Il furto della felicità

da Lo Stato Sociale

Michele si è tolto la vita, a trent’anni. E prima di farlo ha scritto una lunga lettera. La trovate sui giornali, su internet. Parla di furto della felicità, della nostra generazione, dei no che uccidono, di sistema, di sogni, di libertà di scelta. È una lettera lunga e piena di amore e rassegnazione, di rabbia e serenità. Di vita, a dire il vero. E a tutti i moralizzatori col culo degli altri di internet chiedo di indossare un po’ di silenzio, che di certo il dolore dei cari ed il suo gesto non meritano inutili accuse gratuite.

[Read more…]

Advertisements

Caro Michele, noi siamo te!

Caro Michele,

ho letto la tua lettera di addio e vorrei condividerla con le persone che mi leggono per dire che il tuo dolore l’ho provato anch’io. Ho pensato alla precarietà, ai debiti, al peso schiacciante di un’economia che tutto chiede e nulla restituisce, a chi ti dice che sono le tue competenze che contano quando in realtà non contano un cazzo. Alle persone che ti dicono che per lavorare non serve altro o che tutto quel che conta di te è che tu sia bella dentro. Tutte cazzate.

[Read more…]

Sono stata maltrattata e licenziata per la mia omosessualità

Lei scrive:

Cara Eretica,
Non immagini la mia paura nello scriverti (…).

Sono stata licenziata. Niente di nuovo.
E invece sono stata cacciata, umiliata, offesa e molestata per ben due anni.
La causa: la mia omosessualità.
Dei datori di lavoro, i classici uomini squallidi, sposati con figli che ad ogni donna che passa sbavano.

[Read more…]

Perché devo subire un bombardamento pubblicitario pro maternità obbligata?

15577567_10207849371662751_1452196924_nLei scrive:

“Caro Internet, Vorrei dirti che la vita è fatta di scelte, e che le mie scelte, fino a questo momento, sono state diverse. Vorrei dirti che sì, probabilmente sto attraversando una fase in cui il mio corpo è fertile ed è socialmente accettabile, adesso, che io possa rimanere incinta e sposarmi, ma io ho scelto un altro dei tanti percorsi possibili. Vorrei dirti che ci sono donne, splendide donne di 24, 25, 26 etc anni che hanno deciso di avere dei bambini, e questa è una loro scelta: loro sono felici, ed a me fa piacere vedere la loro felicità. Sono bellissime mamme che devono esser fiere di loro stesse. Ma spesso, con coraggio, hanno dovuto rinunciare a qualcosa – lo studio, il lavoro – per i loro figli. Io non escludo, nella mia vita, di avere un giorno dei figli con l’uomo che avrò accanto.

[Read more…]

La mia storia di IVG (interruzione volontaria di gravidanza)

Lei scrive:

Ciao Eretica,
ti scrivo per rispondere alla ragazza di 22 anni che sta per affrontare un aborto.

Ho pensato tante volte di scrivere la mia esperienza ma solo adesso, ad una richiesta di aiuto, trovo finalmente la forza di farlo. Ho 32 anni ed ho abortito 3 mesi fa (in piena campagna per il fertility day). I motivi per cui ho fatto questa scelta sono diversi e non vorrei stare qui a dilungarmi su questo aspetto in quanto penso che ognuna di noi ha le sue ragioni per farlo e non serve una giustificazione. Comunque diciamo che il motivo principale a spingermi a farlo è stata la mia disoccupazione e la mia voglia di trovare un’occupazione che mi dia soddisfazioni. Vedevo un figlio come un impedimento al raggiungimento di tutto ciò e così ho compiuto la mia scelta. Nel momento in cui ho scoperto di essere incinta mi è crollato il mondo addosso, la mia vita mi sembrava finita, tutti gli anni di studio buttati via perché una gravidanza prima e la maternità poi non mi avrebbero permesso di raggiungere i miei obiettivi, primo tra tutti la mia indipendenza economica che ancora oggi, a 32 anni, non riesco a raggiungere. Sono rimasta incinta del mio ragazzo con cui sto da tre anni, con cui sto bene e con il quale ho sempre pensato di voler costruire una famiglia. Ma il punto non era lui, ero io. La scelta era mia e non sono riuscita a mettere da parte la mia voglia di indipendenza e soddisfazione personale per far posto a un figlio non voluto. Ecco queste più o meno erano le mie sensazioni.

[Read more…]

Io esisto e sono una sex worker per “scelta”. Perché altre donne negano la mia esistenza?

54_816

Lei scrive:

Cara Eretica,

ho 36 anni e sono una sex worker. Non lavoro in strada e questo fa di me una sorta di escort, te lo dico tanto per capirci. Faccio questo lavoro da sei anni perché a trenta ho perso un lavoro e mi sono rifiutata di farne un altro che mi sminuiva. Mi sentivo un oggetto ed è il paradosso che alcune persone non colgono. Cioè quando ti presenti ad un colloquio qualunque e ti rendi conto che lo sguardo di chi ti valuta è quello di una persona che esercita potere su di te. Fosse anche la figlia dell’anziano che ha bisogno di una badante da parte sua vedi comunque la maniera truffaldina di chi ti vuole fregare, un centesimo o qualche euro all’ora, perché tu hai bisogno di lavorare, sei ricattabile, e chi ti chiama a colloquio questo lo sa. In quel caso diventi un oggetto.

[Read more…]

L’abuso economico contro vittime di violenza di genere

flashcards-_intersectionality1323387834491

Sto tentando di raccogliere, tra i tanti messaggi che arrivano ogni giorno all’indirizzo di Abbatto i Muri, quelli che parlano di violenza di genere aggravata o indotta da dipendenza economica. Inizio una minima carrellata, qui, invitandovi a continuare a raccontare, perché è ascoltando i vostri racconti che si capisce anche quale tipo di prevenzione forse è più necessaria contro la violenza di genere.

[Read more…]

Studio perché da grande non vorrò dipendere economicamente da nessuno

Lei scrive:

Cara Eretica, sono una ragazza di 17 anni ed è da qualche mese che seguo la tua pagina, devo ammettere che mi hai fatto aprire gli occhi su questioni a cui prima non davo minimamente peso. Proprio per questo motivo vorrei condividere con te la situazione che ultimamente sto vivendo in famiglia, rimanendo nell’anonimato.

[Read more…]

#26N #NonUnaDiMeno – Porterò il mio corpo, la mia storia, la mia voce

14639626_1348075155217137_2433107079893685978_n

 

Cara Eretica,

parteciperò alla manifestazione del 26 novembre contro la violenza di genere perché sono precaria, faccio fatica ad arrivare a fine mese, voglio vivere da sola, voglio avere la libertà di fare sesso senza dover spiegare perché non mi “affeziono”, come mi ha detto l’ultimo incontrato. Voglio essere libera di non corrispondere a nessuno stereotipo sessista. Sono una donna, non sono “emotiva”, non tutte le donne piangono quando hanno le mestruazioni e il mio massimo desiderio non è né il matrimonio né la maternità.

[Read more…]