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Storia di Aria: il disturbo da stress post traumatico

E’ il secondo capitolo della mia storia. Il primo lo trovate qui.

Sicuramente avrete sentito parlare di quello che succede ai soldati che tornano da guerre che li hanno traumatizzati. Vivere sempre nella paura, dormire con un solo occhio e con un’arma in mano, con l’idea che prima o poi qualcuno ti beccherà nel sonno e dovrai difenderti. Il terrore mentre senti il “nemico” avvicinarsi e parlo di terrore autentico, quello che ti fa salire l’ansia a mille e che ti causa un attacco di panico dopo l’altro. D’altro canto per me vivere con una persona violenta ha voluto dire anche avere un falso senso di sicurezza, pensare che avevo tutto sotto controllo. Se facevo quel che lui voleva sarebbe andato tutto bene. In realtà non andava bene nulla e quando lui mi picchiava, per quanto io cercassi di giustificarlo trovando una ragione che lo avesse reso violento, di motivi non ce n’erano. Erano sfoghi di ira, volontà di fare del male.

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Lesbiche #Terf a Londra bloccano il Pride contro le persone Trans

Questa è una traduzione non letterale (di Isabella) di un articolo in cui si parla del regresso culturale delle lesbiche londinesi e non solo, quando dichiararono guerra – insieme alle femministe radicali – alle persone trans. La transfobia che traspare dalle loro parole è degna dei peggiori rappresentanti della destra estrema. Pur di riaffermare la propria supremazia e il separatismo esagerato hanno smesso di pensare che il femminismo e il movimento lgbtq devono essere inclusivi. Le arcilesbiche italiane d’altronde non sono migliori. Si attende che anche loro si prostrino pur di non far partire un Pride transinclusivo.

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#aborto – mia figlia ha rischiato di morire a causa degli obiettori

Cara Eretica, vorrei partire con un vaffanculo rivolto alle persone che fanno terrorismo psicologico sull’aborto. Un vaffanculo sincero da parte di una madre che ha rischiato di perdere la propria figlia grazie a medici obiettori e al personale sanitario colluso con la loro volontà. Mia figlia è stata braccata fin dall’inizio. No choice a ore sedici, no choice a ore tre. Succedeva ogni volta che mia figlia usciva fuori dal consultorio. Hanno fatto quello che fanno di solito. Frasi melliflue condite di ricatto per poi passare alle minacce. Dio ti fulminerà, sei una ragazza vuota, fatti visitare da uno psichiatra, vivrai una vita piena di rimpianti, potresti anche pensare al suicidio.

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Più che sopravvissuta sono una guerriera. Una tra le tante

Cara Eretica, c’è stato un tempo in cui cercavo me stessa in ogni notizia di cronaca, quasi a dimostrare che quanto mi era accaduto fosse reale. Quasi a dimostrare quanto avessi ragione a sentirmi una vittima. Tante donne spezzate e con gli sguardi da sopravvissute, donne delle quali si descriveva l’aspetto, le abitudini sociali, sminuendo la faccenda. Il titolo faceva più o meno così: “Tragica morte a xxxxxxxx per gelosia” oppure “Delitto passionale a xxxxxxx”. Più rispetto si dimostrava soltanto nel caso in cui lei, la vittima, fosse una fervente cattolica, buona madre e buona moglie. In tal caso si parlava di inspiegabile raptus. Anch’io ero stata vittima di un quasi “delitto passionale”. Non capivo dove fosse la passione ma sopravvissi con qualche costola rotta, la trachea quasi a pezzi e il terrore che potesse accadere ancora.

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Ancora una storia di violenza sessuale dentro uno spazio occupato

Questa è la storia di una ragazza che ha subito una violenza all’interno di uno spazio occupato. Di nuovo si pone il problema: in uno spazio occupato si sceglie di non avviare una discussione antisessista e di isolare la vittima invece di supportarla. Con tanta solidarietà a lei pubblichiamo quanto ci ha scritto. Buona lettura!

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È la notte tra il 22 e il 23 giugno. Al di fuori dello spazio occupato nel quale sarei rimasta per fare i turni in difesa da un eventuale sgombero, scoppia una rissa tra due dei compagni che erano rimasti per il mio stesso motivo e altri tre individui con cui avevano passato la serata. La rissa si conclude nel giro di poco, i tre se ne vanno, uno perde sangue dalla bocca, forse un dente rotto. 

Insisto per ribarricare, la sento come una responsabilità prioritaria, ho già fatto l’errore di non barricarmi dentro una volta, non voglio ripeterlo, “già mi considerano un’incapace così”. [Read more…]

#IoTiCredo #Spagna – piena solidarietà alla vittima di stupro di gruppo

La Sentenza che riguarda lo stupro di gruppo a Pamplona (Spagna) ha scioccato il mondo intero. Tante donne hanno risposto con gli hashtag #YoSíTeCreo (io ti credo), #HermanaYoSiTeCreo (sorella, io ti credo), #LaManadaSomosNosotras (il vero branco siamo noi) #JusticiaPatriarcal (sistema giuridico patriarcale). Moltissime persone in tutte le città spagnole sono scese in piazza per dare solidarietà alla vittima. Così il governo è obbligato a mettere in discussione la legislazione in fatto di crimini sessuali supportando la Procura e l’accusa che stanno presentando ricorso contro la sentenza.

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“Il nostro prossimo santo”: come gli Incels stanno festeggiando la strage di Toronto

QUI l’articolo in lingua originale. Traduzione di M.

Articolo di Kimberly Lawson

Negli istanti prima di lanciarsi giù per una strada principale di Toronto in un camioncino preso in affitto, uccidendo 10 persone e ferendone altre 14, il sospetto Alek Minassian ha postato, secondo quanto riportato, quella che sembra una chiamata alle armi su Facebook. “La ribellione Incel è cominciata!” si legge nel post pubblico “Spodesteremo tutti i Chad e le Stacy! Tutti salutino il Supremo Gentiluomo Elliot Rodger!”

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