Contributi Critici, Culture, Violenza

Concorso a premi per il miglior serial killer

Dopo l’invenzione del modello criminale più gettonato da media e forze di polizia che aspirano ad una promozione, segue il comportamento del misogino per acquisire uno status sociale invidiabile.

Procure e polizie fanno carriera e gioiscono quando possono attribuire all’egocentrico killer quella ventina di casi che altrimenti rimarrebbero ad ammuffire negli archivi e a fare numero per rafforzare le statistiche negative di chi non vuole ammettere di non capirci un tubo sulle indagini da fare per beccare stupratori e femminicidi.

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Comunicazione, Contributi Critici, Culture, Violenza

Genealogia di un serial killer

I primi a parlarne furono quelli che travisarono le gesta di misogini ai danni di prostitute in pieno ottocento vittoriano.

Seguirono gli Stati Uniti che hanno difficoltà a parlare di femminicidio, stupro e violenza di genere e dunque hanno rinominato un mostro per insistere sulla sicurezza delle donne nella famiglia tradizionale.

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Torture in pronto soccorso: si fa per il Tuo bene!

Mi hanno trasportata alla svelta, avvolta in un fagotto che doveva sostituire il pigiama umido di urina. L’infermiera ruba il fagotto e mi lascia nuda, alla mercé di sguardi estranei, senza tende di protezione e con abbondanti passanti per il corridoio. Porta aperta, spettacolo garantito. Ho chiesto un lenzuolo e una coperta.

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La posta di Eretica, Violenza

La violenza domestica paralizzante: storia di una donna abusante

È così bella e luminosa, mai ti aspetteresti quel malessere, lo stordimento, la paralisi che ti procurerà.

Lei scrive:

Cara Eretica,

Sono contenta di leggere che ti interessa parlare di violenza tra donne perché io sono stata vittima di una donna ed è stato difficile uscirne. L’ho conosciuta tempo fa e dopo un po’ ho capito che i suoi modi non mi piacevano. Mi ha rimproverata e fatta sentire in colpa “a te piace il ca..o” e io “no, è che non mi piaci tu”.

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Voices Carry: come si cantava la violenza di genere negli anni ottanta

Dal libro “Nella casa dei tuoi sogni” di Carmen Maria Machado, in cui lei parla, tra le mille cose, tradotte in violenza dell’archivio, dell’esperienza violenta in un rapporto queer. C’è questo capitolo che mi ha colpito molto e voglio condividerlo con voi, assieme ai link ai video delle canzoni citate. Scrive Machado:

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Uomo bianco salva donna nera: il recupero istituzionale che maschera razzismo

Avete presente il precedente post sul reality di polizia e body cam che invisibilizza le vittime di violenza domestica? Scorrendo tra i video ne ho finalmente trovato uno in cui la vittima è presente. Indovinate un po’? È afroamericana è l’uomo da cui è stata protetta era il suo ex ucciso nel corso dell’intervento poliziesco.

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BodyCam e reality polizieschi: come cancellare le vittime e incensare i salvatori

Se date un’occhiata ai reality più in voga negli Stati Uniti noterete che si occupano di interventi delle polizie che, per loro stessa ammissione, sono più rischiosi quando si tratta di violenza domestica.

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La posta di Eretica, Violenza

Soffri di malattia mentale e denunci di subire violenza? Ti danno della bugiarda!

Lei scrive:

Cara Eretica, sono bipolare e soffro di disturbi alimentari. Il mio ex mi ha fatta soffrire per anni con violenza psicologica che ha cancellato la mia autostima. Le donne non vengono credute quando stanno bene quindi avrei dovuto aspettarmi che io sarei stata trattata anche peggio. Ho detto al mio ex che mi faceva soffrire e lui ha negato. “Non ho mai detto o fatto…” e avrei voluto un registratore per le volte in cui mi ha dato della matta e poi ha negato di averlo detto. Credo che volesse passare per quello sensibile e attento ai miei bisogni e quando mi sono rifugiata da una mia amica ha iniziato a farmi stalking dicendo che ero io a cercarlo. È davvero facile far passare per matta chi viene giudicata tale persino negli ambienti sanitari. Soffrire di malattie mentali però non vuol dire essere stupide ma è più facile per chi ne soffre subire violenza.

