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Ivan Cattaneo e la cultura dello stupro

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“Rifiutare una donna è peggio che violentarla” ha affermato Ivan Cattaneo durante una conversazione tra concorrenti del Grande Fratello Vip. Come non bastasse questo lui ha continuato dicendo che nello stupro, almeno, la donna si sente “oggetto del desiderio”.

Generalizzazioni (sue) a parte, non so quali esperienze abbia avuto il cantante, ma trovo le due affermazioni di una gravità inaudita. Immagino che Cattaneo non abbia mai subito uno stupro e non possa sapere come ci si sente, dunque, forse, vale la pena ricordarglielo.

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Reato di solidarietà: leghisti e m5s disumani

Foto da MeltingPot

 

Niente. Nessuno dice nulla per opporsi. Troppo impegnati a fare altro? E la presunta opposizione dove sta? E il famoso contratto di governo? Bello sapere che l’accordo Lega M5S si sia fondamentalmente basato sulla costruzione di una cultura che premia l’egoismo e massacra la solidarietà. Chissà quanto staranno bene le persone migranti che in questi giorni restano appese ad un filo prima di vedersi rifilata una sentenza di esclusione dagli umani per il proprio colore della pelle o per la propria religione. Sarebbe opportuno sottolineare ancora quello che sta succedendo e quel che non può assolutamente essere tollerato.

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I bambini non dovrebbero stare in galera

Foto di Joel Peter Witkin

 

Continuo a pensare alla donna che ha ucciso i figli in carcere e mi chiedo perché quei bambini stavano in galera. Perché si pensa sia dovuto il fatto di tenere i figli fino ai tre anni accanto la madre incarcerata. Per tutelare il legame madre/figlio, mi hanno detto. Ma che legame può esserci inquinando i ricordi di un bambino che può solo stare dietro le sbarre? Cos’è davvero importante per quei bambini? Perché non affidarli ai parenti più prossimi per farlo crescere all’aria aperta, con altri bimbi che vivono vite normali?

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Storia di Aria: il disturbo da stress post traumatico

E’ il secondo capitolo della mia storia. Il primo lo trovate qui.

Sicuramente avrete sentito parlare di quello che succede ai soldati che tornano da guerre che li hanno traumatizzati. Vivere sempre nella paura, dormire con un solo occhio e con un’arma in mano, con l’idea che prima o poi qualcuno ti beccherà nel sonno e dovrai difenderti. Il terrore mentre senti il “nemico” avvicinarsi e parlo di terrore autentico, quello che ti fa salire l’ansia a mille e che ti causa un attacco di panico dopo l’altro. D’altro canto per me vivere con una persona violenta ha voluto dire anche avere un falso senso di sicurezza, pensare che avevo tutto sotto controllo. Se facevo quel che lui voleva sarebbe andato tutto bene. In realtà non andava bene nulla e quando lui mi picchiava, per quanto io cercassi di giustificarlo trovando una ragione che lo avesse reso violento, di motivi non ce n’erano. Erano sfoghi di ira, volontà di fare del male.

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Lesbiche #Terf a Londra bloccano il Pride contro le persone Trans

Questa è una traduzione non letterale (di Isabella) di un articolo in cui si parla del regresso culturale delle lesbiche londinesi e non solo, quando dichiararono guerra – insieme alle femministe radicali – alle persone trans. La transfobia che traspare dalle loro parole è degna dei peggiori rappresentanti della destra estrema. Pur di riaffermare la propria supremazia e il separatismo esagerato hanno smesso di pensare che il femminismo e il movimento lgbtq devono essere inclusivi. Le arcilesbiche italiane d’altronde non sono migliori. Si attende che anche loro si prostrino pur di non far partire un Pride transinclusivo.

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#aborto – mia figlia ha rischiato di morire a causa degli obiettori

Cara Eretica, vorrei partire con un vaffanculo rivolto alle persone che fanno terrorismo psicologico sull’aborto. Un vaffanculo sincero da parte di una madre che ha rischiato di perdere la propria figlia grazie a medici obiettori e al personale sanitario colluso con la loro volontà. Mia figlia è stata braccata fin dall’inizio. No choice a ore sedici, no choice a ore tre. Succedeva ogni volta che mia figlia usciva fuori dal consultorio. Hanno fatto quello che fanno di solito. Frasi melliflue condite di ricatto per poi passare alle minacce. Dio ti fulminerà, sei una ragazza vuota, fatti visitare da uno psichiatra, vivrai una vita piena di rimpianti, potresti anche pensare al suicidio.

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Più che sopravvissuta sono una guerriera. Una tra le tante

Cara Eretica, c’è stato un tempo in cui cercavo me stessa in ogni notizia di cronaca, quasi a dimostrare che quanto mi era accaduto fosse reale. Quasi a dimostrare quanto avessi ragione a sentirmi una vittima. Tante donne spezzate e con gli sguardi da sopravvissute, donne delle quali si descriveva l’aspetto, le abitudini sociali, sminuendo la faccenda. Il titolo faceva più o meno così: “Tragica morte a xxxxxxxx per gelosia” oppure “Delitto passionale a xxxxxxx”. Più rispetto si dimostrava soltanto nel caso in cui lei, la vittima, fosse una fervente cattolica, buona madre e buona moglie. In tal caso si parlava di inspiegabile raptus. Anch’io ero stata vittima di un quasi “delitto passionale”. Non capivo dove fosse la passione ma sopravvissi con qualche costola rotta, la trachea quasi a pezzi e il terrore che potesse accadere ancora.

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