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Il terrorista misogino Alek Minassian e gli Incels, istigatori di odio contro le donne

Il lutto dopo l’attentato misogino. (Foto di Nathan Denette/Canadian Press)

 

Saprete di quel che ha fatto Alek Minassian, l’autore dell’attentato di Toronto. Il tizio si sarebbe ispirato a Elliot Rodger, un misogino fascista che ha lasciato perfino un manifesto per motivare l’assassinio di diverse persone, con una vendetta rabbiosa soprattutto nei confronti delle donne. Ancora in Canada, a Montréal, anni fa ci fu Marc Lépine che uccise molte donne esponendo anche lui motivazioni misogine e maschiliste. Personaggi del genere vengono considerati eroi da una certa categoria di soggetti, soprattutto quelli che si radunano tra i movimenti in difesa dei cosiddetti diritti maschili (MRA – considerata la porta d’accesso per l’organizzazione nazista e suprematista bianca Alt-Right, la quale ha supportato Trump alle ultime elezioni presidenziali americane -, RedPillers, Pua, MgTow, etc). A proposito di Minassian si è tirata fuori una ulteriore organizzazione che estremizza gli stessi concetti fino a decidere di elevare il vittimismo a fenomeno politico di ispirazione stragista contro le donne che li avrebbero resi vittime di “celibato involontario”. Su questa nuova corrente di spaventoso pensiero quindi ci concentreremo per studiarne, come abbiamo fatto per altri fenomeni simili, il linguaggio e la radice. Quello che segue è un primo contributo cui seguiranno altre traduzioni.

M. ha tradotto per noi alcuni spunti tratti dal profilo twitter di un giornalista che  conosce questi fenomeni. Si chiama @ArshyMann e lo ringraziamo per il sapere che mette in circolo.

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I santi un tempo praticavano l’aborto – era considerato un peccato minore rispetto al sesso orale

Coloro che supportano gli aborti legali e sicuri potrebbero riflettere meglio l’atteggiamento della Chiesa Cattolica Irlandese “medievale” rispetto a quello di coloro che vi si oppongono.

Da entrambi i lati del dibattito sull’aborto la gente tende a condividere un presupposto, indipendentemente dalla propria visione al riguardo: il cattolicesimo permette un solo atteggiamento riguardo l’aborto, cioè è uno dei peccati peggiori, di una malvagità incommensurabile.

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Ecco perché i commenti di Chimamanda Ngozi Adichie sulle donne trans sono sbagliati e pericolosi

 

Testo originale di  Jarune Uwujaren QUI 

traduzione di Ilaria

“Chimamanda Ngozi Adichie sostiene di trovare difficile uguagliare le esperienze delle donne-trans con quelle delle donne.”

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Non basta parlare di appropriazione culturale

Immagine di: Alannah Giannino

 

By Ijeoma Oluo Tradotto da Sara Elena

(Articolo in lingua originale QUI.)

Qualche settimana fa, mi sono ritrovata con un gruppo a discutere di uno spettacolo che avevo visto la settimana prima. Lo spettacolo, Disgraced, è un’opera molto interessante e estremamente complessa che parla di razza, religione e genere. Di quello che era successo sul palco davanti ad un pubblico a maggioranza bianca a Seattle, ci sarebbe stato moltissimo di cui parlare tra di noi.

E invece stavamo parlando di appropriazione culturale. Solo ed esclusivamente appropriazione culturale. [Read more…]

La tratta di esseri umani: la globalizzazione del ragionamento debole e del linguaggio improprio

[cliccate sulle immagini per leggere in lingua inglese e nella traduzione in italiano]

Il pezzo è tratto dal blog: The Naked Anthropologist

Qui la Dott.ssa Laura Agustín espone i risultati delle sue ricerche sulla migrazione, il sex work, la tratta e l’industria del salvataggio

Questo il pezzo in inglese. Traduzione di Elena e Giorgia

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Le statistiche sulla fertilità vecchie di trecento anni, che usiamo ancora oggi

subvertising di Valentina Maran su una delle cartoline usate per promuovere il #fertilityday

subvertising di Valentina Maran su una delle cartoline usate per promuovere il #fertilityday

 

(traduzione a cura di Luana di un articolo di Hannah Barnes, dalla sezione Magazine di BBC News, apparso il 18/09/2013. Link)

La maggior parte delle donne che hanno più di venticinque anni ha, forse, familiarità con gli sguardi preoccupati dei parenti più anziani, seguiti da una domanda sussurrata: «Non sarebbe l’ora di cominciare a pensare ad avere figli?». E se invece molto di quanto siamo state portate a credere riguardo all’impatto dell’età sulla fertilità non fosse vero?

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#FertilityDay: ma di che prestigio (nella maternità) parla Lorenzin?

Volessero istituire anche il #DioPatriaFamigliaDay con premiazione della mejo beddamatre santissima della Patria?

Volessero istituire anche il #DioPatriaFamigliaDay con premiazione della mejo beddamatre santissima della Patria?

 

Di questa campagna abbiamo analizzato storia, memoria, origini, immagini e ora tocca analizzare le parole che trovate sul sito del ministero.

Chiara ci ricorda che:

“mi ha colpito il documento del Ministero (e faccio) questa considerazione sul retoricissimo “punto 5”, trovando grave la scelta ministeriale delle parole. La scelta delle parole in un progetto ministeriale non può essere casuale. Non hanno scritto “gioia della maternità”, “bellezza della maternità”, “valore della maternità”, ma “Prestigio” (con la P maiuscola). Cito Treccani: “Prestigio = autorevolezza, ascendente che, in virtù di particolari meriti e doti, si esercita o si può esercitare su altri; credito, alta reputazione”. Cioè, essere madre per salire di un gradino nella  considerazione sociale? Per sentirsi superiore agli altri? Bel modo di concepire la maternità. Aggiungiamoci poi che si parla espressamente di maternità e non di paternità, e il quadro è completo.”

Per le persone ancora scettiche, che fin dalla nostra prima critica ci hanno riempite di insulti dandoci delle visionarie, eccovi una schermata tratta dal sito.

dubbi

Nella stessa pagina trovate anche il pdf che spiega tutto il Piano, per chi ha voglia e tempo di leggerselo tutto, il quale conferma pienamente quanto letto in chiave critica.

Ci sono altre parole che vanno analizzate. In particolare mi riferisco alla sensibilizzazione sui “tempi”. “Tempo di essere madri” mi ricorda vagamente una proposta dell’estrema destra. Il piano poi parrebbe redatto da persone che hanno una cultura medica dell’800. E’ falso che la fertilità tramonta dopo i 35 anni. L’unica cosa che tramonta è la speranza di una stabilità lavorativa inseguita faticosamente per non approdare a niente. Nuove ricerche collocano la “data di scadenza” un po’ più in là, sempre che si voglia parlare delle donne in menopausa come di confezioni di yogurt avariato.

Il resto l’abbiamo in qualche modo già detto e invitiamo tutt* voi a dare una lettura al Piano, che prevede una spesa che evidentemente deriva dalle nostre tasche, campagna di comunicazione del Fertility Day inclusa, e ad aiutarci a produrre un’analisi delle parole.

—>>>Aggiungo una riflessione di Marco che scrive:

“Imbarazzato dalla scelta del Ministero della salute, una manifestazione disgustosamente simile ad altre provocazioni di stampo catto-bigotto e neo-fascista (mi sentite?), verrà attuata il 22 settembre, il #FertilityDay.
Il colpevolizzare specialmente donne per la scelta o impossibilità di generare prole e il ridicolizzare uomini (l’immagine della buccia di banana) per la loro sterilità, oltre ad essere un’attitudine, oserei dire medievale, riduce l’essere umano femminile ad una madre-potenziale, che è donna solo in quanto incubatrice, non in quanto persona a 360 gradi, nella sua totalità.
Attitudine che, oltre ad essere discriminatoria per chi sceglie una vita diversa dalla famigerata ‘famiglia tradizionale’, è tremendamente pericolosa e nociva al rispetto per le donne e le persone più in generale.
Siamo nel 2016 e tuttora la libertà individuale è calpestata da preconcetti e stereotipi che, rispetto al resto dell’Occidente, altro non sono che segno di arretratezza culturale che, ahimè, pagheremo a nostre spese.
Che senso ha difendere le donne da soprusi e violenze quando il fare bambini è visto come un dovere che decidiamo di assumerci alla nascita, quasi sotto contratto? Siamo 7 miliardi e, purtroppo, non rischiamo ancora l’estinzione

“Ma quale Stato? Ma quale Dio? Del mio corpo decido IO””

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