Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

No, non ci “diamo una calmata” – Il tone policing è solo un altro modo per salvaguardare il privilegio

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Marta del gruppo di lavoro Abbatto i Muri

(Content warning: nell’articolo si accenna a transmisoginia e violenza)

«Calmati, così possiamo parlarne da persone adulte»

Vi è mai capitato di fare un appunto sul tono di voce di una persona con la quale stavate discutendo di oppressione? La pratica del tone policing – ossia la stretta sorveglianza esercitata sul tono di voce dell’interlocutore – è quel dispositivo per cui si tende a concentrarsi più sull’emozione che sta dietro ad un messaggio che sul messaggio stesso, ed è sostenuta dalla convinzione che serva a rendere la conversazione più ‘pacata’.

In questo fumetto, però, Robot Hugs spiega in maniera puntuale come in realtà il tone policing serva piuttosto a salvaguardare il privilegio e a silenziare chi sta soffrendo. Non si tratta di un modo per ottenere giustizia, e questa analisi vi aiuterà a capire il perché.

Con amore, gli editori di Everyday Feminism.

No, non ci ‘diamo una calmata’. Il tone policing è solo un altro modo per salvaguardare il privilegio

(di Robot Hugs) Continua a leggere “No, non ci “diamo una calmata” – Il tone policing è solo un altro modo per salvaguardare il privilegio”

Annunci
Comunicazione, Contributi Critici, Critica femminista, R-Esistenze

Privilegio 101: una guida veloce e “sporca”

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Naomi del gruppo di lavoro Abbatto i Muri

scritto da Sian Ferguson

“Privilegio” è una parola che sentirai spesso negli spazi di giustizia sociale, sia offline che online. Alcune persone capiscono facilmente il concetto. Altri – ed io ero così – trovano il concetto confusionario e hanno bisogno di un po’ d’aiuto.

Continua a leggere “Privilegio 101: una guida veloce e “sporca””

La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

Lo stigma sulla “tossica” e la sua povertà sono altre cause della sua morte

Lei scrive:

Cara eretica, ho compiuto ventuno anni da poco. Quando avevo sedici anni ero una tossica e frequentavo “brutti” ambienti”. A me poteva accadere quello che è successo ad altre ragazze. Sono stata fortunata e non mi sento diversa dalle ragazze che vengono giudicate male, sempre che chi le stupri o le uccida non sia uno straniero. In quel caso il cattivo giudizio si trasforma in una beatificazione della vittima perché se la vittima non è beatificata allora il “nero” di passaggio non può essere colui sul quale si sfoga tutto l’odio di chi sa solo odiare.

Quello che io vorrei fosse chiaro è che in certe situazioni non è l’ambiente ad essere brutto ma brutta è l’indifferenza di una società che ti getta in un angolo, che ti tratta come immondizia perché si pensa che se ti droghi sia totalmente colpa tua. Ho visto tante persone drogarsi di nascosto. Figli di papà cocainomani, padri di famiglia che sniffavano eroina, donne eleganti che si facevano di tutto e di più. Quello che voglio dire è che la differenza tra me e loro erano i soldi. Se io avessi avuto i loro soldi non avrei corso certi rischi. Avrei potuto drogarmi in un salotto firmato senza rischiare niente. A meno che non ti fai un’overdose perché vuoi crepare.

I ricchi arrivano nelle periferie solo per comprare e a volte non fanno neanche quello perché hanno l’amico ricco che si fa più ricco vendendo droghe. Quello che ci separa è la classe di appartenenza. Nessuno ha pensato al perché alcune vittime si trovassero in certi ambienti. Nessuno ha analizzato il perché del fatto che i drogati si nascondono. Se non hai un posto dove andare o se non hai il papino che ti paga l’appartamento in centro non hai molta scelta. Se ci sono i fascisti che continuano a criminalizzare il tossico come categoria rognosa della società, al punto da riempire le galere di poveri, per lo più immigrati, solo perché in possesso di un paio di canne di hashish, quel tossico viene disumanizzato.

Continua a leggere “Lo stigma sulla “tossica” e la sua povertà sono altre cause della sua morte”

Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

Il privilegio: a partire da me

Essere femminista in tempi di grande precarietà non mi impedisce di vedere il mio privilegio. Sono bianca. Qualunque sia la mia condizione comunque fin dalla nascita ho goduto di diritti negati ai migranti. Sono nata in Europa, ho la cittadinanza in un paese che fa parte della schiera colonizzatrice del mondo. Questo mi permette di avere più diritti rispetto a quanti ne abbia un migrante e ancora di più rispetto ad una donna migrante, una di pelle nera, una straniera.

Continua a leggere “Il privilegio: a partire da me”

Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

Dove sta il vostro privilegio?

sono donna, meridionale, precaria, eppure rispetto ad una migrante io sono una privilegiata. è importante che io rifletta sul mio privilegio, così come altre persone dovrebbero riflettere quando assumono consapevolezza del fatto di avere privilegi che io non ho.

Continua a leggere “Dove sta il vostro privilegio?”

Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie, Violenza

Le donne: vulnerabili per “natura” o “costrizione”?

La vulnerabilità dipende da tante cose. Mi sento vulnerabile perché scoperta, denudata, violata nella mia intimità. Sono vulnerabile quando ho paura e in genere reagisco con freddezza. Uso delle strategie, quasi che fossi stata addestrata lungamente per arrivare integra fino a quel momento. Gli sconosciuti, l’uomo nero, barbablù, rappresentano la metafora di figure che minano l’autonomia di una donna che vuole camminare sola, per strada, a qualunque ora del giorno e della notte. Mi dicono che a sentirsi vulnerabile è anche un uomo che teme di essere rapinato e ucciso, ma io so che non è la stessa cosa.

Continua a leggere “Le donne: vulnerabili per “natura” o “costrizione”?”

Autodeterminazione, Critica femminista, La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze, Storie

Privilegio maschile? Parliamo invece di privilegio economico!

flashcards-_intersectionality1323387834491

Su questo blog e sulla pagina facebook di Abbatto i Muri si è sviluppata una discussione, grazie a due post scritti da un trans Ftm ([1] [2]), su quel che viene definito il “privilegio maschile”. Sono arrivate molte critiche, di uomini e anche di donne. Alcuni interventi mi sono stati inviati per continuare la discussione a partire da altri punti di vista. Pubblico la mail di Ilaria e presto pubblicherò altri contributi altrettanto eloquenti.

Continua a leggere “Privilegio maschile? Parliamo invece di privilegio economico!”