lunghezza del vestito con cui stai uscendo o sul tuo essere o meno appariscente. Bene, vogliamo combattere il maschilismo? che lo si faccia davvero, agendo e reagendo noi in primis, uomini o donne che siamo, smettendo di tacere quando si può o di non rispondere o non dire perché si teme di essere prese in giro o “rimesse al nostro posto”.

Cominciamo col farlo educando le nostre figlie e i nostri figli allo stesso modo, con le stesse libertà e gli stessi diritti, insegnando agli uomini ad essere indipendenti dalle loro madri come lo si pretende – giustamente – dalle ragazze, e insegnando alle bambine, alle ragazze, alle donne, che ad un uomo si può, anzi si deve, rispondere. E insegnamo agli uomini che non esistono “questioni di genere”, esistono solo diverse distribuzioni del potere, e che la nostra lotta non è “nostra”, è anche la vostra, ma svegliatevi.

Leggi anche: