Antiautoritarismo, Antifascismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Contributi Critici, R-Esistenze

#Verona: Congresso per la Famiglia. Ecco i punti in programma di chi vuole ristabilire “l’ordine naturale”

Avete presente le campagne contro il “gender” o contro la “maternità surrogata” (con strategie fake che sembrano occuparsi del bene delle donne quando di donne non gliene frega assolutamente niente – cosa che ci fa capire perché organi di stampa ipercattolici danno spazio a sedicenti “femministe” che parlano esattamente lo stesso linguaggio omofobo) e le proposte di demolizione della legge 194 e ancora altre proposte contro le unioni civili per coppie omosessuali e l’opposizione alle proposte di legge contro l’omofobia e altre cose ancora che in questi ultimi anni vi sono sembrate separate le une dalle altre?

In realtà fanno parte dello stesso piano concepito da ideologi e politici che in Europa e nel Mondo applicano esattamente le stesse teorie al servizio di propaganda che vuole raggiungere i medesimi obiettivi. Quello che vedete sotto è un report realizzato da Epf, una rete di parlamentari di tutta Europa impegnati a tutelare la salute sessuale e riproduttiva delle persone nel loro paese e all’estero. Questo report, una ricerca complessa e approfondita, è stato diffuso in rete per informare quelle persone che non sanno ancora nulla di ciò che più o meno potrebbe discutersi a Verona al Congresso mondiale della famiglia che è alla tredicesima edizione e comprende un programma che non lascia dubbi sulle finalità che si propone di raggiungere.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

L’infinito cerchio della violenza e i nuovi inizi

Lei scrive:

Cara Eretica, mi sono fatta male a sedici anni, quando ho deciso di consegnarmi anima e corpo ad un uomo che mi ha maltrattata e mi ha costretta molte volte a fare cose che non avrei voluto fare. Lui esercitava controllo su di me e io non riuscivo a sottrarmi e andare per la mia strada. Per molto tempo ho pensato di amarlo e che lui mi amasse e quando qualcuno si intrometteva io dicevo che non erano affari suoi e che io stavo bene così. Ho impedito a mia madre di interferire e ho preferito stare con la madre del mio “uomo”. Pensavo che fosse giusto così. Non sapevo risolvere il conflitto con mia madre e sono scappata da lei a costo di sprofondare all’inferno.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Rassegna Stampa

Tutti gli stupratori sono terribili, ma alcuni sono più terribili di altri

Articolo di Iris Pase, in lingua originale QUI. Traduzione di Roberta.

I media in Italia hanno due narrazioni di stupro molto diverse a seconda di chi è l’aggressore. Se è italiano, è probabile che sia colpa della vittima. Se è un immigrato, la sua colpevolezza non è mai in dubbio.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

C’era una volta la bambina e il nonno che le insegnava a far “pompini” ai grandi

Lei scrive:

Cara Eretica, ti scrivo perché vorrei condividere la mia storia in forma anonima (è importante, vorrei tutelare la mia sicurezza).

Da qualche settimana vedo andare in onda su canale 5 la serie “Non Mentire”, che racconta la vicenda di un’insegnante che viene stuprata dal padre di un alunno, il quale è un brillante chirurgo vedovo, ricco, bello, sempre misurato, sempre cortese, sempre professionale, sempre puntuale, sempre il migliore. La protagonista lo denuncia la mattina seguente, ma lui nega tutto. E in assenza di prove, e di fronte all’apparente candore dell’accusato, il caso non viene portato avanti. Con il proseguire della serie, seguendo le ricerche della protagonista e conoscendo meglio il presunto stupratore, si scopre che la facciata scintillante nasconde in realtà una personalità oscura. Si scoprono altre vittime, si scopre una metodologia fissa nel modo di orchestrare le aggressioni (nel caso specifico, lui usava il GHB per rendere le vittime incoscienti), e si scopre addirittura che era stato lui stesso a premeditare il suicidio della ex moglie.
Ecco, vedere tutto questo passare in tv mi ha fatto l’effetto di una bomba.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Vi racconto com’è abortire in un Paese in cui l’aborto è illegale

Lei scrive:

Carissima,

condivido la mia esperienza dopo aver letto, qualche giorno fa, la storia della ragazza di Roma che ha abortito, testimonianza che ho letto cercando di sospendere il giudizio e con gratitudine verso la persona che ha deciso di condividere un vissuto così intima. Spero che in qualche modo la mia esperienza possa apportare un contributo alla discussione e ringrazio chi avrà voglia di leggermi.

