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Ecco perché i commenti di Chimamanda Ngozi Adichie sulle donne trans sono sbagliati e pericolosi

 

Testo originale di  Jarune Uwujaren QUI 

traduzione di Ilaria

“Chimamanda Ngozi Adichie sostiene di trovare difficile uguagliare le esperienze delle donne-trans con quelle delle donne.”

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Non basta parlare di appropriazione culturale

Immagine di: Alannah Giannino

 

By Ijeoma Oluo Tradotto da Sara Elena

(Articolo in lingua originale QUI.)

Qualche settimana fa, mi sono ritrovata con un gruppo a discutere di uno spettacolo che avevo visto la settimana prima. Lo spettacolo, Disgraced, è un’opera molto interessante e estremamente complessa che parla di razza, religione e genere. Di quello che era successo sul palco davanti ad un pubblico a maggioranza bianca a Seattle, ci sarebbe stato moltissimo di cui parlare tra di noi.

E invece stavamo parlando di appropriazione culturale. Solo ed esclusivamente appropriazione culturale. [Read more…]

La tratta di esseri umani: la globalizzazione del ragionamento debole e del linguaggio improprio

[cliccate sulle immagini per leggere in lingua inglese e nella traduzione in italiano]

Il pezzo è tratto dal blog: The Naked Anthropologist

Qui la Dott.ssa Laura Agustín espone i risultati delle sue ricerche sulla migrazione, il sex work, la tratta e l’industria del salvataggio

Questo il pezzo in inglese. Traduzione di Elena e Giorgia

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Le statistiche sulla fertilità vecchie di trecento anni, che usiamo ancora oggi

subvertising di Valentina Maran su una delle cartoline usate per promuovere il #fertilityday

subvertising di Valentina Maran su una delle cartoline usate per promuovere il #fertilityday

 

(traduzione a cura di Luana di un articolo di Hannah Barnes, dalla sezione Magazine di BBC News, apparso il 18/09/2013. Link)

La maggior parte delle donne che hanno più di venticinque anni ha, forse, familiarità con gli sguardi preoccupati dei parenti più anziani, seguiti da una domanda sussurrata: «Non sarebbe l’ora di cominciare a pensare ad avere figli?». E se invece molto di quanto siamo state portate a credere riguardo all’impatto dell’età sulla fertilità non fosse vero?

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#FertilityDay: ma di che prestigio (nella maternità) parla Lorenzin?

Volessero istituire anche il #DioPatriaFamigliaDay con premiazione della mejo beddamatre santissima della Patria?

Volessero istituire anche il #DioPatriaFamigliaDay con premiazione della mejo beddamatre santissima della Patria?

 

Di questa campagna abbiamo analizzato storia, memoria, origini, immagini e ora tocca analizzare le parole che trovate sul sito del ministero.

Chiara ci ricorda che:

“mi ha colpito il documento del Ministero (e faccio) questa considerazione sul retoricissimo “punto 5”, trovando grave la scelta ministeriale delle parole. La scelta delle parole in un progetto ministeriale non può essere casuale. Non hanno scritto “gioia della maternità”, “bellezza della maternità”, “valore della maternità”, ma “Prestigio” (con la P maiuscola). Cito Treccani: “Prestigio = autorevolezza, ascendente che, in virtù di particolari meriti e doti, si esercita o si può esercitare su altri; credito, alta reputazione”. Cioè, essere madre per salire di un gradino nella  considerazione sociale? Per sentirsi superiore agli altri? Bel modo di concepire la maternità. Aggiungiamoci poi che si parla espressamente di maternità e non di paternità, e il quadro è completo.”

Per le persone ancora scettiche, che fin dalla nostra prima critica ci hanno riempite di insulti dandoci delle visionarie, eccovi una schermata tratta dal sito.

dubbi

Nella stessa pagina trovate anche il pdf che spiega tutto il Piano, per chi ha voglia e tempo di leggerselo tutto, il quale conferma pienamente quanto letto in chiave critica.

Ci sono altre parole che vanno analizzate. In particolare mi riferisco alla sensibilizzazione sui “tempi”. “Tempo di essere madri” mi ricorda vagamente una proposta dell’estrema destra. Il piano poi parrebbe redatto da persone che hanno una cultura medica dell’800. E’ falso che la fertilità tramonta dopo i 35 anni. L’unica cosa che tramonta è la speranza di una stabilità lavorativa inseguita faticosamente per non approdare a niente. Nuove ricerche collocano la “data di scadenza” un po’ più in là, sempre che si voglia parlare delle donne in menopausa come di confezioni di yogurt avariato.

