A proposito di film in cui la donna reagisce all’uomo violento, classificati da una commissione moralista italiana come horror, eccone un paio, in realtà trame di fantascienza, entrambe interpretate egregiamente da Elisabeth Moss. Il primo non è un remake dell’uomo invisibile tratto dall’opera di H.G.Wells, ma semmai si ispira a quello per realizzare un film in cui un narcisista patologico, stalker e violento, perseguita la donna che vuole lasciarlo fingendosi morto, poi indossando la speciale tuta che lo rende invisibile e continuando a stalkerarla facendo del male a chi lei ama, mettendola incinta senza il suo consenso, facendola passare per matta e assassina, fintanto che lei non lo ripaga con la stessa moneta. Ed ecco che il film di fantascienza diventa horror, perché una donna si difende e infine sconfigge il suo persecutore.
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Dell’ambientalismo e della feticizzazione culturale del Figlio: si può parlare di ambientalismo intersezionale?
Di Greta Thunberg abbiamo parlato su questo blog per raccontare del cyberbullismo che ha subito e che subisce ancora da parte di molte persone, tantissimi adulti che prima l’hanno ignorata, poi l’hanno derisa, oggi la combattono (poi vincerà?). Le battutine sessiste e abiliste si sono ora trasformate in ricerche su “chi sta dietro di lei”, come sempre a partire dai mondi di fusariana memoria. Il “chi ti paga” è l’elemento che mette in moto solitamente una tenace macchina del fango (accompagnata da insulti scritti da persone che osano definirsi “giornalisti”) e nel frattempo questa ragazza continua a dire quello che pensa e a farlo in modo talmente quieto da lasciare sorpresi quegli adulti scomposti e isterici che farebbero qualunque cosa pur di ottenere almeno un briciolo della popolarità che Greta ha ottenuto in poco tempo.
