Annunci

#Grosseto – Slumphilia, fare rete – di autogestione femminista e solidarietà attiva

Questo è il messaggio di una donna che adoro. Buona lettura e partecipate alle iniziative che propone.

>>>^^^<<<

Ciao Eretica, sono sempre io, Sveva Basirah, la tua affezionatissima e scassaovaia ❤

ti mando questa email per parlarti e parlare a tutt* di un evento imminentissimo, del progetto Sono l’unica mia o SLUM (nato grazie alla tua spinta) e del suo femminismo intersezionale e inclusivo.

Ci siamo presentate come SLUM alla plenaria di Non Una Di Meno a Bologna per leggere il nostro comunicato sul femminismo intersezionale, parlando di cosa sia per noi, di come lo mettiamo in atto e dei nodi che ci impegniamo a sciogliere, come il rigetto per il sexworking o per il velo islamico, e forse qualcun* adesso ci riconoscerà, spero più di qualcun*.

[Read more…]

Annunci

Raccontare il femminismo: stereotipi di genere e privilegi

Da oggi proverò a raccontare, un capitolo alla volta, cos’è il femminismo (nel nostro caso “intersezionale” ovvero quello che nelle lotte tiene conto dell’intersezione tra genere, razza, classe) come movimento di liberazione. Nei vari capitoli condividerò la mia esperienza e il mio sapere in relazione all’analisi del reale, al personal politico, alle strategie di lotta, alle varie forme di comunicazione, alla percezione della violenza di genere, alle forme di ascolto/aiuto e via così. Il femminismo non è una forma di oppressione, come dicono i maschilisti che negano la violenza di genere e vittimizzano il maschio violento. [Read more…]

L’antirazzismo è una questione femminista

qualcuno scrive dicendo che saremmo “fissate” con la questione dei migranti. vorrei raccontare una storia che probabilmente molt* conoscono già.

mussolini al governo giurò di regalare benessere agli “italiani”. facilmente conquistò consenso perché nei momenti di crisi economica, quando la gente è precaria e povera, gli autoritarismi si affermano con facilità. pur di ottenere quel presunto benessere, rimpiazzato con spese per guerre e colonizzazioni che nessuno aveva mai richiesto, gli “italiani” ficcarono la testa sotto la sabbia mentre le donne facevano la fila per donare le fedi nuziali e altri oggetti d’oro utili alla patria. mentre mussolini faceva video di propaganda in cui teneva in mano la pala su terreni da coltivare che non furono mai consegnati ai poveri. mentre veniva confiscato gran parte del racconto di grano e altri beni di prima necessità. così gli italiani furono indifferenti al licenziamento degli ebrei e alla confisca dei loro beni, pensando che lavoro e beni sarebbero stati consegnati agli “italiani” (gli ebrei non erano forse italiani?). i nostri connazionali furono indifferenti alla deportazione di molte persone perché a loro bastava la promessa di un presunto benessere. welfare ed economia furono basati sul lavoro di cura delle donne così come accade ancora oggi. venne impedito l’aborto e istituito il premio alla migliore madre della patria, quella che faceva più figli italici – spesso chiamati “Benito” o “Italia” in onore al duce e alla nazione – da mandare in guerra. la famiglia imposta era quella tradizionale e gay e lesbiche finirono per essere perseguitati e deportati come anche le varie persone dissenzienti che avevano già capito e che per fortuna costituirono l’asse culturale che portò alla resistenza partigiana. i posti di lavoro erano destinati ai maschi, salvo che i poveri venivano chiamati nell’esercito e crepavano per i fanatismi dei fascisti. le camicie nere facevano razzie in ogni luogo e incutevano terrore, altro che benessere. chi non voleva tesserarsi al partito o arruolarsi veniva arrestato e nel bel mezzo delle persecuzioni finiva alla fucilazione.

[Read more…]

DULCIS IN FUNDO – L’Intersezionalità ai tempi dello specialismo

di Monica Scafati

La verità è che ognuno parla da solo, o a una platea scarna, perché ognuno ritiene di potersi esprimere senza avere minimo conto di quanto hanno detto gli altri. Ogni esternazione risulta in questo modo autoreferenziale, e non c’è modo di produrre discorso. I fattori possono essere molti, e lo sono di fatto. Mi interesserebbe attardarmi a prenderli in esame, ma se ci si permette di soffermarsi in qualche dove prima di arrivare al punto si è già cestinati. La questione è il punto, non ciò che tra punto e punto si inscrive, nonostante la brevità sia diventata un problema, che lo si ammetta o no. La brevità, prodotto necessario della velocità, della concitazione, e soprattutto -magari paradossalmente- dell’abbondanza.
Ognuno dice, scrive, si esprime, e si attesta in uno spazio che può esser piccolo, grande, o variabile, e in quello spazio proprio detiene ragione e verità. Il mondo è tutto in rete, tutto e tutti in un paio di click.

[Read more…]

Io musulmana, femminista, queer e quelle “femministe” che vorrebbero “salvarmi”

di Sveva Basirah

È dura essere una velata, specialmente per i forcaioli salviniani di turno, se poi sei una femminista islamica (per di più convertita, sacrilegio) sei tra la pressa dell’haram police, ovvero i musulmani rigidi e giudicanti, e tra gli increduli bigotti o i fasci della domenica che ti additano come traditrice della patria. La “categoria” che mi fa più rabbia, però, è quella delle/dei femminist* che invece di supportarti, visto che come donna musulmana, nativa e/o di origini straniere o straniera, velata o meno, magari pure queer, quindi ulteriormente discriminata, cerca di affossarti, di liberarti perché “sei oppressa“, perché la religione fa schifo e perché “è patriarcale e non si cambia”.

[Read more…]

Le femministe irlandesi dicono no alle Terf: “non siete le benvenute” a Dublino!

Qui l’articolo in lingua originale. Traduzione di Isabella e Antonella.

I collettivi femministi irlandesi e oltre 1000 individu* hanno firmato una lettera aperta rivolta alle Terf’s (Femministe radicali trans escludenti) britanniche, le quali hanno organizzato un evento a Dublino, dicendo loro che non sono le benvenute.

[Read more…]

#Transfobia che opprime: ma è una ragazza quella? E a te che importa?

Lei scrive:

Questa mattina mi sono svegliata tranquilla e di buon umore e mentre stavo facendo colazione e ho letto un messaggio che mi è arrivato da mia mamma:

“Stamattina ti va di andare a fare un po’ di compere di natale dopo le commissioni?”

[Read more…]