Il resto l’abbiamo in qualche modo già detto e invitiamo tutt* voi a dare una lettura al Piano, che prevede una spesa che evidentemente deriva dalle nostre tasche, campagna di comunicazione del Fertility Day inclusa, e ad aiutarci a produrre un’analisi delle parole.

—>>>Aggiungo una riflessione di Marco che scrive:

“Imbarazzato dalla scelta del Ministero della salute, una manifestazione disgustosamente simile ad altre provocazioni di stampo catto-bigotto e neo-fascista (mi sentite?), verrà attuata il 22 settembre, il #FertilityDay.
Il colpevolizzare specialmente donne per la scelta o impossibilità di generare prole e il ridicolizzare uomini (l’immagine della buccia di banana) per la loro sterilità, oltre ad essere un’attitudine, oserei dire medievale, riduce l’essere umano femminile ad una madre-potenziale, che è donna solo in quanto incubatrice, non in quanto persona a 360 gradi, nella sua totalità.
Attitudine che, oltre ad essere discriminatoria per chi sceglie una vita diversa dalla famigerata ‘famiglia tradizionale’, è tremendamente pericolosa e nociva al rispetto per le donne e le persone più in generale.
Siamo nel 2016 e tuttora la libertà individuale è calpestata da preconcetti e stereotipi che, rispetto al resto dell’Occidente, altro non sono che segno di arretratezza culturale che, ahimè, pagheremo a nostre spese.
Che senso ha difendere le donne da soprusi e violenze quando il fare bambini è visto come un dovere che decidiamo di assumerci alla nascita, quasi sotto contratto? Siamo 7 miliardi e, purtroppo, non rischiamo ancora l’estinzione

“Ma quale Stato? Ma quale Dio? Del mio corpo decido IO””

Leggi anche:

 

Quando il terremoto divenne pretesto per propaganda politica e per la shock economy

Vedo che le vittime del terremoto continuano a salire. A parte invitarvi a portare cose utili nei punti di raccolta e continuare a respirare accogliendo appelli e notizie, quel che mi ronza in testa, e che non riesco a far sparire, è il pensiero di quello che accadde quando il terremoto colpì L’Aquila.

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Perché si ricorre alla prostituzione: lo studio che smentisce ciò che pensavamo

Representante del Colectivo Inglés de Prostitutas manifestándose en las calles del Soho londinense. (Reuters/Adam Winning) Leer más: Sexo: Por qué se recurre a la prostitución: el estudio que desmiente lo que pensábamos. Noticias de Alma, Corazón, Vida http://goo.gl/91YM7d

Rappresentante della associazione in difesa delle prostitute che manifesta per le strade della Sono londinese. (Reuters/Adam Winning)

 

di Héctor G. Barnés

El Confidencial, 07.07.2016

traduzione di Grazia

Il dibattito sul lavoro sessuale è sempre più aperto e, per questo, studi come quello appena pubblicato ci aiutano a capire un po’ meglio la mentalità del cliente

Negli ultimi anni si è diffuso in Europa in generale e in Spagna in particolare il dibattito sulla prostituzione. Ogni volta c’è un maggior numero di opinioni differenti, in molti casi dovute alla partecipazione alla discussione delle stesse professionali che ricordano che non tutto il lavoro sessuale è necessariamente schiavizzato. In definitiva l’abolizionismo convive con altre visioni meno restrittive, anche all’interno del femminismo.

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#Femminicidio #Brand: no all’antiviolenza forcaiola, viscerale, emergenziale

Fashion-Victim1

In giro per l’Italia avviene l’ennesima catena di delitti imputabili alla violenza di genere. Lei lo lascia e lui la uccide. Lei vuole separarsi e lui la uccide e si suicida. I titoli dei quotidiani sono significativi. Qualcuno scrive che lui non ha saputo resistere, altri scrivono che si tratta della solita follia che arriva con la prima ondata di caldo. Le uccisioni sono imputate a qualunque cosa meno che alla cultura che li genera. Questo è fastidioso, per usare un eufemismo, quanto fastidioso è vedere la congregazione delle sorveglianti del sacro fuoco, la passione perenne che infiamma gli animi delle donne borghesi che attendono la conta dei cadaveri per dare fiato alla sete di linciaggio.

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