Annunci

Identità politica dello stupratore e stereotipi sessisti

Lui scrive:

“Ciao Eretica,

un amico mi ha girato un link di un post relativo ad Assange, le accuse di stupro e il pseudo dibattito online;

http://laurie-penny.com/its-trigger-warning-week/

[Read more…]

Annunci

Quando lui buca i preservativi per metterti incinta

Lei scrive:

Vorrei proporre una riflessione sulla ragazza vittima di stealthing che ha scritto alla pagina. Mi riferisco alla ragazza il cui partner sessuale ha bucato i preservativi ingannandola, e che ora si ritrova a 19 anni con una gravidanza non voluta.

[Read more…]

Serracchiani: lo stupro è stupro, chiunque lo infligga

Serracchiani è scivolata sulla differenza tra stupri italici e quelli commessi da stranieri. Stesso atteggiamento dei leghisti i quali sono sempre pronti a strumentalizzare la violenza di genere in chiave razzista. Ma se Serracchiani si informasse meglio saprebbe che la maggioranza delle violenze in Italia sono commesse da italiani sostenuti da una cultura dello stupro che è universale. Lo stupro è stupro, chiunque lo commetta e una donna stuprata da un italico carnefice non può di certo sentirsi meno compresa, accolta e supportata rispetto a quella stuprata da uno straniero.

[Read more…]

La morte di una sex worker non fa notizia

 

C’è una storia della quale non si parla sui grossi media perché in fondo della vita o della morte di una sex worker non interessa a nessuno. Non c’è una beddamatresantissima che è stata uccisa sottraendola ai figli. Non c’è una moglie sottratta al marito. C’è solo una puttana come tante la cui vita dipende dallo stigma crudele che la colloca tra quelle che saranno in pericolo per le modalità errate in cui si affronta il problema. D’altronde quando si parla di violenza di genere non si includono le sex workers accoltellate, strangolate, uccise. Nessun@ chiede il loro parere per ragionare di prevenzione e soluzioni. La legge contro il femminicidio specifica che l’aggravante scatta quando c’è un legame affettivo tra carnefice e vittima. Una puttana non ha un legame affettivo con chi decide di derubarla, stuprarla, ucciderla, perciò la sua vita, in termini penali e culturali vale meno.

[Read more…]

A chi importa di una sopravvissuta?

lei scrive:

se sfiori la morte e sopravvivi ti senti invincibile. quello che non metti in conto è il fatto che devi badare al trauma successivo. vivo con la paura da anni oramai. come posso spiegare… non trovo le parole. mi sono persa e ho sopravvalutato la mia capacità di rinascere. è sparito il ricordo delle sue mani attorno al mio collo. sparito il rumore delle ossa rotte. a distanza di anni ricordo cose diverse, coloro la realtà di differenti sfumature. faccio di tutto per nascondere agli altri la mia sofferenza perchè non voglio essere considerata una vittima. una sopravvissuta, casomai, ma non una vittima. sono sopravvissuta ad una guerra contro un sistema di valori che mi ha sconfitta. credevo di poter sfidare la sorte, di poter dominare il pregiudizio, dirigerlo, addomesticarlo con l’amore, il sesso, con offerte tangibili che fungono da mediazione tra te e il resto del mondo.

[Read more…]

The handmaid’s tale: la serie tv che racconta l’oppressione delle donne

The handmaid’s tale, in italiano Il Racconto dell’Ancella, romanzo ambientato in futuro distopico scritto da Margaret Atwood, è una nuova serie televisiva voluta, prodotta e promossa, dal canale Hulu attraverso il quale potete fruirne la visione pagando un abbonamento simile a quello che si paga per Netflix. Attesissimo negli Stati Uniti e in tutte le nazioni anglofone in cui il pubblico con una minima coscienza critica sulle questioni di genere è realmente interessato alla trama, non è invece richiesto e neppure pubblicizzato a partire dai canali italici. Siamo l’Italia in cui la ministra alla sanità promuove, attraverso campagne alquanto discutibili, il Fertility Day e non mi aspetto che la serie tv qui abbia un grande seguito. Tuttavia sono convinta che la crudezza delle immagini e l’incisività della storia interesseranno moltissimo tante persone che hanno la vista un po’ più lunga del proprio naso.

[Read more…]

La R-Esistenza delle vittime di violenza di genere

lei scrive:

cara eretica,

sono una delle tante ragazze che ha subito uno stupro. ho detto no ma lui ha insistito, parecchio, e mi ha presa per stanchezza. alla fine stavo all’angolo, non ce la facevo più. non sapevo come uscirne se non dandogli quello che voleva per poi tornare libera. dicono che la costrizione psicologica, il ricatto, non siano fondamenti di uno stupro, ma per me lo sono stati. mi sono sentita senza via d’uscita, ho anche temuto per la mia vita, ho pensato che mi avrebbero dato la colpa se ne avessi parlato e infatti non l’ho fatto. lui continua a frequentare i posti in cui vado e gli amici che vedo.

[Read more…]

#SessismoNeiMovimenti: io l’infame e lui il povero compagno in difficoltà!

Lei scrive:

“Tempo fa ho divulgato uno messaggio per denunciare quello che mi era successo. Diverse sono state le reazioni per aver fatto circolare questo scritto nei vari spazi del movimento della mia città: molti si sono dimostrati fortemente solidali, altri hanno preferito l’accoglienza ad un povero compagno in difficoltà, altri non hanno gradito l’aver resa pubblica questa storia e altri ancora non mi salutano considerandomi un’infame. Ma in generale il clima di biasimo nei suoi confronti fa sì che non si faccia vedere più molto in giro e comunque non si è più assolutamente palesato con me. Io, “una scombinata”, ho fatto cadere nel fango l’effimera immagine di compagno integerrimo che si era costruito.

[Read more…]

#Bari: cacciata dalla città per un’occupazione utile a migranti e precari

Lei scrive:

ciao, dopo aver passato dei giorni difficili, ho scritto questa lettera per raccontare la mia storia, perchè non ho più voglia di rimanere in silenzio.

Quella che sto per raccontarvi è un’ordinaria storia di repressione. Comincia sei anni fa, quando a Bari fu occupato uno spazio abbandonato dalla Provincia. L’occupazione si chiamava Villa Roth ed era un posto meraviglioso, uno spazio sia abitativo che sociale in cui vivevano famiglie migranti, senzatetto italiani, student* e precar*, fra quelle mura eravamo una grande famiglia e abbiamo costruito iniziative musicali, politiche, sociali. Siamo stati bene e abbiamo fatto del bene, e non mi pentirò mai di questa scelta.
[Read more…]

Ero tossica, anoressica, malata: perciò non posso più vedere i miei figli

lei scrive:

“cara eretica,

mi sono fatta male per tantissimo tempo. ho usato droghe, sono stata anoressica, ho assunto antidepressivi e sono stata rifiutata da tutti, nel frattempo. amici, famiglia, compagno, due figli. ironia della sorte vuole che mi hanno tolto i bambini quando cominciavo la terapia di disintossicazione. sono stata brava, presumo, perchè oggi sono ripulita di quasi tutto. continuo ad avere problemi con il cibo, la droga mi ha lasciato tracce che non posso cancellare e i farmaci mi consentono di restare serena di fronte a tutta la violenza psicologica che subisco. i figli non li ha voluti il mio ex compagno ma li hanno presi i miei genitori che non vogliono farmeli vedere.

[Read more…]