La mia esperienza ha avuto un impatto molto forte in tutte le sfere della mia vita, iniziando dal fatto che ho abortito in un Paese in cui l’aborto è illegale, proibito in ogni situazione, anche se è a rischio la vita della madre, anche se la gravidanza é la conseguenza di una violenza. Ho 29 anni e da tre vivo, per motivi di lavoro, in un Paese dove i diritti sessuali e riproduttivi delle donne sono una questione di classe, dove il corpo delle donne è sottoposto ad una violenza istituzionale inaudita.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Sono la mamma di un ragazzo accusato di stupro e dico basta!

Questa è una lettera particolare che noi abbiamo inserito nella categoria delle #beddamatresantissime. Poi diteci che ne pensate.

Lei scrive:

Salve Abbatto i Muri. Vi scrivo perché mi sento chiamata in causa ogni volta che si parla di un ragazzo accusato di stupro. Io e mio marito ne abbiamo abbastanza di tutte le accuse delle femministe e spero che non cestinerete questa lettera solo perché non sono d’accordo con voi. Il punto è questo: due anni fa, quando mio figlio aveva sedici anni, un gruppo di bulli l’ha picchiato e mandato all’ospedale. Abbiamo chiesto il perché e lui non ha voluto dire niente. Poi abbiamo saputo che la mandante, se così si può dire, era una ragazza anche lei sedicenne che lo aveva accusato di averla molestata. Nessuno si è premurato di capire se fosse vero oppure no e d’altronde lei non lo aveva denunciato alla giustizia ma si era affidata a questo branco di violenti che ha inferto sul corpo di mio figlio ferite permanenti.

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Antisessismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Recensioni

Ecco il video che racconta di Stefania Noce. Per non dimenticare!

Vi ricordate di Stefania Noce? Voglio sperare di si ed è proprio per non dimenticare che Bibi Bozzato ha deciso di divulgare il video che qualche anno fa aveva montato per raccontare la vicenda. Nel suo video sono registrate le voci dei genitori, Ninni e Rosetta. Si cerca di mettere in evidenza il fatto che quel femminicidio non è stato un “raptus” ma il frutto di una precisa volontà di offendere che ha portato l’assassino, ora condannato definitivamente all’ergastolo, a tentare di manomettere l’auto della madre di Stefania, a prendere la mira per colpire con una balestra e poi c’era il possesso di una serie di armi una delle quali è diventata lo strumento attraverso il quale lui ha tentato di uccidere la nonna di Stefania, poi ha ucciso il nonno che tentò di difendere la nipote e infine si scagliò violentemente contro Stefania uccidendola. Lei non voleva più stare con lui, aveva detto no e questo figlio di buona famiglia, italiano (capisci Salvini?), aveva fatto quello che normalmente si attribuisce a persone di altro ceto sociale. Come se gli assassini si distinguessero per classe o razza.

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Critica femminista, R-Esistenze

Montanelli redento e donna adulta – madre del figlio di un quindicenne – al rogo?

Nel mio luogo di origine c’era un tizio che faceva catechismo e che si fidanzò, lui ventottenne, con una ragazza di tredici anni, vergine, sicché lui non correva il rischio di vivere con il timore di paragoni. In generale questa era la normalità, e non parlo di certo del dopoguerra. E’ un tempo molto più recente quello a cui mi riferisco. Ma quel che i maschi dicevano era che le femmine bisognava “allevarle” ovvero prenderle ancora giovani e poi crescerle per avere la certezza che quelle ragazze non avrebbero mai pensato ad un altro in termini sessuali. Una mia compagna di scuola a tredici anni era fidanzata con un uomo di trenta già laureato e specializzato in qualche campo della medicina. Era l’unica tra noi ad avere rapporti sessuali a quell’età e la famiglia di lei era d’accordo perché lui era un dottore e lei così aveva il futuro assicurato. Quindi al diavolo tutto quando c’era dii mezzo un buon partito. A quattordici anni io mi fidanzai con un ventunenne, io al liceo e lui all’università, e dopo un po’ già parlava di matrimonio prima che anch’io andassi all’università. C’era il pregiudizio secondo il quale le ragazze che andavano all’università sarebbero diventate non-oneste, un po’ zoccole diciamo. Perciò il maschio/alpha, per assicurarsene la proprietà, doveva battere gli altri sul tempo. Ovviamente dissi “è stato bello ma ciao!“.

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