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Femminicida perché l’unico seme che conta è il proprio

Doreen Ebert fu uccisa dall’ex marito Michael Dennis nel 1984 a San Josè, California, perché, secondo lui, ella doveva sentirsi in lutto per sempre per la perdita del loro figlio.

Lei si è risposata, ha fatto una figlia e ne attendeva ancora una, quindi lui l’ha uccisa.

Ha tentato in ogni modo di sviare l’attenzione sul marito della donna, poi ha piagnucolato sull’amore paterno offeso e infine non ha spiegato perché i soli figli che lui apprezzava erano quelli con il suo seme, da bravo patriarca.

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Buone feste dai patriarchi femminicidi

Perché uccidono di più quando la famiglia è riunita. Le feste sono utili agli assassini per le stragi familiari. Ne ricordo uno: Ronald Gene Simmons, Arkansas, 1987, uccise molte persone, tra cui una ex collega rea di non aver ceduto alle avance. Nel frattempo però aveva massacrato tutta la famiglia che era tenuta in ostaggio in un caseggiato modesto, con i figli che – oltre a mantenere segreti per omertà verso il padrone – a malapena potevano andare a scuola, le più grandi soggette alle sue molestie, una tra le quali aveva avuto per incesto un figlio da lui.

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Aurelia e il femminicida bugiardo

Aurelia Laurenti viene uccisa dal compagno Giuseppe Forciniti il 25 novembre 2020, in provincia di Pordenone. La sua storia è la prima della nuova serie di Amore Criminale e sono lieta di non aver dovuto vedere sfilare i difensori del femminicida tra gli interventi. Coraggiosi e meravigliosi i familiari che hanno donato questa storia che può insegnare ad altre qualcosa che permetta loro di trarsi fuori da relazioni rischiose prima di essere uccise.

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Contrattacco maschilista: il pastore poligamo e femminicida

Joy Risker è stata uccida da Sean Goff, a San Diego, fine anni novanta. Il corpo della donna viene ritrovato solo nel 2003 e lui viene condannato nel 2006. Il tizio si definiva “pastore” e in nome della “fede” aveva messo su una piccola setta poligama, in cui lui era il padre padrone e le sue due mogli facevano da schiave riproduttrici.

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Contrattacco maschilista: padre padrone e schiava da riproduzione

Charles Vosseler è uno degli uomini più ricercati d’America (secondo il sito dell’Fbi). La vicenda ha inizio fra fine anni ottanta e metà anni novanta. Lui approccia per corrispondenza una donna la cui unica funzione dovrà essere quella di schiava da riproduzione. Secondo il virile codice del padre padrone, teneva tutto sotto controllo e lasciò la donna, dopo averla ingannata per anni e proprio quando lei aveva iniziato a non voler più subire, da un giorno all’altro, senza i figli e senza un soldo. Complici i genitori di lui che secondo il documentario Deadline: dentro il crimine sarebbero stati in contatto col figlio anche dopo la fuga.

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