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I am a stalker: un documentario da vedere

Sto guardando questa serie su Netflix che riassume molte delle cose che qui scrivo e che voi mi raccontate. In conclusione questi uomini vogliono il controllo sulla tua vita e se lo prendono in ogni modo possibile, ed è grave che lo stalking sia considerato qualcosa di riparabile e non l’annuncio di conclusioni violente. Come si vede dalle interviste per ottenere una condanna per stalking le procuratrici americane devono affiancare il reato ad altri (furto, aggressione) considerati più importanti.

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Femminicida perché l’unico seme che conta è il proprio

Doreen Ebert fu uccisa dall’ex marito Michael Dennis nel 1984 a San Josè, California, perché, secondo lui, ella doveva sentirsi in lutto per sempre per la perdita del loro figlio.

Lei si è risposata, ha fatto una figlia e ne attendeva ancora una, quindi lui l’ha uccisa.

Ha tentato in ogni modo di sviare l’attenzione sul marito della donna, poi ha piagnucolato sull’amore paterno offeso e infine non ha spiegato perché i soli figli che lui apprezzava erano quelli con il suo seme, da bravo patriarca.

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Femminicidio: prima le toglie i figli e poi la uccide perché lei ne attende un altro dal nuovo compagno

Matthew Sowder ha ucciso l’ex moglie Melissa, dopo aver fatto il padre separato disperato, dopo aver ottenuto la custodia, lei voleva rifarsi una vita, ed era incinta di un nuovo figlio con il suo nuovo compagno.

L’ex marito, non contento, giusto a dimostrare che la violenza sulle donne si perpetra anche sottraendo i figli, l’ha uccisa, nel 2014, a Houston, lei e il bimbo che aveva in grembo, perché non poteva accettare che lei avesse un altro uomo e un’altra vita. Poi l’ha messa in un bidone dell’immondizia e ha gettato bidone e corpo nel fiume. Sono serviti giorni e giorni per ritrovarla.

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Italiano uccide donna ucraina: razzismo e maschilismo di pari passo

Vera Mudra, ucraina di provenienza, è stata uccisa a Rimini nel 2020 dal marito Giovanni La Guardia. Ne parla Amore Criminale. Incidono molti fattori e stereotipi sessisti. Primo tra tutti quello che vorrebbe le donne straniere addette solo a ruoli di cura ovvero il suo contrario come rubapartiti di uomini perbene. Il tizio ha scelto una donna ucraina, la voleva incontrare, dopo un matrimonio fallito e sebbene i figli non si sappia dove siano, forse pensava di trovare una cameriera e badante gratuita alla quale delegava il compito di pagare quote per una casa, per la spesa, lamentandosi per il fatto che lei inviava soldi ai propri figli rimasti in Ucraina.

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Nunzia, vittima di un femminicidio all’italiana, dopo le feste natalizie

Su Amore Criminale viene narrata la storia di Nunzia Maiorano, uccisa dal marito Salvatore Siani, in provincia di Salerno, nel 2018. La donna aveva sopportato anni di umiliazioni e violenze, si era recata più volte al pronto soccorso per le ferite che lui le aveva inflitto, subiva una tremenda violenza ecoomica, mentre lui si sparava i soldi della spesa in vizi che ha portato avanti fino alla fine. In ultimo, nonostante lei fosse preoccupata per i tre figli, tra i quali uno più piccolo, aveva detto basta ai tradimenti, alle violenze e alle umiliazioni e aveva deciso di dormire la notte dalla madre, con il figlio piccolo, e tornare di giorno presso la casa coniugale ad accudire i figli più grandi, per non fargli mancare nulla.

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A natale siamo tutti più buoni? Macchè!

Nel natale del 2002, in Middletown, Pennsylvania, Scott Wholaver, il rosso, accompagna il fratello più grande, Ernest, a uccidere la ex moglie di quest’ultimo e le sue due figlie.

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Buone feste dai patriarchi femminicidi

Perché uccidono di più quando la famiglia è riunita. Le feste sono utili agli assassini per le stragi familiari. Ne ricordo uno: Ronald Gene Simmons, Arkansas, 1987, uccise molte persone, tra cui una ex collega rea di non aver ceduto alle avance. Nel frattempo però aveva massacrato tutta la famiglia che era tenuta in ostaggio in un caseggiato modesto, con i figli che – oltre a mantenere segreti per omertà verso il padrone – a malapena potevano andare a scuola, le più grandi soggette alle sue molestie, una tra le quali aveva avuto per incesto un figlio da lui.

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